^1V ^/. ^ ■^^M j0^k£l y ^' If'' ^. H^ Jj^mf^U, ^ -i. J?^ •p- ^S. 5^^A.^P2» -^'* -; 5. L'Istituto fa una coUezione bene ordinata di tutti i raodelli, istrumenti e prodotti d'arte, sia da esso acquistati, sia ad esso per altra via pervenuti, e la liene aperta per istruzione degli artisti. 6. Ogni due anni I'Istituto pubblica una raccolta del- le proprie memorie e dei proprii alti, la quale deve com- prendere costantemenle un articolo contenente I'esposizio- ne dei cangiaraenti del personale componente 1' Istituto, dello stato delle sue collezioni scientificlie e dell'increraeQ- to delle medesime, non che dei lavori dall' Istituto stesso somministrati. 7. L'Istituto tiene in epoche determinate delle adu- nanze tanto per discutere sni mentovati oggetti delle pro- prie attribuzioni, come anche perche abbia luogo fra i socii la vicendevole costante coraunicazione delle rispettive co- gnizioni e vedute, ed in generale ad oggetto di difTonderc le utili cogoizioni. > II. CLASSIFICAZIONE DEI MEMBRI DELL' ISTITUTO. 8. I membri dell'Istituto si dividono in tre classi, cioe i. in membri onorarii, 2. in membri effettivi e 3. in socii — 8 — corrispomlcnti. Nclla scelta dei mcmbri non si ha riguavdo pill ad una clie ad un'altra scienza, n6 se ne esclude alcu- na; avvegnachc lo scopo doU'Istituto sia tale, che qualsiasi ramo scienlifico piio averc rclazionc coi di lui lavori, c la di lui tendenza diretta ad approfittare di cio che v'ha di pill distinto in qualsivoglia ramo scientifico, onorarlo e ri- eompensailo. 9. A membri onorarii vengono sceltiindividui, i quali, pel loro caraltcre e per lo zelo da cui sono aniniali per le scienze, conlribuire possono alio splendore dell' Istituto e proteggerlo. La scelta di questi membri spetta alio stcs- so Istituto, ed il loro numero e fissato a venti. Ove pero ristituto trovasse opportune di aumentarlo, potra impe- trarnc ila S. Macsta il permesso. 10. 11 numero dei membri efTettivi e fissato a quaran- ta, dei quali venti godono I" annua pensione di Austr. L. •ISOO, non avuto riguardo agli altri emolument!, che per avventura perccpisscro dal Tesoro dello Stato, o da altri fondi e casse pubbliche. Divenendo per altro inefli all'ailempimento degli ob- bliglii contemplati nel § 12. del presente Regolamento verra sospesa in via di regola la loro pensione, salvo alle autorita in casi di particolare riguardo di proporre per cs- si a Sua Maesta I'ulteriore godimcnto della medesima. La loro nomina, ed il conferimento delle pension! souo riservat! a Sua Maesta. Per la prima volta spetta al Governo di proporre le ternc, ed in caso di successive vacanze aU'Istituto stesso. -H. A membri cfl'ettivi non possono esserc scclti se- nonchc uomini distinti per talenti, opere e fama nelle scienze, c domiciliati nel llegno Lombardo-Vcncto. Per conscguire la pensione c inoltre necessario di — 9 — avere l;i cittadinanza anstriaca. iXclIc relative proposizioni dovrassi avere particolarmente rigiiardo a qiielli fra i membri cfTettivi, che non ancora sono provveduti di pen- sione, con che pero non intendesl, che abbiano ad essere preterit! quegl'lndividui, che non essendo nncora membri effettivi fossero pero meritevoli di niaggiore consldera- zione. -12. I merabri effettivi sono obbligali i. a coltivare lino pill rami di scienze utili alio stato; 2. a promuovere in ogni mode possibile lo scopo dell'Istituto, e particolar- mente colla comunicazione delle propria cognizioni, vedu- te, osservazioni e scoperte; 3. intervenire quindi diligente- mente alle adunanze dell'Istituto, senza per cio aver dirit- to a qualsiasi compenso, sia a titolo di viaggio che di altre spese, quand'anche le-adiinanze si tenessero fiiori del luo- go di residenza dell'lstitiilo; 4. fare i rapport! ed eseguire le commission! ordinate dall'Istituto, e 3. somministrare delle memorie da leggersi nelle adunanze c da inserirsi nella raccolta degli alt! dell" Istituto. dS. I membri effettivi non appartenenti alio stato ec- clesiastico nortano in occasione di pubbliche solennili I'nniforme nero ricamato in seta vcrde a rami d'olivo. di. I socii corrispotulenti, il di cui numero e indeter- minato, vengono noininat! dall'Istituto e scclti tra gli uo- niini dott! del Regno Lombardo-Yeneto e dcgl! altri Stati della Monarchia, non che delTEstcro, ! quali sieno in istato di concorrere e contribuire coi loro lavori alio scopo scienlifico dell'Istituto, o siensi res! benemeriti dello stcsso, o gli servauo di lustro colla loro ammissiono. — 10 — III. CARICUR ED IMPIEGin DFJ>L'IST1TIJT0. -15. L'lstituto ha un Presidente ed un Vice-Presiilen- te. Dopo due anni il Vice-Piesidente soltentra al Prcsiden- te, il quale non put) csscre rielelto alia Vice-Presidcnza . sc non dopo altri due anni. La loro nomina apparticnc a Sua Maesta ed e fatla la prima volta sopra tripla formata dal Govcrno, in soguito sopra tripla formata dall'Istituto. 16. Havvi inolli'e un Segretai-io ed un Yicc-Segrcta- rio. Essi sono sceiti tra i membri efl'ettivi e nominali da Sua Maesta sopra tripla formata dall'Istituto; durano in carica (|uattro anni e possono essere rielelti. 17. Onde evitare il caso, che ambcdue sortano con- lemporancan)ente di carica, il Vice-Segretario, (piando am- hedue (jucsti posli vengano conlemporaneamenle conferiti di nuovo, si considerera come eletto per due soli anni. is. II Scgretario perccpisce, durante la sua carica, I'aniuia rimuncrazionc di austr. L. 2100 ed il Vice-Scgrc- lario di 1500, non avuto riguardo agli altri eraolumenti come a I g 10. 19. Per gli oggelli cconomici havvi un' Amministra- zione composta dal Presidente, Yice-Presidente, Segretario e Vice-Segretarlo, e da un Membro elTettivo, il quale vcrra scelto [ler due anni in qualita di Amministratore. 20. Per la immcdiata ispezione sulle varie collezioni scientificlio, per gli ad'ari di Cancelleria e pel servizio del- ristituto havvi inoltre il pcrsonalc seguenle: fi) un Primo Scrittorc coll'annuo soldo di . L. d200 /j) un Sccondo Scriltore con " 900 r) un Bidelio con " 720 d) un inservientc con » 540 — a — 21. Quest! Impiegati ed Inservienti vcngono Irattati in parita del simili Impiegati presso gli II. PiR. Istituti di pubblica istruzione. II Bidello e I'lnserviente hanno inoltre il vestito ed in quanto sia possibile I' alloggio nel locale dell'lstituto. 22. La nomina a quesli quattro posti spetta dopo la prima volta all'I. R. Governo sopra regolare proposizionc dell'lstituto. SUSSIDII DELLO STATO. 23. Il locale per le adunanze dell'lstituto, pel colloca- mento degli apparati scientifici e per la Cancelleria viene assegnato dall' Amministrazione dello Stato. II pubblico Erario assume il pagamento delle pensioni degli Scrittori c Servi dell'lstituto, che vengono posti in istato di riposo, come pure del trattamento normale delle persone loro at- tinenti. Inoltre per fondare e manlenere I'lstituto, lo Stato accorda a cadauno dci due Istituti, come 7)iaxwiuni da non eccedersi per qualunque sia titolo un' annua somma di 45000 lire austr. la quale non verra corrisposta , in quaiito non sia d'anno in anno dimostrato il bisogno c po- tr<1 essere diminuita a misura che vi saranno delle vacan- ze, o restino giacenti delle pensioni, — 12 — 2i. Qucsta somma vicnc (listril)uitd come sogiie; i. Per Ic pensioni dci 20 Mcmbri pcnsronali in ragione di 1200 L. Aust. per cadaiino .... L. 24000: — 2. Rimunerazioni dci Secrctarii, assegni dogli Scrittori, e salarii degl' Inservienti dcil'Istiluto , . » COGO: — o. Vestiai'io dcgli Inscrvicnti, sa- lario dl altri scrvi sussidiarii clu; per avvcntura potessero nccorrere cd altre piccolc spc- se domesticlie ...... jj 540: 4. Annua dotazionc dcU'Istituto , » 13500: — Tolale Auslr. L. i5000:__ 2"). Inollrc ncil' anno, in cni Ira liiogo la dislribu- zione dei prer>iii d'indiistria, vicne corrisposta all'Istitnto, parimenti a carico dello Stato, c verso roI)I)Iigo di docu- mentarne il i)isogno, la somma di 2400 L. Atistr. la rpiale verra convcnientemcntc aumcntala nel caso, chc la distri- biizione dci premii non dovesse vcrificarsi net In igo di re- sidciiza doIPIstitiito. 2G. ii licavalo di'lla vendila dclla raccolla delle me- nioric c dcgli alii deH'Istilulo, come pure di quahinnue altra vendila cvcnttiale d'alui elTclli deirislituto verra im- pulato in amnenlo dclla dotazione annua fissa, mentovata al ^'. 4 deirArt. 25. STATUTI DKLL'ISTITUTO. 27. L'isliUito e autorizzato a I emcllcre statuti ed istnizioni sopra i varii rami delle sue allrilmzioni, come — is - pure anche per norma obbli2:atoria dei proprii impiegati ed inservienti, ritenuto pero, che senza siiperiore appro- vazione noD gli e lecito di portare alcun cangiamento a quanto e prescritto dai regolamenti ed altre decisiooi emanate dall' Autorita siiperiore. "* * Vienna li 6 Setlembre 1838. Promulgate qiieste norrne fondamentali, dell' I- stituto Venelo, a cui ora devesi il discorso ridurre, furono colla Suvrana Risohizione 26 novembre iSSq noiuinati Menibri effeltivi pensionati i siguori : Prof. Giovanni Santini. • r jProf. ToMJiASO Antonio Catuixo. Dolt. Giovanni Maria Zecciiinelli. ■'■''■ Prof. Valeriano Luigi Rrkra. Prof ah. Angelo Zendrini. Prof ah. Francesco Zaniedesciii. Prof. Bartolomeo Aprilis. Prof ah. Giuseppe Zamboni. e Membrl eflettivi non pensionati i siguori : Prof Alessandro Racchetti. Prof. ah. LoDovico Me«in. Bartolomeo Gamba. Dolt. Agostino Fapanni. LoDOVICO Pasini. Mons. Francesco Antonio Mosch.ni. Cav. PlETRO Paleocapa. Ing. Giovanni Casoni. Co. NicoLO Da Rio. - u — Coll' iutervento di questi 17 individui Tlstitu- lo tenne la sua prima adunanza nel giorno i mar- zo 1840, nella quale seoondo il costume accademioo fu attrlbuito 1' ulficio di Presidcnte a! Membro anzia- no prof. Aogelo Zendrini, e quello di Segrelario al Meiubro piu giovane sig. Lodovico Pasioi. AuUiWNZA DEL GIORNO 1 3UUZ0 184') .,<* .1/1 ih I'-xjq o^ ':'. 1 icsO J.-*} II Presidenle apre la sessiorie con un breve di- scorso con cui raccomanda a' suoi Colleglii di bene penefrarsi della iniportanza dei lorodoveri, e parlico- larmenle di adoperare affinche le proposizioni, che far dovranno per le nomine di nuovi Membri dello Isti- tuto, pienamenle corrispondano alle Sovrane inlen- zioni e giovino al progresso delle scienze ed al deco- ro del Corpo. Sono comunicati alciini Regolamenti e Decreti concernenti la organizzazione dello Istitulo e i gradi e le prerogative dei Membri di esso. II Presidenle propone, e T Islituto approva per acclamazione, cbe per 1' avvenuta fbndazione dello Islituto siano avanzati tre indirizzi di ringraziamen- to. uno a S. M. I. e R. , 1' allro a S. A. I. il principe — in — Vicere, il terzo a S. E. il sig. Governatore di Vene- zia. J M. E. Mcnin e Paleocapa sono incaricali di e- stendere quesli iDdirizzi e di presenlarii all'approva- zione del Corpo in una delle prossinie adunanze. Si precede a fare le proposizioni per la noniina ai 2,3 posti di M. E. tultavia vacanli nelT Istituto. Raccolte le scbede prodolle da ciascun M. E., vi si Irovarooo noniinafi 66 individui, ed assoggetlali que- sli alia ballollazione, soltanfo 28 Ira essi riportarono la pluralita assoluta dei voli. Dopo cio laduuanza si scioglio. — <3-!>-*=^o?>4p ■€>fl>— AdUNANZA del CIORNO 2 MARZO 'I 840. . . ■ "- ".;JV',i';: -. s ,- :,\ •.:.■ .\,v;v\.'>' '.!.'. <^\ .•■,^ .v\ -; Si legge il processo verbale dell'anlecedente a- dunanza, ch'e approvalo. ^.,, .,■■■ Dopo alcune discussioni si determina die sara forraata una sola lista dei liS nomi ararnessi il di in- nanzi, disponendoli secondo il nuraero dei voli olte- nuti da ciascheduno, ed in caso di parita dei voli, se- condo il numero delle voci, e sendo pari anclie que- sto, secondo 1' ordlne alfabetico , die sopra ciascun nome potra ogoi M. E, esporre le sue osservazioni sugli sludij sulle opere slanipale e sui meriti scicnli- Cci e lelterarii dei noniinali j die di siffatle osserva- zioni sara dalla Presidenza forniala una informazione complessiva per ogni individiio j die queste iDforma- zioni saranno comunicate aH'Islilulo e poscia assog- gellate insieme colle proposizioni alia Superiore Au- forita. /. 3 — 18 - Vengono anuunziali i segucnli doiil fatli all I- slituto. 1. Dal sig. AnloDio Neuinayer. Illzistrazione del Prato della Valh. Memoria storico'critica sopra la Pittura. Discorso in inemoria di Fedcrico Manfredini. Notizie biografiche di C. Fedcrici. Artisli ahmanni. — Vita di AlbcAo Durer. Classichc S((i7npe Manfrcdiniane. Dcscrizione dci dipinti di Fra Barlolomeo della Porta e di Guido Rent. Ritiy/ffixfa. Muzzolino pittorico. Sopra la inacchina Idro-pneiimatica papafaviana, in Vmyuatcdcsca. 2. Dal doll. Ambrogio Fusinieri di Vicenza. Uannala 1839 degli Annali delle Scicnze del Regno L.F. 3. Dal M. E. prof. V. L. Brera. Atli della dist.ribzczio7ie dei premii d' industria fulla in Venezia oud -1858. Si nomina una Commlssione composta dei M. E. Paleocapa, Casoni e Zanledcschi, affinche, concer' -- 19 — tandosi col sig. Bibliotecario della Marciana, proceda a scegliere i locali per la residenza deli'Islituto ed a provvedere che sieno convenientemente allestili. Si delermina di non procedere alia nomina di Meinbri Onorariij finche non sia accresciuto il nume- ro dei M. E. Si deterniina che la Presidenza faccia un Rap- porlo air I. R. Governo per invocare la soilecita de- stinazione dei due Scriltori e degl' Inservieoti dello Islilufo. Si precede per ischede e per volazioni a for- mare la terna pel posto di Segretario, e si stabilisce cbe la terna per quello di Vice-segretario sara forma- ta quando saranno aggiunti nuovi Membri effeltivi air Istituto. Dopo cio i'adunanza si scioglie. - AOUNANZA DEL G!ORNO 3 MARZO d840. . ' > 1 ! .' / ■ ■ — ■ 1 •.;.» .:-:lIJ;iJ ■ (.iiiibin;'!'- lijoy ;' ■ ■v-^V'-^v.i '.',' o .Mt'^icic. .■■';,';■>; r.; Si legge il processo verbale dell' adunanza ante- cedeote, ch'e approvato. , .. ^ , . , , II M. E. Menin legge i progetti del tre indirizzi clie r Islitulo nella sua prima adunanza delibero di presenlare. Questi progelti con alcuue lievi modifica- zioni sono approvali. , h^.j[y.i cvii.;!.' .:-:.? Si rilegge la lista dei 28 nopi ammessi nell' a- dunanza del i inarzo , e si delibera che sia assogget- tata all'Aulorila Superiore colla dicbiarazione che i piimi a3 sono veramente i candidati proposli dallo Isliluto, e che gli allri cinque sono da considerarsi come aggiunti ai primi per lasciare una qualche lali- ludiue nella scella. « 11 Segrelario conaunica quindi le informazloni OQ sopra ciulaun nome compilatc, le quali sono appro- vale, lion senza pero fare abilila ai M. E. residenti ia Yenezia di esarainarle insieaie col Segrelario, prima della defliiitlva presentazione, e d'introdurvi que'mu- tatuenli die repulassero opporluui. Riguardo alle pensioui luKavia vacant! si delibera di non fare alca- na proposizione, e di lasciarne il conferinieuto alia saggezza della Snperiore Autorila. Sapendosi che le tre sezioni dell' anlico Islitulo italiano, residenti in Venezia, Padova e Verona, si concenlrarono per ultimo in quella di Padova, e rile- nendosi quiudi che in Padova abbiano a trovarsi in alcun liiogo raccolli gli atti , i libri e gli altri oggelti alle suddette Sezioni appartenenti, I'Islituto delibera di fame ricerca al Governo, ed incarica la Presidenza del relalivo rapporlo. Dopo cio r adunanza si scioglie. AdUNANZA del GIORNO 7 MAGGIO 1 840. . . - ' :% . '. ..^ - ... ,? . vl^ . -. ..-. ':-» II segglo di Presidenle e occupalo dal M. E. CO. Leonardo Manin , e quello di Vice-presldente dal prof. cav. Gio. Sanllni , ambedue deslina- ti a qiiegli uflici colla Sovrana Risoluzione ai mar- zo 1840. 5 /,"\, :'i, '■.■■ ■.'•,'^V•^' '•'■•:>■:■;■■'.)■■> ;.r Si legge il process© verbale della sessione del giorno 3 marzo, che e approvato. • ' -^ •' ' . Sulla rimostranza falla dal M. E. prof. Zambooi di non poter ioterveiiire alia presente sessione per le lezioni di fisica ch' e obbligato di dare nel Liceo di Verona, 1' I, 11. Istitulo, considerate le disposizioni dei Regolaiuenti e le islruzioni contenule nel gover- nalivo decrelo 1 5 aprile, stabillsce che 1' esercizio delle funzioni di professore non possa dispensare un M. E. pensionalo dall' obbligo d' intervenire alle adu- nanze che si tengono dallo I. R. Istitulo, pel conferi- — 2.i — mento dei preniii d'induslria, e dispone die di la! deliberazione sia fallo consapevole il prof. Zanihoni. S. E. il sig. CO. G()\crnalore significa alio Isli- Uilo, con dispaccio dei o aprile, di aver rasscgnato i due indirizzi a S. M. J. e R. ed a S. A. R. il principe Yicere, c di aver ancbe da quesl'ullinio ricevuto un grazioso riscontro. Si presenta la nofa degli oggelli prodolti al Concorso d' indnstria e per ognuno si deslina una Commissione ad esaminarlo. Si dispensa ai M. E. presenti un opuscolo man- dalo in dono dalT Ingegnere Slrada, coucernente la bigattiera da esso isliluita. L' I. R. Governo incarica I'lslilulo di esamina- re le pclizioni preseiitale nel concorso pei due posli di ScriUore e per queili d' Inservienfe e di avanzare le relative proposizioni. L' Isliluto delibcra die siano dal Presidente nominate all' uopo due Commissioni, r una per quanlo riguarda agli Scriltori, T allra agli Inservienli. L' I, R, Governo, con dispaccio a6 marzo, do- inanda il parere delF Islituto sul punlo, se conveoga perraeltere cbe nella Fabbrica di candele slearicbe ox e di acido solforico, erelta alia MIra, illavoro conliuui anche nei giorni feslivi. L' Istitulo si riserva di trat- tare queslo argomenlo in altra sessione. L'l. R. Governo, con altro dispaccio del 0,3 a- prile, commetteairistituto di esaminare la importan- za archeologica di una collezione di marmi anlichi die il sig. A. Sauquirico propone di vendere alio Sla- te, e si nomina per tale oggetto una Commissioue composla dei M. E. Manin, Casoni e Menin. Riconosciuta la convenlenza di conferire un pre- raio scienlifico nel prossinio anno 1841, 1' Istitulo delibera clie siano invitati i M. E. a presentare alcuni quesiti scientifici o letterariij fra i quali ristitulo stesso possa sceglierne uno e proporlo al concorso. Dopo cio I'adunanza si scloglie. ».»S?^^e-( 7. Adijkasza del GionKo i4 haggio 1840. Si Ingge il processo verbale dell' antecedente a- dunanza, ch'e approvato. Si annunziano i seguenti doni fatti all'I. R. Isli' tulo. I. Per parte di S. M. I, R, I'Augusto nostro Sovrano. Tre esemplari in lingua francese deW opera in due i)olu7ni sullo stato delV agricoltura nelV Irlanda e nella Gran Bretagna, la cui edizione in due lingue fu assi' stita dal graziosissi7no soccorso di S. M, a. Dal membro effetlivo prof. Zantedescbi. Esperienze sulle correnti elettro • fis'wlogiche negl^ animali a sangue caldo da esso pubblicate, insietne al dott. Fario. — 28 — 3. Dal mcmbro efT. e Presidente cu. L. Manin. lllustraziGnc dcllc vicdatjl'ic dci Dogi di Venczia de- nominate osel/e. yeiiQz. 1834 con tavole. 4. Dall' Aleneo di Venezia. I due volumi finoru puhhlicati dcllc sue Esercitazioni scientifiche e letterarie. 5. Dal dott. Atubrogio Fusinieri. II pn7?2o setnestrc -1840 dcgliAnnali dcUe scienze del Regno Lomb. Fencto. 6. Da M. E, il Presidente Mazzelti. La sua Gratulatio in vcrsi latini pubhlkata per /' in- coronazione di S. M. I. R. A. c la Vesta di G.Batta. Gaz- zetti Trentino. Milano 1840. Si conlinua la ispezione della lista degli oggelti presentati al Concorso d' industria e la destinazione delle Commissioni che devono esaminarli, e si deter- miua che quesle Commissioni presenteranno i loro rapporti nolle adunanze che si terranao a tal fine nci giorni 2,1 e 23 maggio. Dopo cio I'aduuanza si scioglie. ■ ■ I I'ji AdUNANZA del GIORNO 15 MAGGIO ^840. Si legge il processo verbale dell' anlecedente a- dunanza, ch' e approvalo. Si raccolgono i quesiti scientifici proposti in i- scrilto dai M. E. pel concorso da aprirsi nell' anno 1841, i quali sono successivaraente lelti ed esamina- ti. Nessuno di essi avendo riportalo una piena appro- vazione, 1' Istituto delibera che quelli concernenti la Agricoltura siano congiunti e combinati in un solo, col quale sia richiesla una breve e ragionata esposi- zione dei difersi metodi agrarii e specialmeute delle diverse rotazioni agrarle in uso nelle provincie Vene- te, accompagnata dalle convenienli osservazioni sui pregi e sui difetti di questi metodi, in modo che ne risulti una statistica agiaria delle noslre provincie da servire di base ai nuovi studi da farsi ed ai migliora- meuti da introdursi. II M. E. Aprilis e incaricato della compllazione di siffallo quesilo j e si delermina clie" — oO — il preniio da ofirirsi sara di L. 1200, c die sara con- ferito nel giorno ononiaslico di S. M, Si conlinua la rivista degli oggelli preseatali al Concorso d' industria e la destinazione delle rispelti- re Comraissioui, S. E. il sig, Governalore annunzia con dispac- cio I 3 maggio, die piacque a S, M. I. R. accogliere con piena soddisfazione T indirizzo di ringraziamenlo rassegnafole dall' Istitulo. Dopo cio r adunanza si scioglic. APUNAKZE DEI GIORNI 2i e 23 MAGGIO 1840. In queste adunanze 1' I, R. Istitulo udi la leltu- ra del rapporti delle special! Commission! incaricate d! esaminare gli oggelli presentati al concorso d' io' duslria, e precede quind! a pronunciare i propri giu° dizii sugli oggetli medesimi, - Adunanza del giorno 28 maggio 1840. Si legge il processo verbale dell' adunanza del i23 rnaggiOj ch' e approvalo. II Segretario legge I'eslratto dei gludizii pro- nunziati sngli oggetli prodotti al concorso d' indu- slria, il quale deve esser letto nell' adtinanza solenne, e quindi stampalo : 1' Istitulo lo approva. II M. E. Menirij in nome della Commissione di cuifa parte, legge un rapporlointorno alia colleziouedl marmi antichi della quale il sig, Sanquirico offri la vendila alio Stalo ; I'Islitnto ne adotta le conclusioni. II Segretario legge i rapporli delle Coramissioni incaricate di esarainare le pelizioni prodotte ai con- corsi aperti pel due posti di Scrittore e per quelli di 54 — Tnserviente, Si precede quindi col mezzo della vola- zione alia formazioue delle terne da rassegnarsi alia Superiore Autorita per la norniua ai posli indlcali. Dopo cio 1' adunanza si scioglie. Adunanza del giorno 29 MAGGio i840. ; Si legge il processo verbale dell adunanza di jeri, ch* e approvato. »>•">•! II M. E. prof. Apriiis presenla il seguenle Pro- gramnia da pubblicarsi pel concorso al premio scieu" tifico nell'anoo iS/}!, conforme alle deliberazioni prese dall' Istituto nell' adunanza del i5 corrente. REGNO LOMBARDO-VENETO „,„,,; , I. R. Istituto Vcneto di Scienze, Lettere ed Arti. EseguenJo le prescrizioni della Sovrana munificenza r I. R. Istituto propone a piibblico concorso la risoluzione del seguente t .-i- i = PROGRAMMA Descrivere brevcmente ed esattaniente le principalt praliche presentemente usate di coltivare i ccreali e i fo« — 5G — raggi nolle Proviricic Vcnetc ; proporrc i mcloeli c le rola- zioiii clie la tcorica c la illuiniiiata csperienza dimostrassc- ro riiiscii-e piu utili e preferibili, scconJo le diverse circo- stanzc iocali, c scconJo le diverse manierc di amministra- ziono praticate nolle diverse provincie ; avendo riguardo allc ii liaazioni introdolte o chc si polrcl)I)cro introdiirre c alia ;"pianlita dei concimi occorrcnli, o crcati ncl possedi- mcnto, ti-alti d'altronde; appoggiare finalmente ed lllii- strarc i confronti c Ic proposizioni coi calcoli di spesa c ricaro possibilmente sporimentati. La Mcraoria dove averc per iscopo di prescntare una istruzione ai possessor! dclle terrc, e ai reggitori delle col- livazioni di esse sui mczzi piu convenienti di produrre i ccreali occorrenti al consumo della popolazione, e di au- menlare il niiinero c la bonta degli animali si da lavoro che da niacelloo II prcmio c di aiistriaclie L. 1200. Kazionali c stranicri, ecccttuati i M. cfToUivi dell' I. R. Istituto, sono ammessi al concorso. Le Memorie potranno cssere scritte in italiano , latino, franccsc o tedcsco, e do- vranno cssere rimesse franche di porto prima del giorno 51 marzo 48 il alia Scgreteria dslT Istituto medesimo in Yenezia, e secondo I'uso accadcmico avranno un'ojiigrafc ripetuta sopra un viglietto, contenente il cognonic ela indi- cazionc del domicilio dcU'autore. L' Istituto determlna che il premio dalle prima slabilite L. 1200 sia portato a L. i5oo. Si Irattano altri aflari iulernij e quiudi V adn- nanza si scio^iie. .u --■•' .ill AduNANZA SOLEME del GIORNO 50 MAGGIO 4840. .(V- ' •■ ' • " ■!"- Intervennero a questa solenne adunanza S, Em, il Card. Patriarca, S. E. il sig. co. Vice-presidenle dell' I. R. Governo sendo assente il sig. Governato- re, ed allri ragguardevoli personaggi che vi furono in- vitali. n *^ c\ *d '* 1 1 «\ Nella sala slaDDO esposli in bella mostra gli og- gelli d'industria premiati od amraessi alia esposi- zione. fTT^voj.ni^ I! Segrelario legge I' eslralto dei giudizii pro- nunciati dallo Istitufo sugli oggelti suindicati. 11 ri- sultameato dei quali giudizii e il seguente : MEDAGLIE D'ORO. I. Gerlin Sebastiano, di Venezia, xnii^liorummli nclla Con- cia delle pelli. — 3S — II. Andervalt PASQU4LE, di Udino, orologio con ntiovo nxotore. HI. Sacchetto Francesco, di Rovigo, archibmjio a percns- sione mirjliorato. IV. T0Rr:ELLAlV FRANCESCO e RaDI LorENZO di MuRANO, pU' sle di vetro a fondo d'oro per inosaicL MEDAGLIE D'ARGENTO. I. ScFiiVARDi dott. Antomo, di Brescia, niiovo letto ad nso dei malali. II. DirTA CoLLES CosTANZO, di FoUina, manifallure di panni. III. RocciiETTi Paolo, di Legnago, nuova bilancia a holla. lY. PjVA SiGiSMONDO, di Yaldobbiadcnc, scoperta di piclre liloine//i ad uso deipil- iori Icatrali. IX. Rossi Giuseppe, di Milano, carla da Incidare. X. Gradenigo Antonio, di Padova, innUizioni di schelelri ed ossa. Xi. Z vppARELLi Gaetano, di Brescia, pislola con acciarino a polvere fnlminnnle mi(jlioralo. XII. ToJiJiASi Jacopo, di Yenezia, lavori in vctro filato. XIII. GiRARDi AiNTONiOj dl Ycnezia, fnsiovi vxekdliche. — 39 -^ MENZIONI ONOREVOLI. I. GiRARDi LuiGi, (li Venezia, tavolo in legno con tarsiature metalliche. II. Ing. Luigi STRADi, di MilanOj bifjaltiera mobile. III. DoTT. JacopoFacen (Ji Lamon, presso Feltrej sludii sopra un insetlo nocivo ai boschi di larice. '>'j-"-i*-'T-'-" ^ IV. DoTT. LuiGi Nardo, di Venezia, riforme dei mezzi di repressione pei maniaci. V. Gnocchi GiosuEj di Venezia, inlroduzione di macchine foresliere. VI. Carlo Filippi, calzolaio di Venezia, slivale per la re- trazione dei muscoli delle gambe. VII. DiTTA Angelo Berlam, di Venezia, tilensili per I'allat- tamcnto ariifisiale. VIII. Nob. Antonio Molin, di Venezia, diffusa collivazione del frumento gigante di S.^" Elena , grano d' abbon- danza (con giudizio sospcso). OGGETTI A cm FU ACCORDATA L'ESPOSlZIOiSE. I. Rosa Luigi, di Venezia. nnovi lavori di confetleria. II. Eredi del fu Antonio Mugnol, di Venezia, stemrna in ferro cesellato. III. Ferrari Gaetano, di Venezia, nuovo marmo rosso. IV. Doit. Tommaso Rima, di Venezia, nuovo islrurnenlo chi- rurgico (con giudizio sospeso). V. Francesco Campiotti, di Bergamo, oggetli di profu- meria. VI. Cesare Rubelli, di Agordo, nuovo piromeiro, o provino a polvere. , — 40 — II PresiJente co. Mania prouunzia un discorso alluslvo alia circoslanza. Dopo di che il Segretarlo cbiama ad uno ad uno i premiati a ricevere dalle mani di S. E. il sig. conte Vice-presidente dell' I. R. Goverao le rispeltive me- daglie e patenti. Quindi 1' adunanza si scioglie. Adunanza del giorno 26 luglio -1840. ■H--'i I . . t : . ■ '. I Si leggono i processi verbali delle adunanze 29 e 3o maggio, che sooo approvatl. Si annuDziano i segue nti doni falti alTI. R. fsti- tulo. I. Dal membro effeltivo dott. Agoslino Fapanni. Reperiorio degli oggetli d^ industria e dcgli indivi- dui che li presentarono dal 1806 al i826, Milano, ^827. a. Dal doU. Anionio Fusinieri di Vicenza. 11 bimestre 6.° d8o9, ed il 2.° Marzo e Aprile d840 degli Annali delle Scienze nel Regno Lo?nbardo-Feneto. I. 6 — 42 3. Diiir I. R. Governo. L' Jlmanacco Ilccile delle Frov/fic/c Fenete, pel 1840. 4. Dalla Sociela medico-cliiiurgica di Bologna. Memorie dclla Socicta mcclico-cJiiruryica di Bolo- gna, ill 4.« Vol. 2." fasc. 2.'^ e 3." Bologna 1859. Bulletlino dclle Scienze fncdiche. An. XI, Sez. II, Vol. VIII, Agosto , Settenibre, Novembrc e Deceiubre 1839; Gennaro, Febbraro, Marzo e Aprile 1840. 5. Dal sig. prof. ab. Gio. Belloaio. Lezioni di Storia universale, Vol. I, contenente la Storia untica, in 8.'\ Venezia, 1859. 6. Dal membro effeltivo sig. L. Pasini. Memoria delV ing. Milani : Qual linea seguir deb- La da Brescia a Milano la I. R. privilegiata Strada di ferro Ferdinandea hotnbardo-Vcneta, Milano, 1840. 7. Dal iiieiubro effetlivo sig. jBartolomeo Gaiuba, Alciive Lcttcre fa77iiliari di Benedetlo Macarani a Clemente Sibiliato, Venezia, 1840. Ixttere di Vlaviinio Nobili al Cardinale Gio. di Medici, Venezia, 1840. — 43 — Alcunt Lettere di Nicola Martelli, scriitore Fioren' tino del secolo i6.°, Yenezla, 1840. Alcune Var'ianli del Pastor fido per cura di B. Gamba, tolte daWunico mitografo esistente neU'LR. Biblio- teca Marciana, Venezia 1840 (Estratlo dagli Atti del- I'Ateneo Veneto in 4.^). ■' .i.t.-' ,:;vv •■■ : -c, ■ 8. Dal sig. Bartolotneo Zanon di Belluno. Intorno un punto dclla niiova dottrina di Pelletier relativamente alia iiifluenza clcttro-clmnica delle varic terre sulla vegetazione^ Belluno, 1840. 9. Dal sig. Leopoldo Villa, di Napoli. 1 Discorso accade77iico intorno ai principali progres' si del I a geologia, ed alio stato presente di questa scien- za, Napoli 1840, in 8." Paralello fra i tre Vttlcani ardenti delVItalia, in 4.° (Atti (leU'Accadcmia Gioenia di Catania XII, 89, 128). Catalogo di una collezione di roccie della Calabria, di- sposte secondo Vordiiie della loro posizione relativay in 4." (dagli Annali civili ilel Regno di Napoli). , ., . Osservazioni yeognosliche sulla parte settentrionale e meridionale della Campania, \w 4.^ (dagli Annali civili del Regno di Napoli). Per rispondere alia ricerca fatfa del Governo se sia convenieote che nelle Fabbriclie di candele stea- riche e di acido solforico sia proliingalo il lavoro an- che nei giorni feslivi, rislitulo, intese le informazioni — 4i — su tale argomento verbal menle fornlle da alcuoi M. E., che furono dalla Presidenza incaricati di racco- glierle, ccncliiude che per mulle ragioni economiche e tecniche convenga di accordare la cliiesla coulinua- zione del lavoro nei gioroi leslivi nella Fabbrica di candele, e piu aocora in quella di acido solforico", che pero all' una e all' altra devono per parita di circo- stanze essere imposle le slesse cautele e riserve che lo furono gia alia velreria di Yeneziaj e quindi de- termina che siano lali couclusioni riferile all' I. R. Governo. Dopo cio rislitulo si Irasfeiisce nella sala delle adunanze pubblicbe, dove concoirono eziandio alcuni amalori delle scienze. 11 professor Calullo legge dapprlma una sua Me- moria Sopra i massi erralici die si trovano nei moult e nelle valli delle Provincie Venete^ nella quale, dopo aver parlato in generale del singolare fenonieno dei mas- si erratici e del suo ripelersi iu varie parii d'Europa, indica i diversi luoghi tanto piani che luonluosi delle Provincie Venete in cui si ravvisano massi erralici, fra i quali I'Alpago, santa GiusUna, i Patf, i conlorni di Zuero e di Fener, i monti del Cadorino e del Zol- diano, il monte Novegno presso Arsie, Jultiposli nel- le provincie di Beiluno, i monli di Rolzo, Gallio, Fo- — 45 — /a ed Enego nei Sette Comuni provincia di Vicenza, i contoroi di Tregoago, Badia - Calavena, Boica ed il Monte Baido nella provincia di Verona. Questi massi erratici constano per la iiiaggior parte di grauito e di porfido quarzifero, e di varieta tali die le somiglianli trovansi solo nelle montagne tirolesi. L'autore passa quindi in rassegna le varie ipolesi imaginate dai geolo- gi per ispiegar il fenomeno dei niassi erratici, e di- cbiara di appigiiarsi di preferenza a quella del barone de Bnch, die li vorrebbe originati e slanciati nei siti in cui ora attrovansi da quella inedesima forza di sol- levamento che ha fatto sorgere le diverse calene di montagne. Solo il disperdimenfo dei massi erratici sarebbe accaduto negli ullimi grandi sconvolgimenli della scorza terrestre quando gia i terreni terziarii e- rano consolidati. " Se con una carta d' Italia alia ma- 55 no, concliiude il sig. professore, si vorra prendere in y> esauje la posizione dei luoghi nei Paesi Veneti in r> cui sono slati geltati i niassi, si concepira che co- V) desti segnano una zona alquanto curvata verso il y) nord-ovesl da Belluno fino oltre i Sette Comuni, v> per estendersi nei monti del Veronese. Ora quale y> allra forza poteva recare in questi paesi le roccie " dei monti del settentrione, e i graniti della catena « di Brenner e di Slerzing, se non quella che pro- •>•> dusse i sollevamenli che si ammirano nelle Alpi " Tirolesi ? — 46 - U membro elTetlivo professor Zantedeschi legge la Relazione di alciine sue csperienze siillci indu- zione dinamica^ ossia suUa reciproca azione delle cor- renli deirdellrico fra luro. Per eseguire quesle sue esperienze egli Iia iuiaginalo e coslruUo uu indulto- melro ed allri parliculari congegni coi qiiaii si volse ad analizzare ! effello simullaneo di due correnliin uq medesimo filo. Egli trae da queste sue esperienze le seguenti couclusioni: J. Che due correnli, 1' una voUiana, I'altra nia- gnelo-eleltrica, diretle sul medesimo filo insenso op- posto, presentano uu' azione nieccanica non dissiniile da quella die osservianio nell'urtodei corpi, percuisi dislruggono nel caso di uguagliauza, e ne rimane la dififerenza uel caso di disusuaglianza. II. Che due correnti volliane direlte su due fiii condutlori vicinissiuii fra di loro, ma isolali, si Cac- cano, lanto direlte nel medesimo senso, cheiu senso opposfo •, non che nclla prima supposizione findebo- iimento e minore di quello che si osserva nella se- conda, Questo infievoliuienlo pero si verifica nei fe- nomeni della scintilla elettrica, dello sviluppo dei gas, ec. ma non ugualmenle nei fenouieni d'induzione elettrico-magnelica, nei quali si scorge che, allorquan- do le correnti sono diretle nel medesimo senso, la vi- goria deir iuduzione elettro-magnetica uguaglia ores- so che la sonima delle forze parziali delle singole cor- — 47 -- renli, e die ove sono direlte in senso opposlo, non se ne ha che la difTerenza : fatto imporlanfissimo che av- valora la dollrina pralica eleltro-niagnelica. III. Che la cotrenle indotia, uei limili delle sue esperienze, liene una direzione opposta alTinducente. IV. Che la virtu eleltro-niagnetica altuante c in ra- gione inversa della semplice distanza. V. Che segue la ragione diretia della superficie inducente ed indotta. VI. Che avvi idenlita fra la virtu indutfiva ma- gneto-eletlrica ed eleltro-magnetica, il che egli com- provo in ordine alia direzione, intensita e durata di quesle correnti. '■ VII. Che allorquando una spranga di ferro dol- ce s' introduce nella spirale atluante ed altuata, si ha un aumento quintuple di quelli parziali che si ravvi- sano nell' inlrodurre successivamente la verga di ferro dolce era nella spirale inducente ed ora nell' indotta, come aveva osservato accadere all'attacco e distacco dell'ancora ad uno dei poli di una rnagnetee all'attac- co e distacco simultaneo di ambedue i poli della stes- sa calamita. Finalmente il membro effettivo ff. di segretario Pasini legge un suo Epilogo di alciine osservazioni geologiche fatte nei contorni di Agordo^ nel quale de- scrive i rapporli di originaria giacitura che hanno fra — 48 — loro le roccio della valle Imperina, e le slraordinarie apparenze che Iianno assuiito per effetto dei solleva- menli c delle eiezioni di nuovi prodoUi. Non e per altro vero che si osservino nolla valle Iinperina due steaschisti, V uno Jondamentale, 1 altro coronante,co- uie aveva imaginato il conte Marzari per ispiegare al- cuoe singolari posizioni di quella roccia riguardo alle allre piu moderne: la calcarea, le arenarie secondarie e lo sleascliislo furono sollevali ed alterati tulti insie- me dalla pirite cuprifera che vi si e interposla in massa enorme ; si deve considerare la pirite come la sola roccia operatrice di tutti quei movimeiili, e del- la modificazione che hanno snbito lanlo la calcarea che lo steaschisto ; quest'tiltimo specialmente si vede qua e la peoetrato dalla pirite e da altri minerali che vi sooo slati iutrodotti posteriormente •, e siccome poi 1 alferazione della calcarea prodolla da pirite e di tut- la evidenza, e che lo steaschisto mostra ad evidenza di essere legato colla pirile, il conte Marzari voile iufe- rirne la sua recente origiiie e chiamollo steaschisto co- ronante. Ora Irovato che la pirite cuprifera si com- porla nella valle Imperioa come una roccia ignea, si deduce che deve avere sotto terra una estenslone in- delerminata, e che si possa in conseguenza ritenere come inesauribile la massa rainerale di Agordo. Finite quesle lelture 1' adunanza si scioglie. Al'O iCCiDElICO 1840-1841. Adunanza del giorno 29 novembre i 840. .a Si Ifigge il processo verbale dell'antececlente a- dunanza 26 luglio, ch' e approvato. Si annunziano i seguenti doni falli all' Islilulo. I. Dal menibro efletlivo prof. Zantedeschi. La sua rdazione storico-crilica sperwientale sul* V elettro-magnetismo , Venezia i840, in 8.° 2. Dalla Sociefa medico-chirurgica di Bologna. Bulhtiino delle Scienze medlche, fasc. di Maggio e Giugno 4840, in 8.° 1. , ■ ' — 50 — 3. Dall' ab. Barlolorneo Yascolti. // suo eodice pel Jier/tto del bachi da seta ec. Venezia, •1840. 4. Dal dolt. Domonlco Rigoni-Stern, I. R. chirurgo proviociale in Verona. / siioi ceniii stor/'co-slatistici. sul vaiuolo che fu nella Provincia di Verona ncl 1840, e l' ultra sua ?/ict/io- ria sulla ciira pi 11 sol led ta delta seahbia, Yenezia, -1840. 5. Dal dolt. Pietro Magrloi, professore di Maleniatica in Venezia. 11 suo discorso dell' avviamento dc'giovani hi relet' zione al progresso sociale , Belluiio i839, e la sua me' fnoria siilla (/uatlralura deiriperbola, c reltificazione del- la parabola, Yenezia, 18-40. 6. Dal sig. Gio. Cappa, clinico-lecnico di Novara. he sue, 7nemorie letie alia B.lunio72e degll Scienzlatl lluliani in, Torino sul scccuiue dtlle foglie di gelso, snlla I'olorazione dei bozzoli c siilla conservazionc delta palata. (Estralto dal Rcportorio di Agiicoltura). ^. Dal uiembro effeltivo e segretario L. Pasini. La itoria della grandine deW abate Getievois, Torino^ 1840. ~ 51 — // rnvtoilo Pactod ml Irnttamcnto del onincralc di ramc hifjio-argentifero. (Estralto dal Rcpertorio di Agricol- tlU'il). Agassiz — Enu7)ieration des poissons fossiles deVlta- (ic, cc. An72ali dellc Scienze del Regno Lomhardo'Feneto pubblicati dal dott. Fusin/'cri, Annate 1831 , 1832, 1855. W » 7 ' » ^ ' 1 ■ » jT t-H V » I > -^J I I o. Dal raembro eiieltivo prol. Lalullo, Un siio articolo gcologico inserito nel Messaggcrc Torinese del 1\ novembre sopra alctirte rocce del Bclluncse. II prof. Catullo presenta all' Islitulo insieme con quc- stn lettera geologica alcune rocce del Bellunese e del Ca- (lorino. II Governo con dispacclo i ti seltembre rimelte all Istilulo due saggi di galvano-plastica oltenull dal M. E. prof. Zanledeschi e da esso presenlati alfAcca- demia di Belle Arli, ed il rapporto da qiiesla fattone. Si meltono soUo gli occlii dei Membri alcuni sag- gi di elettrolipia, o d'incisioni in rame riprodotte col rnetodo galvanicOj die il membro elTetlivo professor Zanledeschi presento all'Islitulo fine dal i6 seltem- bre passalo. A questi primi saggi, e ad nno in parli- colare cliebbe a ricavare da una semplice s'ampa, non gia da una lamina, egli ne aggiunge era parecchi altri. — 52 — 11 medesimo membro efTeltlvo con sua lelter.i presenlata il i'5 setlembre airistitnto annunzlava chc era stalo fatlo alia scuola di fisica in Venezia fino dul i5 seltembre un imporfante miglioramenlo alia mac- china magnelo-eletlrica di Loodra, il quale si fouda sulla disposizione delle spirali, e che ha per fonda- menlo la dottrina delle reciproclie intluenze delle cor- renli elellriche. Egll si propone di leggere in una del- le prossime adunanze la mcmoria relativa a questo miglioramenlo. Si legge il dispaccio lo setlembre con cui 1' L R. Governo manifesla il suo pieno gradimento all' I- slilulo per le cose da questo operate nel primo anno accademico. Si anuunzia che furono da S. M, con sovrana Risoluzione 26 seltembre nominali Membri eflellivi pensionati del Vcnelo Istltuto i signori: Do/f. BART0L03IE0 BiZIO Nod. GiusTO Bellavitis Jb. Giuseppe Furlanetto Dolt. GiROLAMo Venanzio GiuLio Sandui Dotf. Giuseppe Bianciietti — 53 — Membri effeltivi non pensionali i siiioori 'o Frof. Carlo Conti Dolt. Antonio Fushviebi Prof. Roberto de Yisiam Co. Giovanni Antonio Scopoli Don. GiANDo:iiENico Nardq Co. NicoLo Contauini II menibro efTellivo sig. Bartolomeo Gamba legge una sua narrazlone su Marco Lombardo Vene- zianOj ainico di Danle Alllghieri, e dall' immortale poela introdollo a conversare nel sue caulo XYI del Purgatorio. Intorno alia palria di quesfo Marco gli spo- sitori della dlvina Commedia, si di antica die di mo- derna data, non disconsenlono dal nominare Venezia j ma intorno alia schialta di lui non bavvi coinmenfa- tore uioderno che non incianipi e non trascorra in ab- bagli. II sig. Gamba ne passa in rassegna parecchi, e coU'aiuto speciale degli anlichi spositori, delle vecchie cronache, e delle genealogie delle Venete noblli fami- glie cbe gli 'iw dato di esaminare, egli melle in plena luce, che nel verso di Dante: Lomhardo fui, e fui chiamato Blarco la parola Lombardo non equivale ad Italiano, come parlano lulle ie moderne spiegazioni, ma esprime in- — 54 ~ vece il vero cogoonie della nobilissima famiglia Vene- zlana di Marco la Ca'Loitibardi. II sig. Gamba ha adu- nalo moUe nolizle su questo nobile casalo dei Lom- I}ardi, c IraUa poi a lungo della coiiigiania professala da Marco secondo f uso di que' tempi, del suo dialogo con Dunte nel Pnrgatorio, della prigionia clie ha sof- I'erto, dei suoi vivaci molti e del suo leslamento. Di questo niodo il sig. Gamba illustra pienamente il ca- salo e la vita di un saplenle veneziano patrizio, che fu delizia dei principi, amico di Dante e specchio di rarissima corlesia, ma del quale per trascuraggine specialmenle degli uomini di leltere si trovava offii- scata cd avvolla in densa nebbia e quasi dileguata la niemoria. II membro efifcllivo e \ icc-presidenle cav. San- tini comunica le secucnli Of.servazioni della nuova Cometa scoperla ai 2,6 ol- tohre I 8^0 in B crli no • prime rlcerche intorno al- ia sua orbita. II sig. (Inltoro Bi'omickcr, conosciiito vanta2:giosamcn- ti per li suoi diiigoiui calcoli sopra la Comela porimlica, a ciii per giusto litolo di ricnnoscenza Iianno (l;ito gli astro- nomi di comiinc conscnso il noiiic di Conicin di Encke, pcr- lustrando mimitamente il cielo con un ccrcatorc, s' incon- tro nclla sera del giorno 26 dello scorso incse di otiobre — 55 — in una tenuissima nebhia framinista alle stelle del Dragone, chc tosto sospelto essere una nuova Comela. Questa perlustrazione ei faceva dentro le domestichc pareti, senza essere munito di alcuno stromcnto con divisio- ni capaci di renderlo idoneo a determinare la posizione di alcun punlo nella sfera celeste con qualche grado di preci- sione; qulndi, appena veduto 11 niiovo sospettato corleo del nostro sislema solare, si trasferi al pubblico Osservatorio per delerniinarne con tutta esatlezza la posizione. Restando- ne pero distante per circa mezz' ora di cammino, perdette in quclla sera la opportuna occasione, perche, intanto annu- volatosi il cielo, piu non pole vedere la debole nebula teste discoperta, Questa pero venne facilmente ritrovata nella sera se- guente dal sig. dottor Galle, aggiunto di quell' Osservato- rio, e losto ne fu comunicata agli astrouomi la notizia con una circolare a stampa dal sig. cons, e cav. Schumacher, redaltore dell'interessantissimo foglio periodico, intitolato Aslronoinische Nachrichlen, che si pubblica in Altona, la quale conleneva eziandio con \xnpost-scriptu7?i manoscritto del 31 ottobre le osservazioni esatle del citato Galle per i giorni 27 — 28 ottobre. Esse sono le seguenti: -1840 ottobre AR. Com. Decl. Com. 27-'10.hi7.'46/'t.m. a Berlino; 280.01 6/57/'7;68.55/34/'8 28- 8. 55. dl 281. 21.47, 8j60.56. 5, 8. Pervenutaci appena questa notizia, si ricercn nell' Osserva- torio nostro di Padova ; ma il chiaro di luna, e piu lo sta- te torbido dell'atmosfera impedirono, che si potesse avere sperauza di buon successo fino alia sera del 22 novembre. In questa sera, cssendo il cielo sufficientemente sereno, io — Sf) — 5a incontrai con iin biioa cannocchiale di Fraiinhofer di 4 picdi di dislanza focale, a cui adattai per qiiesto oggetlo un oculare a gran campo di Dollond, che lo converte in un ot- tinio cci'catorc. Essa era allora del)olissinia, frammista a niolte piccolc stelle neila coslcllazione di Ccfoo, sui confini della via lattea. Passando tosto a ricercarla alia macchina paralattica, per delerminarne la posizlone, non mi fu piu possihile iiicontrarla, pcrclie inlanlo I'almosfera si era ca- licata di vapori, dei (|uali il piu leggero velo serve ad impe- dirne la vista. JNelle sere successive pcro del 25, 24, 2"), 26, 27 del corrente novembre fu assidnamente osservata da me e dal mio Cfilloga ed aniico dott. Gonti, cui io mi conipiaccio al- tamente di vedere in cpiest' oggi per la Sovrana Ciemenza occupare fra voi onorata sede, e ne fu determinala la posi- zione con tntla qiiella precisionc, che e conipatibile colla somma sua dcbolczza, avcndo cura di riferiria a slelle gia bene determinate, cd inserite nel non mai abbastanza loda- lo Catalogo del Piazzi. Essa c sommamente difficile a vedersi; assomiglia ad un Icggcro alito di vapore della estensione di circa un mi- nuto (li arco ; non vi si distingue nucleo determinato, ne traccia di coda. Ila un movimeiito direlto di circa due gra- di al giorno in AK; la sua declinazione va di piu in piu di- minuendo, accelerandosi di (piantita sensibile il suo moto diurno, verso I'equatore. Kon sostiene illuminazione del cannoccliiale; per lo che non c possibile detcrminarnc la posizlone mediante micrometri formati da sottili fdi di ra- gno o di seta tesi nel foco, come si suole praticare per i corpi celcsti piu risplendenti; ma fu necessario ricorrere all'uso di un micromelro da me fatto costruire molti anni addietro per casi simili, formato con quelle sottili laminci- — 57 — le, di cui si formano i bilancleri spiral! degli orologi, die agevolmente si possono vedere senza il soccorso di estra- nea luce ; ma dai quali non si puo sperare tutta quella esat- tezza, che si ottiene dai micrometri filari. Preraesse queste cose general!, passero a riferirv! i dati presentati dalle osservazioni intorno al suo movimen- to; e prima di tutto riferiro le posizioni apparent! delle stelle, delle quali si e fatto uso nelle successive sere, per determinare la posizione della Cometa. Le posizioni medie, siccome abbiamo di sopra accennato, sono desunte dai Ca- lalogo del Piazzi ; e sono state convertite in posizioni appa- renti mediante le formule ed i costanti pubblicati nelle Effe- merid! di Berlino del signor Encke dell' anno corrente. Nurnero del Catalogo Piazzi A. R. app. Declin. app. 373. XXI 2l.h54.' 2,"35 56.''54.'10,"5 385. XXI 21. 56.43, 02 57.14.20, 4 54. XXII 92. XXII 22. 17. 8, 81 55.10. 1, 9 137. XXII 22. 23.31, 75 51.36.23, 7 Mediante queste posizioni apparent!, co! dati sommini- strati dalle osservazioni sera per sera, che qui per brevita si omettono, avendo I' opportune riguardo alle rifrazioni a- stronomiche, si sono ottenute le seguenti posizioni appa- rent! della Cometa rapporto al piano dell' equatore. 58 Nov. 1840 T. medio ill Padova A. B. app. di Coiiieta Dt'cliii. npp. di Ciiiiicta Osservatori NomidclIeStellc di coiifroiito 23 24 9li 3' 6" 6 7 26 8 1 7 51 5 4 7 1 33 4 7 32 4 9 8 5 56 2 7 13 13 7 7 36 40 5 7 58 32 7 33 31 7 56 38 6 8 8 34 7 211.40'12",75 21 47 24, 58 21 47 31, 92 21 54 57, 55 21 55 4, 13 21 55 6, 19 22 2 35, 76 22 2 41, 47 22 2 43, 06 22 10 12, 29 22 10 16, 95 22 10 26, 32 55"54'37'M 55 25 1, 8 55 24 31, 8 54 51 45, 1 54 50 47, 1 54 49 4, 1 54 15 23, 4 54 15 9, 5 54 14 6, 5 53 36 5(i, 53 35 40, 8 53 36 23, 8 Si S. S. S. ] S. C.I r 1 ( 385. XXI. 373— 385. XXI. 25 26 27 54 — 92. XXII. 92 — 137. XXll. ! E note, checon tie osservazioni mediocremcntedistanti si puo stabilire una prossima tcoria dci moviincnti in appa- rcnza bizzarri di una Cometa, fondata sulla ipotcsi die cssa dcscriva una parabola intorno al Sole. Questo problema ri- solto per la prima volta da Newton, e da Ilalley applicato a tutte le comcte, dclle quali pote rinvenire nclla storia dati sufficierUi, e stato in seguito traltato dai piii celebri mate- malici dclla trascorsa e della prcsente etA; c noto altresi, cbc tra tutti i nictodi proposli, (juello, che piu prontamente conduce al risultalo finale, 6 dovuto al celebrc dott. Olbers di Brema, di cui I'astronomia e la inedicina insieme cbbero a piangere 1' amara peidita sul finii'e dello scorso anno. Avendo negli scorsi giorni avuto contezza, mediante la Gaz- fcCtta di Vienna, di una osservazione di questa slessa Cometa, fatta nel giorno 12 di novembre in quel celebrc Osservato- rio della capitalc della Monarchia, sono stato curioso di rin- tracciarc I'orbita prossiiua, ed a questo oggelto ho prescel- to le seguenti ire osservazioni: ^. di Berlino del 2S ottobre del sig. dott. Gallc; 2. (piclia di Vienna del 12 novembre, descrilta coi seguenti loruiini: - 59 - T. medio di Vienna G.^ 39/ 2/' AH pross. di Com. = 20.'" 15/ 32/' Declin. di Com. = 59." 49/ 57/' \\' ■ , .' Per la terza osservazione ho prcso il medio delle due posizioni da me osservate nella sera 24 novembre, e sopra riferite. Trasportando ora queste posizioni dal piano dell'equa- tore al piano dell'ecclillica; riportando i tempi dei diversi meridiani ad uii meridiano comune, per il quale ho scclto quello di Berlino; prendendo i luoghi del Sole dalle esatlis- sime effemeridi di Encke ; convertendo le ore in parti di giorno, e riportando I'origine del tempo al principio del- I'anno, qualora si soguano le denominazioni, e le tracce per 1' applicazione del teste lodato metodo del sig. Olbcrs al presente caso parlicolare nel 2. volume de' miei Elementi di Astronomia (Ediz. 2.), si ottengono i seguenti elementi del calcolo. T. medio al merid. di Ber- lino 1840 L. =; Long, di Cometa geoc. B.= lat. geoc. di Cometa A. = iongit. di Teira Log. R. = L.dist.di Terra dal Sole 3026,35082 317, 2Gt.75 329, 32273 317" 6' ,3 352 10,9 365 11, 3 35»23',8 50 27, 4 G2 38, 1 9.99678 9.9951 7 9.99414 Dietro questi elementi del calcolo, si forma coi precel- ti esposti nel citato luogo log. I\I = 0,46825; do- po di che si ottengono le seguenti equazioni: /^ = 0,98529 + 0,40004. p' -}- 58,5925. p'^ /'"^ = 0,97338 4- 3,12080. p' -h 37,9227. p'^ c'"^ = 0,24597 -- 0,98935. p' + 10,4518. p''^ — 60 — Giusta lo spirito di tjuesto metodo, convienc ritrovare tal valore di p', che soddisfaccia alia equazione (/ _}_ r'" -^ (^"V- — (/ -h r'" — d"V'- oK Tcntando, trovansi prossimamcnte i seguenti valori : p' rr 0,d434 ; donde si otticne / z=z ^,4992 /" =d,4845 c'" =0,5576 Continuando mediante questi valori il calcolo numerico, si pervicne facilmentc alia segucnte orbita parabolica: Passaggio al pcrielio 520, p 181 del 1840 ovvero \ 5, 181 di novcQibrej T. I\l. a Berlino longit. del perielio 25.'^ 41/7 delNodo 548. 49,5 inclin. aU'ecclittica=: 58. 2,8 Log. difi". perielia = 0,16964 ; dist. perielia = 4,4745 moto direlto. Questi elementi soddisfanno alle osservazioni estremc per lo spirito stesso del metodo; non rappresentano pero con tutta fedelta I'osservazione di mezzo, imperciocchc si ottiene da essi Long.geoccalcolatazz: 351.«58,^8; latit. calc. = 73.038/2 osserv. = 352. 10, 9 .... 73. 34, 4 differ. +12,1 —3,8 — 61 - Quindi nella sfera celeste la distanza aogolare del punto cal- colato dall'osservato sara = i/(i2',l)^cos.^73.''J 56'-|-(3,8)° Tale difTerenza, piccola in vero se si abbia riguardo alia somnia difficolta di osservare con qualche precisione questo debolissirao coipo celeste, potra diminuirsi con unaseconda approssiniazione, che nell'angustia del tempo non ho po- luto intraprendere. Abbandonando perlanto queste sterili materie, io sento il bisogno d' implorare 11 benigno vostro compatimento, se ho osato per la prima volta d' intrattenervi con argomenlo incompleto, esposto anche in forma si arida ed incomposta. Fost-scriptum per la memoria presentata dal sotto- scritto all' I. R. Istituto nella seduta del giorno 29 novem- bre 1840 in Yenezia. Padova li 2 dicembre 4840. Non avendo avuto il tempo per risolvere con 1' ultima precisione le equazioni in p' determinanti I'orbita parabo- lica della Cometa, cosi mi faccio dovere di comunicare in quest' aggiunta i risultati ottenuti posteriormente, che sod- disfanno alle dette equazioni con tutta esattezza. ' " Pertanto il valore di p' corretto risulta il seguente: da cui si ottengono Quest! numeri danno, proseguendo il calcolo degli ele- menti nel modo prescritto ncl 2. volume AqW Jstronomia.- li) p'— 0,143S52 ,\IGZ . ./ —1,3001 111 W-^A /"— 1,4842 -J (/" —0,5579 1 yi '.aui ' J a — 02 — passaggio al perielio 1840 a giorni 520,24525 T. M. (li Bcrlino ovvero 15,24525 novcmbrc 1840. Longitud. del perielio r= 25.H2', 5 del Nodo 248.047', 7 inclinazione 58. 5,05 ; nioto diretto. Log.di distanza perielia = 0,JC984;dist. perielia^r 1,4780. Quest! elementi rappresentano esatlanicntc la prima e la tcrza osservazione per lo spirito stcsso del mctodo. La seconda poi e rapprcsentata nel modo seguentc: Lat. geoc. calcol. =:75.o57',0; long. geoc. calcol. =r 352." 5', 4 Lat.geoc.osserv.=73. 54, 4;long.geoc.osserv.=r552.10, 9 — 2',6 +5,5 Quindi la distanza angolare nella sCera celeste del luogo cal- colato dal luogo osservato sar;\ D = }/ (2',6)"- -f- ^5',5).^ COS."- 75."35' — 2',9 c. Fir77i. Giov. Santin/. 11 membro effettlvo prof. Catullo legge la sua In- troduziojie ad una niemoria sulle ca^'erne dello Stato Veneto^ nella quale si propone di dare la descrizione di alcune caverne delle Provincie Venete, cli' egli ha esaminato, delle recce in cui sono scavate, e degli os- sami od altri resti animali clie vi si trovano sepolti, Egli intanto in quesla iolroduzione passa in rassegna le varie opinioni manilestate dai geologi sulla origine e sulla successiva ampliazione delle caverne, e si trat- liene in parlicolare su quanto Iia pubblicalo il signer Boue. — 63 — Dopo cio I'Istilulo si rlduce in adunanza segi eta. Si tratta in questa adunanza di formare la Ta- bella delle ordinarie adunanze periodiclie da tenersi uell' anno accademico 1840-1841 , come prescrive 1' art. I. del Regolamenlo interno. Kestano definitivamente scelti fra 1' anno i se- guenti giorni : Donienica e lunedi 29 e 50 novembre ( jo^n Domenica e lunedi 27 e 28 decembre \ Domenica e lunedi 24 e 25 gennaio ^1841, Giovedi e venerdi 25 e 26 febbraio id. Sabbato e domenica -13 e ii marzo id. Domenica e lunedi ^18 e d9 aprile id, Nel mese di maggio il giorno in cui sara celebrato 1' o- noniastico di S. M. I. R. ed il giorno susseguente. Sabbato e domenica i9 e 20 giugno 1841. Domenica e lunedi id e 12 luglio id. Domenica e lunedi 8 e 9 agosto id. Si trattano alcuni affari interni, e quindi 1' adu- nanza si scioglie. Adukanza del giorno 30 novembre 1840. Si legge il processo verbale delf adunanza di ieri, ch' e approvalo. Volendo 1' Istitufo procedere alia nomina di 20 Membri Onorarii, dopo la lettura dei I'elativi regola- menti e delle istruzioni aggiuntevi , il Presidente co. Manin fa la seguente proposizione: n Dovendo I'l. R. Istitulo procedere alia nomi- na de' suoi membri onorarii, come si e riservato di fare nelle aduoanze del passato marzo, ho I'onore di proporre la scelta dei segaenti Ecceisi personaggi della Sovrana Corte, Ministri ed alfri ragguardevoli soggelli die coprono le primarie cariche della Monar- chia o del Regno nostro, e pei riguardi dovuli allec- celso loro grado vi propongo di fare questa scella senza schede e votazioni. ••: ■ ,, I- 9 — 66 — 1. S. A. I. R. I'Arciduca Francesco Carlo. 2. >y Carlo Luigi. 3. >' Giuseppe Antonio Palatino del Regno d' Ungheria. 4. 55 Giovanni Battista. 5. 55 Ranieri Vice-Rc del Regno Lora- hardo Yeneto. 6. '5 Luigi Giuseppe. 7. 55 Federico Ferdinando. 8. S. A. il Principe Clehente Venceslao di metternicii. 9. S. E. il sig. Co. Francesco Antonio di Kolowrat, Mi- nistro di Stato. do. J5 Antonio Federico Mittrowsky, Supre- mo Canccliicrc. a. S. A. il Principe Augusto longino di Lobkowicz, Presi- denle della Camera Aulica delle Zec- che e Miniere. 12. S. Em. il Cardinale Monico Patriarca di Venezia. io. S. E. il sig. Co. Gio. Battista di Spaur, Governatore delle Provincie Venete. 4 4. S. E. Mons. Ladislao Pyrker, Arcivescovo di Erlau; ■15. S. E. il sig. Barone Francesco di Galv\gnAj Presidente dell' I. R. Magistrate Camerale e dell'Accadomia di Belle Arti. 16. S. E. il Co. Luigi Palffy, Vice-Presidente del Governo di Venezia. L' Istituto accoglie favorevolmente questa pro- posizione del Presidente, ed acclaaia uuanimemente a suoi Meinbri Ouorarii i sedici prccedeiiti eccelsi per- — 67 — sonaggi della Sovrana Corte, Ministri e ragguardevoli soggelli della Monarchia e del Regno. Poscia per ischede e per balloltazioni sono no- minati altri qualtro Membri Onorarii, che sono : II Conte PiKTRo Di Maniago. II Conte Andrea Cittadella-Yigodarzene. Consigliere Ermenegildo Francesconi. Monsignor Gio. B. Canova, Vescovo di Mindo. Si delibera di nominare una Commissione per dar raano alia formazione del Gabinetto lecnologico, e questa si compone dei M. E, Santini, Paleocapa e Conti. . . Uu' altra Commissione e nominata per 1 ordi- namento della Biblioteca •, ed e composta dei M. E. Paleocapa, Bizio, Zantedeschi e Gamba. II Governo comnnica per esame un progetto di fondare in ogni provincia un Collegio agrario, e la Presidenza propone che ne sia commesso lo studio ad una Commissione composta dei M. E. Fapanni, Aprilis, Contarini, Sandri, Scopoli e Pasini j cio che approvalo. L'Istituto procede nelle forme solite a formare la - G8 — terna da presentarsi all' Autorita superiore per la Domina del Vice-Segrelario. Si traltano altri adari interni, e quindi Tadunan- za si scioglie. Adunanza del giorno 27 dicembre 1840. .^,;j :) ,h.-!-, ; ■ <.^' .;•' fii Si legge il processo verbale delladimanza 29 novembre, ch' e approvalo. ^ Si annunziano i seguenti doni fatti all'Islitulo. I. Dal membro eff. e Vice-Presidente cav. Santlni. Descrizione del Circolo fneridiano delV I. li. Osser- vatorio di Padova, seguita da tin catalogo dclle stelle fisse per r anno 1840, distribuito in zone ec, Padova, ^1840, in 4. to a. Dal membro effeltivo prof, Zanledescbi. Rapport dc M.r Contraire a la Academic des Scien- ces de Bruxelles sur la Memoire des Bl.rs Zantedeschi et Fario ec. Sulle principal i opcre di Marco Girolamo Vida ec. parole del co. Folchino Schizzi. Milano, 1840, in 8." — 70 — Due mtove incisioni tratle da rami ripetuti colla elettrotipift, e die rapprcsentano il pontcficc Gregorio XFI, e 31ehe7ned All. {Hanno una dhnensione assai 77iaggiorc di. tutte le incisioni ch'erjU avcva riprodotlo an- iecedentonenie), 3. Dal niembro effettivo prof. Bizlo. Osservazioni intorno allc mciJioric del prof. Giaco- mini, snlla natura, sulla vita e sullc vialattie del sangtie. Venezia, 1850, in 8.o 4. Dal membro eff. dott. Ambrogio Fusinieri. I dtiehhiiestre di onaggio-giugno, luglio-agosto iSiO degli Annali dcllc scicnze del Wegno Lo7ubardo-Fenc1o. 5. Dal membro effettivo sig. Giusto Bellavitis. Sopra alcuni teoremi di geomelria ( dagll Annali delle scienze, ec. 1832). Sulla natura della forza resistentc dei corpi ecc. di- scono, (dal Poligrafo d ■Hry!' Si legge il processo verbale dell' adunanza 3o noveinbre, ch'e approvato. II M, E. dott. Domenlco Nardo accompagna con una lettera il dono di un suo discorso Sopra una raccolta centrale del prodotti naturali ed industriali delle J^enete Provincie, Venezia, i838, in S.vo, e delle annate 1 833-1 834 del Giornale di tecnologia^ pubblicato dal nob. sig. Gio. Minotto, nelle quali vi hanno alcuni articoli di argomento tecnologico scrilli dal dolt. Nardo. II Segretario legge uno scritto mandate all' Isti- tuto dal raembro eflfettivo co. Giovanni Scopoli, e in- li tola to : Brevi cenni suit asserita necessita di un se- parata Codice di commercio^ ossia ossen'azioni sul Codice commerciale francese applicato alV ex re- gno d' Italia. II conte Scopoli opina che non sia ne- /. u ~ 82 — cessario di publ)licarc un Codice pel solo commercio ( il quale si s(a ora componendo per sostituirlo a quello del regno d'Ifalla, cb' e presso noi tultora in vigore), ma che possono bastare all' uopo poche ag- giuute da farsi ol Codice civile. L' esame di queslo argomeofo di commercio deve, secondo Tautore, farsi meno da mercataulicheda giurisperiti,e da colorocbe hanno potnlo conoscere particolarmenle il valore delle ragioiii politiche clie reggono il movimento reciproco dei cambi sociali : altro e fare dei Regolamenli per la polizia delia navigazione, altro ammellere diversi giudizii uelle contese d' inleresse. II CO. Scopoli passa successivamente in rassegna i quatlro libri, dei qiiali e composlo il Codice com- merciale francese applicalo al regno d' Italia. In ogni tifolo egli trova di dover fare delle particolari consi- ilerazioni, sia per provare die gli argomenli, dei quali Iralta ogni litolo, e che furono lo scopo di ima legisla- zione privilegiala, si assomigiiano, piu cbenon credesi comunemente, agli ordinarii aflari della sociela pei quali non e in vigore alcun privilegio, sia per prova- re come potrebbesi provvedere convenieutemente a quesli oggelti medesimi di commercio cogli articoli del vigente Codice civile. L'Autore espone in queste considerazioni alcuni suoi principii di economia poli- tica, e quelli specialmente relativi al commercio e- slerno ed intcrno, ed alia influenza die una maggiore — 85 — o minore quantita d' oro e di argento puo avere sulla prosperita comraerciale di una nazione. Si leggono pero in questa adunanza soltaulo le considerazioni relative al primo libro. Dopo cio ristituto si riduce in adunanza segreta. Si precede prima per ischede, e poscia per vota- zioni, alia formazione di due terne per la nomina ai due posti divenuli vacanti nell' Istituto, per la man- canza a' vivi dei raembri efFettivi Moschini e Brera. Quindi dai soli M. E. pensionati presenti all' a- dunanza si forma un' altra terna pel conferimento della pensione, pur lasciata vacante dal defunlo M. E. Brera. Viene nominato quasi ad unanimila, e salva la superiore approvazione, a Socio corrispondente del- 1' Istituto r ab. cav. Pietro Beltio bibliotecario della Marciana e custode del Palazzo Ducale. Si trattano altri affari interni , dopo di che la adunanza si scioglie. AdUNANZA del GIORNO 7 MARZO 1841. Si legge il processo verbale dell' adunanza pri- vata 27 dicembre, ch' e approvato. Si annuDziano i seguenti doni fatti all'I. R. Isti- tuto. I. Dal membro eff. prof. Tommaso Antonio Calullo. Osservazioni geognoslico - soologiche sopra due scril- ti puhblicati nel tomo terso delle Memorie della Societa geologica di Parigi per Vanno 1838. Padova, 1840. a. Dal membro efFettivo co. Contarini. Discorso sopra Vutilita dello studio degV inselli. Ye- nezia, 4838. '^'"^ '' Memoria sopra una specie di Cecidomia, ed alcune osservazioni sopra quella delVIperico, descritta nella Me- mono del prof. Gen^. Venezia, 4840. v^ — 8G - 3. Dal sig. Anlonio Galvani di Venezia. Dubhii die la hticcina delta noce vomica sia alcaloide ec, Disserlazione, Ycnczia, \ 838, in (inarto {dal volume se- condo dcgli Atli deH'Atenco Veneto ). Considerazioni e nuovo processo per la preparazione del sollo-nilralo o magislero di bismulo, Iflemoria. I'ado- va, 4832. Sill murialo di narcotina del de Slewarl come febbri- fngo, ec. (Estraltodal Mcraoriale della raediciua contempora- nea d840). 4. Dalla Societa medico chirurgica di Bologna, Bulletlino delle Scienze mediche, pnbblicato per cura della Socield; i fascicoli di ottobre 485'J, agosto, seltem- bre e ottobre 4840. 5. DalTAccademia di agricoltura , comtnercio ed arti di V ei'ona. Memorie di agricoltura, commercio ed arli di Vero- na, Yolumi \Q, 4807- 48iO in 8., Verona. Maniiale di Felerinaria compilato da Giulio Sandri, 4.ta edizione. Milano, 4834. 6. Dall' Eccelso I. R. Governo. Prospello derjli sliidii deW I. R. Universiid di Pado- va per V anno 4844. Padova, 4840. 7. Dal sig. Domenico Rizzi. Jlmanacchi tre degli anni 4839. 1840 e 4 844, aven- — 87 ^- ti per titolo li due primi.- VJgricolliira Padovana, il terzo, I'JgricoUura delle Provincie Fenete. Dissertazione ossia alciaie parole sul gelso delle Fi- lippine. Jdria ed il siio Slabilimenlo agrario-industriale dei signori Paolo e Domenico fralclli Scarpa. Memoria sopra un nuovo melodo di propagare i gelsi domeslici ossia nuovo vivaio perpctuo di gelsi per margotte solto terra. lllustrazione c Commenti delta memoria inedila di Giovanni liotlari sidla collivazione dei lilorali. illamiale pralico per coUivare il gelso, formare siepi e boschetli cedui ed a ceppaia. 8, Dal sig. dolt. Vallenzasca, medico provinciale. Prime idee per servire al regolamento dei Lazzaret- ti, che voglionsi islituire in Feuezia nel caso di svilnppo . del morbo indiano, ossia cholera. Venezia, iSoi. Discorso sopra un digiuno cinqne-mensile, accompa- gnato da slrani fenomeni. Venezia, 1840. Descrizione e cura della malaitia pelecchiale conta- giosa. \enQ7Aa, 1857. Giudizio medico-legate sopra un caso d'idrofobia, e sull'azione delta Giiinza nel caso medesimo somministra- ta. Venezia, i840. Jietazione storica sopra il vainolo che regnd nella provincia di Venezia datVanno 18!20 a tullo 1832. Vene- zia, 1857. Delta Fatcadina. Iratlato palologico-ctinico con cen- ni slalislici, e topografia delle regie miniere di Jgordo, loro prodolli, e malatlie proprie di quel minerarii, libri tre con tavole, fascicoli i, 2, 5. Vene:iia, 1840. ui; - 88 — g. Dair I. R. Istltulo di Milano. Fascicoli dal JS. 289 al 296 (gennaio ad agosto -1840) della liiblioteca italiana. Rlilano. // fascicolo 297 (settembre 1840) della Biblioteca italiana. JMilano. 10. Dal sig. Luigi TolToli, di Bassano. Dissertasione sopra i tarlari cmetici. Oassano 1848. Farmacia soologica, ossia materia medica animale. Bassano, i820. rocabolario delle odierne nomenclature chimico-filo- sofiche. Bassano, 1820. Lettera a Giuseppe Bendiscioli snlle cause che da po- co tempo intorbidano il fiume Brenla. Bassano, 182G. Lettera al sig. N. N. sul contagio idrofobico rabbio- so disseminato nei cani, in varie delle Provincie Fenele. Bas- sano, 1834. Lettera sulla rabbia canina al dott. Luigi Emiliani. Venezia, 1856. Osservazioni sopra il rimedio contro /' idrofobia pubblicato in Parigi. Bassano, 1836. Lettera a Bartolomeo Zanon di Belluno sullo stesso argomento. Padova, 1840. Nuovi fatii sulle cause di sviluppo della rabbia spon- tanea del cane. Padova, 1840. Giulio de Collina- Teslimonianza di lode al sig, Tofjo- li per le sue scoperte intorno alia rabbia canina. 11. Dal sig. Orazio Scortegagna. Considerazioni intorno ad una nuova specie di Fale- na rinvcnula in Lonigo ncl 1830. Modcna, 1840. — 89 ~ Vonsiderazioni sopra una specie di Dragoncello (Gor* dius aquaticus ) ( Estratto dalla Gazzetta di Blilano iO ago- sto 4840). 12. Dalla Direzione della Strada ferrata Ferdinandea Lombardo-Veneta. Progelto di una sirada a guide di ferro da Fenezia a Milano, deW iugegnere 3Iilani. \enezia, 1840, con alcune tavole. .:.!:.on^i / .hi •'■! ( ;, ■. s3. Dal dott. Sebastiano Liberali. ; i ■* , ; Tradnzione del trallato della febbre nosocomiale. car- cerale e rurale di Sebastiano Gera. Treviso, 4822. Ricerche sopra V idrofobia e sopra la pralica della incisione delle pustole sub-linguali. Treviso, 4825. Sulla condizione flogislica della marcia pellagrosa, e della pellagra in generale. iMilano, 485i. Discorso sopra la vila del cavalier Jntonio professor Scarpa, lello nel giorno i I agoslo 4853, nell'Ateneo di Tre- viso. Letlera al dolt. Giacinto Nannas intorno ad un caso di Rachialgitide ( estratta dal Giornale per servire ai pro- gress! della Patologia e della Terapeutica). YeDezla,4838. Sulla condizione flogislica della pellagra e della sua diffiisione sulV asse cerebro-spinale, falta manifesla per le aulopsie cadaveriche e per clinici risullamenii. Vene- zia, 4839. i4- Dal dolf. Giacinto Namias. Giornale per servire ai progressi della Patologia e — 90 — della Terapeulicn.compilalo dai dollori Barroni, Bnfalini, Corneliani, Emiliani, FanloneHi, Jlcdici, ilhli,Namias ec. Fascicolo i-, al 40 dal luglio, agosto 1854 al gennaio e feb- bralo d841. Ycnezia. ^ 5. Dal dolt. P. Fario e. Da questa coudizione, che rende impossi- bile ogni processo psicologicOj il Rosmini deduce la necessita che siavi un altro principio, da cui possano iniziarsi le operazioni deli'auima, e stabilisce quindi che questo princi]:)io sia nella idea innata dell' Enle. Contro siffatla doltriua argomento il Venanzio, e voile dimoslrare che vi sono alcuni giudizii pritni che si formano paragoaando le percezioni semplici sommi- nislrale dai sensi e dalla coscionza, die per formare quesli giudizii, non e meslieri che siavi prima alcuna idea generale, e che le idee general! nascono dopo quesli gividizii, depurando i loro risullamenti e cam- biandoli coll' uso avvicendato delfanalisi e della sin- tesi. Colla quale dimostrazionc egli inlende a tor di mezzo la necessita che coslituisce il foudamento del sistema Rosminiano. . *.- Per comprovare la verita di quella proposizione, che non puo la mente umana formare un giudizio senza prima aver un'idea generale, il Rosmini pone in campo una serie di argomenti, tuUi a tale scopo di- retti. Egli dice: i. clie il giudizio none che uuaope- razione colla quale si unlsce un dato predicato ad uu date soggelto, e che un predicato distinto dal sogget- — 92 -~ lo conlienc sempre un'idea gcnorale • 2. die le seii- sazionl essendo sempre iaterarnentc particolari, e non avendo mai in se slesse alcnn eleinento generale, non si polra ne trovare in esse, ne da esse illrorre le idee generali ; 3. clie se vuoisi ritenere che le idee gene- rali risultino dai rapporii osservali fra le percezioni semplici, e quindi dalle qiialila comuni clie in esse si scorgono, reslera a sapersi d'onde sia venuta ne! pen- siero la nozione di qualita comune, la quale doveva essere ingenita nell'aninia dappoiche questa non puo rilrarla dalle sensazioni 5 /{-^ ^^^^ ^^ "S"^ modo nes- suna idea puo trarsi dai giudizii senza la nozione pre- conceUa di eslslenza, poiclie col giudizio non si fa che altribuire i'esisfenza all' oggelto di cui si perce- piscono le sensibili qualila, la quale esistenza non si attribuirebbe se non se ne avesse precedenlemenle la nozione nell'inlellelto. Per impugnare la proposizione del Rosmini e per avvalorare la propria, il dotf. Venanzio si applica a confutare ad uno ad uno i quallro addoiti argonien- li j e trallando dell' ultimo non lascia di far manifesta la inutilila e la inesallezza delle distinzioni che 1' aba- te Rosmini nel suo Niioi'o Saggio far vuole tra sensa- zloni soggelllve e sensazioni oggellive, tra percezioni sensitive e percezioni intellettive, Ira I'altocon cui si concepisce fidea di un oggelto e I'atto con cui si di- ce a se slessi di percepire I'oggetlo. ~ 95 - Da siffatle confutazioni ed argomentazioni pare al dolt. Venanzio di poter dedurre le conclusioni se- gnenti: i. che il Rosmirii aramise iin falso supposfo, riteneodo che io qualsivoglia giudizio non si tralli che di aggiuDgere un predicafo ad un soggetlo; 2. che non pose mente alle permutazioni che subiscono le idee dal nascere alio svilupparsi, per cui sembra che nei primordii del pensiero trovar voglia quelle stesse nozioni ample ed elaborate, che si trovano soltanto quando il pensiero sia giunto a maturita; 3. che da cio fu indotfo il Rosmitii ad afiferuiare che Tanima non puo trar da se stessa ne nozione di qualita corau- ne, ne quella di esistenza- 4- ch' egli, anziche rimon- lare all' origine delle idee ed ai primitivi loro modi, si ferma a ragionare sulle parole secondo il significato che viene loro atfribuito dal progresso della ragione e della civilta; 5, che in generale T abate Rosmini si serve dell'analisi psicologica come fosse reale, e di- stingue in raodo le facolta e le operazioui delTauima come fossero in fatto dislinte, quando invece non sono che la stessa anima diversamente guardata. Per le quali cose il dott. Venanzio, ritenendo di aver provata la sua proposizione, che vi sono alcuni giudizii primitivi che si formano paragonando le per- cezioni semplici derivate dai sensi e dalla coscienza, ritiene eziandio di aver dimostrato che non esiste quella necessila per la quale 1' abate Rosmini vuole — 94 — che il processo psicologico non possa da altro priocl- pio iniziarsi die dall' idea innata dell'Ente. 1! nieuihro cfll-'Ulvo Itoberlo dc \isiani legge dap- poi \' llhistrazionc dl alcaiie pianle dfUa Grccia e del- FAsia rninorc^ raccoUc in qucpacsi dalVegregio iia- turnlisla bassanese slis. Alberto PiiroHnl neiili a/i/ii iSjq 1820. Dopo dalo uii bieve raggiiaglio dclle pei'egrlnazioiii iiitiaprese da queslo vlaggialore per istniirsi nelle sclenze nalurali, e delle ricche collezionl di piaiite e di niinerali ch'egli Iia riportalo da suoi viaggi, e die melte coiiesciiienle a disposizione dei naluralisti, il pruiessor dc Visiani di^sciive ed illuslra alciine piante fra le molte dal raroliiii raccolte, le qualij per rarila o novita e per essere stale da allri bo- tanic! iiiiperfettauiente descrilte, gli senibrarono meri- tare piu parlicolarnienle la sua altenzione. Fra queslc i. La Salvia rolundifuUa , nuova specie del monte Ma. 2. Tijmuspunclalus, nuova si)ccie di Angora sul ]\Iur Aero. 3. Ttjmus cherlerioides, nuova specie del raon- tc Ilia. A. Slachys Swainsonii, specie gia descrltta dal Bentliani. 5. iStaclujs pauciflora , nuova specie della Troade. 0. Slachijs Paroliaii, nuova specie di Lepanto. - 9" — 7. Linaria Graeca, specie gi;'i descritta claT Chavanncs. 8. Digitalis oricnialis, Lamarck. 9. Jinchusn obliqua, gi<1 descritta in altro suo lavoro dall'autorc. ^0. Lycopsfs mollis, nuova specie appresso An- gora. d ]. Jslcrocephaliis frehhiamis, Sprengcl. i2. Hijpericum si/pijiian. nuova specie appresso Antandro nel crolfo di Adramitti. 15. Htjpeticum lomentosum, Linneo. ]'t. Jlsine nodosa, nuova specie appresso An- gora. d5. Dianliis /rehbianus-Parolini, nuova spe- cie del monte Ida. : ,._:■) ;. IC. Sedum Lisloniae , nuova specie appresso Angora. Delle nnove specie il profess. Visiani presenta Vina tninula descrizione e le figvire diligentemente di- segnale in sei tavole che accompagnano la sua Memo- ria. SuUe specie gia descritte da allri botanic! egli ag- giiinge alciini scliiarinieuli o reUificazioni ch' egli pote dediirre dagli eseniplari mcglio conservali che iurono mess! a sua disposlziooe. ,, |, Per ultimo il menibro elTelfivo dolt. Ambrogio Fusinieri legge una Nota: Circa la causa del molo del- la canjora e di allri corpi sulf acqua e sul mercuno — 96 — da esso delerminata con precisione anleriormenle a quanta di analogo ha lelto il sif^. Dulrochet alt Isti- tuto di Francia nel gennaio i8/| i. 11 dolt. Fusinierl negll Annali delle scicnze del i833 aveva riassunto e sislemalo Iti ?>'2 proposizioni quel principii di mecca- nica raolecolare, die gli ristiUarono da un gran nume- ro di osservazioni pubblicate nel Giornale di Pavia degli aniii 18:21 al 1825, e dipeudenti, secoiido il suo modo di vedere, da una Torza di espansioue spon- tanea ossia di repulsione iVa lo parli, die si sviluppe- rebbe nella materia ridutia a niinime dimensioni j for- za cbe dai fisici non sarebbe stata prima ravvisala, e la cui energia dipenderebbe dalla naliira delle so- sfanze, e sarebbe maggiore in quelle che piii vigorose spiegano le due dettricila solto 1' azione della pila di Volta. Con quesli principii, esatlamente sviluppali dal dott. Fusinieri in molli suoi scritti, egli ba [inteso di dare spiegazione di molli fenomeni parlicolari riferiti dai fisici degli anlicbi e dei moderni tempi, e fra que- sli dei moviuienli sponlanei sulPacqua di alcuni cor- pi ridolli a piccoli frammenti, e segnatamenle della canfora. II sig. Dulrochet, o non conoscendo o dissimu- lando gli esperimenti e le deduzioni fatte dal doltor Fusinieri, ha lelto di recenle airislituto di Francia una memoria sopra quest i medesimi fenomeni, coUa quale intese di dame la spiegazioue supponendo che — 97 — alcuni parlicolari effluvii eleltrici slano la causa di tnt- ti quel movioieDti. II dott. Fusinieri, che mollo prima e con mag- glore precisione, areva dato un'analoga spiegazione di tulti i fenomeni, reclama il nessun conlo che ne ha fat to ii sig. Dutrochet, e rivendica la priorila dei suoi esperimenli e delle conseguenze che ue aveva dedot- to. Egli si riserva poi di esaminareedi ripetere in par- te le ulteriori esperienze che il sig. Dutrochet ha co- municato all'Accademia delle scienze 1' 1 1 eil i8 gennaio, le quaii renderebbero anccira piu complicala ed incoerenle la teoria ch'egli ora ha proposlo. Dopo cio I'lstituto si riduce in adunanza segreta. Si legge il processo verbale dell' adunanza se- greta del 27 dicembre, ch' e approvato. Si anuunzia che I'l. R. Istituto Lombardo spedi al Veneto una copia ras. di una Memoria lelta dal cav. Carlini Sul modo di rendere compiula una de- scrizioiie geologica del regno Lomhardo-Peneto. Si annunzia che pervennero in dono dall Acca- demia di A£;ricoltura ed Arti di Verona i 16 volumi dei propri Atti, pubblicali dal 1807 al 1889 j- ed il Manuale di Veterinaria del M. E. Sandri. • > \>j — 98 — Si coniunica la leltera d' invito diraiiiata dalla Presidenza della III Rinnione dcgli Scienziati llalia- ni, che si terra nell'anno corrente in Firenze. L'Accademia dei Concordi di Rovigo rnanda in dono una copia del suo nuovo Regolamento appro- vato dal Governo. II sig. S. Venzo presenta una Memoria Sidle sor- genti del calorico perche sia depositata presso X Isli- luto e gli sia cosi garantila la priorita delle sue idee. II deposito e acceltato. II M. E. Reliavitis, in nomo della Commissione di cui fa parte, legge il rapporlo sulla Memoria prc- sentata per csaiiie dall' ingegnere Brenla. Le conclu- sioni di queslo rapporto sono adoltale dall' Islitulo. Si legge il rapporto falto dal merabro efleltivo dotl. Girolamo Venanzio sulF opera raanoscritta die gli era stata data da csaminare, che ha per titolo : So- hizione del prohlema del perche si ride? tratfatello nietafisico fisiolocrico del siii. Carlo Ponzio. Per le ra- gioni esposle uel de!to rapporto T Istituto adotta su quest' opera le segneuli conclusioni : si riconosce es- ser degna di encouiio V inlenzione che spinse il sig. Pouzio ad applicarsi ad un subhiello che in se stesso e iinporlanle e che apre un bel caaipo agl' ingegni , ed essere piu' lodevole V erudizione ch'egli seppe ac- — 99 — cumulare nel suo Trattato, c che mostra il luogo ed indefesso studio ch' egli vi ha poslo ; nia non si trova ammissibile la soluzione ch' egli ha proposlo di quel probleina, ch' e solto un certo aspeUo inso- lubile e coperlo dallo stesso velo misterioso enlro cui 1' intinio commercio Ira 1' aniiua ed il corpo e le con- seguenti comunicazioni si avvolgono. Percio se, orn- messa la rlcerca come un alto d' ilarila o un moto di gioia dell' anirna si propaghi agli organi del corpo, siano ristretti gli sludii alia sola materia del riso, sembra all' Istiluto che il sig. Ponzio od altri colliva- tori della filosofia possano, scendendo nuovamenle nell'arringo, riportarvi onorevoli palme. Quesle con- chiusioni saranno comunicate all' autore. Si annuDzia all' Istiluto che i membri della Com- missione, nomlnata per esaminare il progetto d' isli- tuire un Collegio agrario in ogni capo-luogo di Pro- vincia, hanno gia rassegnato i particolari loro rappor- ti 5 ma siccome le conchiusioni di questi rapporti non sono fra loro conformi, si slabilisce che i membri di quesla Commissione abbiano ad unirsi nuovamenle fra loro, ed a presenlare all' Istiluto nelle adunanze venture una conchiusione che sia possibilmenle con- forme. Dopo cio I'aduuanza si scioglie. Adunanza del giorno S marzo 1841. SI logge il processo verbale dell'adunanza 0,8 di- cembrCj ch' e approvalo. Col solilo processo di schede e di voli , e dopo raccolte le informazioni fornite sugl' individui propo- sli dai Meuibri presenll all' adunanza, si forma la ter- na per la noniiDa al posto di M. E. lasciato vacante dal defunto dott. Zecchinelli ; e nello slesso modo si forma la terna dai soli M. O. e Pensionali pel confe- rimento della pensione del pari rimasta vacante. Conforme agli ordini derivali da S. A. il prin- cipe Vicere , dovendosi compierc il numero dei M. E. e dei M. E. P. assegnato all' Islituto , ed essendo dieci i posti di M. E. tultora vacanti e cinque le peu- sioni ancora da conferirsi, si procede egualmente per via di schede e di votazioni a forraare dieci terne pel primo oggetto, riservandosi I'Istituto di trattare del secondo in altra sessione. Dopo cio 1' adunanza si scioglie. AdUNANZA del GIOHNO 9 MARZO iS4L In quesla adunauza si raccolgono innanzi lullo i M. O. e gli E. P. e procedono col mezzo di schede e di votazioni a formare cinque terne pel conferi- meolo delle cinque pensioni tullora vacanli. II Governo, con dispaccio r4 gennaro, confer- ma la nomina del cav. Bellio a socio corrispondenle. II sig. ingegnere A. Noale assoggelta al giudizio dell' Istilulo una sua opera ms. inlilolata: Murature economiche secondo la vera maniera degU antichi Babilonesi. Sono nouiinali ad esaininarla i IVI. E. Pa- leocapa e Casoni. II M. E. conle Scopoli uiauda all' Istiluto una sua opera ms. inlilolata : Delia ecouoniia politica li~ — dOi — hri due ', cliiedendo clie sia conservala negll Alii e comiHucala ai Membri die atiiassero di leggerla. II M. E. cav. Sanfini legge un rapporlo sull' or- dinamenlo del Gabinelto tecnologico. Sii queslo ar- gomenlo si presenterauno allri rapporti e si traltera di nuovo in altre adunanze. Dovendosi pubblicare nel prossimo maggio il Programma del quesito scientifico per I'anno iS/jS, i sig. Membri sono invitati a rivolgere le loro rifles- sioni a queslo argomenlo per fare nelle venture adu- nanze le loro proposte. Dopo cio 1' adunanza si trasferisce nella sala delle lelture. Si annunziano i seguenli doni falli all'Istilulo, 1. Dal Membro effellivo prof, de Vislani. llhistrazionc dellc piante n'xove e rare dell' Orto bo- tanico di Padova. Memoria prima, Padova 1840. a, Dagli eredi del Membro effellivo dott. Gio. Maria Zeccbinelli. Progetto per un regohimento delle cnndolte 77icdiche, del dott. Gio. Maria Zecchinelli. Padova, iSlo. — iOo — Narrazione dell' origine, propagazione, andamento, cura, esito del i'lfo contagioso in Padova net prhni 8 77iesi dM anno 4817, del dott. Gio. Maria Zecchinelll. Pado- va, d818. Alcune riflcssioni sanitaria - politiche sulla pellagrOy d«l suddelto. Padova, '1818. Sulle rotture dtl cuort. Memoria del suddelto. Pa- dova, 4824. Co7}i7nento ad alcuni passi d' Ippocrate, del suddet- to. Padova, d825. Cosiiunicazione di Ire fatli fisici relativi ulle Teryne padovane, del suddetfo. Padova, 4831. Sopra alcuni passi d' Ippocrate relativi alle 77ialattie del cuore, del suddetto. Padova, 4831. Risposta dello stesso al dott. Mandruzzato sopra trc fatli fisici relativi alle Ter77ie padovane. Padova, 4 835. Saggio suW uso 7iiedico delle TerTnt padovane. Pado- va, 4835. Cenni sul cholera die si Tnostrb in Padova nei 7)tesi di ottohre f nove77zbre, deceinbre 4855 e gennaio 4856. Padova, 4836. Annunzio sopra V acqua solforosa'Salina del colle di s. Daniele di Abano, del dott. Gio. Maria Zecchinelli. Pa- dova, 4 857. Kicerclie sugli infiuenti le malattie popolari di nuova irruzione, ec, dello stesso. Lettera rcsponsiva al dott. Giacinto Namias sopra un caso di Angina pectoris, dello stesso. Venezia, 4838. Disquisizione sopra le dottrine acquistate da Gngliel- ono Harvey da Enstachio liudio , dello Stesso. Padova, 4838. Degl' insegnamenti di Eustachio Rudio. Notizie e- /. 14 strattc dagli Annali di I\l(M!icina , aprilc 185!) , dcllo stcsso. Co7isideraz?'o7ie sull' angina del pet to c suite viorti re/)e)iti?ir, dello stcsso, volunii due, il primo stampato in Padova ncl 1813 e 1814, il secondo di cdizione divcrsa ncl 1831). Di Giuseppe Montcsanto Mantovano, e di cib ch' egli opero, Racconto dello stcsso, Padova. 1841. Ariicolo sopra r angina del petto (cstratto da lin Di- zionario). 3. Dal sig. Adoifo Benvenuli. Essai S7ir la lithoiritie, Memoire, Paris, 1833. Lcttera al sig. dolt, de Fitippi sidla litotripsia (arti- colo insorito ncl tomo 83 della Biblioteca italiana). Mila- no, 183G. Sui pill rcccnti progressi della litotripsia^ cc. Rlcnio- ria. Vcnezia, 1837. Teoria pratica della litotripsia. Venezia, 1838. Succede dopo la leltura delle Meuiorie. 11 Vice-presidente cav. prof. Sanliui legge le sue Considerazioni intorno al calcolo clegli ociilari per i cannocchiall aslronoviici^ dindte a distriiggere le aherrazloni secondarie di nJrangihiUla c di sjeri' cita da essi dipeiidenti. — i07 — Premessi alcuni cenni sulla imporlaoza di dare una conveniente disposizione alle lenti oculari dei can- nocchiali, dalla quale dipende in gran parte il loro buon eflelfo, ed esposto brevemenle quanto finora dai piu rinomati arlefici e dai geometri ed oltici piu di- slinfi fu ioiaginato e messo in pralica per conseguire questo scopo j il cav. Sauliui viene narrando come, trovandosi egli in Firenze nel seltembre del 1889, il chiarissimo prof. cav. Amici, fra le raolte cose di cui col suo ingegno e colla sua nolissima abilila ha arric- chito quel gabinelto aslronomico, gli abbia moslrato un circolo a riflessione con prismi di sua invenzione, lavorato con tutta la finitezza meccanica nel suo labo- ratorio, a cui era applicato un piccolo cannocchiale, che tosfo desto I'attenzione del cav. Santini per la somrrja chiarezza e precisione nel rappresentare gli oggetli. Chiesta a! prof. Amici la ragione di una lanta chiarezza, la precisione congiunta ad un ingrandinien- to straordinario in si piccole dimensioni, ebbe in ri- sposta ch'era stato coslruito dietro certi suoi principii non pubblicati, coi quali, medianle I'aggiunta di una iente d'l /lint, aveva reso acromatico I'oculare. II cav. Sanlini,meditando sopra questa risposta dell'Amici,ha voluto ricercare colla scoria delle equazioni fondanien- tali della diottrica quali norme assegnasse la teoria per costruire un oculare a tre lenti, due di crown ed una di flint , introducendo le condizioni che venisse di- — i08 — striilto il conforno colorato, ingrandito il campo della visione, e dislrutte od almeiio attenuate le aberrazio- ni secondarle di rlfranglbilila e di sfericlta. Risulla da quesle ricerche, chc sono il soggello della nicniorla, essere possiblle dislruggere gli errori secondarii di sferieila, e polersi togliere il contorno colorato ed altenuarsi gli errori di rifraiigibilita nei raggi paralleli all'asse (ino a renderli anco minori di quelli che rimangono in una sola lonte. Ristringesi pero alcun poco in quesli oculari il carapo della visio- ne, nel tempo slesso clie la loro costruzione ricliiede nua diligenza e perizia non ordinaria, per cui tali van- taggi non possono attendersi che da oltici eniinente- inente istruili nella teoria e nella pratica ; merila per- cio grande lode il prof. Amici, che primo ha imagina- to di correggere per cotal luodo e perfezionare la teo- ria degli oculari pei cannocchiali aslronomici, II cav. Santini passa dopo ad esporre la teoria di siflalli oculari. Un cannocchiale composto da un obbietlivo acromalico e da un oculare di tre lenti si puo, die' egli, riguardare come un parlicolare sisteuia ottico composto da quattro lenti fissale a distanze fra loro indeterminate, da scegliersi per modo che me- diante di esso si presenlino all' occhio dell osservato- re gli oggetti lonlani chiari , dislinti ed ingrauditi, aggiungendovi eziandio la condizione che il campo di- venga il piu grande possibile. Dalle teorie generali, — 409 — ch'egli ha sviluppato diCfusamente nel primo volume della sua Teoria degli strumenti ottici^ risultano le e- quazlonl che soddisfanno a quesle condizioni. Esse ascendono al n. di 9, delle quail 5 sono relative alia scambievole posizlone delle lenti dislribuite inlorno ad uu asse comunej due al campo, ed all' ingrandi- inento del sislemaj la ottava esprime la condlzlone che sieno distrulli tulti gli errorl provenienti dalla di- versa rifrangibillta dei raggi luminosi che inveslono I'obbieltlvo in una direzione parallela all'asse, e final- mente la nona racchiude le condizioni opportune a togliere alle imagini il contorno colorato proveuiente dalla diversa rifrangibillta dei raggi laterali che attra- versano il sistema, procedendo da punti situati verso J' esfremita del campo. Quesle due ultime equazioni niollo si semplifi- cano colla condizione asserila, cherobbiellivo sia reso acromaticoj condizione che fa sparire da esse i ter- mini piu forti, lasciando sussistere soltanto quelli di- pendenti dagli oculari, che si possono riguardare co- me di secondo ordine. Dalla loro semplice ispezione e facile comprendere che gli errori resldui non pos- sono essere aunnllali nell'oculare senza I'inlervento di una lente concava, la quale sia costruita col vetro dotato di maggior forza dispersiva. Si semplificano ul- teriormente le equazioni, assumendo inollre che due delle Ire lenli cosliluenli 1' oculare siano ridolte a con- — i\0 — lallo, e questa condizione e oltre a cio suggerila dai- J altra, cui si deve soddisfare per il buon effelto del cannocchiale, di rendere cioe il carapo piu grande possibile. Ridolte, dietro queste considerazioni, piu sempli- ci le equazioni geoerali, qualora si assnmano per dafi la dislanza rocaledelfobbiettivo, e ringrandimento del sistema, sarebbero esse sufficienti, analllicamente par- lando, a deterniinare tulle le indeterminate. Ma e fa- cile ad accorgersi, clie la oltenuta soluzione non con- durrebbe ad una conveniente disposizione del siste- ma; quindi e necessario abbandonare un'equazione delle meno interessanti per soddisfare convenienfe- mente alle altre. Posta perlanto da parte la ollava, si lascia indeterminala I'aperlura della lente concava, e si esprimono tulte le altre grandczze col mezzo di questa indeterminala. Infiue si assegnano i limili fra i quali puo essa essere compresa, e ad esempio si as- sume la proposizione seguente: prima lente oculare convessa e cosliluita di crown; seconda lente piu'e convessa e di crown; terza lenle concava e di flint, ridotta a conlallo colla precedente. Si riferiscono i ri- sullali ollenuli Irallando queste equazioni per quatlro diversi valori dell' indeterminala, compresi fra gli as- segnali limili •, dai quali risulta che, sebbene fottava equazione uon sia esaltamente soddisfatta, tullavia I'errore residue e minore di quello degli oculari Dol- — m ^ lontlianl , dei quali a confronto pure si riferiscono le dlniensioni, e porgono disposizioni di lenti dalle qiiali devesi ia pratica altendere oltimo rIsuUato se le di- mensioni tutte siario slate eseguite colla prescritta di- ligenza. 11 cav. Santini passa per ultimo ad esaminare quali raggi devonsi assumere fra le superficie di tutte le leDti oculari, perche sieno ristrelti anche gli errori di sfericlla, e dlmoslra non solo essere possibile il di- struggere assolutamente il raggio del circolo di aber- razione sferica, ma otteoersi valori comodi e figure convenienti, che danno agli oculari un'analogia mar- cata coi celebri obbietlivi di Fraunhofer; e questo ^ a suo credere il vantaggio piu grande di questa di- sposizione, a cui forse e dovuto il buon effetto dell'o- culare del sig. cav. Amici. II sig. professore chiude fi- nalmente queslo suo lavoro col dimostrare, medianle opportuni esempii, che I'assunta disposizlone e la piu vanlaggiosa fra tutte quelle cbe si oltengono perrau- tando fra loro I'ordine delle lenti, purche sempre due di esse tengansi a contatto. II membro effettivo Bartolomeo Bizio legge di poi le sue Ricerche cJiimico-terapeutiche sopra il lo- gUo ( lolium temalenturn Linn. ). Da 1 5 anni egli a- veva intrapreso delle chimiche iovestigazioni intor- — dl2 -^ no alia farina del loglio, aflfine (li aprirsi la via e co- noscere in die cosa losse per consistere il princi- pio efficace di quella semenle, i cui efTelfi sono ge- neralmente conosciuti in quelli del pane loglioso. Egli sperava allora di polerne sceverare questo principio e sludiarne le propriela per servirsene al caso nella medicinaj ma il lolino cli' egli ebbe ad otlenere dal- le sue indagini, e del quale fece conoscere le cbiini- cbe propriela, si Irovo spoglio della siogolare prero- gativa spellanle al seme. II lolino e nel seme del lo- glio quella stessa cosa cbe nel grano lurco e la zeiiia, sosfanza anch'essa fatla conoscere a' cbimici dal doltor Bizio. Risconlrato adunque cheneldello principio non si conlenevano le qualila del loglio, e vedulo inutile il cercarle nellamido e nella mucilaggine, nelPalbumi- na ed altri princlpii immcdiati di quei semi, egli fer- mo la sua altenzioiie sopra una materia estralliva e- gualmente solubile nell'acqua e nelfalcool, in cui suppose doversi trovare, e trovo realmente adunala la virtu del loglio. Mise alia prova sopra se medesimo latlivila di questo composto, come avea fatto dal can- to suo, e senza conoscere quesle cbimiche invesliga- zioni, il dott. Fario. Da questa materia estrattiva si fece il dott. Bizio a cercare il principio attivo, e vi e riuscito. Egli trasse questo principio dalle spicbe immature e dai — 113 — semi del logllo coi process! che indica minulaiuenle nelle sue memorle. Voile poi esperimentare aoche su- gJi animali quale fosse 1' azlone terapeulica del logllo, se stimolaote ovvero deprinieate, e se i due estralti preparati in modo diverso godessero e I'uno e I'allro della stessa efficacia. Da alcuni esperimenti latti sopra eonigli di diverse grandezze coU'estralto del loglio ap- parecchialo colle spiche immature, egli pole rilevare chequesto eslrafto, somministrato a dose di una dram- ma ad un piccolo coniglio, 1' uccise. ])i ogni coniglio morto fece la necroscopla, che gli presentoimportauli e sempre conformi risuUati. Resta ora a vedere se piu o meno, o lo stesso, faccia 1' altro estralto, per quindi venire agli esperimenti comparativi valevoli a diclna- rare 1' azione del farmaco. 11 dolt. Bizio si propone di proseguire quesle indagini e di preseulare airisti- tulo la continuazione del suo lavoro. II membro effetlivo prof. Zantedeschi comuuica ed annunzia brevemenle alcune sue Nuove esperien- ze sidle induzioni dinamiche ^ cli' egli divide in cin- que capi. Dalle prime egli conchlude che una correu- te eletlrica, messa in movimento nelle spirali, agisce sopra se slessa modlGcando gli effelli quantilativi ed iolensivi. Vario in piu modi le sue esperienzej e pro- mette di preseularuc ulf Islilulo con una memoria i parlicolari. — 114 — Anuunzia jioi di aver liilto molli csperlnienti (he riguardano Ic due spirali ^ la direzione in esse della correufe o delle correnti clettriclie , la capacita e carica della bolliglia di Leida , i quali verranno e- sposti in altra niemoria ch'egli rassegnera all'lstituto. Le spirali cliiuse e in uno slato naturale, collo- cate nelle atniosiere negative di una induceute, infie- voliscouo gli eflctli della conenle originaria , mentre gli pare che si debbano rinvigorire collocate nelle at- inosfere positive. La prima parte di questa proposi- /.iofie viene coniprovata sullelettricita Voltiana. Colla corrente Leido-elettrica il proi. Zauledeschi non ebbe diflferenza di sorte. A lui senibra che gli effetli oppo- sti d'iaduzione, che avvengono al principio o alia fine delle correnti istautaneCj si distruggano reciproca- nienfe. ' : ' ■'> Egli annunzia per ultimo di aver incominciato una si^uie di esperienze snlla naliua delle atmosiere fjinamiche, che per ispeciali caratteri si diflerenziano dalle statiche, e siille letrgi risLrnardanli la distanza, la 7 DO O 7 quantila e la tensione delle scariche, ed anchc di qiie- ste esperienze egli presentera i risulfati all Istituto quando ne abbia fatio uu maggior numero. II in(>inbro efl'ellivo duU. Gio. Domenico Nardo legge una iNota : Sa//e j>roj)rieiu mcdiclu; dcUc Al- i^hc^ e sopra uii nnovo u/ucio di rciidcrc maggior- mente iitili i bagni cli mare^ e pin ejficace V uso in- tenio deir acqiia marina, speciahnente nelle tnalat- fie scrofolose. Ramniemorati i suol precedenti sludii sulle proprieta mediche dclle Alglie, sull'uso terapeu- lico della gelatina di alghe, e snU'olio empireumatico estratto da tali piante, studii ch' egli comunlco da molli anni ad alcune Sociela scieulifiche e cht? si tro- vano stampali in parecchi Giornali itallani e forastie- ri, il dott. Nardo fa oggi conoscere una nuova appll- cazione di quesli prodotti inarini cosi abbondanli nelle lagune veoete •, la quale sarebbe di raolta im- portanza sotto il riguardo medico e sotto il riguardo economico. . . . .. _ Conslderando i varii principii componenti le Al- ghe, e la facilila colla quale di talutii di essi s' impre- gna r acqua inarina sfagoanfe, laddove in abbondanza crescono tali piante, egli indago il inodo di facilmente e prontamente ottenere uti' acqua satura degli accen- nati principii per servirsene negli usi medici. ;. yir !• Volendo adunque impregnare artifizialmente Tac- qua marina di un tino da bagni, penso d' infondervi una quantita proporzionale di Alglie, appena estralte dal mare ; egli lasciulle per molte ore in riposo, e per eccitare in esse una modificazione fisiologica capace di facilitare il distacco , e il passaggio nelP acqua dei loro principii , si valse del calore e della luce solare , esponendo il tino ai raggi meridiani, finche la lempe- — IIG - ralura si fosse abbaslanza elevala , e 1' odore niarlno iiiollo sensibile eil un parlicolare sapore indicassero die fosse bastevole P inipregnameuto. Con cio egli ripete quanto accade prcsso a po- co ualuralmente in un fondo algoso sferzato dai rag- gi del sole •, e il dolt, Nardo Irovo con replicate espe- rienze die 1' acqua impregnala del principii delle Al- ghe nel niodo suaccennalo riesce assai piu eflficace della seaiplice marina, noa solo per uso di bagno, ma auche presa internamente. Lo sviluppo dei principii algosi procurato col- la ebullizione non diede risultali soddisfacenti pei- mo- tivl facili ad indovinarsi. La specie d' alga di cni fa inaggiornienle uso il dolt. Nardo alio scope suddetto e lo S/crococco confervoide^ gia da esse per prime introdolto a medico uso fmo dagli anni 1828 e i83ii, e successivamenle illnslralo, come quello die contiene il jodio ed il bromo in quanlila maggiore dolle allre specie noslrali , ed e tanlo abbondanle iielle nostre lagune specialmenle nell' estiva sla- gione, II dolt. Nardo si propone di esporre le partico- larita niedico-pratidie relative a tale argomento, ed altre iiidagini clinico - terapeutiche, in un sue specia- le lavoro a cui ora attende sopra i bagiii di mare e sul modo pill utile di amministrarli. — {\7 — Finite queste lellure il Presidente dicbiara che nei mesi venturi le adunanze si terranno regolarmen- le nei giorni presfabiliti in quella del ag novembre 1840, e quindi la presenle sessione si scioglie. AdUKANZA del GIORNO -18 APRILE d841. Si legge la prima parte del processo verhale del- Tadunanza del giorno 7 uiarzo, ch' e approvato. \ Si anuunziaoo i.seguenti doni falli aH'Islilulo.' I. Dal membro efifettivo dolt. Domenico Nardo. 13 m Prodrom7is ohservationwn et disri^ihiiionumAdrlati' cae Ichthylogiae ex primo volumiyu (Bim. I.) Diarii Phf' sices Chemiae et Hist. Nat. quod Ticini evulgatum, anno ^827. De Proctostego novo piscium genere specimen ir.hthyo~ logicuTU anatomicwm etc. cu7n figuris aeneis. Patavii, ^827. JSuove osservazio7ii anutomlche sul sistetna cutaneo e sullo scheletro del Prottostego. Padova, -1840. 3Iefnoria sopra un nuovo genere di spongiali silicei , iutitolaio Vioa. Venezia, J 840. Considcrazioni sulla fa77iiglia dei pescl Mola, ecc. (e- ~ i20 — slratlo (lal bimestrc III, e IV, Parte I, magi^io, giii^no, Ui- glio, agosto i8iO dcgli Ann;ili dolle scienzc del Regno Lom- bardo-Vcncto ). VopnUire Oesterreichischc Gcsundheits-Zcitung, N. H, G fobbraio '1 855. Cenn! sopra una, nuova .specie di ccmento (cstratto dal Giornalc di Belle Arti e Tecnologia novenibrc -1855). Osservaztoni sulle propricla medlche di alcune alghe delta Venela Marina, e gelatina cite so??i m inisf rano (i^sKval- to dalla Gazzetta privilegiata del 22 gennaro 1854). Considerazioni generali sulk ahjhe, loro caratleri ecc, segtiile da cenni storici, da due articoli sulla formazione derjli aUjari vivi e secchi, e da una append'ice sulle alghe. Vcnezia, 1853. - Nolizic mcdico-stati-itiche sttllc acque mincrali delle Venete Vrorincie ( art. eslralto dal vol. II, fasc II c III del Mcmoriale ok'Ila moJicina contemporanea. Venezi;i, 1850. Cenni su'i principii coniponenli le alghe ecc. ( arti- colo cstratto dal Vol. I, fascicolo 11 del Mcinoriale della mcdicina contemporanea. Venezia, 4858). Cenni medico-pralici sulla virtic espettorante del sale marino tcz. (art. estr. dal vol. I, fas. VII ed VIII del Merao- riale della medicina coiitem[ioranea. Venczia, 4859 ). Discorso sulla nalura delle canlaridi. e loro modo di agirc suW organis77io umano vivente. Venezia, 4834. Frngramma di un co7n?ne7ilario-chi77iiro-f(ir//iaceu' tico e tnedico-prafico sulla nalura e modo di agirc delle sosfa7ize rplspastichr. Venczia, i85i. Elenco dcgli scridi 7'isguardanri le scienzc iiaturali, la mcdicina, la tecnologia ecc, puhbUcalo dal 4821 al 4858. Vcnezia, 4 858. Estratti di due mcmorie incdile supra la t7-apiunta- — I2i — zione del capelli, e sopra il tessulo delV Aljonium Linca- Hum, iS28. 3. Dalla Societa medico-chirurgica di Bologna. Bullettmo deUe scienze 7nediche pubblicato per cura della Societa.W fascicolo di noveinbre-dicembre i840, Bo- logna. 3. Dair I. R. Istituto di Milano. II fascicolo N. 298 ( ollobre 4840 ) della Biblioteca italiana, Milano. 4. Dal dott. Giuseppe Vallenzasca, medico proviocia- le di Venezia. Della Falcadina, tratlato patologico-clinico eccY msci' colo 4. to. 5. Dair eccelso I. R. Governo. Almanacco per le Provincie soggette all' I. R. Gover- no di Venezia, per I' anno i841. Si legge una memoria del rnembro efifeltivo prof. Angelo Zendrini che ha per titolo: Delia reciproca- ziohe che hanno fra loro scienze , arti e commercio. In quesla memoria 1' autore prende a provare la scambievoledipendenza che hanno Ira loro le scienze e le arli,mostrando dapprima che le scienze non posso- no progredire senza gl'indispensabili raezzi, che loro I. 16 — 122 — procnrano le arli, locche egli fa passando in rivisia P aslionomia, la chiinica, la tiavigazione e la fisica. Ri- gtiardo p(»i alia tlipLMidenza die le arli haniio dalle scieoze , dopo aver iudioalo clie le iiivenzioni so- vente casiiali delle arli diedero le prime mosse alle scienze, eccitaodo gl' ingegni adisvelare i principii dai (jiiali avevano origine quelle invenzioni, espone cotne allora le scienze, divenute direttrici delle medesime arli, Iracciarono loro la sirada die doveano tcriere, le alionlanarono da inutili leiilalivi e le scorlarono ver- so il loro perfezlonainenlo. Siccome poi non si ha estensione di commercio seiiza tiavigazione, e quesla abbisognando, cosi per la coslriizione dei navigli, come per il loro commercio, dell' opera di lutte le arli, tanlo delle piii sollili quan- lo delle piu volgari, coine altresi delT immedialo soc- corso della scienza che valga a dirigerie ne' loro por- t^nlosi ardiinenli, ne viene che il commercio parimen- fi abbia uua dipeiideuza immediala dalle scienze e dalle arli, A confermare qnanlo col ragionamenlo viene da liii esposlo , dalla storia trae nuovc prove, le quali coufermano che le scienze, le arli , il commercio non possono disgiunlamente prosperare. La storia anli- ca pertanto gli mostra che i Feaicii, i quali ebbero gran fama nelle scienze e nellc arli, valsero ancora nel commercio lalmenle die ollennero (ama di esse- — ^23 — re stall il prlmo popolo navigalore : al conlrario poi i Roinani, i qiiali noa godeaoo Tama alcuna nelle scieoze e nelle arti, mancarono pure dei beoeOcii del commercio, alfro notiie non oflenendo cbe di popolo conquistafore. Dalla storia aniica passando poi alia moderna, mosira come le nazioni piu celebrate pel lo- ro commercio lo sodo ancora pel coltivameiifo delle scienze e delle arti. .. ..,..;^. A mettere in pieno liiitie la verifa da liii propo- sta, Venezia gli porge la piu convincente dimostra- ziooe, sia nella prospera che nell' avversa sua forluija, ch'esiste tra scienze, arti e commercio dipeudenza tale, che ne tjuesto ne quelle possono separafamenle leliciiare. Scorrendo per tanto rapidamenle dai primi secoli della repubblica sino ai secoli decimoquinlo e decimosesto, la conoscere la celebrita che godea Ve- nezia {)resso lutte le uazioni cosi nelle scienze e nel- le arti, come per 1' ampiezza ed estensione del suo commercio ; il quale, scaduto poi per la scoperia di uu passaggio invano tenfato dal nostro Caboto, che in cambio scoperse il continente settentrionale del nuGvo iiiondo, segno altresi il progressive decadimen- to presso di noi delle sue aiutatrici e compagne, scienze ed arti. Chiude inGne il prol. Zendrinl la sua memoria, deducendo lumiuosa conlerma di queste verila dalle sapienti ordinazioni dell' augusto nostro Monarca, il — i2i — quale, beneficandoci conteniporaneamente dl una gi- gautesca opera che serviraad accrescere il noslro coni- mercio, voile altresi creato questo Istitulo di scieoze, letSere ed arli, c delibero in pari tempo die qui sieno aperte Scuole lecniche, onde, diceraulore, sorganegli animi nostii non vana fiducia, die a quesla cilia sie- no per risplendere giorni, che ricordino quegli av- venturali, /« cai essa pel Jiorente commercio^ pel coUivamento delle scienze e per la perfezione delle artl^ era presso tutte le nazioni celebratissima. Si comunica una Nola, che il memhro effetlivo prof. Zantedeschi aveva presenlalo suggellala all' Isli- lulo il di 1 6 niarzo passato con qucslo tilolo : Delia costruzione del termometri^ e del rapportl delle di- latazloni di i>aru liquidl determinate a temperature Tnobili. II sig. prof, iodica in quesla Nofa le ricerche ch' egli si propone di fare sopra il modo di gradiuire il lernionielro, istrumento negli sludii fisici di lauta iniportanza. Si annunzia uu altro piego siiggellato, presenla- to dal inedesimo membra efTellivo prol. Zanledeschi il giorno 17 niarzo sollo il n. 5o4 coll' epigrafe : Deteclum facile videtur plerumque^ del quale si dif- ferisce a sua islanza 1' aperlura. — ^23 — Si mostrano successivamenle alcuni saggi dei differenti generi di elellrolipia, offerti dal prof. Zanle- deschi all'Islitulo il 1 9 marzo passalo. A questl va unito un rame galvanico, tratto da uii disegno fatto con inchio- stroHtograficosopra una lamina dagherriana, ed un ra- me galvauico Iralto da un altro incisoa bulino. II prof. Zantedeschi, nella leltera che accompagna qnesti doni, fa avverllre una differenza che vi ha tra i rami galvanici tratti da altri incisi, e quelli che si hanno da dise- gni fatli con inchiostro isolante. Nei primi al con- cavo della faccia dirilla corrisponde il convesso della faccia rovescia, e nei secondi al concavo della prima faccia risponde un altro concavo nella seconda : sem- bra al prof Zaotedeschi di aver nofato per primo queslo carattere distiutivo dei due indicali modi di avere rami galvanicamente incisi. Per la spiegazione poi di questo fatlo, e per altri parlicolari tecnici, egli rimanda alia sua Memoria dell' arte galvanoplaslica, nella quale da la teoria di tutti questi fenomeni. .>'»vc'j II prof. Zantedeschi presenta finalmenle altre stampe di maggior diniensioue, ottenute in questi ul- limi giorni da un semplice disegno con inchiostro li- tografico fatto sopra una lamina dagherriana. riiiJlij-.uxoltioO if) f) II membro efl'etlivo prof. Catullo legge la conti- nuazione della sua Memoi'ia : Sulle caverne dcllo Sta- — 126 — to J eneto , ossia la parte die risguarda le caverne della Provincia di \ icenza. In questo lerritorio egli non riconosce altre caverne nalurali se non quelle della villa di Oliero, siluala presso Bassano liingo il Ciiuie Brenla, della quale da una breve descrizione. Acceiina il lago soUerraneo ed il Gauiicello die ne derivu, coine pure i teiilalivi lalli dal sig. Paroliui, proprielario di queila grotla, per propagarvi il proLeo ani^ni/io che si trova nella spelonca di Adelsberg, Ma gli slorzi per trapiantarvi queslo curioso retlile non riusciroDO. II sig. I'aruliui liii Iratlo dalle concrezioni adagiale sul fondo della grolla alcune ossa apparte- nenli ad un animale simile alT orso, e fra quesfe il prol". Calullo riconobbe nn canino ed un molare scas- sali dalle rnandibole, i quali inessi a paragone cogli aoaloghi deWursns sprieleHs\ osiensWnW nella sua colle- zione, vi si unlformano perfettaniente. Passa dopo il piol. Calullo a descrivere le vaste caverne scavate ad arte nella calcarea grossolana di Cosloza, villa posta al sud-est di Vicenza, e dislante circa sei niiglia da quella citla. Egli trovo in quesla roccia un denfe di squalo, ed una grossa e lunga ser- pula di cui dara a suo tempo la descrizione, Queste caverne dl Costoza, altrimenti delle Co- voli^ non sono, dic'egli, che vaste e profondissime lapi- dicine, da cui si scavo uei prischi tempi una quantita grandissinia di pieire , come altestano e I segni dello — d27 - scalpello tutlora esistenii, e le testimonianze storiche. II professor Catullo riferisce quanto scrlssero di que- sle caverne Alberlino Mussato nel secolo XIII, e poi Palladio, lo .ScamozzI, il Rossetti ecc. Accenna le cor- renli di aria fresca nella stale e liepida oel vertio, che, medianle tubi di terra cotla, sono condotle dali'iuter- no delle cave negli altigui palazzi. II prof. Catullo descrive la principale di queste caverne, che lia il sue iagresso noa lungi dalla chiesa parrocchiale, e riporia le opinioni di molli aiitori,che assegnano a questa lapidicina una estensione di pa- recchie miglia. Lo Scauiozzi fra gli altri e porlato a credere che abbia cinque miglia di circuilo, e giunga fiao a Brendola. ,y.,c. '«jj .,;..i;.r,., .QToJuiooico oeoixibwig II sig. Pietro Magrini, prof, di rnatematica ele- raenlare nelf I. R. Liceo di Vicenza, e ammesso a leggere una relaziuue inlorno ad un suo lavoro mate- nialico, intitolalo: Teoria elementare sul contatto coi circolijra di loro e colle rette. 11 professore descrive il disegno e 1 andamenlo che ha seguilo in questo la- voro, ed i fini che si e proposlo. In primo luogo egli stimo non dispregiabile la- voro quello di congiungere ed ordinare in un solo corpo le nozloni ed operazioui dislaccate che esisle- vano qua e la sul conlalto dei circoli fra di loro e colle relte, e mollo piu gli parve utile 1' approfon- — i28 — darne la naUira per mezzo di iin' analitica inda- gine. In secondo luogo gli parve die questa teoria, ol- tre al non raaocare ad una certa tendenza per infor- marsi qnal raino nel corpo stesso della scienza geo- raetrica, non fosse priva di qualche inleressante appli- cazione alia meccanica istrumenfale. In fine il vanlaggio, sebbene indirelfo, ch' egli conteniplo in questo lavoro, si fu di porgere ai prin- cipianti un nuovo campo di applicazione alia soluzio- ne dei problemi geometrici, ed una specie di saggio dell arte di ben leggere nelle risullanze algebriche tulte le conseguenze utili e praticbe, cbe la natiira deir assunlo quesilo puo Ibrnire talvolla alf allento e giudizioso calcolatore. Dopo cio r adunanza si scioglie. AdUNANZA del GiORNO 20 APRILE 1841. Si legge I'atto verbale della seconda parle delPa- dunaoza 7 marzo, non cbe quelle dell'adunauza 8 mar- zo e la prima parte di quella del 9; tutti questi atti sono approvati. II Governo partecipa la nomina fatta da S. M. del M. E, prof. Aprilis in Vice-segretario dell' I- stituto. Essendo slate presentate cinque Memorie in ri- sposta al Programma 3o maggio 1840, si delibera di nominare una Conimissione la quale abbia ad esa- minarle ed a fame rapporto , e questa Commissione si compone dei M. E. Fapanni, Bizio, Aprilis e Pasini. La Commissione, elelta per riferire sull argo- raento dei Collegi agrarii, presenla il suo rapporto. — \7,() — f>opo liinghe discussiom', si curicliiude die I'Islitulo (lebba , iiclla risposla da darsi ul Govcrno , racco- inandare la isliluzione di una Sociela agraria per ogni proviacia, o di due scuole teorico-pratiche di a- gricollura da erigersi V una in un paese di collina, r allra in uno di pianura. Dopo cio ladunanza si Irasferisce uella sala del- le lellure. Si annunziano i seguenli doni latti all'Istiluto. 1. Dal nieinbro eff. ab. prof. Zanledeschi, Elemcnli di psicologia, volume I, parte I, e II. Bre- scia, tipografia del Pio istiluto, ISSTJ. Elemcnti di logica c nietafisica, volume II. Vero- iKi, ^831 Elemcnti di filosofia morale. i^Iilano, 1856. '1. Dal dolt. Orazio Scortegagna. Schiarimenti sopra I'lttiolito esistcnte nella pubblica Biblioteca di Vicenza. Padova, 4834. 3. Dal dolt. Acliille Desiderio. Sptrinienti sufjli animali intorno al solfato di chini- va. Venezia, 1840. — \oi — 4. Dal cav. Fortunato Ltiigi Naccari di Chioggia. Ornitologia Feneta. Treviso, 1825 vol. unico. Flora Veneta arricchita di osservazioni medico-eco- noniiche. Venezia, 182G, vol. 6 in due tomi. jilgologia Adriatica.V>o\o^nn, \%2.%. II Vice-segretario prof. Aprilis legge la prima parte di un suo Esame analitico di alcuni scrilti^ rr- centemente pubblicati^ siillo stato delt agricoltura neir Irlanda e nella Gran BreUagna^ e parlicolar- niente dell' opera in due volumi relativa a queslo ar- goaiento, ch' e IVutto delle indagini ordinate dal Par- laniento Inglese, e lii poi tradotla nelle due lingue francese e tedesca per ordine di S. M. I. R. La par- te oggi lella risguardu lo stato dell' agricoltura e del- la classe agricola nell Irlanda, e riferisce le particolari coudizioni in cui e posto quel paese, i diversi feno- uieni morali ed economici che ne risullano , ed i inezzi che furono proposti ed in parte praticali per alleviare la miseria della classe agricola ia quell' isola. II Segretario Pasini legge una Nola : Sopra al- cune coudizioni geologicJie della fonte acidida di Recoaro^ che ora per la prima volta si sono potute riscontrare. Le allre acque acidule del Vicentino, co- me quelle diStaro e del Capitello, sgorgano dal terre- na di micaschisto, laddove e lagliafo da filoni di dole- — lo'J — rile, e cio corrisponde esallamenle ai priucipii, die la sclenza ha iiltimainente adottato, sulP origine delle accpie minerali. Ma iu quaoto alia foule acidula di Recoaro si credeva assolulamente, come si puo ve- dere negli scritti del Maraschini e do! Melandri, ch' essa scaturisse dagli strati di una calcarea ragguaglia- ta alio Zechsteiii del mineralogisti tedeschi, ed altri- menli cbiamata calcarea aipiua ; ed anzi a quesla supposizione, e specialmente alia presenza di alcuoe piriti, si aveva appoggiata uq' ipotesi sulla mineraliz- zaziooe di queli'acqiia, colla quale non si poteva ren- der conto di lulli i piincipii die vi furono ris- contrati. Ora non e piu aiestieri di ricorrere a questa i- polesi, ne la fonte di Recoaro presenta alcuna anonia- lia. Una piccola iVana, fonnatasi nel passato aiilunno dietro la Tonte, ed una nuova corrosione del lorren- te Prechele, lianno diinostrato die Pacqua acidula di Recoaro sgorga ancor essa da due filoni quasi ver- ticali di dolerite aniigdolare, cbe sono diretti dal sud- ovest al nord-est, V uno dei quali ha 80, e 1' altro 4© centimetri di potenza. Al piede di questi filoni di do- lerite vedonsi uscire nella Valle del Prechele altre polle minerali, che sono abbandonate. I due filoni trovansi ora denudati, e si possono seguire per un tratlo lungo 3o piedi circa, e la loro prolungazione va nianifestamente a cadere sopra la sorgente dell'acqua — 133 - acidula che n'e pochissimo distante. Con cio si Irova setnpre piu confermata I'opinione che le acque acidn- le, e queste di Recoaro in ispecialita, procedano mi- neralizzale da una grande profondita lungo un meato che venne in certo modo aperto da un filone doleri- lico. II sig. Pasini riferisce un'altra osservazione che ebbe a fare ultimamente presso la delta fonte, Nelle marne compatte, che, per alcuni lavori intrapresi, si ha dovulo mettere a nudo, trovo una piccola corrente di acido carbonico ch'esce dagl' ioterslizii o fessure della roccia. Se questa si mantenesse continna, potreb- be essere impiegata nella chiusura delle bottiglie a bolla di gaSj secondo il ncietodo che fu introdotto dal prof. Melandri. ; II Membro effetlivo prof. Zanledeschi mosira all'Istituto e mette in azione I'apparato galvanopla- stico, da hii imaginato per la riproduzione delle me- daglie, per ottenere le latnine incise secondo i diversi modi che ha indicate e fatlo distinguere nell'adunan- za di ieri. Egli poi ricorda saccintamente le piu im- portanti osservazioni ch'ebbe a fare nel corso di que- sti suoi esperimenti, e che saranno tutte comprese e sviluppate in una memoria sulfarte galvanoplastica, ch egli si propone di pubblicare. — tr>i - Lc pill iniporlanli di quelle oggi accennale sono le seguenli : Senza corrente elellrica il prof. Zaotedesclii noii olleone niai ne decoinposiziooe del soUato di dculos- sido di ranie, ne trasporto del metallo sulla lonua o inodello, ch' e custituilo di una delie leglie da esso in- dicate nella sua niemoria. Ad una corrente elellrica deboiissinia si aecoui- pagna coslanleniente una debole deconiposizione del deulossido del soHalo di rame, e il rame alio slato di deulossido in piccoia copia si Itasporla sulla forma, presentaudo Taspelto di una uniloraie rossiccia ver- nice. Rinvigorila la corrente eletlrica^ il rame deposi- talo sulla forma si disossida, e prende una bella liiita rosso-argenlina. II I'osso aigenliuo del rame Iras- porlalo sulla lorma rilorna al rosso cupo pel nuovo iuGevoIimenIo della corrente elellrica. Con una corrente ek-ltrica ass;ti rapida la lami- na galvanica riesce irregolare, ossia di una lessilura globnlifoirtie, e presenla feuomeni analoghi a quel- li die oflVe una cristalllzzazione imperfetfa per mau- canza del tempo. Da una corrente elettrica uuifornie, che dal gal- vanomelro semplice annesso all'apparato galvanopla- slico era segnata dal dodicesimo delfanlica divisiont;, il prof. Zantedesclii ebbe lamine galvaniclie al tutio — 100 — regolari e di una tessitura oniogenea, che superavano per questo carattere le niigliori che cl veagono dal- ringhilferra. Neirapparato galraiioplastico semplice a dia- framma, collo zinco immerso nell'acqna acidula a coa- fatfo, il rame io parte si trasporta sulla forma e in parte attraversa i pori del diaframma, estendendosi da ambe le superficie del diaframma di pergamena a modo di crosla o di lamina, come un cliiodo da am- be le parti ribadito. Egli fece vedere alcune di quesle incrosfazioni ottenute sul diaframma del sua grande apparato. Verifico coslanlemente cbe la quantila della dis- soluzione del solfato di rame in ogni operazione si ac- cresce. L'acqua acidula attraversa i pori della mem- brana, sebbene abbia un livello inferiore a quello del- la dissoluzione, p. e. di quattro a cinque cenlimetri e piu. Data una forma eguale alia piastrella di zinco e collocata in un vaso difforme che aveva il diaframma minore in diametro delP uno o dell'altra, la lamina galvanica nel mezzo s'ingrosso di piu che nella periferia. La lamina galvanica riesce in ogni sua parte, ad eccezione del contorno, di una tessitura al tutto omo- genea, e il contorno presenla una specie di agglome- razione. Pare che il fenomeno si derivi dalle azioni laterali. Con un rialzo di cera di due cenlimetri di- ~ -130 — sposlo ad angolo retto alia forma, pressoche inlieia- mente si toglie. Per ultimo il prof. Toblini di Verona e ammes- so a moslrare alcuni suoi lavori di daguerrolipia, fra i quali parecchi ritratti di persone oltenuli colla luce diffusa, ed alcune vedute di piazza e luoghi pubblici con truppe e gruppi di genie in movimento. Dopo cio I'adunanza si scioglie. Adunanza del 27 maggio i841. Si legge la prima parte del processo verbale del- 1' adunanza 20 aprile, ch' e approvalo. II Vice-segretario in nome della Cornmissione incaricala dell' esame delie Memorle mandate al con- corso aperto col Programma 3o marzo 1840, legge il rapporto in cui se ne fa 1' analisi ragionata e ne so- no indicati i pregi e i difetti. Si Irattano altri affari interni, e quindi 1' adu- nanza si scioglie. iiuii yiij . 31) 4donanza del giorno 28 maggio i841. la^iq nuo n sb iisibuij! lob ollu^Jg^ l!an ado aoe 'iuriii t)l u sxnijooi.ia al ."iiCTmcfg al Si legge r atto verbale dell' adunanza del a^ marzoj ch' e approvato, • '^Isf^p li /jJostioouud II Vice-segrelario prof. Aprilis legge in nome della Commissione il riassunto e le conchiusioni del rapporto sulle cinque Memorie mandate al concorso, uessuna delle quali viene dalla Commissione reputala degna del preniio. In conseguenza la Commissione opina che il Programma sia riportato pel i843, ed il premie aumenlato fino alle lire 1800. ' Si passa fra i membri a discutere sul merito particolare delle cinque Memorie, sulla forma in cui dev essere esteso il giudizio da pubblicarsi, sulla convenienza di accordare o no il premio ad alcuna di esse o di riproporre il programma pel i843. Do- pe molli ragionameuti I'l. R. Istitufo conchiude qua- — liO — si unanlmemente, e secondo il parere della Com- misslone, clie non vi sla luogo di aggiiidicare al- cun premio, e che il Programma debba essere ri- proposlo per il i843 con aumento del premio fino alle lire 1800. Siccoaie poi alciini dei concorreoli polrebbero forse aache la seconda volta formarsi uq' idea non esalfa e conipiufa del detlo Programma, si stabili- sce die nelf eslratto dei giudizii da pubblicarsi col- le stampe, le mancanze e le imperfezioni delle me- niorie non premiale siauo indicate in modo che ogni concorrenfe, il quale volesse tentare la seconda vol- ta la risoluzione del Programma, abbia a trovare una traccia o guida siciira. Si passa poi a traltare della scelta del quesito da pubblicarsi nella prossima solenne adunanza , e corrispondente all' anno i843. II Segretario legge 18 quesili mandati dai mem- bri sui diversi argomenti , i quali tutti vengono esa- ininati e discussi. Quello proposto dal cav. Paleocapa sulla pub- blica beneGcenza, e presentato nella seguente forma, viene unanimemente prescello: " Determinare con quali principii fondamentali di econoraia politica, e con quali norme pratiche di aruministrazione si debbano distribuire i soccorsi del- la pubblica beneficenza , collo scopo principalissimo - iU — di evilare ch'essi, anziche giovare alia vera prosperila del popolo, non vi contrawengano, fomentando 1' i- goavia e I'ozio, e in conseguenza deriioralizzando gli individui e le intere famiglie che li ricevono, n Se oe cerca un' applicazione speciale alle noslre Provincie, e speclalmeule alia cilia di Venezia. Dopo cio 1' adunanza si scioglie. Adunanza del giorno 29 maggio 1841 'iilMil/j ,i.[t Si legge il processo verbale dell' aduoanza 37 maggio, ch' e approvato. Si annunziano i seguenli doni falli all'Istitulo: J. Dal sig. canonico Angelo Bellani, meinbro effett. dell' I. R. Istiluto Lombardo. Invito alia Riunione scientifica di Torino per la so- luzione del probhma fisico sulla fortnazione della grand'i- ne (art. inserito nel tomo 99 della Bibliotecaitaliana ). Mi- lano, -1840. 1{iflessio7ii S7ille Tnacchie delle foglie del gelso ( estrat- to dal Giornale agrario Lombardo-Venelo, fascicolo di ot- tobre iS^O). .,.;ir,Y,;j [,,; \\y ojir.a ciui-in bI u do jnUV Dei hachi da seta e del gelsi (estratto dal Giornale agrario Lombardo-Venefo, volume XX). Milano, ^841. Discorso sopra diversi argomenli fisico-chimici ( e- slratto dal fascicolo di marzo 184i degli Annali di fisica, chiinica e matematica ). ugia ; — iU — Memoria sulP arte di filar e il vetro (estratto dal fa- scicolo di febbraio d841 degli Annali di fisica , chimica e matematica ). ; . „ . 2. Dair I. R. Islltuto di Milano. II fascicolo 299, novembrc -1840, dolla Biblioteca italia- na, Milano. 3. Dal dott. Giacinto Namias. Giornale per servire ai progressi delta Patolotjia e della Terapeutica, fascicolo 41, marzn e apiile 1841. 4. Dalla Societa medico-chirnrgica di Bologna, Bullettino deUe scienze mediche (2 fascicoli ) gcnnaio, febbraio e inarzo I84d. Mcmorie della Societa medico-rhirurgica di Bologna seguite dagli optiscoli da essa pubblicati, vol. 2, fascicolo 25, Bologna i841. II Membro efTeltivo sig. Giulio Sandri legge una Memoria:iS'«//a causa recentemente assegnata alia i- drofobia^ ch'e la prima parte di un lavoro da esso con- dollo a fine su questo iniportante argomento. II sig. Sandri prende ad esaminare le opinion! che sulla cau- sa della rabbia spontanea hanno da poco tempo pale- sato i signori professor Agostino Cappello di Roma, — 145 — e Luigi Tofifoli di Bassano. Queste opinion! sono una alTaltra molto vicine, e furono proposte da ambedue questi scrittori senza che uno sapesse dell'altro. II prof, (]appello ritiene per causa del male uel cane 1' umore prolifico degenerate per non avers! potato a suo tem- po evacuare od accogliere in que'serbaloi che Iranno allri animal! ; e secondo il sig. Toflfoli, non la mancan- za dello sfogo venereo nel cane, non I'appagamento ina- pedito deirardente libidine, ma piuttosto il vedere egli I'amata concedere i suo! favor! ad altrl e restarne esso privo, si e la causa del male-, sicche il sig. ToflToli per infallibile preservativo consiglia e raccomanda di tenere chinsa la cagna in calore, aflinche i maschi noa le si affollino dietro rissando per la preferenza, e il disgradato, costrello a mirare invendicato i suo! torli, tiou abbia ad arrabbiare. L'autore fa osservare come le accennate opinio- nij che a prima vista ed in generale sembrano confor- mijsiano poi, discendendo a! particolari ed a! fatti, di- screpant! fra loro, e quasi in opposizione : e dimostra come altri scrittori avessero precedentemenle attri- buito lo sviluppo della rabbia nei can! all'impedito sfogo dei loro arnori. Ma il Pozzi e il Frank, il sig. D'Arboval ed il Cooper, per varie considerazioni dal- fautore riferite, in oltre dichiarano che la causa amoro- sa e insufficiente a produrre la malattia. L'ultimo spe- cialmenle nola, chenon si e neppure trovato ch'essa /. ,9 — iiG — prenda i caul ed i galli con Irequenza particolare du- raiile la stagione della copula, e die cpiindi non si puo amuiettere che I'estro venereo abbia qualche parte in pi'odurla. II sig. Sandri trova molto possente quest' ultima ratiione a mostrare la insufficieuza della causa aiuoro- sa a produrre la malatlia. Siflalta causa, come avveili anclie il sig. TofToli, appo noi si rinnova due volte al- I'anno, cd ogni volta dura fmo circa a4 giorni. Ora non si pofrebbe comprendere come, lanli essendo i cani di ogni raz/a che tengonsi uelle cilta e iu tutli i luoghi e paesi delle provincie, e come, essendo ie passioni dei cani sempre e da per fulfo le stesse, questa causa si generalmente diffusa, si moltiplica- ta, si coslanle, si necessaria, avesse da produrre il suo effi'Ko sulameute a quondo a quando, ed or quin- ci or qiiiudi. Ollre a cio con essa non si spleghereb- be tampoco perclie I'idrol'obia si sviluppi anche fuori della stagione deH'accopplamento, e neppure come in certe regioni taulo scarseggi o siavi del lutlo iguola, benche abbondioo graudemente i caui abbandonati anche a se stessi *, e come in certe altre, pria scono- sciula, siasi poscia itilrodolla. L'autore da queste ed allre considerazioni con- chiude, non essere adalto ideulica la causa assegnata alia rabbia dal sig. Cappello e dal sig. Toffoli ; essere dessa nuova soUanto in qualche riguardo, e in queslo — 447 — appunlo aumentarsi la tlifficolla die possa essere ani- messa. II nob. sig. Giovanni Minotto legge poi alflsti- tuto un suo scrilto intitolato: SuIVeconomia della pi- la^ e su alcLine appVicazioni delta galvano-plastica. Ora che le arti traggouo parlito dal galvanisiuo, la spe- sa per oltenere gli effetli delia forza galvanica non e piu indifferente, come quando traUasi di seniplici ar- gomenti di fisica. II sig. Minotto ha indagato quali rnodificazioni favorevoli ail cconomia si potrebbero in- trodurre nell'uso degli apparecchi galvano-plaslici, e due ne addita, cioe la soslituzione del I'erro alio zin- co, e la omissione delPacido. Fatti con quesle vedute alcuni esperinrienti, egli ebbe a rilevare: Essere il ferro tanto migliore alia costruzione della pila, quanto epiu puro e come si dice dolce^ po- tendo del resto servire beuissituo qaello vecchio ed ii- ruginifo pur anco, staccandosene rossidopronlamenle; Manteuersi il ferro lucido e netto tanto nelP ac- qua pura come neiracidula; deponendovisi sopra mec- canicamente soltanto uno stralo soltile di perossido, che col pill leggiero stropicciamento si leva e non im- pedisce quindi raenomamente Tazione del liquido sul melallo; CqI ferro e coll'acqua acidnlata, in confront© del- 10 zinco, e per ottenere uu deposito di rame egual- — as — menle grosso, occorrere un tempo maggiore di nn terzo, c coH'acqna pura un tempo quasi doppioj In enlrambi i casi la precipitazione succedere con grandisslma regolarila, e il consutno del ferro riusci- re eguale al peso del rame ottenulo. II sig. Minollo calcola poi qua! diflerenza si ab- bia nel costo della riduzione del rame, oltentila con I'ordinario metodo galvano-plastico, e con quello mo- difjcato secondo i siioi suggerimenli. Nel primo caso la riduzione del rame viene a costare L. 2, aust. circa al chilogrammo, e sopravauza del solfato di zinco stena- perato in grande quanlita di acqua; nel secondo caso costa soli centesimi 40 al chilogrammo, e sopravanza del solfalo di ferro e del perossido di ferro, dal quale ultimo prodotto potrebbe Irarsi qualche vanlaggio. Inlroducendo nel calcolo anche il costo del solfato di rame, ogni chilogrammo di questo metallo ottenuto col metodo del Jacobi verrebbe a costare L. 7,08 aust. al chilogrammo, e coll'altro metodo sole L. 5,48. L'autore, considerando che il rame con 1 ainlo della pila puo essere precipitato non solo dal solfato ma da altri suoi sali, propone di lavorare con questo metodo la pirite ciiprea^ nella quale una semplice tor- refazione abbia cangiato i solfuri in solfati •, in questo modo si risparmierebbe una grande quantita di com- buslibile. Egli calcola quale vantaggio si ollerrebbe lavorando con queslo metodo la pirite cnprea di A- — U9 — gordo. L'eccellenza del prodotto, ossia la parlicolare e vantaggiosa natura e forma del rame die se ne otter- rebbe, corapenserebbe di gran lunga la lievissima dif- lerenza del costo. Si comunica il sunto di un rapporto, falto dal chimico sig. Keller aH'adunanza degli economisti ru- rali 6 forestali, tenuta in Briinn intorno Tabbondante pigmento contenuto nei petali delie Dalie e sul modo di estrarlo. Finalmenfe il Membro efTeltivosig. abate Furla- nello legge un suo scritto intitolato: Inter pretazione e supplimento di un antica lapide romana trovata a Jesolo nel Veneto littorale^ Vanno 1 833, ed ora con- servata nel Museo lapidario della Biblioteca Marciana. L'autore parla degli sUidii fatti sopra questa la- pide da alcuni dotti epigraGsti si italiani che foreslie- ri, ai quali venne comuuicata, ed osserva comeniuno I'abbia finora esattaineote pubblicata. Egli trova che, essendo stala scoperta in Jesolo , deve probabilmenle appartenere all' antica citta di Altino, essere una epi- grafe onoraria, e formare la faccia anteriore della ba- se soslenente la statua delie persone onorate dal suo uiunicipio. Passa poi ad interpretaria minutamente, ed a supplire le mancanze che vi sono da ambedue i lali, per essersi solo ritrovala la pietra di mezzo delie — 130 — tre che costituivano la lapide. I supplimcnli egli di- chlara parte certi e parte incerti. L' ultima parte da lui rllevafa praejectus equitum alarum summarum mellono in cliiaro 1 esistenza di questa carica milila- re, aociie ai tempi di Auguslo, ai quali I'autore rife- risce I'epigrafe; menlre se ne aveva prima soltanto qualche ijidizio in uno scriltore del secondo secolo ed in una greca iscrizione del 3.° secolo dell Rra Crisfiana. Dopo questa lettura rislituto passa a trattare di afTari iulerni. II luembro effellivo Paleocapa legge in nome della Conunissione un rapporto supra 1 opera mano- scrilta dell'ingegnere civile sig. Anlonio Noale, assog- geltafa al giudizio dell'lslitutOj e cbe ba per lilolo : Miiratiire economiche secondo la vera man'iera de- gli antichi Babilojiesi. h^lshhilo adotta le conclusio- ni del rapporto, ed ordina che queste conclusioni sie- no comunicate per estralto all' autore, com' egli desi- dera. II Vice-segrelario legge T estralto dei giudizii pronunziati dalfl. R. Istilulo sulle cinque mernorie presentate al concorso, in risposta al programma 3o maggio 1840, Questo estralto viene approvato una- nimemente colic brevi aggiunte cbe si sono inlrodol- — iSl — Ic. Sara lelto neU'aduuanza solenae del primo giu- goo, e pubblicato colle stainpe. Poi si stabilisce che il preraio da assegnarsi per il quesito risguardante la pubblica beneficeoza sia di lire 1800 auslriache. Si passa quindi a trattare del Bullettiao e degli Atti che deve pubblicare I'lslituto. Secondo I'articolo aS del regolamento interno, le naemorie da ioserirsi nella raccolta degli Alti devono essere scelte da una Commissione falta a voti segreti e che rimarra se- greta^ la quale deve proporre quail memorie devono essere preferite^ quail stampate per esteso^ e quali per estratto. .j 1 oua, o«i;o lun INon polendosi procedere alia compilazione del Bullellino e moUo tueno alia pubblicazione degli Atti senza die una Commissione, scelta nel modo sovra indicate, iritraprenda I'esame delle Memorie e delle note che furono gia lette aH'Istituto, si conchiude dopo qualche discussioue che il sovraccennato artico- lo del regolamento interno debba essere posto in ese- cuzione nella seguente maniera. Ogni membro dell'Istitiito avra facolta di di- chiarare quali delle proprie memorie egli intenda che nou debbano essere stampate per esteso negli Atti. — -152 — Le mcmorle che saranno presentate per essere comprese negli Atli saranno esamlnate da una Coni- niissione falla di volta in volta a scliede segrete, e composta di tre mcmbri, esclnso I'aiitore. La Presi- denza fara segretamente lo spoglio delle schede e ne daru segreto avviso ai Commissarii, che risulteranuo nominal!. 11 rapporto dei Coramissarii sara coniunicalo al- iTslituto dalla Presidenza quando sia favorevole alle memorie, e sempre lacendone i nomi ^ in caso con-* trario il rapporto sara comuDicato soltauto allautore della Memoria, il quale potra chiedere che sia lello in una adunanza e conseguentetnente appellarsi al giu- dizio deir Istiluto. Nel caso che i Commissarii propongano solo qualche modificazione da farsi alia Menioria presa in esame, la Presidenza, prima di leggere il rapporto al- r Istiluto, prendera i necessai-ii concerti coll' autore i! quale potra preventivamente farvi le indicate modifi- cazioni. II Bullettino rendera conto di tutto cio che sara lelto nelle adunanze delF Istiluto, e la cui pubhlica- zione possa essere di qualche importanza. Qualora le piccole memorie, note, o comunicazioni letterarie o scientifjche non possano esservi stampale per esteso e di concerto coi rispeltivi autori, lo saranno per e- slralto. La Segreteria e incaricata della compilazione — 153 - del Bulletlino, il quale portera la sottoscrizione dei segrelarii. II Bullettino sara pubblicato in 8.vo ed i fogli a paginatura susseguente, ed avra un'appendice teciio- logica come fu conchiuso nell' adunanza del 27 de- cembre passato. Gli atli o raemorie saranno pubbli- cate nel formato in 4-to, in fascicoli comprendenti cia- scuno due o piu meraoriej i fascicoli die saranno pub- blicatinel corsodiogni biennioformeranno un volume. Dopo cio Tadunanza si scioglie. ■■• 20 AdUNAINZ(V del GIORNO 31 MA.GGIO iSM. Si annunziaoo i seguenli dooi falli all' Islituto: I . Dal membro effettivo Bartolomeo Bizio. Lo Speiiacolo del/a ISatura, opera delP abate Pluche con le (jiunte. del dott. Bartolomeo Bizio, torai 20 in 94 fSscicoll, Venezia dal 'i856 al 1837. 3. Dal membro effettivo e Segretario Lodovico Pa- sini. Articolo del dott. Valentino Pasiiii: Sopra la Banco- crazia, inserito nei torai 99 e 400 della Biblioteca ita- liaoa. Sopra il corso di economia politico di Pellegrino Rossi dell'Istituto di Francia, inserito nel tomo 97 della Biblioteca ilaliana. — d56 — 3. Dal prof. Giuseppe Meneghini di Padova. Sj'nopsis desmidiearu)/i hiicnsque coijnitariim (inse- rito nel tonio XlVdella hinnaea. Ilalae ad Salam, 1840). !\. Dal niembro ellellivo prof. Zanledeschi e dal dolt. Fario. Considerazioni critiche intorno alle correnti elettro- fisinlo(jiche (articolo estratto dal vol. V, fasc. II del Memo- riale della IMedicina contemporanea), Venezia, -1841. 5. Dal prof. Vincenzo Tiizzi di Padova. />' archiletiiira di Fitruvio, versione di Qtiirico Vi- v'lani, llbri X, in un volume, un volume di giunte, cd uno di tavole. Udine, pel fratelli Matliuzzi, 1850-1833. Dizionario filosofico pratico della liiKjua italiana, volume unico, parte I, Padova, •1857. II nieinbro efteilivo prof Zaoiboni legge una Meujoria iolilolata : Nuova maniera di sperimenti SLilla misiira delle forze centrifiighe. Egli ricorda dapprima come fra le macchine della fisica generale, quelle che mellono solt' occhio le leggi della gravita e della forza cenlrifuga iniportioo sonimamente alia scienza , rammeuta le macchine ideate a queslo fine \ dall'Atwood, dallo Sgravesand e dalP abate Nollet, e porge di ijuesl' ullima una succinia descrizione. Ma ; le uiolte parti ed i varii congegni, cli' entrauo a for- j — 157 — tnaria, la rendono assai complicata edi difficile uso. 01- Ire di che con lanii corpi lutli in movimenio gli uni cogli altri si genera molto attrito pernicioso al buon esito della sperienza, ed e ben difficile di eguagliarlo da per tutio in due di quegli apparecchi. Era percio desiderabile nn altro modo di sperimenlare che unis- se insienie semplicila, econoniia ed esallezza. Aconse- guire quesli vanlaggi il prof. Zamboni ha immaginalo r apparecchio di cui mette sollo gli occhi dell' Islitu- to il niodello e che egli adopera da piu aoni nelle sue lezioni. Quest apparecchio e in soslanza un piano incli- nato di altezza variabile, ed un grave che animalo di lorza centrifuga ascende suU'erta del piano •, esso va nnito all' una e all' allra carrucola della macchina ro- taloria. L' apparecchio e congegnalo in modo che il gra- ve scorre liberamente e con pochissimo altrito, e il grave ascendente sul piano e un cilindretto mefallico tornito in luauiera che soUanIo colle sue eslremita circolari possa rbtolare liberamente sul canale del pia- no : vi e un fermaglio cursore che attraversa le spon- de del telaio, e ritiene il ciliudro in qualsivoglia sito della lunghezza del piano. Ollre a cio la base del piano e divisa in dieci parli eguali e in decimi pur della base e divisa altre- si qneir asta che segna I' altezza del piano. Costruiti — 458 — nerlaiilo Jue di quesli apparecchi eguali alfalto in o- gni loro dimenslone, s'iulendano applicati alle due carnicole della niacchina rotatoria, ed applicati per forma die giraodo essi colle carrucole, la base di cia- scuno divenli il raggio veltore dellaltezza. In questa rotazione dovendo i ciliudri per le varie esperienze descrivere circoli di raggio diverse, ma di nota misu- ra, questa si determina egualmente coi decimi della base, come 1' autore successivameute diraostra. Menire adunque il meccanismo del Nollet esige due uiobili, I'uno animato da forza centrifuga, ed un allro che sollevato dal primo misuri co' suoi pesi il valore di detta forza j con quello ora proposto dal prof. Zamboni un solo mobile basla per tulto il servizio, ed e il ciliudro che trasporta se medesimo coUa pro- pria forza centrifuga e misura insieme il valore di questa forza con una frazione del suo peso indicato dall' altezza del piano. E chiaro che esile afl'alto dev' essere fattrito in questo meccanismo. L' autore offre un saggio delle dimostrazioni che si possono agevolmente dare coUa sua macchina delle leggi che regolano le forze centrifughe •, e fa ve- dere inollre come egli abbia potuto dimostrare una legge importante per le teorie astronomiche, della quale egli assicura di uon averne veduta mai prova sperimentale in nessun corso di meccanica : la qual legge e la seguente; •' quando le celerita dei mobili — iSD — " sono in ragione inversa dei raggi dei circoli, le lo- " ro forze centrifughe sono in ragione inversa dei '•> raggi stessi. n L'aufore presenta in dono all' Istituto uno de- gli apparecchi ch' egli ha descritto nella sua raemoria. II inembro effettivo conte Da Rio legge: Alciine considerazioni sopra le tracce di pioggie, che si os- servano negli antichi terreni secondarii. Egli ricorda le osservazioni fatte dal sig. Cunningham nella cava di arenaria di Storeton-Hill , riferite nel fascicolo di a- gosto 1889 della Biblioteca universale di Ginevra, le quali comprendono anche quelle fatte dal sig. Scrope, che ha creduto poter riconoscere alcuni effetti perma- nent! prodotti da uno scroscio di acqua che cadde sopra uno strato di finissime ceneri lanciate dal Ve- suvio neH'eruzionedel i8aa. Le goccie delle pioggie formarono dei globicini simili nella forma e nella figu- ra a quelli che si producono spruzzando acqua in goc- cie sopra un lerreno polveroso : nota poi il sig. Scro- pe che questi globuli si consolidano e rotando al bas- so si accumulano e vi forraano strati di due a tre pie- di di grossezza • col tempo poi si agglutinano, e si co- stipano in guisa che occorre un buon colpo di mar- lello per dirompere la massa. II cav. Da Rio, dopo riferite le operazioni iatte dal sig. Cunningham nella cava di arenaria sovracilata, — -160 — comunica una leltera avnta dal sig. Pllla geologo na- poletano sopra i tufi pisolitici, ed un saggio di quel singolari prodotti. « Quello che narra lo Scrope, scri- ve il Pilla, sopra II tufo pisolifico prodotto dalTazione della pioggia sulle ceneri del 182,3, puo ben esser ve- ro, ed io 1' ho per verisslmo, awegnache io non a- vessi osservafo tal fenomeno per la mla plccola eta d'allora, che noo mi permelteva di altendere agli studil vesuviani, ne m' e incoutralo mai di vederlo dal tempo che a questi sludii ho dato opera. Se non che un fatto di tal natura ho ben osservalo nella sol- fatara, dove le materie terrose Gnissime che sono rac- colte nel fondo del cratere (specie di kaolino) quan- do sono assai disseccale e che vi cadono sopra goccioloni di pioggia, rara qual suol venire nei tempi estivi, presentano una Cgura sferica per il loro adden- samento inforno alle goccie d'acqua cadula, ed in questo modo si spiega 1' origiue dei tufi pisolilici che tanto abbondano fra le materie di quel seraispento vulcano. E nella Somma ancora le pozzolane ed i tufi sogliono presentare sovente la mcdesima struttura e second© tutle le verosimiglianze cio deriva dalla me- desima cagione. " Intanto debbo dirvi che le materie dell eru- zione del 1822 sono state in parte coperte dalle pioggie delle eruzioni susseguenti, e parte sono state distrutle dalle alluvioni, quindi non riesce piii di — 164 — trovare sul Vesuvio di quel lufi, dl cui paria il signor Scrope, intendo dire dei tiifi pisolitici del 1822. Ma se togliete la condizione del tempo, egli e facile di trovare di tali tufi un poco piu antichi e special- raente nelle vicinanze di Somma ". In seguito il conle Da Rio mette a riscontro e fa notare le differenze fra il tufo pisolitico napoletano e le notissiine pisolili di Carlsbad, e quella di Tol- mino, che mostrano chiaramente di avere una diver- sa origine. I falti osservati dalio Scrope e dal Pilla presso Napoli gli servono a spiegare quelli piu antichi de- scritti da Cunningham ed altri a questi simiglianli. II conle Da Rio da un circostanziato ragguaglio della singolarissima scoperia degli orniticniti od impres- sioni dei piedi di uccelli nell' arenaria variegate di Massachusetts, fatta dal sig.prof. Hitchcock, edimoslra come esse pare servano pienamente a provare la caduta delle pioggie quando si formavano quei terreni. Un saggio del tufo pisolitico spedito dal signor Pilla viene dal co. Da Rio deposilato presso I'Istituto. II raembro eflettivo prof. Zantedeschi fa una comunicazione Sopra alcuni fenomeni elettro-fisiologi- ci, eh' egli ebbe a rilevare amministrando V elettrici- ta per medico fine ad un signore che ne trasse signi- ficante vantaggio e riacquisto senso e moto in niem- — 162 — bra pressoclie penlute. II proJessore collo studio dei fenomeni fisiologici Irova di ricomprovare coine ap- parisca iiicerta l;i legi^e s^ia proclaiuala : essere la cor- renle elcltrica dalla perijeria al centra promo^^ilrice di seiisazioiii^ 'Z.V SOLKINNE del GIORNO I GIUCNO 184 1. 1 ■ ■■ ! 1 tntervengono a quest' aduoanza S. A. L R. I'Aiciduca Federlco, S. E. il Cardinale Patrlarca, S. E, il sig. Goverualore delle Provincie Venete, allri il- lustri persouaggi e sceUissimo nuniero di cittadini. Dovendosi pubblicare in questa adunanza il ri- sultamento del concoiso tenuto sul quesito scientiGco proposlo a' termini dell' art. f\ del Regolamento or- ganlco, il Segretarlo Pasini legge dapprima I'estrallo che segue dei giudizli dall'I. R. Istituto proferiti sul- le cinque Memorie presentate a! concorso per la so- luzione del quesito proposlo il 3o maggio 1840, relallvo airagrlcoltura delle Provincie Venetej nessuna delle quali memorie essendo stata dicliiarata degna di premlo , il programma viene riproposlo per T an- no 1843. /. 23 — no — Estralto letf.o neUadmianza solenne del i."'" Giiiirno o I 8 4 I dei giudizii pronunziati dalf T. li. IstiUito di Scienze, Leltere ed Artl siillc j\Iemorie pre- sentate al concorso in risposla al Programma Do Mlhiit'lo I 84o, e dclle conseiiut'titL deliOerazioni. DO ' y O L'l. R. Islituto, cscgiiondo lo prescrizioni tlella Sovra- na Rlunificenza, avca proposto a puhblico concorso la so- Iiizionc del segucnlc Prograinma: ic Dcscrivcrc hreveiiientc ed esalta^nentc le princlpall praticlic p)rsente7/ic7ite usatc di colllrare i ccrcnli e i fo- ra;jgi ncllc Frovincic Vene.te •■ proporrc i 9nclodi e Ic tola- zioni chc la teorica e la illicniinata csperlenza dimosiras- .s'cro dovcr riuscirc piii xititi e prcfcribili secondo Ic diverse circostanze locali e sccoiido Ic diverse inaniere di mnmini- slrazionc praticale nelle diverse Frovincic, avcndo riijuar- do allc irrigazioni introdollc o die si potcssero inirodnrrc, alia (/uantilit dei conewii occorrenti, o crcati ncl possedi- ■iiiento, tralli d' alirondc ■ appncpjiarc finalmcnte ed ilia- sfrftrc i confrnnti e Ic proposizioni coi calcoli di S[)esa c ricavo possibilmcntc speriinentali. >•> La Monoria deve avere per iscnpo di prcscnture nna istruzione al pnssessori dellc terrc c ai regr/ilori dclla col- tivazione di esse, sui mezzi piii convenienti di produrre i e.ereali oeenrrenli al eonsnmo della popolazione e di a?t,- onenlarc il nimnro c la honlli degli animali si da lavoro chc da macello. II prcmio e dl Justriache Lire dSOO. CiiKjuc furono Ic flleniorio prcsciitatc al concorso ia !isi)osla a (jucsto I'ro^ranniKi. — 17i — La ]. (li fiicco 10 in i)iccoIo foglio coIT cpigrafe : Tra- clanl fahrilia fahrl. La 2. (li fiicce 22 in foglio coll' cpigrafe: Arjrlcullura 7naf]nimt incretncntum sitmcrct si (juis optime tcrram ex- colentibtis pracTnia constituat. La 3. di facce \1 \n foglio con tre Prospctti e coll' c- pigrafe : Verba monent, cxcmpla irahunt. La 4 di faccc \1\ in foglio coll' cpigrafe : Laudato inrjcntia rura, exiguiwi colilo. La 5. di fiicce U2 in foglio coll'epigrafe: Non gia del premio la, troppo lontana speranza, via dc' vantaggi palril sinccro vivissi/ao operoso un dcsiderlo cjiiestl ccnni dctlava. L'l. U. Istitiito, dnpo udito il Ilapporto steso dalla Commissione nominata per prendere in csame le cinque Memorie, adotto sopra di esse Ic segiienti conchiusioni : La prima Memoria col njotto Tractant fabrilia fabri, fn trovala gretta e superficialc nella descrizionc dolle at- tiiali colturc. L' autorc propone a generalc iililita delle Provincie un moJo solo di awiccndamento ne plausibile tooricatncntc, no diniostrato utile in fatto: non iia quindi soddisfalto al programma. La secnnda Memoria portante 1' cpigrafe : Agricullura Tnagnuin incrcmentmn etc., benche piii diffusa dclla prc- cedoute, descrive inesattamente lo stato attuale della Vcne- ta agricoltura, e ne fa un fallacc (non richieslo) confronto coir agricoltura Lombarda. Ricosioscendo la neccssita di accrescere i foraggi, propone una rotazionc bicnnale, die non 6 appoggiata a giusti principii teoretici, chc non c di- mostralo con prove siierimciitali possa raggiungere lo sco- po, e clie certamente in moltissinii casi apparisce inapplica- bile sconvenicrUc. — \72 — La lorza Jislinla co! motto : Fcrba monrnt, excmpln irahujil, ommcltc totalmonlc la disamina c la esposizionc •telle colture acrrarie (lellc Vcncte Provincie : si limita a parlure di (jiiclla prevalente in una parte del Ftiuli ; col- tiira, clie retribuisce meschino friitto al proprielario, sten- tato e scarso vitto al lavoratore fitluale o mezzadro, c qua- si nessuno agli animali. A questa conlrappone una giudizio- sa, ben calcolata, anzi puo dirsi raflinata rotazione, in gra- /ia della quale le terre che vi possono essere assoggcttate daranno, non v'ha dubbio, un ragguardevole anzi esuberanle prodolto, si in sussistenze dell' uomo, che in nulrimento degli animali : rotazionc nclla quale, quasi compendio e niodello in piccolo dellc piii utili collivazioni, oltcngonsi nel corso di sei anni, con due concimazioni al prinio e al (|Harto, dicci raccolli da nove piante per Tuomo e da sei jiegli animali. L'aulore con prospctti c con cakoli dimo- stra la grandissiina utilila di questa in confronto della co- mune abitudinaria collivazione. Se non che, tanto cgli no esaha 1' utilita, che ardisoe fare la pericolosa c ccrtanicnte non adottabile proposizione di sopprimcre lutti i prati sta- hili e converlirli in aratorii. Ma non avcndo poi prcso in considerazionc i bisogni variati dcllo provincie tulle del tcrritorio veneto, nianco ad una esscnziale condizione del Programma ; e la sua rotazionc, applicabile Jililmcnte a terre di ottima c buona intrinseca qualila,. e ad uno spe- cialc sistcraa di mcdiocri e piccoli poderi, non puo essere rimedio universale cd unico ai difelti agiarii delle allre pro- vincie, che, dipendenti da cause moltiplici in congiunture diverse, non sarcbbero giamraai sanabili con un mezzo uuico. La (juarta Memoria contrassegnata col motto : Lauda- to ingcntia rura, cxigtmm colilo, conliene una generica — -175 — conipcndiosa istriizione siill;i collivazionc di tuttc Ic piii u- silalc piante da grano e da foraggio, e su alcune operazio- ni ed economic agrarie, precediita da una Storia dell' Agri- coltura atitica e moderna, c da una descrizione topografica e stalistica del terrilorio Yeneto complessivamcnte consi- derate. OITie di poi estcsa, particolareggiata ed esatta, piti che le altre mcniorie venule al concorso, la descrizione del- le colturc pralicale nelle singole Provincie. Ma inefficaci in genere, e non appropriali ai diversissirai bisogni o difetli dei dilTerenti hioghi, sono i inezzi che 1' autore propone per ottenere piu abbondanti i prodotti di cereali, c piii Duraerosi gli animali da lavoro c da niacello : non nc _, che si eslenJono sopra moltc partr delle nostre Ptoviiicic •, come al conlrario importi, die il cal- colo com|)lcssivo ed il confionto fra i proilntli cd i consumi sia fatto provincia per provincia ; c come in firre non possa essere traltato in niodo soddisfacenle fpiesto argomcnto senza premlore in consideraziooc tiiUi gli animali si Ja la- voro che da nvaccllo, il niiglioramenta dello loro razze, gristromtMili aratorii e le macchiive rurali, la condizionc cco- Domica dei laxoratori, ec. cc. Credoiido poi I' I. R. Islituto che una causa priiieipale della niancala soKizione di qiiesto vaslo ed importante Programma sia stata la brevita del tempo conccsso, lo ri- propone per I' anno ISiT), ne aumcnta il premio alle L. 1800, e, rilenute tulJc le altre condizioni c formalila, do- manda che le Mcniorie vengano prescntate alia Segrctcria doll' Istituto pi'ima della ficie di febhraio dell' anno iSio. II premio vcrra aggiudicalo nclla solcnnc adunanza del segueiitc maggi^o. L' r. R. Islilulo lia quindi dellbeiato che sleuo pubblicali i segueuli Piogramini r I. Non essendo stala data una sodtlisfacenlc soluzione del Programma proposto il 50 maggio i84^0 per I'aggiudica- zlone del premio scientifico bicnnalc concesso dalla Sovra- na Munificenza, I' I. l\. Islituto mette di nuovo al concorso il dctio Programma. Dovranno perciii i concorrenti if Dcscrivcre I)rcvemeiite ed esattamentc le principal"! praticho prcscntcmcntc usate di coltivare i ccrcati c i fo- raggi nelle Provincie Vcnetc : pro[)orre i nietodi e Ic rota- — ! / / — ziorii clie la teoiic;! e I;i illuininata esperion/.u diiiiostrassero dover riuscire piii ulili e prcferibili secondo ic diverse civ- costanze local! e secondo Ic diverse inaniere di amininislra- zione praticate nolle diverse Provincie, avendo rrgiiardo al- io irrigazioni introdotte o che si potessero introdiirre, alia quantita del concimi occorronti, o creali nel possedimcnto, o tratti d' altroiule: appoggiare finalaienle ed illustrare i confronti e le proposizioni coi calcoli di spesa e ricavo possil)ilmente sperimentali n. La Memoria deve avcre per iscopo di presentare una istruzione ai possessori dclle terra e ai reggitori delta col- livazione di esse, siii mezzi piii convenienli di produrre i ccreali occorrenti al consumo della popolazlone, e di au- nientare il numcro e la bonta degli animali si da lavoro die da macello. II premio e aumentato lino alle austriache lire dSOO, Nazionali e slranieri, ecccttuati i Membri eflotlivi del- I'l. R. Isliiuto, sono aiiunessi al concorso. Le meinorie po- tranno essere scritle in italiano, latino, Irancese o ledesco; e dovranno essere riniesse franche di porto prima del gior- no 28 febbraio i845 alia Scgreteria delPIstitulo medesi- ino in "Venezia; e secondo I'uso accademico avranno un'e- pigrafe ripetuta sopra un viglietto sigillato contenente il nome, cognome e I'indicazione del domicilio dell'autore. II premio verra aggiudicato nella pubblica solenne a- dunanza del giorno 50 maggio \Mo, Onomastico di S. M. I. R. A. il graziosissimo nostro Sovrano. Verra aperto il so- lo viglietto della Memoria premiata, la quale rimarra di proprieta dell'L R. Istituto; e le altre Memorie coi rispet- tivi viglietti sigillati saranno restituite dielro domanda e presentazione della ricevula di consegna entro il termine deir anno 1845. I 2-5 II. Dovcndo ri. R. Istituto proporre un quesito per I'ag- giiulicazione del premio scientifico hiennale concesso dalla Sovrana Huniflcenza corrispondente all' anno 1845, ha de- liberato di coronare il migliore scritto che sara prcsentato sopra il segueute argoniento: « Determinare con qunii principii fondamentali di eco- noraia poiitica, e con quali nornie pratiche di amministra- zione si debbano distribuire i soccorsi dclia pubblica be- neficenza, colia mira principalissima ch'essi giovino real- mente alia fisica e morale prosperita del popolo, e non pro- ducano un contrario clTeUo col iomentare Tozio e I'igna- via, c collo spegnere ogni morale cnergia negl'individui e iielle famiglie che li ricevono ». Si desidera che i concorrcnli, profittando dci molti la- vori falli rccentcmente su queslo argomenlo del pauperi- smo e delia pubblica bcncficenza, si attengano piiittosto a fatti sicuri che a teorichc speculalive ed astratte. Si domanda che di questi principii sia fatta una spc- cialc applicazione alle noslie Provincie, c particolarmcntc alia citta di Vcnczia. II premio e di austriache hre iSOO. Nazionali e stranieri, ccceUuati 1 Mcmbri effetlivi del- ri. R. Islituto, sono ammcssi al concorso. Le Mcmorie po- tranno csserc scritte in italiano, latino, francose o tedcsco; e dovranno cssere rimesse tranche di porto prima del gior- nn 28 febhmio 1843 alia Segreteria dell' Istituto medcsi- mo in Voiiczia; e secondo I'uso accadcinico avranno unc- pigrafe ripctula sopra un vigliclio sigillato contcnenle il nomc, cognome e I'indicazionc del domicilio dcll'autorc. — 170 — 11 preniio verrii aggiiidlcato nella piibblica solenne a- dunanza del giorno 30 maggio i845, Onomastico di S. M. T. R. A. 11 graziosissimo nostro Sovrano. Verr;\ aperto il so- lo viglietto delta Memoria premiata, la quale riinarra di proprieta dell'I. R. Istituto; e le altre Memorie coi rispet- tivi vigliettl saranno restituite dietro domanda e presenta- zione della ricevuta di consegna entro 11 termine dell' an- no 1843. Appresso il Vice-segrelario profess. Aprilis leg- ge nn breve elogio o discorso necrologico del cavalier Brera e del dolt. ZeccLinellij ed il Segretario Pasini quello del cavalier Moschini e del sig. Gamba, tulli membri eflfettivi dell'Istiluto teste defunli. Per ulti- mo il professor Meain recita una sua dissertazione, suila importanza che esercitano sopra la prosperifa di uno Stalo le manifatture, e suila necessila di ri- volgere ad esse tutti gli sforzi della nazione dopo 1' agricoltura. Dopo cio r adunanza si scioglie. AdUIVANZA DEL G!OR>'0 II LliGLIo484i. Si let;ge !a prima parte dell' alto verbale dell' adunaijza ay inaggio, ch' e approvalo. Si annunziano i sesuenti doni fatli all'Islitulo : 1. Duir I. R. Istitulo di Milano. II fascicolo N. 500 (dicembre -18 40) della Bihiioleca italimia. •J.. Da! aiembro etietlivo profess. Zantedeschi. Delia el^ttrotipia, Memoria di Francesco Zuntede- xchi. Yenezia, 1841, in 4.to con 5 lavole. 3. Dal profess, abate Giovanni Bellomo. Delia pubbllca beneficetiza considcrata solto i riguar- di civili e 9noraU, Discorso. Ycnezia, dSid, per Antonelli. — iS2 — 11 nul). sis. Aeii-Mavr ha inandalo alT Islilulo una copia nianosciitla di una sua niemoria lella al- r Ateneo di Venezia : Salt atlnale archwio dl quel corpOj ed il Serto accadcmico alia memoria del sig. Bon/adini ArcJuvista dejunto. II menibro efletlivo dolt. Bizio ha deposto il t6 giugno passalo presso la Segreleria un piego suggelia- to, contenente la sposizione fondanienlale di un lallo, concernenle la scienza chimica, e intende di garanlir- si con questo deposilo qaalunque ragione di propriela. L' ingegnere Luigi Ducati ha niandato in copia unalellera da esso diretta il 12, luglio al sig. Maurras concernenle il progello di tradurre in Venezia I'acqua polabile del Ouaie Dese, e di fondare in questa cilia lino slabiliaienio di lavanderia secondo un sislenia da esso ropulalo nuovo. Si legge poi una leltera scrilla all' I. R. Islilulo il 'J corrente dal membro onorario monsignor Gio- vanni Ballisla Canova, vescovo di Mindo, colla quale egli fa r offer la di assegnare un premio di 120 zec- chini all'aulore del miglior libro che possa servire per dare al popolo, e specialmente agli abilanfi dl cawpagna^ giuste nozioni ed istruzioni ragio/iale so- pra quel piinti di agricolUira, delt economia dome- - 185 — itico, e delle arti e mesUeri ad esse atlinenli, come pure sulla paslorizia, il govcrno del boscJii ecc, sui quali si hanno comunemenle idee inesatle, opimoiu erronee e radicati pregiudizii. Monsig. vescovo di Mindo indica minulainenle nella sua lettera il modo con cul dev' essere compi- lalo qu eslo llbro, i principali argomenli dei quali do- vrebbe trattare, e le condizioni del concorso. L'ofler- ia di monsignor Canova e accolla dall'Islilulo con molla soddisfazione. II membro effeUivo cavalier Paleocapa legge u- na sua memoria inlitolala ; Indizii della dinmiuita porlata niagra dei nostri fiumi. Preuiesse alcune nolizie storiche suUe argi- nalure entro cui furouo incassati i fiumi d' Italia da tempi anticliissimi , per lo che non hanno po- tuto ricoprire a sufficienza il suolo delle loro al- luvioni, e scavarsi in esse un letlo sicuro e pro- fondo , e mostrato come da questa primitiva cagio- ue e dal successivo dislaccamento e dissodamento dei monli abbiano origine i terribili effelli delle pie- ne attuali, il cav. Paleocnpa passa ad indagare quali variazioni si possano riscontrare avvenute nelle por- late dei veneti fiumi ;, e siccome il rivestire di boschi le nostre moufagne, i nostri colli ed una parte del- le noslre pianure fino agji aolichi limiti upn sareb- — 184 — be ne praticabile ne assolnlo rimetlio agli alluoli dan- nijCome con alcune considerazioni il cavalier Paleoca- pa viene dlmostrando, sembra ad esso che fosse sog- getto merilevole di studio pegl' idraulici 1' indagare prima se vi sieno argoinenti piu diretli e positivi per provare che lo sboscamento ed il Hissodamenlo delle monlagne abbiano alterala Y economia della porlata nei fiumi , e pol quali allre cagioni abbiano piu pos- senleraente influito sulla crescenle altezza delle pie- ne. Egli per era vuol tratlare sollanto della prima parte di queslo argomenlo. Alcuni illustri fisici banno gia dimostrato che la lemperatura media ed il clima dell'Europa, e conse- guenlemente la quantila media annuale della pioggia non hanno da raolli secoli subilo alcuna variazione. Laonde, se la quanlila della pioggia che cade e rima- sla coslante, e se il disboscamento dei mouli ha ac- cresciufo d'assai la portata dei fiumi durante le pie- ne, cio non puo essere avvenuto che a spese delle acque ordinarie, e se ne deve avere un iudizio mani- festo in cio che le acque magre avranno invece sce- mato d' assai. Sembra all'autore cheil trasferire le indagini ed il confronlo dalle piene alle magre deve rendere que- sto assai piu facile ; imperocche assai malagevole o per dir ineglio impossibile sarebbe stato paragonare le attuali piene a quelle di tempi remoli. Gl' indizii — 185 — die ci restano di quesle non possono essere sufficien- ti, Iroppo incerta essendo per le nozioni gia note la misurazione di una plena. AUronde da ud anno all'al- tro, anzi da una ad altra stagione le piene sono di rai- sura afifalto diversa, ed appena si potrebbe dare della loro porlata anuuale pei nostri fiumi una misura me- dia degli ultimi 20 o 25 anui. Come dunque si po- trebbe arguire con sufficiente esattezza la misura del- le piene antiche? Le magre invece hanno confini plu sicuri. Va- riano, ma non vanno soggetle ad anomalie cosi slra- vaganti come le piene. Havvi una ragguagliata misura coslante e permanente, che puo essere tanio piu facil- mente desunla dalla sola altezza, quanto che a molto minori variazioni possono essere state soggette le area vive delle sezioni, Oltrecbe da altri indizii abbastan- za posilivi si puo trar sussidio per argomentare della porlata delle acque magre, e questi sono la facile e pe- jenne navigazione, i rapporti col condoltl regolati che se ne derivano, e la forza del fiume impiegata ad ani- luare opificii. Per ottenere risultali piu sicuri e soddisfacenti si deve fare queste rlcerche, ed Indagare le mutazio- ni avvenute nelle porlale di quei plu lunghi e grossi corpi di acque perenni, o meglio di quei fiimii usciti gla dalle valli montuose, e di quelli alimentati dalle sorgenli della pianura, pei quali venga fatlo di trovar 24 — -186 — documenii che diano indizio dell'antica loro porlala; i lorrenli elfimeri, e leallreacque in mezzo dei mon- ti non farebbero all'iiopo. < II cavalier Paleocapa riferisce i fatli di questo geoere ch'egli ebbe a rilevare nel pralico esercizio della sua professione. La storia delle quistioni agitate Ira 11 Consorzio di Vallio e Meolo e gli utenli delle acqiie del Vallio, ed alcune osservazioni fatte lutigo lo Zero, il Dose e il Marzenego, gli fanno conchiudere che la porlata niagra di tutli i fiumicelli che hanno o- rigine dalle sorgenti copiosissime della bassa campa- gna, che stendesi al sud-ovest di Castelfranco, abbia- no notevolmente dinjinuito. Se non che, ad alterare I'econoraia idraulica di questi fiumicelli ha poluto e potrebbe influire una ca- gione diversa dal depauperamento reale delle sorgenii primitive, conie il soflbcamento delle polle prodotle dalla stagnazione delle acque a maggiore altezza ; sia che cio provenga da alterazioni arlillciali fatte subire al corso del fiumicello, o da accidentali variazioni nel livello dellacqua, come accade presenlemente presso le sorgenti del Bacchiglione. In tutli questi casi non solo le polle possono somministrare una minore quan- lita di acqua, ma cessare anche intieramente col re- stare ottiirate, o col trovare altrove o da lungi una diversa uscita. L'autore conobbe uella provincia di Verona un — 187 — caso che non puo ad alcuoo di qiiestl locali o lem- porarii accideoti essere altribuito. Esso occorre nella Valle di Caprino. Da lungo tempo, od almeoo dalla meta del secolo decorso, le sorgenti perenni e copiose di quella valle andaroQO diminuendo notevolmente con tanto pregiudizio degli opificii e delle campagne, che convenne formare un nuovo piano di regolaz>ioae, e rinnovare e restriogere fra gli utenti la distribuzio- ne di quelle acque. Una stessa cosa ricouobbe I'auto- re occupandosi della presente condizione del fiume Tesina \ ma il Slle piu di tulti gli offri opportuni ter- mini di confronto per alcune niisure pralicate su di esso dal Montanari verso il 1680, che lurono dallo Zendrini pubblicate. Vedesi che di tre confronti isti- tuiti sovra questo fiume in tre modi afifatto diversi, il primo che si fonda sulla operosita dei mulini raostra la diminuzione di un terzo della portata magra j quel- le che si fonda sovra misure idrometriche dirette, ese- guite sullo stesso braccio del fiume, mostra la dimi- nuzione di una meta*, le misure finalmente che con diverse regole ed in tronchi diversi sono stale istitui-; te accennerebbero la diminuzione dei 2/5. L'autore non ammette come abbaslanza sicuro alcuno di que- sti rapporti \ ma dal complesso loro desume che una diminuzione, e grande diminuzione abbia ad essere avvenuta nelle prime recondite fonti d'onde sorgouo alia superficie del suolo le acque chealimenlano ilSile. - -188 ^ Alcutu! osservazioni che furono islituite sul Hrenta dal Morelti nel 1684, e dai malemafici Stra- tico, Xiinenes c Frisi nel 1777, danno analoglii risnl- tati. L'autore le rileriscespecilicalamente e le melte le une colle aUre a confionlo. Qiiand'anche si voglia te- ner conto del rion grande divario die piio essere de- rivalo da cio che il Moretti niisuro la velocita con un galleggiante solo abbandonalo al filone, ed i tre inate- malici la dedussero da sei osservazioni di galleggianti, dci quali alcuni si fecero correre verso le rive, resle- ra pur sempre nella misura del 1684 un eccesso della niela sii quclla iatla un secolo appresso. Dal complesso delle cose che ha esposlo, sembra al cavalier I'aleocapa di poler inl'erire che in lutti i corsi d'acqua delle noslre provincie che ha poUito as- soggettare a qualche abbastanza posilivo confronto, avvenne una lorte diminuzione d'acqua magra, e che, sceverando anche quelli pei quali queslo f(inoineno puo essere procedulo, almeno in parte, da altre ca- gioni che non e la segnata copia delle primitive ori- gini, ve ne sono di lali per i quali non puo a nieno di riconoscersi questa come unica causa j la quale essa stessa non e poi che un efFetto del disboscamenlo, che, facendo piu repentine le pieae, scialacqua senza eco- nomia le acque piovute dal cielo , anziche farne con- servaj e fa precipitose e grossissime le piene a spese delle inagre perenni. L'autore invita gl' ingegneri che — 189 — hanno I'opportunila ed amano Parte loro ad estende- re queste ricerche in altre region!. II niembro effettivo conte Nicolo Contarini leg- ge in appresso una raemoria Sopra una varieta della Vilrina elongata di Draparnaud^ ch'egli ha trovato in Arlesega presso Padova oell'autunno del iSSg.L'au- tore,premesse alcune considerazioni generali sulla con- chiologia, parla delle variazioni die alcuni celebri auto- ri introdusseronella classificazlone dei nuovi generi, delle division! die hanno proposto, e del nierito loro coinparalivo; il genere Vitrina spetta alia seconda clas- se dei Molluschi Gasteropodi ed alia famiglia delle lu- ruache di Lamardi. L'autore ne riferisce i caratteri parlicolari, parla delle nuove osservazioni sopra le Vi- trine, fatte dai signori Quay e Gaimard, ed annovera le setle specie di qneslo genere cbe stanno descrilte nell' opera del Lamardi, quattro delle quali soltanlo sono proprie dell'Enropa. Indagando a quale di queste quattro specie pos- sa appartenere la Vilrina che 1' autore ha scoperto, egli trova che si avvicina piu di lutte alia Vitrina e- longata di Draparnaud, e che anzi puo essere ad essa riunila come una varieta. Egli poi riporla specificatamente in che dif- ferisca la proposla varieta dalla specie descritta dal La- marck, e ne descrive tutte le parlicolarita interne ed — 490 — eslerne. La filrina nigra della niiova Olanda descrit- ta dal sig. Quay si avvicina moltissimo alia varieta trovala dal co. Cootarioi •, lua avendo qualtro giri alia spirit, rnoslra di essere diversa. La Vitrina elongata si Irova in Germauia, in Fraocia ed in altre parti d'Europa secondo il Lamarck. \n IlalJa ne furono tro- vali pocbissirai esemplari nei colli del Milanese, L'au- lore poi ha scorlo la variela die descrisse, e di cui raccolse numerosi esemplari, soltanto nel 1889 e nel solo Comune diArlesega. Negli anni precedenti, ben- che avesse fallo negli stessi luoghi molte naturali ri- cerche, qnesta Vitrina non gli si era mai presentala alia vista. II membro efietlivo prof. Catullo legge una De- scrizione delle caverne poslejra Velo e Selva di Pro- gno nel distretto di Badia Calavena^ nella provincia Veronese. Queste caverue si aprono tutte nel calcare della creta, ch'e la roccia predominante nelle Alpi Ve- ronesi, e mostrano di essere in gran numero, L au- tore visito nel 1819 la caverna di Selva di Proguo in compagnia del Comm. Gazola ; vi osservarono ab- bondanli concrezioni slalattiliclie, e sotto di queste Irovarono parecchi frammenli di teschi ed allri ossa- rai ^^^^x\ex\^n\\?\^ Lirsus spaeleus. llsig. Favero, giaispetlore dei boschi in Verona, visito questa medesima caverna nel i83o, e vi trovo — 191 - un canioo ed uq molare apparlenente alia medesima specie d'orso, di cui fece dono all' autore. Finalmente il sig. Avon, medico delegalizio in Verona, comunico al prof. Calullo i risultati di una vi- sita da esso fatta recentemenle nella caverna di Pro- gno. Da questa descrizione del dott, Avon si desume la conformazione e le altre parlicolarita naturali che presenlaoo queste stanze solterranee j e si apprende che le acqiie hanno avula gran parte nel dare loro la attuale configurazione. II dolt. Avon si fermo troppo breve tempo nella caverna per fare ricerca di ossarai. Pochi autori avevano parlato nei tempi addietro di queste caverne, e tutti sopra imperfette relazioni d'altri, senza averle esaminate coi proprii occhi. II prof. Catullo rende ragione sopra il vario stato in cui si trovano le ossa fossili, risalendo alle cause che han- no dato a queste caverne la loro forma attuale. Am- messo che in antico vi fosse una comunicazione tra le caverne dei monti Lessini e le caverne di Sel- va di Progno, ed ammesso che dalle prime scen- dessero per solterranea via le correnti che attra- versano le seconde, si vede facilmente la ragione per cui le ossa bene conservate dell'orso delle spelon- che si trovano accomunate alle ossa rolle e corrose dell'orso medesirao. Quelle che non hanno sofferto sfregio spettano ad individui AeW ursus spaeleus, che vissero e morircnu nella caverna a quella maoiera — 192 ^ niedesima che vivono e muoiono g!i orsi de' tempi nostri; e le altre, che appaiono troDche e fracassate, appaitengoDO ad individui della stessa specie raorli nelle spelonche superiori, e poscia trascinati dalle ac- que nei sili ove presentetnente si trovaoo. II prof. Catullo, finila la leltura della sua rae- moria, raostra molte ossa e tesclii trovali nelle va- rie caverne del Veronese, e specialmente in quella di Cere. Dopocio ristituto si ridiice inadunanza segreta. Si legge I'alfo verbale dell'adunanza 38 maggio, e la seconda parte di qiielli 29 e 3i maggio: quest! alti sono approvati. > Si legge il dispaccio 1 2, giugno con cui il Go- verno incarica I'Istituto di compilare il progetlo della islituzione da esso proposta delle Societa agrarie pro- vincial! e delle Scuole teorico-pratiche di agricoltura con podere-modello, secondo i principii indicati dall'I- slituto medesirao nel rapporto da esso prodolto su tale argomento. Si traltano altri affari inlerui, e quindi I'adunan- za si scioglie. . s AdUNAJJZA del GIORNO 12 LUGLIO 1841. Si legge la prima parle delPA. V. dell'aclunanza del 3 I inaggio e quelle dell'adunanza solenoe del i. giugooj 6 sono approvati. Si annunziauo i seguenti doni falli aU'Istiluto: I. Dal sig. Vincenzo Barelli, niembro del Consiglio ' delle inioiere di Torino. ta nel 2.° volume degli Annali della Society Agraria di To- Della coltura della Celtis australis, Memoria slampa- 'I 2.° volume dej lino, 1841, in S.vo. 2. Dal dolt. Giacinto Namias. II fascicolo 42.»n" maggio-giugno 1841 del Giornale per s€rf'ire ui progressl della Palologia ec. 3. Dairi. R. Istiluto di Milano. II fascicolo I. del Giomale dclH. R. Istihtlo Lombar- do e Bibliotcca italiana, pubhiiciito I' 8 liiglio dSli. Si legge una leltera circolare del sig. Vleusseux di Firenze, colla quale fa conoscere e raccoinanda la sfampa ch'egli sta per imprendere di uu Archwio sto- rico italiano, o raccolta d'inediti docunienti relativi alia storia d' Italia, messi in ordiue e pubblicali da una sociela di dolti. 11 membro effetfivo professor Zanledesclii legge \ Estratlo dialcune esDcrienze sui nodi eletlro-ternd- ei delVapparato Volliano^ tralto da una sua uiemoria inedila. Egli ricorda prima di tulto I'esperienza del fisico francese Peltier, che ottenne avanli d'ogni altro colla corrente voltiana produzioue di Ireddo, e quella in conferma del falto precedente del fisico Russo sig. Lenz, che ottenne anche faggliiacciamento del- 1 acqua, col diiigere la correnle voltiana dal bismuto all antimonio in un filu congiuntivo eterogeneo Ibr- uiato di due bastoni dci detli metalll. Qucsto fatto im- j)ortante, come osservu Wartrnann, resla nella scien- za senzii spiegazione. II proiessor Zantedeschi ha rinnovalo questa e- sperienza con un eleltro-molore circolare di raine c — d9o — zinco della superficie di venti piedi qnadrali. I noli deirelellro-motore erano contermlnati da due grosse lasire di rame aventi due cavita, che dopo averJe ben amalgamate si riempirono di mercurio. I bastoni pa- rallelipipedi formanti il filo coogiunlivo elerogeneo erano lunghi i i cenlimefri circa, e saldati alleeslremi- ia a duelamine di rarae colla coniune saldatura forma- ta di parti eguaii di stagno e di piombo. Tre cavila erano praticate nel filo coogiunlivo, una nel mezzo alia saldatura dei metalli eterogenei, e le altre due ai lalij in queste si ponevauo i piccoli lermometri. I metalli soltoposti allesperienza furono anti- monio, bismuto, stagno, piombo, ferro e rame di cora- mercio, e furono falte sette diverse coppie o combina- zioni di questi metalli, e istituite quattordici serie di esperienze, dalle quali risulto : Che, diretla la correnle dal bismuto all' antimo- nio, si genera freddo alia saldatura di mezzo, il quale giunse talvolla a 6" 3/4 sotto la temperatura dell' aria ambiente-, Che la produzione del freddo non e proprieta esclusiva del filo congiuntivo di bismuto ed antimo- nio, ma e comune eziandio alle coppie di bismuto e piombo, bismuto e stagno, piombo e antimonio, sta- gno e antimonio, sebbene in grado minore di due terzi. II professor Zanledeschi fa osservare che il piom- - 196 — bo t' lo slagiu) col bismuto laono uftlcio di aiilimoiiio, e coll'antimonio fanno ufficio di blsniulo; perche nei primi due casi si genera freddo allorche la correnle e direlta dal bisinnto al pioinbo e alio stagno, e nei due secondi allorche la corrente e dirella dallo stagno o dal piombo airanlinionio, Egli crede die, nioltiplican- do le esperienze, si Irovera essere questa proprieta co- in iine a molte allre coppie. ' L'indicata produzione di freddo e un effetto deila saldalura dei inetalli delle coppie eterogenee ■, percbe i termomelri ai lali indicarono seuipre una temperatnra elevata. Nella coppia rame e ferro, diretla la correnle da quello a queslo inelallo, il fermometro di mezzo rima- ne stazionario, nientre i due termomelri ai lali si ri- senlono di un aumenio di temperalura di piu gradi. L'innalzamenlo di tenjperatura clie si maQifesIa alia saldalura di mezzo non e di successione o di pro- pagazione dei lali, e nelle coppie nelle quali non ha luogo V abbassamento di temperalura, ii riscaldamen- to alia mela del filo congiunlivo eterogeneo fu sempre posleriore a quello dei lati, e alio stcsso sempre infe- riore. Finalmenle, alio ioverlersi del Clo congiunlivo eterogeneo, si allerano ancora in piu o in nieuo le temperature dei lali. Dai parlicolari delle sue sperienze pare al pro- — 197 — lessor Zanledeschi di poler rarcogliere die la raiisa delle vai'iazioni di temperatura del filo congiunlivo termogeneo ripeler si debba secondo la diversa inten- sila delle correnii elelfriche, che accresce o ditninui- sce il moto molecolare dei metalli formaDti rarco. Cosi, dic'egli, si polrebbe dare una sufficiente spiega- ziooe dei fenomeni di Peltier, di quelli della dialer- mansia eleftrica del professor Warlmanu, e degli el- fetli d'ignizione osservafi dai fisici nelle varie parii del filo congiunlivo. L autore spera eziandio che, stu- diando meglio la coucomitanza dei fenomeni eletlrici e calorifici, e { iii addenlro penetrando in questa par- te della fisica, si possa, innalzandosi col pensiero nel seno dell'atmosfera, conoscere la vera causa di quel freddo che produce la grandine, inforno al qual feno- ineno sono lullavia rivolte le ricerche dei fisici. In appresso il membro elTellivo dolt. Bizio leg- ge una INola: Sulla gia conosciuta esistenza dell' a- cido iirico ne moUuschi. II sig. Mylius chimico di Berlino pubblico nel 1840 la scopertd dell'acido urico nelle chiocciole di glardiuo, e in altre specie di Elice, falto gia prima conosciulo dal Jacobsow j ma il Mylius dichiarava di aver fallo piu diligenli indagini di quest' ultimo, e di aversi polulo assicurare che nelle delle chiocciole I a* cido non sia combinato ue aH'ammoniaca ne ad un ~- 198 — alcali fisso, ma die effellivaineule si secerna alio slato piiro; cosicche al prodello sig. Myliiis rcslcrebbe il irierllo di aver riconosclulo in quale stalo I'animale ce lo foruisca. II dotf. Bizio nelle sue investigazioni chimiche sopra il murex hrandaris^ pubblicate uel i835,aveva accerlalo Tesisteoza del prefalo acido ia quel mol- liisco, con questo di parlicolare che gli venne trovalo non iiel sacco della porpora, come lo iodica il Jacob- sow, ma si nella spira dell'animale. Apparisce poi da quanto scrive il sig. Mylius die il Jacobsovv abbia fat- lo quesfe ricerche nelle sole cbiocciole dei giardini, e non le abbia eslese alle concbiglie porporifere. In queste il doU. Bizio non ha trovalo acido urico che luori del sacco della porpora, cioe nella spira • falto die resla acquisito alia scienza. E siccome nelPannunziarsi il rilrovalo del sig. Mylius fu soggiunto da alcuno, avere il Blainville csfe- sa quclla osservazione alia maggior parte dei nialaco' zoari testacei e niicli^ parve al dott. Bizio non disutile il ricordare che T acido urico fu da lui anche trovalo fiiori del sacco della porpora, nel che la sua osserva- zione ha vanfaggio per Tepoca sopra quella del My- lius, e per la parte onde venne trovalo sopra tulle le all re osservazioni che sinora ci palesarono quell' acido uei niolluschi. — 199 — II meuibro effettivo dott. G. D. Nardo legge una Memoiia inlitolala : Rijlessioni medico-pratiche siilla segala cornuta , sopra l' isterismo e siil buon uso di quel rimedio nclla ciira di alcune specie di (juesta malatlia. Dopo tenulo discorso del modo di agire della segala cornuta sulla coinpage organica, sulla indole dei varii morbi nei quali venne finora usala con buon successo, e sulle cause dei medici dispareri in cosi latlo argonienio, espoue I'autore il frullo delle proprie osservazioni relativamente aU'efficacia di queslo farma- co Bella cura di alcune raalattie nervose delte volgar- menle isteriche ed ipocondriaclie. Fa conoscere couie la strana miscella de'fenonaeni morbosi, delta dagli au- tori isterismo, non devasi solo considerare come con- segueute ad allerazione speciale dell' utero, ma po- tersi ridestare in entrambi i sessi piu o meno energi- camenle in via primaria o secondaria, dielro allera- zione dei differcnii punti o dipendenze noo solo del- r apparato generalore, ma benauche degli altri due cerebrale e gastrico ; esser quindi necessario, per ben intcndersi, soslituire alia voce generale isterismo vo- caboli piu proprii e meglio esprimenli la genesi del male e delle diflerenii forme di esso. Dovendosi disliuguere lo stato inGammatorio di qualche organo o dipendenza delf apparato generalo- re, che e per lo piii causa organica o materiale, dal- — 200 — ralfeiazioue, parlicolarte iion cli tcssulo ma piiramenle funzionale, cioe dal mulalo rapporlo o turbalo accor- doedequilibrio cli fun/.lone fra i tre apparali vilali ac- ceunati, generatore, gastsico e cerebrale, o iVa i slsle- ir.i nervoso e vascolare
  • resso Keltre, aveva niandalo fino dal passato aprile nn Sai^- i,'/'> snl/f' riprodazioni anirmili.^ rii^l quale sono rilcrile le usservaziuni lade in varii !euq>i e da vaiii naluta- lisli sopra queslo iuqioriaiile argomenio, ed alcune — 203 — osservazlonl ed esperienze lenlale dall'aulore mede- simo in alcuoe specie di animali. II lavoro resta depo- sitato presso I'Istituto, come dotnanda I'autore; e si la leltura di un breve sunto, ch' egli medesirao ne ha uiandafo. grata. Dopo cio ristifulo si riduce in adunanza se- Si discute intorno alia pubbllcazione del Pro- gramma concernente il premio oflferto dal M. O. moa- signor Canova, e si conchiude di attenderela superio- re approvazione prima di farlo. Si dispone pero che intanto sia scritta lellera di ringraziamento al gene- roso oflerenle. AdUNANZA del CIORNO 8 AGOSTO 4841. Si legge la prima parte dell'atlo verbale dell'a- dunauza 1 1 luglio, ch' e approvalo. Si annunziano i segaenti doni fatti all' Istiluto : I. Dal nierabro effeltivo dotf. Fusinieri. Annali delle Scienze del Regno honihardo-Ventto da nso pubblicaliy settembre, ottobre, novembre, decembre •1810, Padova; gcnuaro e febbraio d841, Viceoza, in 4.to. a. Dalla Sociela inedico-chirurgica di Bologna. BuUeltino delle Scienze mediche pubblicato per cura diila Societa^ i fascicoli di aprile, raaggio e giugolk i844. Bologna 8.vo. — 200 3. l),il (I(.II. riclio Ma2;iini. "»' S}eneziana si- gnoria. In queslo suo scritlo I'aulore nou si propo- ne di trallare dello studio della lingtia greca in Vene- — 210 — zia dono il risorgiinenlo delle lellerc, c tlappoiche la conquisla lalla dagli Olloiiiani di Coslanlinopoli ob- bligo un gran nninero di dolli greci a cercar asilo in Italia j Ilia si inelle ad esaniiuare se nu'priini tempi della vcneziana dominazione, cioe nel quinlo sccolo, si Irovasse nelle isole venele lo sludio e I'uso di quel- la lingua cli'era a quei tempi alle altre provincie d'l- talia romune. Premesse alcunc consideraziooi sull'in- lluenza che la lingua e la lelteratura greca ebbero in Italia ai tempi del dominio romano, e dopo la cadn- ta deirimpero d'Occidenle, per le guerrescbe impre- se dei Greci conlro ai Goli, Tautore rlcorda le fre- quenti relazioni, che allora correvano fra i Greci e gli abitatori delle isole venele, per essere questi assai de- diti al comniercio ed alia navigazione. Moltissimi di greca nazione avevano allora preso stanza in quesl'iso- la e vi coprivano anche caricbe eminentij e la conli- nuata dipendenza dal greco impero di tutta la parte meridionale della Venezia terreslre da Oderzo fino a Ravenna rendeva promiscua la lingua di quelli coi (juali correvano si strelti rapporli. Anche gli edificii pubblici ed i monumeuti dell arte servono all aulore per dimoslrare T inlluenza che i Greci e la loro lin- gua esercitavano in quei tempi sopra Venezia. GrecF suno moiti termini marinareschi degli an- ticbi veneziani. Questi [)oi si diffundevano in gran numt!ro per le provincie del greco Impero contraen- — 2n — do strelllssimi legami di amlcizia e di parenlela, dal che si deve credere dipendere T introduzione di molte voci greche nel dialetto veneto Cno dal suo pri- mo formarsi: maoltre al parlar farailiare e comime ap- prossimandosi ai secoli posteriori, neiquali alcunetrac- cie ancora delle scritture rimangono, nou fu difficile al CO. Manin di ritrovare dei saggi di greca lelleratura dai Veneziani collivata, anche allora che nel rimanen- te d' Italia I'uso di tale lingua era spenlo, Nel prioci- pio del secolo XI, egli accenna Domenico Marengo Patriarca di Grado e nalivo di Malaraocco, cosi ver- sato nella lingua greca, che dal sommo PonteGce Leo- ne IX fu incaricato di trasferirsi a Costanlinopoli per ivi tratlare della unione delle due chiese greca e lati- na ; si ha di queslo Merengo una lettera al Patriarca di Autiochia. Veneziano e del casato dei Lombardi sembra essere Papia Lombardi, antico grammalico del secolo XI, che lascio un Dizionario elimologico, nel quale le voci greche si leggono a canto delle cor- rispondenli parole latine. Un Jacopo di Venezia e ri- cordato da Anselmo vescovo di Ravenna al principio del secolo XI come uno di que'sapienli ch'erano dolti in ambedue le lingua greca elatina: ne' secoli piu vicini il Veneto Senate provvide in ogui guisa alia (^onservazione del greco linguaggio, anche prima che il sommo Pontefice Clemente V stendesse a que- slo proposito le sue Decretali. Una calledra di greca (J 12 liiiL;,ii;i III t'lella ill V ent-zia fino dal i i> i u iiella isola (li liiallo, da cui insegnarono, dopo Guarioo Verone- se da un venelo [)atrizio condolfo a bella posla ia (^oslanlinopoli al solo oggelto di apprendervi il gre- ro, Emmanuele Crlsolora, Giorgio Trapesiinzio, Pie- tro Paleone, Giorgio Mernia e molli allri. Quesia cat- ledra \\i poi Irasporlala dopo Tincendio di Riallo nel principiodelsedicesimo secolo nella Libreria pubblica, unilamenle alle lelture di filosofia morale, di niedici- na, di notarile, di relorica e in ultimo luogo di geo- grafia. INe solo di pubblici istrullori si conlenlava il Governo Venelo, che per ogni parte raccoglieva libri che gli ammaestrameuli favorissero. Qnando 1' Iinpe- rafore Paleoiogo nel i4-4 passava per Venezia, recan- flosi al Concilio per la riunione delle due Chiese, fu accolto e visilalo da Francesco Barbaro e da Lombar- do Giusliniano, iquali lo intraltcnuero nella lingua gre- ca, e non sembra all'autore liior di ragione il suppor- re che dal vedere quanta cura si ponesse a \enezia in queslo studio, sia venuto al cardinal Bessarione il pensiero di far dono alia Republica della sua bibliole- ca, nella quale egli aveva raccolto quasi tulle le opere dei greci sapienii, che piu erano diflicili a rinvenirsi; ed egli stesso nella leltera, colla quale al senalo offriva i proprii libri, accenna che concorrendo a Venezia quasi tulle le nazioni del mondo, ci vengono parlico- larmente i Grcoi, in talc fan)iliarila coi Veneli tinili^ 215 ch'entrando in questa citla, pare loro di enlrare in un altro Coslanlinopoli. Quale piu sentila testimo- nianza, dice il nosfro autote, della premura dei Vene- /lani nel colllvare quella lingua ? Cio cli' essi fecero nei primi secoli del loro doniinio, lo conlinuarono nei susseguenli Gno oltre la raefa del passalo secolo, nel qual tempo si converfirono lulti gli studii nella univer- sila di Padova, sospondendosi le scuole nella pubblica Libreria, che si vollero riunile nell'Accademia dei no- bili in quesfa citla. Nelle pubbliche scuole, poco ap- presso istituite in Venezia secondo un piano di studii proposto da Gasparo Gozzi, vi era un precetlore di lingua greca •, ma il conle Presidenfe non voile ricor- dare i famosi che nel passato secolo riuscirono emi- nenlemente in quesfo studio: gli basta di aver prova- to il suo assunto, e di aver dimostrato che Venezia puo con maggior verita e a preferenza d'ogni allra gloriarsi dello studio e dell'uso della greca lingua an- che prima del risorgimento delle leltere. II membro efleltivo ingegnere Casoni legge poi una memoria: Sopra una contro-corrente marina che si osserva Iwii^o una parte di lidi veneli. Preraesse alcune considerazioni suUa imporlan- za di bene studiare lo stato e le condizioni attuali della venela lagnna e sui provvedimeoti che furono imparliti dal vcneto Governo per preservarla dai dan- — 2 1 i — iii clie tlogli iioniini e dai fliimi polevaiio esserle re- call, r ing. Casoni narra in qual modo giungesse a conoscere la esislenza di una conlro-corrente litorale per cui le acque dei Gumi posli al sud ovvero solto- venlo al porlo di Malamocco, rasenlando il litorale, passano davanli il porlo e si stendono al nord di es- so, fiuche, rinluzzate dalla radente marina, si confon- dono con questa, e, presa la direzione risultante dal coinponimenlo delle due opposte, entrambe in una sola spingonsi al largo per seguire il molo clrcolare radente le spiagge del Golfo. Le indagini su questa conlro-corrente falle dal- 1' aulore gli dinioslrarono : i. clie essa non e coslan- te, ma inlerpolata e variabile; 2,. che e piii sensibile nella slagioue estiva ; 3. che si altenua e quasi spa- risce al solfio dei venti del nord; f\. che quasi non la si scorge nelT inveroo*, 5. che in calma di vento cor- re in ogni stagione verso il nord ; 6. che e molesta ai pescalorij che devono allonlanarsene ed evilarla. 11 Casoni accenna poscia altre ricerche che si e proposte inlorno a questo fenomeno, e le va partila- mente annoverando ,• ma e suo principale scopo anzi lulto di rilevare se una causa locale lo produca, per- suaso che, bene conosciula questa causa, le altre ri- cerche avranno per essa facile e pronta soluzione, Egli pertanlo repula che la causa della conlro-corren- te di cui tratla sia locale, e trovisi nella figura, nella - 215 — conformazione e negli sporgimenti delle spiagge in quel vas!o seoo di mare che si estende dalle foci del Piave al delta del Po, nel cui mezzo giaciono le lagu- ne di Venezia. Ivi le acque del 6umi al sud del por- to, soggelte per quegli sporgimenti a piu o poco ga- gliarde ripercussioui ed a rivolgimenti, meno risen- tono r urto della radenle marina, die in questo seno scorre meno vivace che al largo, e quindi isligale da queste e da allre cause accidentali almosferiche ri- monlano verso nord, fino a che, stiperate nella pro- pria dalla velociJa e dalla insislenza della cor- rente litorale, si allargano insierae, e con questa ri- prendono il moto circolare del GoIFoj ue'quali effetti sembrano secondate ancora dalla inllessione delle pro- pinque cosle ilaliane, oltre la cosi delta Sacca di Goro. L'aulore, dopo riferiti i risultamenti delle in- vestigazioni da lui fatle sulle varie particolarita che ri- guardano a questa contro-correote, e sulle cause che sensibilmente contribuiscono a modiGcarla, da il piu ampio ed accurato sviluppo alle sue idee, e qnindi le applica a spiegare i fatti da lui in tale proposito rile- valij e dopo avere con argomenli proprii e con altri raolli, Iratti dalle lestimonianzedi vecchi scrittori, ri- conferraata la esistenza della radente litorale, che al- cuni, male avvisando, vorrebbero non ammettere, conchiude manifeslaodo la speranza che le sue osser- — 2IG — vazioni possano riuscir ulili, ed aggiungere iin qual- che lume nelle atluali circostanze in cui, scosso il (orpore di faiili anni, si da corso cou virile dignila e con fermezza di deliberaziorii a misure radical! e de- cisive a niiglioraraento del porto di Malainocco. Dopo cio I'Istiluto si riduce in adunanza segrela. Si legge la seconda parle degli A. V. delle adu- nanze 1 1 e 12, luglio, che soiio approvati. II Presidente dichiara che, essendo prossinii a compiersi i due primi anni accadeniici dell' Istitulo, durante i quali ne fu da liii sostenula la presideuza, egli dovea cessare Ira breve da questo uflizio e dove- va succedergli il Vice Presidente cav. Santini: per- locche era d' uopo occuparsi senza indugio della for- mazione della terna per la nomina del nuovo Vice-Pre- sidente. Ed a far cio procede sull' istante Tlstituto col solito metodo delle schede e delle votazioni. Formata la terna da rassegnarsi all' Aulorila su- periore, T adunanza si scioglie. AdUJJANZA del GIORNO 9 AGOSTO 1841. Si legge la prima parte dell' A. V. deU'adunan- za 1 '-1 Icglio, ch'e approvato. Qnesla leltura da occasione, nella parte die ri' guarda alia memoria del prof. Zantedeschi: kSw: nodi termo-elettrici deltapparato voltiano, ad una discus- sione tra lo stesso Zantedeschi ed il M. E. Bellavltis^, 51 quale sorge a chiedere allautore alcune ulteriori iU lustrazionl. Egli ricorda che i diflferenti abbassamenti -di teinperalura osservatl dal profess. Zantedeschi nel punlo d' intiino contatto de'duf! metalli, cjuando essi sono altraversali in una deterniinata direzione dalla correnle eleltrica, vengono dal professore attribuiti al- ia diversa capacita de'aietalli pel calorico, come lo •sviluppo gli pare che debba precipuamenle ripetersi dalla resistenza che incontra Telettrico sul passaggio dei corpi ; 11 sig. Bellavitis desldererebbe perlanlo che questa ipotesi fosse convallJata da un coofronto nu- inerico fra i gradi di raffreddamenlo osservati e la I. u8 — 21 S — diffcretiza di capacila de due inetalli. II proftjss. Zan- ledesclii risponde, die nella sua inemoria, gia presen- lata, sono nolati i rafTreddaiiicnli, e clie iti cjuanto alle capacila pel calorico possono queste leggersi in tutli i traltali di (isica. II sig. Bellavilis risponde non voler gia purre in diibbio la sussislenza della ipolesl avan- '/ala dal professor Zanledeschi, e che appunio perclie essa veuga in niodo atlendibile convalidala, egli lo aveva eccilato a produrre la lavola nunierica, che dee servire di appoggio alia medesima, il cli'e tanto piu necessario, cpianto die, consideraodo le cose a priori, si sarebbe indotti a supporre, che il raffreddamento in quislione dipendesse dalla difTerente conducibilila dei nielalii per la correnle elellrica, come avevano opinato Peltier ed allri Jisici, piultosto che dalla luro capacila pel calorico. II prolessor Zanledeschi dichiara che nella pre- cedenle adunanza eG;li aveva letto sollanto un estrat- to delle sue esperienze, e che la chiesla tavola di con- fronlo iorniava parte della sua inenioria e I'avrebbe in allra occasione falta conoscere. II sig. Bellavilis si ri- serva di ripigliare in esame queslo argoniento. Si annunziano i seguenti doni latli all Istiluto. I. Dall'ingegnere Giovanni Milani. Perdu- ed a riuaU c-ondiziotii ahhia V ingegiierc GiO' — 2\0 — ranni MHani preso parte all' imprtsa di una strnda a guide di fcrroda Ventzia a Milano, Memoria. Verona, d84i. Risposta all' opuscolo del doll. Carlo Catlanto intito- lato: Rivista di varii scrilti intorno alia strada ferrata da Milano a Venezia. Milano, -1844. II sig. Giovanni Minolto con lellera oggi pre- sentata airistiUilo cbiede che sia aperto il piego sug- gellato, di ctiifu dato ieri I'anniinzio, e contenente la descrizione di un Nuoi'O metodo per produrre le ima- s^ini jolo^raficlie e renderle alie ad incidersi. Egli impiega il vapore resinoso al quale espone la piastra dopo levala dalla camera oscura. II signer Minollo si propone di conlinuare i suoi esperimonli e di assog-- gellare quanto prima all'Islituto i saggi che ne avra* oltenuto. • ' La diflerenza essenziale fra il metodo del profess.. Berres e quello del sig. Minollo consisfe, a delta di: quest' ultimo, in cio che col nuovo metodo i lumi co- pronsi di vernice da se, anziche a mano, quindi che si ha r imagine quale la produce la luce, anziche quale puo copiarla 1' artista. II membro effettivo professor Zantedeschi legge una sua memoria intitolata: Esperienze sulf origine deir elettricita voUiana^ e descrizione di un eletlro^ motore in cui lajorza chimico-elellrica e cospirante colla elellromotri^e di contaUo. . ... . (j^ - 220 — Freniessi alcuni cenni sulle ilue tlotlrliit^ per cul parleggiano i fisici in queslo ramo inijiorlan- te della scienza, e sulla uecessita di hen rischiara- re quest argomeoto, il profess. Zanledesclii riferi- sce alcune esperienze ch'egli ebbe percio ad isti- tuire, nelle quali non operasse la sola cbimica a- zlone, ma a questa si accompagnasse quella del confatto, in mode che ne fosse in alcuni casi cospiran- te, iu altri conlraria. Di piu forme sono gli apparati ch'egli ba poslo in opera, e variali gli esperimenll ; ne si possono riferire senza il soccorso delle figure, che accompagnano la sua memoria. Di alcuni di essi, dice I'autore, non si potrebbe render ragione colla- dollare esclusivameute o Puna o Taltra leoria. In allri I'azione cbimica tuUa infera sussiste, per quunio pa- re ai sensi, e non vi si aggiunge che il tocco degli e- terogenei inetalli. Da essi adunque, toccanlisi, sorge nuova virtii, che ora si accompagua alia cbimica e ne rinvigorisce gli effelli, ed ora si oppone e ne dislrug- ge i fenomeni facendone rinascere allri, aventi dire- zione opposta*, dai quali risullamenli egli poi conchiu- de: clie la correnle dell'eletlro-molore volliano si ris- veglia ora soUo la condizione del conlatfo, senza che la preceda o I'accompagni sensibile azione cbimica, ed ora sollo la condizione del conlatlo precedula od accompagnata da chimici Iramutamenti dei corpi j la coodizione pero del confalto, o quasi conlatlo, rimane sempre ferina j e dessa essenzlale alio sviiuppo cJelTe- leftrico, perche melle i corpi nella loro sfera rt'cipro- ca di azione, chefa sorgero nelle loro masse iino slalo vibratorio, o di oscillazione, o di espansione, o di ripol- sione secondo il Fusinieri,al quale slafo coovien lure ricorso, per assegnare uoa causa primitiva a tuiti gli sbilanci elettrici, coruunque si riguardi Peletlrico, o come un fluido distioto dalla materia, o come uuo sla- te o modificazione della slessa. La generalila dei fisi- ci, conchiude il professor Zantedeschi, noa avrebbefi- nora consideralo che dei casi speciali di sviiuppo di eleltricifa voltiana. Guidato dagli esposli risullamenli, egli cerco di coslruire una batteria voltiana^ in cui la forza eleltro- inotrice, della dicontatto, fosse cospiranle colla chimi- ca azione, e annunzia di esservi riuscilo. Quesia bat- teria si toglie dal comune elellro-molore a corona per due modificazioni : i. che due sono i liquidi che s' im- piegano, soluzioue di solfato di rame ed acqua salata, acqiia leggermente acidulala con acido solforico-, 2. che i punli della saldalura dello zinco e del rame pe- scano costanteuienlt; uella soluziooe del solfato di ra- me, menfre i capi liberi dello zinco e del rame delle singole coppie s'imtnergono nell'acqua salata o nel- 1 acqua leggermente acidulala, senza che abbiano itii- nutamenle a loccarsij i bicchieri colle due soluzioni si succedono alteroalivamente, e le coppie s'immergo- ' (Il)() no a questo inodo: rame-zutco^ rame-zinco, ec. Le va- lie esperienze, che II sig. prolessoro ebbe a fare coa cjuesto apparalo, gli presenlarono la conferma dei su- pra riferiti piincipii. Egli dosidera cbe i fislci rinuo- vino queste esperienze, e possano cosi portar nnova luce su questo bellissimo ramo di scleriza. Alcune par- li de'siioi apparali sono inesse dal professore sotio gli occbi deir Istilulo. Dope la loltiira di questa memoria il professor. Bellavitis chiededi presentare alcune sue osservazioni, nelle quali convenendo col professor Zanledeschl che. uno dei suoi esperlmenli non polrebbe spiegarsi ne colla teoria di coulallo, ne con quella dell'azione chi-', mica, non gli seinbrava percio atto in modo alcuno a rischiarare od a togliere la quislione vertente fra i fisicij ma che bisognava cercare se le altre teorie po- lessero servire a spiegarlu, e se per avventura non di- pendesse da un'azione termo-elellrica, cioe se la cor- rente osservala in quell' esperimento non dipendesse dalia differente temperalura che le parti superiore ed inferiore della lamina probabilmenle prenderanno, in forza appiinlo della differenle energia dell'azione chi- mica su di esse esercifala. II professor Zantedeschi ed il sig. Bellavilis si riservano di ritoroare in allra occa- sione su questo argomenlo. ; — .225 — Si legge finalrneole una secooda memoria del membro effetlivo sig. Ginlio Sandri : Supra ridro/obia. lo questa egli preado ad esainlnare le re- cent! doltrine sopra il nou Irasraeftersi lidrofobia comunicata , sostenula speci;)linenfe dal professor Cappello di Roma e dal sig. Toflbli dl Bassano. Fu per I'addiefro sempre creduto che la rabbia fosse coniunlcabile siiccessivamenle per una catena di pas- saggi indelerminala, sia ch^essa muovesse dal primo animale in cui apparve Torribil noorbo, sia che aver anche pofesse a quando a quando novello comincia- menfo: altri invece a'di noslri sosliene darsi due soli anelii di cotal catena, cioe rabbia di primo grado, chiamata pure spontanea o prirnitu>a^ la quale si svi- luppi da se medesiuia ed abbia luogo sollanfo nel ca- ue e congeneri, lupo e volpe e fors' anche nel galto; e rabbia di secondo gradu^ che sia la primiliva tras- messa in altri animali e nell' uotno stesso, nia che piii non possegga la facolta appiccaticcia. Ma perche que- sta nnova dottrina possa dirsi bene slabilifa e meri- tarsi la comune ratificazione, vorrebbonsi, dice il sig. Sandri, torre di mezzo i forti dubbii chele si muovo- iio dalla ragione e dal fatto, i quali dubbii egli espo- ne nella suamemoria: e la sua conchiusione, appoggia- ta a saldi argomenii, ed a nunierosi falti riferiti dai piu accredilati autori, si e che la proposta nuova dottri- na non abbia alcun fondamento, e che, pei riguar- 22 i di (Jovuti alia veiita e alia salute piibblica, debbasi come per lo innanzi rileuere cssere la rabbia coniu- nicabile successivamenle per uua catena di [»ussag- t;i indelerminala. Dopo cio 1' aduiuiu/a si scioglie. iNDiCE mm mum DEGLl ANN I ACCADEMICI 1840 E 18 40-41. A>RO ACC.\DE31ICU 18 40. PROEMIO pai?. 5 Regolamento organico per li due H. RR. Istituti del- le Scienze, Lettere ed Arti nel Regno Lombardo- Yenclo, resident! in Milano e Venezia . . " 6 JNomine de' Membri pensionati e non pensionati » 13 Jdunanzj del \ 31arzo d840 . . . . . " 15 — del 2 Marzo >-. 17 — del 3 Marzo. . >' 2! _ del 7 Blaggio " 23 — del ii Maggio . >•> 27 _ del A^ Maggio » 21) Jdunanze del 21 e 23 Blaggio ..... " 31 u4dvnANZa del 28 Maggio . » 33 — del 29 Maggio » 35 — del 30 Maggio ( solenne ) . . . » 57 — del 2G Lnglio » 41 ANNO ACCADEMICO 1840-41. ^DUNANZA del 29 Novetnbre i840. — , 105 — del I 8 yiprilc .-,11!) — del. 20 Jprilc » 129 — del 27 MiKjyio » i o7 _ del 28 .U^///y/o » 15!) f/r/ 20 Mag'jio J5 445 — r/r/ 5 1 ]}hifj;/io r 1 55 — del 1 Cw/ 1(^710 [fiOtc7)7ie) .... 55 UiO — r/^//'H Lwy//" » 181 — del 12 Liiglh » -195 — de!f 8 Jfjoslo ....... " 205 — del 9 ^yo.v/(j ...... ^'217 1\DICE ALFABETICO PER MAT ERIE E PER N M I. «e«^© «^3^S ©-^^3^- Jcido urico — Sulla gia coiio- Ahrilis prof. Bartoluineo . — sciuta esistenza dell' ucido uri- Sua noiniiia a Membro edetti- co ne' molluschi, IN'ota del dolt. vo pensionato dell' i. r. Isli- Bizio, pag. 197. tulo veneto, pag. d3. — Sua Acqua marina. — Sulle propria- nomina a Vice-Segrelario del- la niediclie delle alglie, e so- 1' Islitulo, pag. 1:20. — Esame pra un iiuovo modo di render analilico di aicuiii serltli, re- maggiorinenle ulili 1 bagni di centeinenlepubbIicali,sul[o sla- mare , e piii efticaie 1' uso in- lo dellagricoUura nell'Irlanda e terno dell' acqua marina, spe- nella Gran-Rreltagna, pag. 1;>1. cialinenle nelle malallie scro- — ■ Breve discorso necrologi- folose, Nota del dolt. G, D. co pel cav. Brera e pel dott. Nardo, pag. il4. Zecchinelli , membri effeltivi Affari inlerni. — Pag. 63, 08, teste defunli, pag. 179. 83, 97, 137, 150, 16G, 492, Arti. — Delia reciprocazione che 203, 216. hanno fra loro scienze, arti e Agordo. — Epilogo di alcune os- comniercio, 31emoria del prof, servazioni geologicbe fatle nei Zendrini, p. 12 i. conlorni di Agordo, del IT. di Uaijni di mare. — Sail; proprie- Segr.Lodovico Pasini, pag. 47. ta mediche delle alghe , e so- Agricollura. — Esame analilico pra un nuovo inodo di render di alcuni scrilli, recentenienle niaggiormente ulili i bagni di pubblicali , sulio stato dell' a- mare, e pii'i eflicaee 1' uso in- gricoltura nell' Irlanda e nella lerno dell' acqua marina, spe- Gran Bretlagna, del ^'ice-segr. cialniente nelle malatlie scro- prof. Aprilis, pag. 131. folose, iNota del dolt. G. Dom. Alghe. — Sulle proprieta medi- iNardo, p. 114. che delle alghe, e sopra un Bellavitis Giuslo. — Nominato nuovo modo di rendere mag- a membro pensionalo deli' i. r. giornienle ulili i bagni di ma- Islilulo veneto , pag. 62. — re, e piu eflicaee V uso interno Considerazioni sulla doiirina deir aci|ua marina, specialmente del calorico raggiante, pagi- nelle malatlie scrofolose , Nota na 74. del doll. G. I). Nardo, pag. 114. Bettio cav. Pielro, bibliotecario oo*^ de!la 3Iar(i;\na. — Nominato a fcilivo iionsionalo dell' i. r. I- Stiiio con isiioiulenle deir i. r. stituto venelo , pnjj. 1,"}. — Islitiiio veiielo, pag. 103. Sopra i iiiassi enalici die si BiAACiiETTi dotl. Giiisrppe. — No- ifovuiio iiei monti e nelle valli niiiialo a iiu'inlnd i (IVilivo pen- deile Provincie ^'enele, Meino- sionato dell' i r. Isliuito vene- ria , pa^;. 4i. — Iiilroduzione to, pag. b'2. ad una Alenioria suUe faverne l?iZio IJariolomeo. — Ndniinalo a dello Suilo veneto, pag. G2. — memltro pensioiiato dell' i. r. 1- Conliniiazione della Meinoria sliliiU) veneto, |)a[;. 5:2. — lii- snllo caveine delio Slalo ve- eerche chinnco-terapeiiliclie so- nelo; Caverne della l'ro?in- pra il lojylio {Ivliuiii - teniulen- eii di ^'icenza , pag. 1525. — tiiin, Linn), pag. 111. — Sulla Desciizione delle eaveine po^ g-ia C(in()>ciuia esislenz,a dell' a- sle fra ^'elo e Selva di I*ro- cido uiico ne' aiollusclii, Kola, gno nel distrello di Badiu Ca- g. l'J7. l.ivena, nell i provincia verone- II a Bkkka prof. Valeriano Luigi. — se, pag. 190. Sua noniina a nienibro elieuivo Caoenie. — • Inlroduzione ad una pensioiiato deli'i. r. IsUtuto ve- Menioria sulle caveine dello nelo, pag. 13 — Sua necrologia, Sluto veneto, del prof. T. An- del prof Aprilir:, pag. 179. tonio Calullo, pag. 62. — Con- Bulltltiiio ed Alii dcW Islihilo. tinuazione della Meuioria sulle Konne adollale p'T la loro caverne dello Slalo veneto; Ca- puliblitazione, pag. 151. verne della Provincia di Viien- Calorico nujtj'uintc. — Conside- za, del prof Calullo, pag. 125. raziiMii sulla dollrina del calo — Descrizione delle caverne po- rico raggiante, del sig. Bella- sle fra Yelo e Selva di Progno vilis. pag. 74. nel Dislrello di Bidia Calave- Ca\u\ A nions. Gill. Ball Yeseovo na nell i Provincia Veronese, di Mindo. — iNiiniinalo a uieni- del prof. Calullo, pag. 190. bro onorario dell' i. r. Isliluto Cittadijlla - \iuol)uizeue co. An- venelo, pag. G7. drea. — INominalo a nienibro (LiRLO Llici S. A. 1. 31. Arciduca. — onorario deli'i. r. Isliluto ve- INoniiiiato a nienibro onorario nelo, pag. 07. deirisiitulo veneto, pag. G6. Codice di cuinmercio. — Brevi Caho M ing. Giovanni. — Sua no- cenni snll' asserita neccssita di mina a nienibro clfetlivo non un separalo Codice di coninier- pensionalo dell' i. r. Istilu- cio, ossia osservazioni sul Go- to venelo, pag. 13. — Sopra dice comnierciale francese ap- una contio-cdirenie marina die jdicalo ail' ex-Uegno d' Italia, si osserva lungo una parte dei del co. Gio. Scopoli, pag. 81. lidi vcneli , lUenioria, pag. 213. Co//ie/e. — Osservazioni della nuo- Catlllo prof. Tonini. Antonio. va conieta scoperta ai 20 ol- — Sua noinina a nieinbro ef- tobre 1S40 in Berlino ; prime — 229 — iricerclie intorno allu sua or- hita, comunicazione del cav. prof. Gio. Sanliiii, pag 24. Coinmercio. — Delia reciproca- zione che hanno fra loio scien- ze, aiti e cominercio, iMeaioria, del prof. Zeiidrini, pag. 121. Coinnnssioni. — [Nomina di due Ulembri incaricali di eslendere i ire ii'.dirizzi di rinjjraziam'nto per la fondazione dell' Isiiiulo, pag^. 16. — Nomina di una Comniissione per la scelia dei locali a residenza dell' Isliluto nel Palazzo Ducale, pag 18. — Comraissione per 1' esune di ciascun ojjgeito prodollo al concorso d' indusiria , pajj. 24. — Komina di due Commission! per r esame delle pelizioni di concorso ai dut- posli di scriilo- re e due d' inservienie, paj;. 24. — Cmnmissione noininjla psr esaminare limporlanza arclieo- logica della collezione dei mar- mi anlichi di A.. Sanquirico, proposla in vendila alio Statu, pag^. 25. — Nomina d' altre Commissioni per 1' e!rof. Z;mledeschi, pag. 5!. — jjrarie provinciali e delle scuo- Dispaccio covenialivo siii lavo- le teorico - praticlio di agricol* li del piiino anno accademico, Inra con podere-modello, |)afj. pag. 5"2. — Memoiia del cav. -19-2. — Ciicolare del sig". Vieiis- Carlini , Sitl modo di reiulere sen\ di iMPenze per 1' Jichivio compiuta una descrizione (jno- storico ilaliano , pag. 494. — loifica del Rctjuo Lomh.-I en. Piego snggellato del nob. sig. toinnniiala in ms. dall' Isiiiuto Gio Minollo, conlenenle la /^e- Lonibardo, pag. 97. — Letlera scrhione di iin niiovo melodo d' in\iio delia Presidenza deiia (// produrre le inuKjini folui\g. 98. — O- Concorso d^iiuhislria. — iNota de- pera di economia polilica del giioggetti prodolli, p 24. — Se- eo. Seopoli, inviata all' Islilulo, guito deila noia , pag. 28. — pag. 103. — Piego siiggellalo Continnazione degli oggetti pro- presenlato dal prof. ZaiUede- dolti nl coniorso, pag. 30. schi, pag. 124. — Saggi di elet- Comtarim eo. JMcoIrt. — iNomina- trotipia presentati e donati dal to a nienibro elTellivo dell' 1. r. prof. Zantedesclii, pag. 123. — Islituto Yeneto, pag. 53. — So- Siinlo di \\n rapporto del clii- pra una varieta delia Filrina mico sig. Keller, Sal piipnento tluiujata di Draparnaud , Me- cnnlenulo nei pelali dcllc dalic innria, pag. 189. e sul modo di estrarh , pag. Conlatlo. — Teoria elenienlare 149. — Memoria ms. del sig. del contalto cui eireoli fra di A'euniayr, pag. 182. — Piego loro colle retle , Relazione snggellalo del dott. Bizio, pag. del prof. Pielro Magrini, pa- -182. — Lellcra in copia del gina 127. sig. Liiigi Dueali al sig. i^liui- Conti prof. Carlo. — Nominato ras. Sill procjclli} di tradnrrc a membro ed'ellivo non pen- i)i f'enezia /' aainn polabilc sionalo dell'i. r. Islituto vene- del IJese, pag. 182, — Letlera lo, pag. 53. — Soluzione di ms. di inons. Gio. Rait. Cano- alctini problemi relativi al mo- va, vescovo di Mindo. tolla ^inlenlo dei corpi sotloposli a (piale assegna «n preinio di 420 forza centrifiiga, Mcmoria, pa- zeii prof. Pielro. — Teo- ria elemenlare sul conlatto coi circoli fra di lore e colle ret- te, Relazione, pag. 127, Maniago (co. Pietro di), — INo- minato a membro onorario dell' i. r, Islituto veneto, pag. 67. antica lapide romana trovata Manifalture. — Sulla importanza a Jesolo nel veneto litorale , che esercitano sopra la prospe- r anno 4833, del sig ab. Fur- lanetto, pag. 449. Lingua greca. — Alcuni cenni sidlo studio della lingua greca in Venezia, dai primi setnli della veneziana signoria , di S. rita di uno Stato le manifattu- re e sulla necessita di rivolge- re, ad esse tulti gli sforzi del- la nazione dopo ragricoltura, Dissertazione del prof. JMenin, pag. 471). E. CO. L. Manin, pag 209. Membri deftinti, pag. 479. LoBKOwicz ( principe Auguslo IVIaisin S. E. co. Leonardo - 23 i - iMominato a inembro efTellivo nato a memhro onorario dell e I'residenle dell' i. r. Istitu- i. r. Islitiito veneto, |)a{j. OG. to venelo , ])ag-. 23. — l)i- RIoscJiiNi mons. Franc. AiUoiiio. scorso piommziato pel coiife- — INoiniiialo membro edeltivo rimeiuo de' ini'inii del con- non pensionalo delli. r. Istituto corso d' industiia, pa^j. 40. — venelo, pag. 13. — Sua necrolo- Alcuni cenni sullo siiulio della jjia, del Segr. Pasini, p. 179. lingua greca in Venezia dai Mulo della canfora ed altri corpi prinii secoli della veneziana si- sulV (lapia e sul Jiiercurio. — gnoriu, pag. 209. Circa la causa di (|uesto niolo Massi crralici. — Sopra i niassi determinala con precisione an- erralici die si irovano nei nion- teriornienle a quanlo di analo- li e nelle valli delle Provincie go ha detto il sig. DuUMchel venete,HIeinoria del prof. Tomm. all' Istituto di Francla nel gen- Ant. Catullo, pag. 44. naio 1841, iNola del dotl. Ain- i>lKMi\ prof. ab. Lodovico. — Sua brogio Fusinieri , pag 9G. — noniina a nieinbro elletlivo non Sopra la vera forza molecola- pensionato dell' i. r, Isiiluio re da cui dipendono anche i veneto, pag. 13. — Sulla im- moti della canfora sull'aeiiua, F, ortanza die esercitano sopra e le sue azioni apparent! a di- a prosperita di uno Slato le stanza, sopra cui ullimanienle nianil'atlure, e sulla necessita discussero i fisici francesi da- di rivulgere ad esse tulli gli vanli all' Accademia di Parigi, sforzi della nazione dopo 1' a- Nota dello slesso, pag. 403. gricollura , Dissertazione, pagi- Nardo doll. Giandonienico . — na 479. Noniinalo a membro elTeliivo Metiekmch principe Clemenle non pensionalo dell'l. r. Isti- Venceslao. — IVominalo a mem- tiilo venelo, pag. 55. — Sulle bro onorario dell' Islilulo ve- proprieta medidie delle alghe, nelo, pag. 06. e sopra un nuovo modo di MiNOTTu nob. Giovanni. — Sull' rendere maggiormenle ulili i economia della pila, e su alcu- bagni di mare, e piii ellicace ne applicazioni della galvano- T uso inlerno dell' ac([ua mari- plaslica , pag. 147. — Descri- na, specialmenle nelle malaltie zi(Mie di nn nuovo metodo per scrofolose, INota, pag. 414. — produrre le imagini t'olograli- lliflessioni medico-praliche sulla die e renderle alte ad incider- segala cornula, sopraTisterismo si, |iag. 429. e sul buon uso di quel rimedio MiTTKowsRY CO. Anlonio Federi- nella cura di alcune specie di CO. — Nominalo a membro o- questamalallia.Memoria, p. 199. norario dell' Istituto veneto, Nodi eletlro-tennici. — Esiralto pag. 00. di alcune esperienze sui nodi Mo.MCO S. Em. Card. .lacopo, Pa- eleltro - termici dell' apparato triarca di A'enezia. — Womi- volliano, del prof. Zantedeschi, 2S? pag. lOi. — niscussione reln- tiva delsig. Bellavilis, pa}f. 217 Nomine a nit^mliri fftVllivi peii- sionoti e non pensiunaii dell'lsii- lutovenelo, pag. 43 — Proposi- ziotii per la nomiiiii ai 23 po- st! vncanli iiell' Isliluto , pajj. 16. — Lista di 28 noini am- messi, e disposizioni per le os- servazioni ed informizioni so- pra liascuno, pag. 17. — Pro- trazione della noinina dei mem- bri onorariij pag. 11). — Tenia pel posto di Segretaiio, e pro- lrazioni> piT quelia di \ ice-se- grelario , pag. \9. — LelUiia de' 28 iiomi da assoggellarsi air Aiiloriia superiore colie re- lative inforinazioni, di ciii i 23 prinii sono i candidali proposli dair Istitiito , piig. 21. — No- mina sovrana del Presidenle dell' Istiliito, pag. 23. — Terne per la iiomiiia ai due posti di seriltore e a quelli d'inservien- te presso V Istiuiio, pag. 34 ^ I'^lezioni a meinbri effelt. pen- sionali e non pensionali dell'i. r. Istiiuto, pag. 52 e 53, — Ele- zioni de'nienibri onorarii dell !- sliluto, p 05. — Conferma gn- vernaliva delle nomine dei meni- bri onorarii, pag. 79. — Terne per due posli di membro effet- livo vacanti, pag. 83. — Terna per una pensione resa vacante, pag. 83. — Elezione di un so- cio corrispondenle, pag. 83. — Terna per un poslo vacante di membro elTeltivo, ed altra per una pensione vacante, pag. 101. — Dieci terne a complelazione dei membri dellTstituto, p. 101. Cinque terne a corapinieiUo per le cinque pension! vacaniij pag. 403. — Conferma della nomina di un socio corrispon- denle 5S — (lie lianiio IVn loro scienze, ar- piojjjjie, clie si osser\aiK) lu'jjii ti e ciMiimercio , Memoria del anlichi tei reni si^coiidarii, de! prof. Zeiidrini, pa^. 121. co. I)u Hio, png. IBt). Scoi'oLi CO. Giovanni Antonio. — ^K^.irszlo dott. Girolamo. — No- A'ominato a meniltro ellellivo ininato a membro elTellivo pen- non penslonalo dell' i. r. IsliUi- sionnlodell'l. r.lstit. vonelo,pa{j. lo veneto , pag-. o3. — Brevi S^. — Esanie del fondanienlo ceiini suir asserita necessita di clie I'ab. Rosniini po.se al suo un separate Codice di comnier- sislema sulla orijjine delle idee, cio, ossia osservazioni sul Co- Memoria, pag. 90. — Rapporto diie di conimercio fiancese ap- suiro|)era ms. del i'\\^,. Carlo plicalo al ex- Regno d' Italia, I'onzio intitolata : 5y/(t;/o/ie (/e/ pag. 81. problema del perclie si ride, Se^iala cornnla. — Ridessioni me- pag. 98. dieo-praliche snlla segala cor- Yisia.m (prof. Roberto de'). Nonii- nuta, sopra Tislerismo e sul nato a membro efl'ettivo non buon uso di qnesto rimedio nel- pensionato dell'I. U. Islituto Ve- la enra di alciine specie di que- nelo, pag. 53. — Illuslrazione stu malaltia, Rlenioria del dott. di alcune piante della Grecia e Giandomenico Kardo. pag. 199. deli'A^a minore, raccolle in que' Spaui; (S. E. CO. Gio. Halt, di), paesi dal nob. sig. Alb. Parolini Governalore delle Prov. ve- negli anni 1819-20, pag. 94. nete. — INominato a membro Filiina elonijala. — Sopra una onorario dell' Islituto venelo, varieta della J'ilrina clomjala pag. 66. tli Draparnaud, Memoria del co. SvAMBERG (prof.) — Preparalivi jNic. Contarini, pag. 189. diretti ad oUenere il peso spe- Zamboni prof. ab. Giuseppe. — ciflco di alcuni gas, estratto di Sua nomina a membro ellellivo leltera da lui diretta al prof. pensionato dell' i. r. Islituto Zantedeschi, pag. 103. veneto , pag. 13. _- Nuova Tabella delle adunanze per I'an- maniera di sperimenti sulla mi- no accademico 1840-41, pagi- sura delle forze cenirifughe, na 63. Memoria, pag. 156. Tentiometri. — Delia coslruzio- ZANTEDESciit prof, ab. Francesco, ne del termometri e del rap- — Sua nomina a membro effet- porti della dilaiazione dei varii livo pensionato dell' i. r. Isti- liquidi delerminuli a tempera- tulo venelo , pag. 13. — Re- lure mobili, A'ola del prof. Zan- lazione di alcune sue esperienze tedeschi, pag. 124. sulla induzione dinamica delle ToBUM prof, di Verona. — Suoi correnii dell' eletlrico, pag. 46. lavori di daguerrolipia , pagi- — Saggi di elellrolipia od in- na 136. eisioni in rame riprodolle col Tracce di ino(j(jie. ~ :i\cm\fn:ou- melodo galvanico, ollenule e slderazioni sopra le tracce di posle sott'occhio dc'membri del- — 259 — ristilulo, pag. 51. — Migliora- — Discussione reialiva col sig'. mento importante alia macchi- Rellavilis, pag. 217. — Espe- na magnelo-elettrlca di Londra, rienze sull'origiiie deU'eleUrici- pag. 52. ■ — Di alcane modilica- ta voltiana, e descrizione di uii zioni falte alia macchina ma- elettro-molore in cui la forza gneto-elettrica di iXewman,e de- chiinico-elellrica e cospirante gli speciali esperiinenli esegiiiii eolla eleltro-inolrice di coiitat- con essa, iMemoria, pa.g. 77. — lo, Memoria, pag. 219. Nuove esperienze siille induzio- Zeochinelli dolt. Giovanni Maria, ni dinamiuhe, pag. 113. — Del- — Sua nomina a membro effet- la coslruzione dei terniometri, e tivo pensionalo dell' i. r. Istilu- dei lapporli nella dilatazione to venelo, p. 13. — Sua necro- dei varii liquidi delermiiiati a logia, del prof. Aprilis, p. 179. temperature mobili, Nola, pag. Ze>drini prof. ab. Angelo. — Sua •124. — Saggi di eleltrotipia da nomina a membro eirettivo pen- lui presentali e donati airistiiu- sionato dell' i. r. Isiituto ve- to, p. 125. — Suo apparalo neto, pag. 13 — Assunto co- galvanoplaslico, esperienze e me membro anziano a Presiden- relative osservazioni,p. 133.— te prow., p. 14. — Breve dis- Sopra alcuni lenouieni elellro- corso di aperlura, pag. 15. — Gsiologici, Comunicazione, pag. Delia reciprocazione che hanno 461. — Estralto di alcune espe- fra loro scienze, arli e commer- rienze sui nodi eleltro-lermici cio, Memoria. pag. 12 i. deir apparalo volliano. p. 194, ATTI DELLE ADUNANZE DEll'l. R, ISTITllTO fElTO DI SCIENZE, LETTEIiE Et) ARTI. ATTI DELLE ADLN4NZE DELL' I. R. ISTITUTO VENETO D I SCIENZE, LETTERE EI) ART I D4L NOVEMBRE i84l ALl'oTTOBRE i843. V E N R Z I A , PRESSO LA SEGRETRRIA DELL' ISTITUTO NEI. PALAZZO DUCAL E 1843. CO TIPI DI PIETRO NARATOVICH. ATTI DELLE mmm DELL'I. r. istituto yeito m SCIENZE, LETTERE ED ARTi. AdI'NANZA del GIORNO 28 NOVEMBRE 1841. Si legge la prima parte dell' alto verbale dell'a- dimanza 8 agoslo e 1' A. V. di quella del 9, che sono approvati, • - Si aonunziano i seguenti doni fatti air Istituto. I. Dal membro effetlivo dott. Ambrogio Fusiuieri. Annali dcllc Scienze dclUegno hombardo-Venclo da esso pubblicati, marzo e aprile d84Ij Viceuza in 4. to. a.. Dal membro effetlivo Lodovico Pasini. II Diario del/a terza Jiiunione degli Scienziaii ita- liani tenuta in Firenze nel i841, N. 44 fogli, Firenze, 4841 in 4. to. - fi — Giornale Toscano delle scicnzc med/chr, fisiche e na- turali dirctto dai profcssori Gio: Baflisia Amici, J\nf[ini, Giorr/ini, Puccinottl, G. Levi, Paolo Savi, tomo 1. num. \. Pisa, 1840. 3. Dal membro elTettivo prof. Zaotedeschi offerenle a nome dell'aulore. Ricerc/ie sul tnoto ■?7iolecolare dci solid/, di Domeni- co PaoH, volume unico, Firenze, i841. 4- Dal membro eflellivo dott. Domenico Nardo offe- rente a nome delPautore. Osservazioni sopra lo scioglimento del corpi orr/a- nici le qtiali appoggiano direttamcntc la doitrina palin' genica, del dott. Giacomo Rivclli di Bologna^ parte I, Fa- no, 1859. Meinoria Ovologka, che serve di appcndicc alia pre- cedcnte e d' introduzione alia scconda da puhhlicarsi, del dott. Giacomo Riuelli. Fano, 1840. 5. Dal membro cfTellivo dott. Nardo. Annoiazioni medico-pratiche sulla ntilita, dell' acido ossalico nelle infia77imazioni della bocca, delle fauc.i c del lubo gastro-enterico (letta alia seconda Asstmblea dcgli scicnziati italiani in Torino nel 1840), Venczia, 1841. Proyjctlo analitico delle different i condizioni che pos- sono ingenerarc feno7)ieni di inutata relazione fra i tre apparati vitali gastnco, generativo ed eneefalico presen- _ 7 — tato alia sezione medica del terzo congresso scientifico ita- liano in Firenze. 6. Dal membro effeltivo prof. Zambooi offerente a norae del (raduttore. Scienza rjcomelrka delle costruzioni, ovvero Geome- Iria descr'tttiva di G. Schafnit, versione dal tedesco con il- lustrazioni ed aggiuntc del dolt. Vincenzo Tuzzi, Pado- va, -1841. 7. Dal membro effeltivo doll. Roberlo de Visia m. Memoria sopra la Garlonia pahnata di fV. Rosburrjh proposta qual tipo di un nuovo gencre ndla famiglia del- le oraliacee, Torino. 1841. 8. Dal sig. Angelo Beliani. Di quanto rimarrthbe a sapersi intoruo la coltiva- zione dei bachi da seta e dei gelsi, Discorso, Milano, i84L Dei bachi da seta e dei gelsi (continiiazione). 9. Dall'I. R. Islituto di Milano. // fasc. secondo del Giornale dell' I. H. Istittito Lom- bardo e Biblioteca ilaliana, pubblicato il 24 agosto 1841, e i fasc. 3. e 4.to pubbiicati il 24 sett, e 29 ottobrc 1841, Milano. - 8 — lo, Dal profess. Cilladini di Arezzo. Nuot'l progressi operatori, con sei tavole ed alcime ri- flessioni sulla circolazionedd sangue, Arezzo, \^h\, 8.vo. I (. Dal sig. Giuseppe Berella di Verona. Delia coU'iva:.ionc dellc viti ed arte di fare il vino, Ve- rona, 4841, 8.V0. I 2,. Dal sig. Emmanuele Cicogna. Narrazione delta fu^niglia Marcella patrizia veneta. Venezia, 4 841, Tipografia Merlo. 1 3, Dalla Sociela medico-chirurgica di Bologna. Bullcttiyio dellc scienze medichc puhhlicato per ciira della Socielii, \ fascicoli di liiglio, agoslo c sctteiilbre 1841. 14. Dal doU. in filosoGa signor Jacopo Griiberg di Hemso. Observations a7clhenli(iues sur la peste du hcvant el sur la vertu specifif/ue de V luiile d' olive contre cettc ef- frayante ?naladie. Firen/.c per Gugliclmo Piatti, 18il. Degli iillimi progressi della gcogra/ia, xunlo letto da 1 1' ant ore nci giorni IS ^ 29 settemhre 4840 nclla sc- c.onda Riu7iio7ie degli scienziati ilaliani in Torino. I\lila- no, 4841. Mevioria sulla scopcria dell' America nel secolo dt- — 9 — cimo deltata in littffua danesc da Carlo Crisliano Hu/n, c tradotta in ilaliano dal donatore. Fisa, -1839. Jielazioni commerciali dell'Egitto, dell' isola di Can- dia, del/a Siria coi porti delV Italia e speciahnente di Li' vorno. Fircnze, ^841, in 8.^ di pag. 18. 1 5. Dalla coDgregaziouu del monaci Armeni IVIechila- risli di s. Lazzaro. Storia di Most- Coren.se, versione iUuslrata dagli of- ferenti, ritoccata (juanto alio slile dal sig. Tommuseo, Vc- uczia, 18H. I 6. Dal sig. Antouio e Gio: Ballisla Villa di Milauo. Conchyliarujn terrestrium et fluviatiliumi (juae ad- scrvanttir in collectione tormn. Mediolani, 4841, in 8.vo. 17. Dal dolt. Giacinto Namias. 1 fasc. 44 e 45 agosto, seltcnibre 1841, del Giornule per servirc ai progressi ddla Patologia e della Terapeutica. 18. Dal sig. cav. I. R. Riiaud di Marsiglia. Tableau de VEgyple, de la JSubie et dcs lieux cir- convoisins, ou itineraire a I'nsagc des voyageurs etc., a Pa- rigi, 1850. II sig. profess. Citladini di Arezzo e fralelli Vil- //. a — 10 — la di MilaiK) accornpaguano con lellera i loro doui. II sig. cav. Ililaud la islanza verbale per moslrare in li- ne dell'adunanza alciini dei disegni liporlati da'suoi viaggi. ' /. II membro efl-etlivo doll. Nardo presenta i Pro- grammi di concorso per lanno 1842, pubblicali dal- la Accademia rcaie delle scienze, belle lettere ed arli di llouen. 1 signori IVatelli Careggiani di Venezia con lel- lera a5 ollobre passalo presenlano alciine incisioni ch' essi oUennero da un semplice disegno fatto con parlicolare incliioslro sopra una piastra melallica. Es- si dichiarano di aver ottenulo i primi in Venezia il 25 agoslo 1840 di quesla sorla d' incisioni, e di a- verue aliora dislribuilo dei saggi a parecchi membri deiristiluto, e di aver poi successivamente nelPapri- le e neir agoslo del correnle anno ottenulo nuo- vc incisioni di niagglor dimensione, delle quali pre- sentano ora i saggi. Una di quesle fu Iratta da un di- segno a penna dell'arlista veneto sig. Comiralo. Si comunica il Prograiuma della prima edizione compiula delle opere di Galileo Galilei, dirella da il- luslri personaggi e dcdicala a S. A. il Gran Diica di Toscana [)ussessore degii aulenlici niauoscrilli, colla — n — scoria (lei qiiali questa edizione si csegnisco.Tulli qucl- li ehe possedessero o sapessero esislerealcuna benche nienoroa scriltuia di Galileo o ad esso relaliva, die giacesse tutlavia inedifa o sconosciula, sonoinvitati a darne avviso alia Sociela edifrice in Firenze. II menibro effellivo dott. Bizio legge una Nota sopra un fatto tendente a comproi'are V indejlnita divisibiUta degli atomi. II fatlo consiste nella nota prerogaliva della calce sciolta nell'acqna di trasfor- marsi in carbonato calcico, dove il gas acido carboni- (;o abbia accesso 5 onde la particolarila dell'osserva- zione si riduce solo in aver vedulo che il prefato car- bonato calcico, posle le condizioni volute, si forma unicamente alia superficie dell'acqua, tanloche I'ac- qua soggiacente non da piu segno di cootenere calce saggiata coll'acido ossalico. Restando quindi per tal modo, che da ciascun punto della massa deiracqua la calce ando tutta adunarsi alia superficie, adduce ra- gioni per chiarire che gli strati superiori dell'acqua fino dal primo momenlo in che comincia la chirnica azione, devono riuscire specificamente piu lievi del- l'acqua sottoposta, e quindi conclude che nessun rno- vimento idrostatico era concorso a produrre il feno- meno, e che percio la spiegazione si deve tutta desu- mere dalla divisione indefinita degli atomi operata dalla forza espansiva agli stessi inerenti j e che per cio AQ conosccndosi esscre gli alomi corpnscoll nialcriali in- definilamenle dlvisibili, non piio plii loro compclere un tal nome, ma doversi piulfosto cliiamare molecole. Siccome poila divislbilila iudefinila d(^lla materia ha visla di contrariare le conibinaziooi chimiche defi- iiile, ch'e oggimai un falto inconcusso, cosi passa I'A. a porre in accordo una verila con I'altra, osservando rhe la forza espansiva, operante la divisione della ma- leria, si manifesla nelle piu minute parti della mate- ria stessaj e posciache la coesione di queste parti succede quando la forza espansiva diviene cocrciliva, lion essendo questa se non se la reazione in conlrario della forza espansiva, essa non si puo quindi eserci- tare che nelle parti in cui la prima ebbe luogo, cioe nelle piu minute de'corpi; ond'e moslrala cosi Tori- gine delle molecole concrete che danno spiegazionc alle proporzioni chimiche definite. Appresso legge il membro eflellivo sig. Giulio Sandri \\x\ suo lavoro : Sulla insiissislenza della idro- fobia spontanea. Comincia fAufore la tratlazione dell'argomento sponendo come la nalura dei coulagi vuole esser con- forme a germi di ogni allro geuere corredato di polenza riproducenle. Entra quindi a parlare del- la rabbia in gcnerale, e fermate le sue iilee inlor- 110 alia romunicazione del contagio, al cosi detio — 13 — intervallo di deh'fescenza ^ all' influenza ■ delle sla- gioni e del clima , prende in considerazione gli ar- gomenti dei sostenifori della rabbia spontanea, e per conseguenza viene anche a parlare della opiuione del Cappello, che per causa animelte fumore prolifico de- generate per mancanza di femmine, e dell'altra del Toffoli che riduce il naovente primo quasi a solo affa- 16 di gelosia. L' Aulore per altro trova che sia da escludere anche le due ultime aunnnziate cagioni, ritenendo egli sempre che la rabbia non si possa mai sponta- neamenle produrre, e fonda la sua opinione conside- rando che per sentenza dello slesso Toffoli, in tulle le allre specie di animali, fuorche nel cane, la rabbia e sempre comunicata; anzi che nei cani stessi, quan- do sieno diligenlemenle custoditi, non avviene mai che la rabbia spontaneamente apparisca. Scorgendo, egli dice, dunque manifesto, che la rabbia d'ordina- rio sviluppasi dielro indubitata comunicazione, e egli ragionevolmente permesso il pensare che se in qual- che caso non ne avverliamo il passaggio, debba esso venire per altra causa ? Moslrato cosi non esservi fondamenlo per credere che la rabbia spontaneamente si produca, I'Aulore pas- sa a ragionare della rabbia comunicata, e qui Irova che ogni ragione collima a comprovare la Irasfusione del morbo. In fatli rifacendosi a quanto avea premesso ~ ii — sin tla principio, che gli essori tulli, i qnali si rigo- nerano, provengono sempre da germe specifico, il quale puo niautenersi senza sviliippo piu o mcno lun- • gamente, o secondo la sua natura, o per esservi o no le circostanze propizie al nascimenlo, e rilenendo che debba seguire lo slesso del germe contagioso pro- ducente la rabbia, si vede egualmente di qua! inanie- ra queslo possa rimanere nascoso molli aoni , senza produrre 1' eflfelto j per qual molivo alcuni luoghi ne vadano esenli, o vi sieno rarissimi i casi,o solo da po- chi anni a questa parte vedulosi il male quivi appa- rire. S'iolende del pari per qual ragione i cani meglio cusloditi, e le razze piu pregevoli sieno mono sog- gette delle baslarde; e perche il tempo degliamori sia il piu pericoloso, e non di rado a quelTepoca scoppii il contagio. Allora infatti i cani s'uniscono sovente in torme auche numerose : si dilungano dalla propria dimora, conlendonOj rissano e brevemente i contatti si molliplicano, e quindi si accresce grandemenle la probabilila che il germe si appicchi. Trova anzi il nostro autore, che attenendosi al- 1' ammesso principio, che la rabbia proceda ognora da un germe che si comunica, si ha altresi facile spie- gazione del perche essa debba regnare di preferenza nel cane, quantunque per la sua costituzione non vi sia disposlo piu degli altri animali j perche in faiti il solo cane e inclinato a mordere e a lambire , che so- no mezzi efficacissimi a trasfondcre il male da uno in altro indlvlduo. Cosicclie vedeudo egli ogni ra- gione coocorrere in prova della rabbia comunicata, finisce inculcando, quale unico mezzo di preservarsi da si tremendo malore , il cuslodire i cani gelosa- uienle, e guardarii in casa, il piu possibile, anziche lasciarli andare girovaghi dove il talenlo li chiama. II segrelario Pasini legge alcune sue Osserva- zioni fatte nel Ficentino. Egli ha prosegnifo le sue indagini sui limiti dalle varie formazioni in quelle montagne e sui singolari fenomeni che oflVono le loro stratificazioni , laddove si muta la natura della roccia e si scorgono gli effelli di un sollevamento. Egli vie- ne poi indicando i limili del lerreno terziario e della scaglia nella Valle del Grangaro sulla desira del tor- rente Agoo. II monle Torrigi poslo fra la valle del Torrazza ed il Grangaro e composto di scaglia che si diparte in lelti lunghi ed inclinati dai Canchi della raontagna di Marana e giunge fino ai Marchesini : suU'altra spouda dell' Agno la stessa roccia si eleva a minor altezza. La valle che si diparte dai Marche- sini e sale lungo il Canco sud-est del monte Torrigi segna il liniite esatto del terreno terziario. II Pasini viene poi descrivendo la calcarea ter- ziaria del monte Giri e del monte Pulli, sotto il qua- le fu da poco tempo attivala una ricca escavazione di — 10 — lignite, liiforisce 1' ordine secondo il quale si succe- duno le diverse specie di rocce e di conibiislibili nello stralo Matleo^ dove I'iosieme del deposito oflfre una polenza di circa \/\ piedi, con 5 di oltima ligni- te, e fu scavalo da un lato per la profondita di /jSo piedi e dalP allro 5oo circa. Gli scandagii falli mo- slrano clie la sua esteusione ha per lo meno 400 melri dal nord al sud e 5oo circa dalPesl alTovest. Qualtro sono gli strati parallel! di lignite rico- nosciuti finora nella massa del monte Pulli, ma tulli assai inferior! in potenza alio strato Matteo. Quest'ul- limo presenta sempre la stessa potenza per tutto il trallo in cui furono eslesi finora gli scavi, ma con quesla parlicolarila, che meutre i varii strati sovrappo- sli e soUoposti al banco di lignite lucida di 5 piedi vanno qua e la assolligliandosi ed ingrossandosi I'uno a spese dell'altro, e conservando sempre nel loro in- sieme la stessa sostanza, il banco di lignite lucida si mantiene al contrario costantemente di 5 piedi tanto dov' e inclinato di 16°, quanto dove la sua inclinazio- ne va crescendo fino ai l\'S^\ Un esame anclie superficial della collina di Pulli fa conoscere a tulla evidenza, che quel combu- stibile non giace ora nel bacino ed a quel livello in cui fa in origine formalo, ma che e invece una parte staccata di un piu ampio deposito che si estendeva quasi orizzontalmente in quel contorni, e fu poi rot- — 17 — lo e dislaccalo dagli ageuli ignei, cbe haniio dato a quel raoali la loro forma alliiale. La varia inclinazio- ne osservata nei banchi del combustibile la quale a brevi distanze va soggella a forti variazioni, iudica chiavamente ch' essa e V effetto di uu raddrizzanienlo degli strati, essendo ora ammesso generaliuente die oon si possono formare deposit! trauquilli e paralleli sotto forti angoli d'ioclinazione. 11 Pasini viene poi descrivendo le i^occe igaee che si Irovano iotorno del moule Pulli, e dalle quali possono in parte dipendere gli accennati soUevamen- (i : tralta della varia ailezza alia quale Irovasi la stes- sa roccia calcarea nei moiiti circostanti, e dei punii dove la conlinuazione del combustibile del monle Pulli dovrebb' essere di preferenza ricercata. Final- mente accenna alcune parlicolarita mineralogiche del cosi detlo litrone, e della lignite del monle Pulli, che si osserva presentemente in gran quautila, e il di cui uso va senza piii eslendendosi nei paesi circostanti. Si legge una letlera che il niembro eftellivo pro- fessor Calullo ha couiunicato all' Islituto. e che gli fii diretta il 19 corrente dal sig. Zilli ingegnere in capo della provincia di Belluno, sopra i singolari movi- menti del suolo, accaduli al priucipio del corr. mese, appiedi del monte Crepadel a Cortina di Ampeizo, nei Tirolo Meridionale. A questa lollera sla unita ma //. 3 — 'IS — copia tlc'l Kapporlo niiuulalo dal sudd, sig. Ingegiiere iiiKi H. Dclcgazioue, ed un piccolo schizzo topografico di (jufllii valle. Uu terreno di alluvione, coperlo da lieve stralo di terra vegelale, si slende dal Boite fino soKo il moute Crepadel, e in mezzo ad esso scorre il lorrente Bigonliua. Qiiesto lerreoo, ch'e circa 2,0 me- tri sopra il let to del Boite presso Cortina, va poi gra- datamente elevandosi, sicche appiedi del uionte Cre- padel giunge all'allezza di circa 400 melri. J)opo lunglie pioggie una parte di cjueslo terreno, scorren- do a guisa di lava ed alterrando quanlo gli si parava dinanzi, e trascorso sopra il villaggio di Pecol, e lun- go il torrente Bigontina fino a Boite: esso Iia seguilo ncl suo corso le nalurali pendenze del suolo. II sig, ingegnere Zilli atlribuisce questi elTetli alia grande quanlita di acqua ch' egli Irova niescolala a questo lerrcno, e cho lo rendo in parte una deusa fangliiglia, da cui proviene speciahnente V inlorbidauienlo del Boite. Egli teme che il Piave abbia a risentire lunga- mente, come ilBretita, i Irisli edettidi questo scoscen- dimeoto. II segretario Pasini riferisce a questo proposito alcune osservazioni geologiclie da esso falte Tanno 1837 nella Valle del Boite presso Cortina e die han- no (pialche relazione coi fenomeni ora accaduti. Cor- tina ed i [)icc;oli villaggi circostanti sono posli sopra — I!) — ii[) lerreno alluviale, in ctii il Boile scorre a grandi profondita, e che moslra di aver subilo del movimen- ti anche nei passati tempi. II rio Bigontina scorre su- pra queslo terreno alluviale e cooduce grandi masse di calcarea jurese pellucida, di dolomite con impres- sioni di couchiglie , di dolomite rosea, come qneila che si osserva in Tirolo presso ii lago di Loppio , e qiiaiche raro pezzo dellarenaria grigia, cli' e comuno nella Valle inferiore del Boite. Vi si osserva una pu- dinga a cemeuto arenaceo con ciottoli quarzosi e cal- carei della grossezza di un novo. Le parti alte delle circostanti monlagne come Crepa, del Croda Rotta e Croda Malcora sono calcaree cogli strati inclinati verso ovest, ma la base ora visibile ora nascosta dal terreno di trasporto e arenacea con frequent! depositi di ges- so: alia presenza di questa roccia soliibile si debbono gli scoscendimenti cui vanno bene spesso soggette quelle inontagne, Una cava appunto di bel gesso bian- co si trova presso Tre Croci su pel rio Bigontina, dove il terreno si e smosso in questi ultimi giorni. II Pasini non crede che I'intorbidamenlo del Boite possa durare come quello del Cismone : il Boite scorreva gia da molti secoli nel terreno di trasporto tanto appiedi di Cortina che inferiormente, senza es- sere abitualmenle lorbido. Allorquando egli abbia tolto ai massi ed ai ciottoli delF attuale frana quel fango in cui trovansi mescoiati ed avvolli, le sue ac- — 20 — (iiic rilorncranno limpidc. Fjc zone calcaree die sono nredoininanii in qiiellii vallo non possono cssere ri- (lolte dalle acqne in (jucllo sollilissiine pagliuzze in cui si vede sciogliersi lo scliisto micacco della valle di RebiLil. II sitr. cav. Rifaud, socio di varle Accademie e piesenle airadunanza, moslra una parte dei nunierosi (lisegni ciregli ha riporlato da suoi liinghi viaggi per r Fjgitlo, la Nubia e i paesi circonvicini. In quesli di- segni sono rappresentali i nionuinenli anliclii e nio- derni, le piaute, gli aniniali, e gli allri oggelli di qiia- liinque sorta che possono interessare il viaggiatore. Una Conuiiissione sara nominala per esannnare piu minufamenle qnesle raccolle. Dopo quesle leltiire I Istilulo si riduce in adii- nanza segreta. I M. K. dinioranli in Venczia sooo incari- cali di esaminare la raccolla dci disegoi del cav. Ri- faud, c di fame rapporlo in una delle prossime adu- nanze. Si slabilisce che le ordinarie adnnanze dell'Isli- - 21 ~ tiito nelP anno aocadcmico i84i-i8/|2 si lerranno nei giorni segnrnli Dccenihrc i giorni 20 e 27 Domenica e Lunedi. Gonnaio 16 e 47 Domenica e Lunedi. Fehhraio 20 e 21 Domenica c Lunedi. Marzo 30 c 31 Mercolcdi e Giovcdi. Aprilo 17 c 18 Domenica c Lunedi. IVlaggio 28 e 29 Sahbato e Domenica. Giugno 20 e 27 Domenica e Lunedi. Luglio 17 e 18 Domenica c Lunedi. Agosto 7 e 8 Domenica e Lunedi. Dopo cio 1 adunanza si scioglie. AOUNANZA DEL GIORNO 29 NOVEMBRE iS-il. Si legge la seconda paiie dell' A. V. dell'adii- nanza 8 agoslo, cli'e approvafa. Si comunica il dlspaccio governalivo a5 oUobre col quale si raanda copia airislllulo della Circolare dirainala alia R. Delegazioni delle Proviocie Venele, in cui sooo indicate tulte le disposizioni prese per la solenne dislribuzione dei premii d'industria da fai'si neir anno 184a. E riuiessa dal Governo all'Istituto una istanza del sig. G. Manfredini di Venezia, il quale domanda alcuni schiariuienli sulla leoria di una macchina idrau- lica da esso inveulala. E uominata per queslo affare 2i una Comuiisslone composla dei M. E. Sanlini, Zao- Icdeschij Conti e Casoni. Pariinenle dal Govcrno si rimelle alTIsliluto uoaMemoria delsig. Freschi: Sulla convenienza cliag- giungere la istnizione agraria nclle scuolc conuinaU. L'Islitiilo dispone die fjuesla inemoria sla csauiiuata dalla Commissionc gia incaricata di coinpilare il pro- geHo delle Sociela agrarie. II sig. Gallo, dlvenuto proprlelarlo della raccolla nalurale del Ai prof. Innocenle, ne propone nuova- niente la vendila all'Islilulo*, il quale incarica la Commissionc gia noaiinala addielro per lo stesso oggello e composfa dei M. E. Conlarini, Calidlo, Bizio e Pasini, di ripigliare I'esame della delta raccolla e di farno rapporlo in una delle prossime adunanze. Si comuuica clie S. A. il Principe Vicere accol- se ed approvo la olTerla tlel Preniio falla da uionsi- gnor Canova, onde T Islilulo dispone die sia losto pubblicato il relalivo Pi'ograniina e clu; vi siano ag- giunte alcune particolari dicliiarazioni. E nominalo per acclamazione l\I. (). il co. G. Sebregondi Vice-Presidenlc del Governo. — 2o — Esseudo iiiancalo a' vivi il Vice-Segrelario [)rof. Aprilis, llslidilo nei aiodi soliti piocede a formar la lerna per la nonilna di un nuovo Vice-Segrelario. Dopo cio 1 adunanza si scioglie. II. AdUNANZA del GIORIVO 2G DICEMBRE 1841, Si legge la prima parte dell' A. V. dell' adunan- za 28 novembre, ch'e approvata. Suirargomento della comunicazione falta dai fra- telli Careggiaoi ed in quelPA, V. riferita, il M. E. Zanledeschi fa osservare: 1. Che di rami eleltrici tralti da disegni si era egli occupato fino del giugno 184©, come risulta dai documenti pubblicali nella sua memoria sulla elet- trolipia. 2. Che primo d'ogni altro d' Italia pubblico egli i suoi metodi. 3. Che fu il primo a far notare i caralteri distin- livi dei rami eleltrici tralti dai disegni,"^ai rami elet- • — 28 — Irici licavali (la allri incisi, tle'(|iiali proscnio iin c- scmplare a codeslo 1. K. Islihilo il kj niarzo anno correnle. Si annimziano i seguenli doni falli all' Istiliilo, r. Dal inctnhro efleltivo ingegnere Giovanni Casoni, La peste di Vcnczia ncl \ CoO, nr'xj'inc della erezione del tempio a Sanla Maria della Salule, Vcnezia, 1830. — Guida per V ArsenaJe di Vevezia, Venczin, 1829. — Dei navirjli polironi nsati nella mari7ia, dagli an' iichi Veneziam, niemoria, Venezia, ^838. 2. Dal nienihro eflfeltivo sig. Ambrogio Fusinieii. Anvali detle scienze del Regno Ij07)ihardo-Veneto, fa- scicolo di magpjio e giiip^no, 4 841, Vicenza. 3. Dal marchese Aiilonio Rolognini Amorini di Bo- logna. I'ite de pitlori ed arlcfici hoiognexi, Rologna, 1841. /|. Dalla PonliHoia Acradnmia di Belle Arii in Bologna. Alii dzir Accademia- dixcorsi lelti in oceasiovc della finlenve distribnzione dc'premii, il giorno 24 agosto 1827, Bologna, 1841. . — 29 — 5. Daif I. R. Isfifuto Lombardo. Giornale deW I. R. Istittito e BifjHoteca ItaNana, fa- scicolo qiiiiito pubblicato il 30 novembre -I84i, Milano. 6. Dal rev. Canonico Angelo Bellani,,^^,, , Memoria sullo sposta9?iento del mercufio osservato al punto del ghiaccio sulla scala del Termometri, Mode- na, i840. -.. -i^ -^ Si comunica il Prograinma di concorso ai due premii Sgazzi per I'anno 1842, piibblicalo e maadafo all'Istilulo dalla Societa Qiedico-chirurgica di Bologna. 11 sig. ing. Gaefano Brey manda il Prograinma di un Dizionario enciciopedico lecnologico popolare vW egl' inlende di pubbiicare. II Segrelario, in nome di S. li^. il maresciallo Marmout diica di Kagusi che assisle alfadnnanza, preseota airislituto il qiiadro delie osservazioni rae- teorologiche che il sig. Maresciallo ha fatto in Venezia nei due mesi di novembre e decembre. Da molti anni egli fa regolarmente delle osservazioni di questa spe- cie per confronlare lo sfato deH'afmosfera dei diversi paesi nei quali pone la sua dimora, Egli si vale per cio di un apparato composto di due termometri, I' uno — 30 — hagfialo, Pallro asciultOj e delle lavolc compilale dal sig. August di Berlino. La prima di qiiesle lavole esprime la tensione dei vapori, vale a dire il numero delle liaee di mer- curio che fanno equilibrio coi vapori rincliiusi nell'at- mosferaj la seconda esprime la temperatura alia quale accadrebbe la condensazione delfaria coi vapori in essa contenuh*, e si formerebbe per consegueoza la pioggia-, la terza indica la quanlita dei vapori ch'esisto- no nell'afmosfera, esseudo la saturazione rappresenlata dal numero looo •, la quarta in fine esprime la quan- tifa assolula dei vapori contenuta in un volume rap- preseolato da un milione, e che serve a fame cono- scere il peso qualora si moltiplichi per la gravifa spe- cifica il numero trovalo nelle lavole, e si divida per 1,000,000. II sig. Maresciallo prometle di comunicare alPl- stituto queste osservazioni per lulto il tempo della sua dimora in Venezia, e di far dono di un esemplare del- le lavole del sig. August divenute adesso assai rare e di uno degli apparati di cui egli si serve per quesia sorla di osservazioni. II membro eflellivo professor Zanledesclii legge una sua nola Sulla induzione dinamica altraverso itwolucri e diaframmi di ferro. Egli fu condolto a queste ricerche dal desiderio di assoggeltare a un di- — oi — ligente esarne due esperieoze sulla induzione dinami- ca altraverso cilindri cavi di ferro dolce, che furono falte dal Pacinoiti al Congresso di Firenze, e sembra- vano a questo fisico contrarie alla-teoria di Ampere. II dotlore pisano prende un cilindrocavo di ferro dolce, v' introduce nella parte cenlrale interna una spirale, ed una spirale simile melte sulla parte esterna. Egli trova allora che la corrente della spirale esterna non somministra una corrente d' induzione nella spirale interna, e che una corrente nella spirale interna non magnelizza il cilindro di ferro dolce. II prof. Zantedeschi ha ripetule le esperienze del professor Pacinotti adoperando un cilindro cavo di ferro dolce della luughezza di dieci centimetri, del dianietro di due, e dello spessore di due millimelri, ed un elettromotore semplice disposto secondo il si- stema di Wollaston e della superficie di un piede quadra- lo di Parigi. Compiendo il circolo colla spirale esterna e felettromotore , e colla spirale interna ed un galra- nometro astatico, ha veduto al chiudersi ed all'aprirsi del circolo I'ago reoinetrico sviarsi dalla sua posizione naturale; altreltanlo egli ebbe a vedere colla corrente della elettricita comune usando come instrumento in- dicatore il re-elettronietro di Marianini, raa sempre gli effelti furono debolissimij per cui sperimentando con apparati elettroinotori meno atlivi, e con istro- menti esploratori meno delicati, gli effelti sarebbero — 32 — riusciti inseusibili : ed in falti con un clcllromolore semplice della supeiTicie di uq quinlo di piede non pole ravvisare effetto di sorla. ' '■ II professor Zantedeschi crede die da queste ra- gioni ripelere si debba !a niillila degli effelli auaun- ziata dal professor Pacinolti. Voile poi ricouoscere il modo del coinporlarsi del ferro rispetto alia virlu indiilliva. Prese due spi- rali solide, ciascuna delle quali era formata di 120 melri di filo di rame bene isolalo, e collocolle alia di- stanza di cinque millimetri Tuna dall'aitra ; i loro as- si corrispoudevano ad una medesima rellilinea. Aven- do chiuso il circolo coll'altra e felellrotnolore sem- plice di un piede quadrato di superficie, ragoreome- Irico si svio di 10 gradi, Inlrodotla allora fra la spirale indncente ed io- dolla una lasfra di ferro dello spessore di tre niilli- melri, e rinnovato V esperimenlo, I'ago non si svio che di due gradi scarsi, ma peru dal medesinio latoj e presa allra laslra di ferro dolce dello spessore di un milliuietro, e rifallo f esperimenlo, I'ago devio di cin- que gradi. 11 ferro adiinqiie^ conchiude il professor Zantedeschi, opra come mezzo infievolente la uirln indatlU'a senza invertere la direzione della corrente uidolta ,• e queslo iiifievoUmenlo cresce al crescere della massa dijerro. Dopo cio voile il professor Zanledcsclu vedere — 33 — se la spirale interna calamiti il cUindro di ferro dol- ce ; Icnlo alcuni sperimenli per i quali rimaneva lul- tavia irresolula la quislioue, e percio voile cercare se nel ciliodro, subilo dopo inlerroUa la corrente vollia- na, si avesse residuo di magnellsmo. Ne colse alciine Iraccie, ma furono sempre debolissirne; queste pero gli parvero indicare clie il cilindro all' esteroo pren- desse il magnelismo dalPeslerno della spirale. ^ Con un cilindro di acciaio della lungbezza di i o cenliraetri, del diametro di uno e mezzo, dello spes- sore di tre millinielri scarsi oltenne un meno dubbiu risultamenlo, ina non potendo rlnnovare gli speri- menli con eletlroniolori piu forii, come avrebbe de- siderate, e come si propone di fare in seguito, voile usare deH'eleltricila comiine. Una boltiglia di Leida, della superficie armala di 217 pollici, forniva 1 elel- Iricita che attraversava la spirale. II magnelismo del cilindro cavo di acciaio apparve il piii cospicuo. In- dotla una magnetizzazione con successive scariche di- rette in senso opposto, distrusse ilprimo magnelismo e ne fece sorgere altro con polarita inversamente di- sposte alle prime. Egli ripele con molle precauzioni gli sperimenli, e sempre gli effelli ne apparvero di- stinli, e sempre il magnelismo ch'ebbe a prendere nel|a superGcie convessa il cilindro cavo coif elellrici- ta comune fu auello deirinterno della spirale. In allra memoria sugl' islromenti niisuralori della induzione //. 5 _. u ~ dinaaiica elellrica egli lara vedere quali eccezioni jih- bia a patire quesfa raagnelizzazione in circostanze diverse, Dopo cio il professor Zanledeschi reclama per la priorita d'invenzione di un induzionometro diffe- renziale contro il professor Malfeucci die ora Jo ha descritlo come proprio nella Biblioteca universale di Ginevra tomo XXXV, pag. 2o5, e come tale mostrato allaSezione di fisica al Congresso scientifico di Firen- ze. II prof Zanledeschi dimostra esser questo lo stru- menfo medesimo ch' egli descrisse dinnanzi 1' I. R. I- slltnto il 9 marzo i84f in una Nofa che fu poi piib- blicala negli Annali delle scienze del Regno Louibar- do-Venelo. Egli presenta ora all'Islilufo un terzo in- duzionometro dinamico, col quale pensa di ripetere fjuanto priuia le sue esperienze. II membro eflf. dolt. Gio. Dom. Nardo presen- l6 I'unito Prospetto^Jrutto di nlcitne indagini medico- prntiche^ sidle varie specie di mali nervosi singolar- inente isterici ed ipocondriaci. E queslo un quadro uiialilico delle differenli condizioni che possono inge- uerare fenomeni di uiulata relazione fra i Ire apparali vilali gastrico, generalivo ed encefalico, ossia di per- lurbato equilibrio delle loro funzioni, il quale ollre di iischiarare la diagnosi delle cosi delle aflezionl isleri- — 35 — che ed ipocondriache, presenlando in cjualchc niodo una mouografia di esse, puo servire ad indicare Pori- gine, la raaniera di manifeslarsi, e I'esito di aUre in- fermila comunemenle dette neivose, reudendo pin razionale la loro cura. Queslo lavoro fa seguito di al- cune considerazioni lette all'Istitulo nelTanno passato sulla Segala cornuta^ suUisterismo^ e siiltuso di quel rimedio nella cura di queste malattie^ ed e poi la ri- fusione, con aggiunle e migliorainenti di un consimile Pi'ospelto, che I'autore ha presentato alia Riunione scientifica di Firenze per averne dai niedici parere e consiglio. Da esso rilevasi chiaro non doversi ammel- lere cogli autori qual centre esclusivo irradiaJore dei mali cosi delli isterici ed ipocondriaci il solo sisfema nervoso in genere, Tutero, il cerveilo od il ventricolo, giacche, stando alia buona pralica, il sistenia nervoso non agisce isolatamenle ma solo in relazione al siste- ma vascolare a cui e intimamenfe legato ed all'appa- rato organico che egli vitalizza e dal quale riceve il sue modo di sentire e di inanifestarsi, per cui pos- sono aver quindi piu sedi o punli di parlenza tal sorts di malatlie e devesi per cio appunto it loro sva- riato modo di apparire, quantunque dotale costanle- uiente di una impronla speciale e caratleristica in causa dell'intima connessione degli organi relaliva ad uno scopo comune, e della risultanza couseguente di ire apparati vilali dislinti, la cui unione ed il pro- — so — porzionale reciproco accordo d'azione cosllluiscono la Vila animale sana e perfella. Onde meglio condursi all' esalla conoscenza dello difl'erenti specie dei niali in discorso e far ve- dere la ragione sufficienle; dclla svariala loro caralle- listica credelle quindi necessario seguire passo passo la oalura in ogni punio rigiiardante la genesi di essi, considt-rando alleutamente tnlle le circostanze che possono aver parte nel produrii o inodificarii nel lo- ro andameoto ed esito. Comincio dal considerare atlenlanienle le con- dizioni causali laolo prevalentemenle predisponenli come le prevalentemente delerminanli, distinguendo tjuesle ultime in quelle atle a recare sola perlurba- zione di slato funzionale, ossia relative all'azion pro- pria del sisfenja nervoso sul vascolare, dalle altre in- generate alterazioni di lessuto, ossia relative all'a- zion propria del sistema vascolare sul nervoso. Se- gno quindi la qualita essenziale ed il grado dell'al- lerazione conseguenle nei due sladii nalurali di essa, indicandone la prevalenza nelle varie modalita dei due sistemi fondamentali della fibra organica, faltori comuni e reciproci, nervoso e vascolare, Dielro cio passo a considerare I'apparato vitale da cui primilivamente parte il disequilibrio, conside- raudolo nel suo iusieme, indi in relazione all'apparato organico specialmente affello. Calcolo atlentamente la — 37 — irradiazione moibosa ad aliri apparali od organi per sinergia o rapporlo funzionale, ovvero per simpatia o rapporlo di conliouita o di couliguila, cd in conse- guenza di tali sliidii pote piu reltamenle render ra- sione del vario modo di manifeslarsi del male ossia della sua fenomenologia, Indico flnalmente P esilo o crisi e la terniinazioue differenle di esso male in re- lazione alle di lui varie specie. Ahbenche rappresenli tale Prospetlo analitico piu coniplessa la scienza di quelle comuneniente si crede e possa far paventare qualche apologista della semplicita, tultavia riesce di facile compreudimento pel vero medico prafico ragionalore, e molto impor- tanti conseguenze potranuo per esso derivarne alfar- te del guarire. lufatli se nel presentare una storia medica si prendano in considerazione tulti gli elementi di cui componesi T accennato Frospetto , esponendo quelli die polranuo rilevarsi nellammalalo sottomes- so alia cura, si trovera in pratica una delle molle pos- sibili combinazioni die anclie dall' esame astratto di esso discopronsi, e con tal guida diagnostica si avra con minor tenia d'errare I'espressione di un morbo in una formola piu ragionevolmente prossima alia ve- rita, indicante pel suo modo di manifestarsi, non so- lo il genera e la specie (se pur sono possibili tali di- stinzioni in nosologia), ma le varieta e le coraplica- — 38 — zloni del male j potremo quindi valutarne meglio la eliologia, prevederne 1' andamenlo relalivo, e mode- rarae Pcsilo e la lermiuazlone , delerminando con maggior sicurezza la direzione igienica e terapeulica da prendersi, onde condurre a buon esito la ciira. Le slorie inediche inodellale con esso si pre- steraono meglio alio scopo per cui scrivonsi, e da es- se con sicurezza maggiore potra il medico slatista di una regione dedurre proGllevoli conseguenze, e mel- tersi in ragionevole ed utile comparazione con chi con uniforme metodo e con simili vedute considera lo stesso male in regioni diverse. Da cio la necessila di anteporre ai dali stalislici conseguenti alle formule nosografiche finora seguite, norme diagnosliche piu studiate e razionali , consideranti la palognosia sotto aspelto piu scienlifico e veritiero, e nei suoi reali e piu ulili rapporli col lerapeulici soccorsi relalivi. Siccome per meltere in chiaro cerli argomenli non conviene cominciare da teoriche quislioni, ma bensi dallo sludiare molti fatli pratici raccolli da spas- sionati medici, in differenli regioni e con viste unifor* mi osservali, onde ricavar da essi ragionevoli conclu- sioni, percio si riserva I'aulore, in seguito anche alle considerazioni pratiche die potra oltenere da suoi colleghi, di presenlare nella sua opera eslcsamenle, e sotlo ogni aspelto possibile, tratlato ciascuno degli dementi che in csso Prospetlo figurano, e cio in al- Iico 0, gastrico e genitale, ossia f monografia di esse, pud sf ido pin razionale la loro ( lie regio Istitulo di scienze iltri per (si. di gui- Modo di manifestarsl dele ossia fenomeuologi; Grado Mo do \ idiopatica simpatica ^) accidentale od PROSPETTO A^ALITICO iklk diHerenli coiidisioni die possono ingencrore fenomni cli mutala relar.one fra i (re opparati vitali encefalico, -asirico c gcnitalc, ossia di perturbaio cquiUbvio delle loro fmaionl, il i- nili, ed timor- ililti ntganiclic, LOiiscguenti ail Mse, o congcni- 1 smodali prcH vli cd altru. Condlrinncto- pografica v me- ICOIulugiCil. crcdenrc c prt l^iudiiil SDciali. a) ciKcfolieo ft) gasttico cjgenitali'. c] di agenli |js djni DINAMIA, potenra, aiione {forui, vitaliUi), la ({Uiilc fiuo essere assolnUQiculc o rclalivamciite Ncvrnpntlcao (a). ... Iperdiiiamica, Ipodinamica, Adioamica, geuerale o panialr, Dno o piu ccnlri, rami o fllamenli ncrvosi delle modalita 6|B ulir, iili lepi'rUileoi Ic) 1:3)0 ill •Rem I per ilua-V * rail r ,„i< /,) T.JU ,cl«l, a, ,i,s.,m «) .mnplcU U) per ! (11 ;-) l„co,np !>] Adcrcnic cuiiliuuilb M per irrc- Bol«riti. di /') ganeliare vulili ( sensiliia ( molticG :) i»lermedia ( . . . . o coii[ietieolc( . . . ■ ido cosi parlicolati, piii o mono eslese, innnrnialilb iclaliveairescgoinioiilo delie tpeciaUfuniioai di un tessulo, orgjno, apparalu ofganica od apparalo filalc. Alle rc-l»liv all's .lone propria del sistcma vascolare sul uervoso lie pub dirsi, STEPilA, lobusler.ta.reaMOoe [materia, or la quale puo essere asiolutimenle o rclaiivnmente AiigiopaticB od RiDopatica, Ipcrsleuica, Iposlenica od Aslcnica, rale iaie I) lardiaci ('j'llofalici l>illar [ assorbenle ( elubotnnle icdio t . . . . dclermitiando cosi parlicolari piu o rneiio estese lesioni c moiloliia patolo'^kltt in un lessuto, organO) appstato organico od ajipa- [ collocatioue V "'" "''"'•'■ uuli. I <\) Ta\e i la ilefinUio'] tcgumcnlalc :] linFalico-gliindolare lit) pneumocacdiaco [/'[ pancrcalico ls).plei,i« I A} DelrocisUi'O od uropo- /(.') loasfodico Ii/)Sii.i)pojclico didim i-oia, Bilalfj ec. " I'irii aiadii ill tjnii>idaii:o ii ■■''-'• lid inlolleraiisa diaUiini """I'm cht jireccilonn od ufc( f gli appBrali vllali rorrinpnnil gnslrica geuilalc gaslrico-genilalc genilogailricj eiiceralicn encernlico-gCDitale geDito-cnctlalica gasltki eDcefalica gaslrico-eiiceraliM cni:eriilicU'g3Slrica iatcresciuk eierciiio funiionc J) J, .„,p„o partiale od IDtcrmiltcnli Jk Icggera Toclc seiisibile al iiilo malalo Degli organi rimarii , sc- dell'appatiila cuccEalico dcM'apparalo gajirico pncuinocardiii iptlici p»ncrcnliu splcnici Irgumcniali dell'appaialo geuilale Islcriei ") coraptcta od incoraplela '■) *empli.o rumplicala gen era 1 pariialu J) pet lo piii ai mcnlalc '>)spatni[)ilirii c]p((.llu«i«le. f) od arliruialc lerapculii:a(4) Ncllo itodio II. a) cungcslif a />]llogi*llrB c)caCOfliFtili' 1/) carogciiC' pricnaili sccondniii dcgli a] enceralicu b] gaitrlco c] gen i talc C[oiiki$niii pnssagglo niorto (5). e d'indli'idui nteropa:if-ntij ftKtiaii lo lUllU iinifro, In rclaiimic dualislira, la rop|irc«nlnii/ lanifrilaslin < •elalivainrnlt I, il pnrallelis slaoli, giaopojelici rrti indwidiii quando tono prui da tievropalla j obbla$l pure rijuardo alle difftn ai (enomcnicadiiBtrkinoitdirado *traordinariiidinltrtnanti,tditlTO tali {i$ti M ranlilc»i, [fd lur'i csIaUiiIc. - 39 — Iretlantl capiloli, ciascuno de' qnali fara conoscore le difierenli opinion! degli Auloii, relative all' argomen- lo riguardato lanto sotlo P aspelto fisiologico che pa- tologico *, la seiie delie osservazioni pratiche di tulti i tempi che appoggiano e si oppongono alle opinioni slessej le conchinsioni teorico-pratiche le piu consone alia ragione e alia buona esperienza, e Coalinenle le conseguenze terapeuliche relative, ed i risullamenti di esse. 11 meuibro effettivo Segretario Pasini legge un ragguaglio di varii recenti scritli risguardanti i gliiac- ciai ed i uiassi erratici, e deif opera specialmenle pubblicala su queslo proposito dal sig. Charpenlier. Espone le osservazioni fatte da questo geologo sul modo in cui crescono e dilatansi i ghiacciai, e si for- mano intorno ad essi quegli argini o cumuli di pietre di grandi massi cliiamati nella Svizzera morene; e ri- ferisce le dimostrazioni date dal sig. Charpenlier me- desimo e da allri naluralisli sulla estensione assai maggiore dell' attuale, che i ghiacciai devono aver a- vuto in molte vallate delle Alpi, ed in tutto quel trat- lo specialmenle che corre dal Vallese alia catena del Jura. Quesla maggiore estensione dei ghiacciai facen- do giuslamente supporre che un tempo la tempera- lura media dell'Europa centrale fosse assai minora deH'attuale, mentre altri fatli geologici accennano per — 40 — le anteriori epoche un' assai alia tempcralura, il Pa- sini si riscrva dl esaniiuare in allra occasiooe le spie- gaziorii che hanno cercalo di dare i sigg. Agassiz, Rendu e Cliarpontier di qiieste curiose oscillazioni ed anonialie della temperaliira del clima. Colla leltera aS marzo i835 indirizzala ai Pre- sidenli delle Accadomie e delle Sociela della Francia ed allri paesi , la Societa Jrancese di Statistica uni- versale^ e V Accademia t/' industria agricola, manii- Jatturiera e commerciale^ residenti in Parigi^ dichia- rano di aver affidato al sig. cav. G. Giaconio Ri- faud, loro Menibro, lincarico di raccogliere il mag- gior numero possibile di documenli relalivi agli og- getti di cui si occiipano le dette Sociela , e di averlo aulorizzato di presentarsi in loro nome a tuHi i Corpi scienlifici o lelterarii che polessero in cio coadiuvar- lo. II sig. cav. Rifaud si propone perlanto di acceltare e trasnieltere alle dette Sociela tulle le comunicazio- ni che alcuno si compiacesse di fargli, Dopo cio ristitut^ si riduce in adunanza se- greta. Si legge la seconda parte dell' A. V. dell' adu- nanza del 28 Dovembre e TA. V. di quella del 29, che sono approvati. — 4i — Per la imperversante stagione, die non lascia intervenire all'Istituto che un troppo scarso uume- ro di raembri, si delibera di sospendere I'adunanza die si doveva tenere nel giorno seguente. Dopo cio I'adunanza si scioglie. //. AdUNANZA del GIORNO 16 GENNAJO 4842. Si annuiiziano i seguentl doni fatti all'Istituto. I. Dal slg. Lo-Ly di Trieste. Time-metro commerciale o Tavole di ranguaglio del prezzi de" gencrl fra diverse piazze, C07i il programma, Trieste, 1831, in 8. 1. Dal sig. dolt, Giuseppe Belli professore di Fisica in Milano. Mevioria suUa distribuzione dell' eleltrico net corpi conduttori, Modcna, 1840, in 4.to. 3. Dal dott. Giacinto Namias. I fascicoli 46 e 47 oltobrc c novembre d84i del Giornale per servire ai progressi della Paiologia ecc. i4 4. Dal sig. maresciallo Duca di Ragusi. Quadro litogra/izzato delle osscrvazioni 7neteorolo- gichc da csso fattc nell' Oricnle c nell'isola di fflalta, ed vu'ojxrclta intitolata: Tables Iiypsometricjuos pour servir ;') dotonniner les hauteurs iclatives au luoyen du thormo- metrc. II niembro efTellivo professor Zautedesclii il giorno 29 dicembre passato fece done all' Isliluto di una staluelta elelholipica di lulto rilievo, falla ese- guire dal macchinisla dell' I. R. Liceo sis;. Francesco Cobres. Si nioslra all Isfiluto quesla slaluetla iiisie- me con iin busto dell' allezza di olio pollici circa presenlato dal professor Zantedeschi nell'odierna a- dunanza, a prova deila confinuazione de'suoi sludii eletlrotipici. Si legge una comunicazione di fisico argomcu- lo, presenlala il 26 oUobre passalo dal dolt. Lui- gi Magrini, proiessor supplenle di Fisica in Milano. Dalle sue ricerclie cgli fu condolto a sospetlare una nuova relazionetra i fenomeni della elellricila e quel- li del caloricOj cioe chePazione di una corrente vol- liana sopra un ago calamilato a dislanza dal polo po- silivo crescenle in progressione arilnielica diminui- scc come i termini di una progressione geomelrica, d'onde risullerebbc die la elcttricila percorrerebbe — a — un reoforo colla slessa legge con cui il calorico si propaga in un condultore omogeneo. Le sue esperienze furono fatte con reoforl lun- glii 4oo e 600 metri, e sfanno esposle in una tabella. II professor Zantedeschi fa osservare a questo proposilo : I. cbe I'influenza del filo congiuntivo nei fenomeni reometrici era stata prima avverlifa in Ita- lia da Marianini, e fuori d'ltalia da allri illustri fi- sicij II.° die la legge annunziata dal sig. Magrini che, per ottenere la sfessa deviazione galvaoomelrica ed una lunghezza doppia, Iripla, quadrupla di un cir- cuito, si richiede eletlro-motore di un numero dop- pio, Iriplo, quadruplo di elementi ecc, e discordan- le dalle esperienze di Dal Negro e di Marianini, non verificale da quelle del Magrini ; III." che 1' azione di una corrente voltiana sopra un ago calainilalo a distanza dal polo positive crescenfe in progressione aritmetica diminuisca come i termini di una progres- sione geometrica, non la Irova verificala dai risultati delle sperienze, ma che pero la raccomanda a nuove investigazioni ; ed egli stesso promette di occuparse- ne, essendo per la scienza importantissima. Si accetta il deposifo di un piego suggellato del sig. Giovanni Minollo. II nobile sig. Neu-Mayr, Archivista dell'Aleneo — 4G — Veoeto e socio di parecchie Accademle, manda in dono airistilulo una copia manoscrilla del Tribulo accadeniico consacrato al defunto mcmbro effetlivo deir Isfituto Bartolomeo Gamha^ che il sig. Neu- Mayr ha lello all' Aleneo uell' adinianza lio decem- bre anno passalo. L'Islilulo ordina che gli siano lal- ti i debili ringraziamenli. ' " II membro eflettivo sig. Bellavitis legge una sua memoria intitolata : Soluzioni graficlie di alcuni pro- bleml qeometrici del prima e del secondo grado^ tro- vate col metodo delle eqidpollenze. In questo suo lavoro I'autore indica dapprima i vanlaggi, che pos- sono sperarsi dal aietodo delle equipollenze, come quello ci)e da il aiodo di rappresenlare ed assogget- tare al calcolo tiitlo intero I'oggelfo deila geometria, cioe graudezza e figura dell'estensione: gli sembra che per lal guisa, in quanto riguarda la geometria piana, siasi ioteramente raggiunto lo scopo, cui mi- ravano 1' applicazione dell' algebra alia geometria e ii metodo delle coordinate. Egli accenna 1' uso delle equipollenze per giungere ai leoremi della geometria e della Irigonometria plana mediante un facilissimo algorllmo, e senza che sla uecessarla alcuna conslde- razione geometrica. Poscia, rlstrlngendosi all'oggetto speclale di questa memoria , egli osserva che le so- luzioni del problemi ottenuli direttanienfe col mez- — 47 - zo delle equipollenze, si dislingaono per la seinpli- cita ed eleganza delle costruzioni grafiche, il die diffi- cilraente si otteneva col melodo delle coordinate. II process© di soluzione, con cui sono risolli i problemi contenuti in quesla tnemoria, e il seguen- te. Le condizioni del problema si Iraducono nel lin- guaggio del melodo delle equipollenze, rappresen- laudo le reUe pienamente conosciufe mediante i loro punti estremi , come si usa in geometria , e rappresentando ciascheduna rella incognita mediante una quantita ed un simbolo che ne indicano rispet- tivameute la lunghezza e I'inclinazione j dalle equi- pollenze cosi oltenute si ricava col mezzo della eli- minazione un' equipollenza trinomia contenenle una o due incognite, ed i termini di quesla equipollenza rappresenlano i lati di un triangolo, la cui gra6ca co- slruzione da la bramala soluzione del problema. L'autore termina I'introduzione alia sua me- moria facendo voli perche i geometri vogliano occu- parsi del melodo delle equipollenze, che a suo cre- dere e utile non solamente nella geometria elemen- tare, ma eziandio neiralgebra, oflfrendo un lipo reale per rappresenfare le cosi delle quantita immaginarie; nella geometria degl' infinitesimi sciogliendo con tut- to rigore e facilita le quistioni che in essa s'incon- Iranoj nella geometria analitica insegnando dei pro- cessi pill generali e piu comodi di quelli delle ordi- — 48 — narie coordinate, e fiualiuente anche nella meccauica semplificando le forinule relative all' equilibrio delle forze e quelle relative al muto dei puuti uiateriali. Tra i problemi, di cui Tautore ha dato nuove soluzioni grafiche, posson notarsi i seguenti : 4-" Per un dato punto condurre una retta, che tagli su rette dale due porzioni, che abbiano ii prodotto, oppure il rap- norto dato, i i ." Date due tangenti di un circolo, ti- rarne una terza la cui porzione cotnpresa fra le due prime abbia lunghczza data; 12/' In un determinato circolo condurre due corde che passino per due punli dati, ed abbiano tra loro dato rapporto e data inclina- zione ; 14." Costruire il triangolo ch'e il rainimo tra tutli qnelli che hanno i veiiici sopra Ire relte date, e che sono simili ad un triangolo dato; i5." Costruire un quadrilatero simile ad un dato che abbia i vertici sopra quattro rette date; 17." Descrivere un circolo che tocchi tre circoli dati ; 20." Inscrivere in un cir- colo un poligono, i cui lati o passino per punti dati od abbiano date lunghezze. In seguito il sig. Bellavilis presenio una : Nofa iiitorno alia Memoria che ha per titolo : Dei nodi termo-elettrici dell' apparato Voltiano, letta dal prof. Zantedeschi nella sesslone 1 2. luglio 1841 di queslo htituto, e pubblicata iiel terzo — i-) — bimestre i%l\i degli Annali delle Scienze del Re^no Lombardo-P' eneto. Nella sessione successiva alia suJdelta leltura \o chiesi al sig. prof'essore chc in appoggio deila sua asserzione: die la causa delle variazioni di tempcratura del filo conrjUin- th'O ripetere si dcbba dalla diversa capacita pel calorico dii metalli che lo conipongono, cgli volesse porre a confronlo i numeri chc rapprcsenlano tali capacita cogli abbassanienti di temperalura da liii osscrvati, giacclie soltaiilo dal costan- te accordo del fatti colla supposizione, quesla poteva acqui- Stare un qtialclie grado di probabilita, di cui d'altra parte era affalto dcstiluita, non intendendosi qual i elazione vi po- tesse essere tra la capacita pel calorico ed il ralfreddaniento prodotto dalla corrcnte eiettrica nel passare da un melallo ad un altro. Ora che quella Mcmoria fa stampata, presento io stcs- so in questa ISota il confronto gia da me richiesto. — I sci nietalli sperinientati dal sig. professore possono in riguardo al loro calorico specifico separarsi in (juattro classi; la pri- ma comprende il bismuto ed il plombo che hanno un egual calorico specifico, rappresentato dal numero 50; la seconda comprende lo stagno e I'antimonio, ambidue col calorico specifico espresso all'incirca dal numero 5ij alia terza ap- partiene il ramc col calorico specifico 95 ; finalmente alia quarta il ferro col calorico specifico d 14. — Se ci fosse una costante relazlone tra il freddo proJotto dalla corrente e- lettrica e tali calorici specific!, grandissimo freddo si otter- rebbe facendo scorrere la corrente dal piombo, appartenen- te alia prima classe, al ferro speltantc alia quarta, e nullo o piccolissimo sarcbbe il rafFrctldciinento IVa due metalli di una stcssa classc. Vedianio cjuali sieno i fatti osservali dal professor Zan- tedesclii. II inaggioi' ahbassajnento di teinpei-atura si otte- neva (juando la corrcnto eleltrica andava dal Msinuto all'an- tinionio; pure iiucsti melalli a[)partcngono alia piima ed al- ia sec.(3nda classe, ne smo q;iin li inollo discosti in riguardo alia loro ca[)acita pel calorico. iNolIe altro coppie di inetalli i raffreddamcnti furono in un rjrado vi'inorc di due Icrzi circa in tcvmine incdio, sono parole dell'Aulorc; le coppie sperimentate furono hismuto e pioinbo, cioe '\\m mctdli di esual capacila e che pcrcin non avrebheio dovuto dare al- cun rafTrcddaniento; — stagno e antimonio, niclalli che appartengono ambedue alia scconda classc, c percio sono nel caso dei [)recedenti; — finahnentc una coppia fu com- posta di bismuto e stagno, I'aUra di pionibo e anlinionio; sicche un nictallo dclla [trinia classe era unito con uno del- la scconda, e (piindi si a\rebbe dovuto a\ere un raftVedda- nicnto cguale a qiieilo osservato tra il bisrnuto e I' antimo- nio, non gia iiiinorc di due terzi. Risulta da tuttocio, die i fenomcni osscrvati dal signer profcssore, se non snno aflalto contrarii, non sono nicnoma- monte favorevoli all'ipotcsi da lui avanzuta, ne mi pare che vi sia per conseguenza alcnn motivo per non adottare la legge che intorno a (piesli medesimi fenonieni, gia scoperli dal Peltier, fa trovata dal Lame. Questi, dopo avere nel suo corso di fisica dottagliatamenle csposto le sperienze csegui- te niediante un lermomeiro tcrmo elellrico o mediante uo termomelro nd aria, trova di potor collcgarc tali feno- meni coi fenomcni tcrmo-elcllrici, notando che sc la corren- te clettrica va dal mctallo azioni ed esperienze sidle condizioni e sidle leggi dei fenomeni elettro-termici delTappa- r^ato voltiano e sidle cause loro assegnate dai fisici. Fino dal 1801 varii Fisici oltennero I'ignizione dei melalli e la loro fusione colla corrente volliana j dopo quel tempo le vedule dei fisici intorno all'elellro-ter- mismo si allargarono mirabiimentCj ma quanto fu tentalo fin qui pare al prof. Zantedeschi clie si possa ridurre alle seguenti ricercbe : i, quali sono le condi- zioni della pila che coucorrono alia maggior produzio- ne degli effelti calorifici ; 2. quali sono le leggi che nelle variazioni di temperatura seguono i condultori attraversati da una corrente voltiana •, 3. quali sono le sentenze dei fisici intorno alle variazioni di tempera- tura prodotle nella materia ponderabile delle correnti elettriche. Le condizioni che furono studiate dai fisi- ci sono I'ampiezza degli elementi delle coppie, la loro natura, quelia del liquido interposto agli elementi o alle coppie, e il numero loro. L'autore espone lo stato atluale delle nostre co- gnizioni riguardo a tulti i suddetli puuti, e vi aggiun- ge per alcuni gli esperimenti proprii, su quello spe- cialmente, che i' innalzamento di temperatura non tro- vasi eguale in tulte le coppie, fatto che fu avverlito prinaa da Murray, > — 83 — Dalle esperienze di Pictet emerge che Tazio- ne calorifica dell' eleltro-motore voltiano e maggio- re nel filo congiuntivo al polo zinco, che al polo ra- me. E da queslo lato che incomiDcia T ignizione. Ma dalla diversa costruzione delPapparalo voltiano sorgono non di rado degli equivoci che raettono in apparente disarmonia i risultamenti di peritissimi sperimenla- lori. L'Autore riferisce alcuni casi di tal genere, che forniscono fenomeni apparentemente conlradditorii. Egli indica nei nietalli da essi usali questa legge co- slanle, che la maggior azione calorifica alle eslremila del filo congiuntivo e dove esce la corrente positiva. II professore passa poi alle ricerche elettro-termi- che del filo congiuntivo omogeneo : se ogni corrente e- lettrica, qualunque sia la sua intensita, innalzi la terape- ratura dei conduttori omogeneij se abbia luogo egual- mente in tulta la lunghezza del condutlore, qualunque sia la raodificazione che produce, e qual legge segue il cangiamento di temperatura, secondo la lunghezza o la sezione del filo conduttore. Finalmente il filo congiuntivo eterogeneo puo es- sere tutto costituito di due o piu metalli. Quali sono i rapporti in questo caso che nei cangiamenti di tem- peratura fa provare una medesima corrente ai metalli tirali in fili della stessa dimensione. L'autore passa qui in rassegna le varie esperien- ze del Children, di Peltier, di Lenz, e le idee emesse — 84 — iu questo argomento dal Lamej e rende poi conto del- Je licerche sperlmentali relative, ch'egli ebbe a comin- ciare nel 1829. Aveva proposto a se slesso d'indaga- re se il fenomeoo del freddo si ottenesse con piccoli e grandi eleltro-motori ; se fosse esclusivo del flio e- terogeneo di anliinonio e bismulo o se fosse uo efletlo pioprio delJe saldature. Egli riferisce gli svariati suoi esperiaienti, una parte de'quali erano slati comunicali airistitulo nel luglio 1841, e da questo desuine che il polere teraio-elellrico (secondoi principii di Lame) non era valente a subordinare tutt'ifalli che erano stati forniti dalle esperieoze, e che dovea per conse- guenza fra le proprieta dei corpi ricercare quelle che potessero raccoglierle lutte, senza pero dar loro al- cun valore assolulo, ma solo quello dell'jpoiesl filo- soGca, o tutto al piu, aspettando maggiori lumi da nuove esperienze. Percio egli si e appigliato preci- puamenle fra le proprieta dei corpi alia loro facolta condutlrice delT eletlrico e alia capacity relatlva per il caloricOj senza pero inlendere che non possa avervi qualche influenza ogni altra proprieta dei corpi. Gli esperimenli non hanno fornito alfautore proporzlonalita alcuna Ira le capacita calorifiche e le temperature relative delle saldature. Egli percio ricer- ca per quali cagioni non apparisca questa proporzio- nalita, e ue assegna: i. il difelto di precise esperien- ze inloruo alia facolta conduttrice dell' eletlrico dei — 85 — corpi ed il calorico, e alia loro capacita calorifica ; a. alia tnancanza di esperimenii sulla correnle secondaria che nasce alia saldatura del filo congiunlivo termoge- ne, la quale raodifica I'effetto galvanomelrico o ter- momelrico della correnle elettrica originaria j 3. alia indeterminazloDe di tutle le influenze coesistenti, le quali rendono complicato il risultamento, come la massa e la densita rispeltiva dei metalli, il potere ir- radiante, e la cristallizzazioue piu o meno regolare dei nielalli ec. Discorre poi se il freddo sia un effetto proprio ed esclusivo delle saldalure ; ed esamina le senteoze dei fisici, inlorno alle variazioni di temperatura pro- dotte Delia materia ponderabile dalle correnli elellri- che. Riferite le quali opinioni, e 1' ultima specialmen- te del Lame, che tulti i fenomeni luminosi eiettrici e calorifici si debbano attribuire all' etere, alia sua pro- pria ripulsione, ed alle azioni che la materia ponde- rabile esercila sopra di lui, accenna come alia spiega- zione generale di tutti questi fenomeni della natura meglio si prestino i principii di meccanica molecola- re del dott. Fusinieri, del moto inteslino dei corpi crescente dall'inlerno all'esterno e vibratorio della superficie. Conchiude il prof. Zantedeschi il suo lavoro col dire che le variazioni di temperatura che si manife- stano nella materia ponderabile attraversata dalle cor- _ 8(5 — renli voltianc si accompagriano in piu e in meno col- le minori e colle raaggiori facolla condultrici e per I'eleltrico ed il calorico, e colle capacita calorifiche, e quindi colle condensazioni e colle rarefazioui della materia allenuata o repellentesi, e in queslo signifi- calo gli pare die anche i fenomcni di Peltier possa- no rientrare nella classe di quelli die sooo bene de- lerminati dai fisici, e che possano ricevere una suffi- ciente spiegazione. Annunzia poi alcune sotlili ricer- clie intorno a questo argomento ch'egli sta facendo da qualclie tempo per indagare se gl' innalzamenli di lemperafura dei fili conduttori delle correnti elettri- clie rispoudano all' infievollmento delle medesime, Egli non viiol dare alcuna risoluzione di questi pro- bleini se non ha prima compito gli esperimenli. II inerabro eflfettivo prof. Catullo legge poscia una menioria sopra i denti di inammiferi trovafi nel- le lorbe del lerrilorio Padovano. Premesse alcune idee generali sui terreoi di alluvione, e sulle ossa di aniniali die vi si Irovano sepolte, egli avverte che i pez- zi di ferro lavorati a foggia di chiodi, di anelli, di uticiui e di ferri da cavallo trovati dentro la massa delle torbc Euganee, fanno prova ch'essi sono con- temporanei alia formazione del suolo del quale furo- no tralti.Iri Galzignano lo strato piu superficiale som- niinislra la torba migliore, ed il piu basso, che gia- — 87 — ce alia profoodila di cinque piedi, riesce mollo ter- roso, e per cio stesso non alto al servigio delle arti come il primo; si percbe, poco fornito di parli com- buslibili, lascia indietro dopo I'abbruciamenlo un de- posito troppo forte di argilia, Oltre gli oggelti lavorati daH'industria umana, rinvenuli nella torba e nella solloposfa argilia lorbosa, esistono pezzi angolari di basalte provenienti dai vi- cini colli, ed anche gli avanzi di mammiferi, forse i- gnoli, associati alle ossa e ai deoti di animali di cui sussisle ancora la specie. Si distioguono fra queste reliquie i denti di un pachidermo analoghi a quelli figurati da Cuvier nel suo Allante, da lui riferiti dub- biamenle al Cheropotamo (figure i e 2 della tavola qui annessa) e denii di Cinghiale, pero mollo piu pic- coli dei molari della stessa specie trovali dal Calullo nella caverna di Cere nel Veronese (figure 3 e f\). Fra i denli delle torbiere di Galzignauo uno ve n' ha che si assomiglia ai molari del castore, dai quali alcuo poco si discosla per la mancanza degl'incavi che si amuiirano sui lati di presso che lulti i molari dei ro- sicchianti. Questo dente, che altinge la grandezza del penuUiino molare dell' uomo, e di forma quadrala (figura 5), col lato posteriore piu stretto dell'anterio- re e con la base del colletto fornita di quattro radicij le due anteriori piu distanti fra di loro e piu grosse delle altre poste alia base del lato opposto. I rilievi — 88 — della corona sono disposll Irasversalmenle, come ne- gli elefaoti ; non gia longitudinaloiente come si osser- va nei molari del rumlnanti, del cavallo, ec, e consi- stono in una linea molto flessuosa di smalto, die dal lato esterno si porla al margine del lato interno j ed in due auelli, uno laterale anteriore, I'altro centrale posteriore, piu grande del primo, di forma ellillica. 11 dente si avvicina eziandio ai molari di allri rosic- chianli, ed in quanto ai rilievi non si allonlana gran fatlo da quelli della Histrix cristata^ ma differisce nella forma ch' e quadrata, non gia cilindrica com' e quella deU'islrice coiuune. L'autore soggiunge che lanto 1' islrice quanto il castore sono animali che vivono tul- tavia in alcune parti dell'Europa, e dovevano un tem- po estendere il loro domicilio anche nei paesi dove adesso mancano , o esistono solo nello stato fossile. Penlland trovo denti d'4slrice fra le sabbie mobili di s. Giovanni nei Valdarno, e avanzi di castore rinvenne il sig.Traulle nella valle di Somma, Wal Kanner, con- tinua il prof. Catullo, invio al C uvier un teschio di castore discoperto nelle torbiere di Roer nella Prus- sia Renana •, e Clarke e Fischer dissolterrarono avanzi dello stesso animale nelle torbe della contea di Cam- bridge, e presso il lago di Rostoff nei circondario di Jaroslavv in Russia. L' autore descrive altre ossa di animali minori trovate in parte da lui ed in parte dal cav. Perez, che J ! .4 .X'^ .^■^'■^"%ip^:'\ -V, ■A^.i. "% / i i. ^f /''„, :2?j& \^' ' "'S:, _1 n?.^^-- — 80 — fu dueUorc delle torbiere di Galzignauo, alcune dclle quali spellano al lopo campagnuolo, altre alia talpa eu- ropea, e tutte in unione ai denti sono state distribui- te dal prof. Catullo nella collezione di osteologia fos- slle da esso donala al gabinetlo di storia naturale an- uesso air Imp. R. Universita di Padova. L' autore offre solfanto nella qui unila tavola le figure di denli descritli nella sua memoria. Dopo ciol'Islitulo si riduce in adunanza segreta. Volendosi sosliluire norma piu positive e con- crete a quelle precarie ed incerte che finora diressero le pubblicazioni colla slampa, I'lslituto determina di trattare intanto di quella parte dello Stalulo interno che a questo argomento riguarda. In conseguenza di cio la Commissione incarlcata di compilare il progelto degli Statuti medesimi ne presenta la parte anzidella composta di 19 articoli, i quali sono ad uno ad uno discussi, e dopo alcune modlGcazioni approvati nei termini seguenti: d.In aclcmpimento dell'art. 6 del Regolamento orga- nico ri. R. Istituto pubblichera ad ogni biennio una Raccolta delle propria Memorie e del proprii Atti. 2. Questa Raccolta sarA formata di due parti distintc, la prima iotitolata Memorie, la seconda Atti dell' I. R. Isti- tuto; ambedue queste parti si riguardano come pubblicazio- ni ofllciali delP istituto. 11. 12 — 90 — 3. Ogni IMcinoria letta ncllo aJunanzo doll' Istituto, o I)rcscntala dai meinbri, [)cr cssci'e iriscrila nclla raccolta a stanipa, sara assoggcllata all'csamo di una Coiniuissione sc- grcta, la (iiialc ^'iudiclicrii so qiicsta nicnioria del)l)a cssero stampata per csteso, o per cstratto nclla Raccolta dell' Isti- tuto. 'i. Questa Comnnssione scgrcta sar;\ composta di trc membri edettivi, csclus) I'autore, c sar;\ noininata dall' Isti- tuto a schedc segretc nelTadananza privata clie scguira la Icttura della memoria. Anclic [)cr le memorie clie fosscro prcscnlate. per la sola inserzione nella Raccolta si noininera la Commissionc segrcta nclla prima adunanza privata sus- seguentc alia prescntazionc. Ogni schcda dovra portarc tre nonii, cd indicarc per (jual memoria siano nominal! i tre Conimissarii. 5. La Presidcnza in Consiglio f'ara lo spoglio dellc schede, e mandera succcssivamente a ciascnno dci trc Coni- missarii che resteranno noniinati le racmorie da esaminarsi. In caso di p;nMta di voti la Presidcnza nomincra i mancanti Conimissarii fra quelli che avranno ottcnuto maggiori voti. 6. Nessuno dci membri elTettivi che risultasse nomina- to potri\ esimcrsi da questo incarico, ma dovra adcmpierlo cntro iin convenicnte pcriodo di tempo, che potra anche essere dcterminato dalla Presidcnza sccondo I'cstensione ed 11 sosrgctto della memoria. 7. Ogni Commissario dovi'a mandarc alia Presidcnza un rapporto in iscritto, nel quale dichiari: a) che la memoria puo esscrc stampata per esteso nellc Memorie dell' Istituto; d) che la memoria puo esscrc stampata per esteso nol- le Memorie dcU' Istituto con alcuni cangiamcnli ch' cgli do- vra indicarc diligcntcmcnlc nel suo rapportoj — 91 — c) chc la mcraoria non pu6 csserc stampata per esteso nellc Memorie dcU'Islituto. Ogni rii[i{)orto dovra csserc suftlcicnteniente motivato, spccialmenlc nei due ultiini casi. 8. Nel caso die uno dei Comniissaiii proponesse la pubblicazione per esteso, un allro la pubblicazioneper estesn con alciini cangiamcnli, ed il tcrzo opinasse che la menio- ria non debba essere pubblicata per esteso, la memoria sara piibblicata per esteso, qualora I'aulore si presti a farvi grindicati cangiamenti. 1). Nel primo caso di giudizio, compito I'csame della memoria, la Presidenza annunzia all'aulore ed all'Istituto chc la memoria dev'essere stampata per esteso. ]Nel seeondo caso la Presidenza comunica aH'aulorc della memoria (|uella parte dei rapporti che rigiiardn i cangiamenti da farsi. L'autore per otteaerc la j)ubb!icazionc per esteso della sua memoria dovra escguire in modo con- venicnte questi cangiamenti, e qnando cio sia falto, la Pre- sidenza annunzia all'Istituto che la memoria dev'essere stampata per esteso. JNcl terzo caso la Presidenza da secrelo awiso all'au- tore del giudizio profcrito dai Commissarii, e s'egli ne fa domanda gli sono comunicali i motivi. -10. I giudizii dcllo Conmiissioni sono inappellabili, ed ogni membro e obbligato ad assoggettarvisi. il. Quando un membro pensionato abbia presentato almeno ogni due anni un suo scritto da essere inserito nel- la llaccolta dcllc memorie, s'intcndera che abbia soddisfatto all' obbligo imposlo dall'art. 22 del llegolamento interno, anche cpiando il suo scritlo non fosse pubblicato per esteso. i2. Ogni membro dell'Istituto potra, all'atto di legge- rc una memoria, dichiararc chc non intende che sia stam- ~ 92 — pala per esteso nellc Mcmoric dell'Istitiito. In^cjiicsto caso la niemoriu non vicne assoggellata all'esanic deila Conimis- sione segreta. •13. Tiittc le Mcmoric dei mcnibri dell'Istituto assoir- geltatc al giudizio delle Coinmissioni scgrctc, e che questc giudicassero poter csscre pnbblicate per esteso, formcranno la prima parte delle pubblicazioni a stampa dell'lstittito in- litolata : Memorie dell' 1. 11. Istiiulo. Ogni volume dclle Me- niorie sara preceduto dai cenni biograficl sui membri de- funli dell'Istituto. d4. Tulte le Memorie, che per giudizio dclle Commis- sioni segrcte, o per domanda esprcssa degli autori, devono essere pubblicatepcrcstratto, entreranno nella seconda par- te delle pubblicazioni dell'Istituto intitolata: AttidelT I. R. Istiiuto. In questa seconda parte entreranno pure tutte le notlzie letterarie o scientifiche comunicate all'Islituto , le corrispondenzc, i doni, i rapporti, i prograrami, e I'esposi- zione dei cangiamenti avvenuti nel personale, lo stato delle collezioni scientifiche e dell' incremento dclle medcsime, i cenni suUe nuove scoperte ed invenzioni relative alic scien- ze, e in generale 1' esposizione di tutti i lavori dell'Istituto che possono interessare 11 pubblico, nell'ordine mcdcsimo con cui furono eseguili. Agli Atti dell' Istituto potra andare unita un' appendice scientifico-tecnologica di cose riguar- danti speclalmente le Venctc Provincie. d5. La Segreteria dell'Istituto resta incaricata della pubblicazione delle Memorie e della compilazione c pubbli- cazione degli Atti secondo le prescrizioni sopra indicate. dC. Queste due pubblicazioni saranno fatte contempo- rancamente e condotte in modo che ogni due anni si abbia una Raccolta di Memorie e di Atti, come prcscrive rartlcolo sesto del Regolamento organlco. — 95 — 17. LeMcmoric c Note lette nellc adunanzc restano (1i proprictii dell'Isliliito,cIic deve scrvirsene nellc sue piih- blicazioni, a nieno die I'autore, prima di leggere un suo scritto, non abbia chiesto, e non gli sia stato accordato, di fame in altro modo la stampa, Potranno poi sempre stara- parsi altrove quelle memorie la cui pubblicazione fosse ri- tenuto doversi fare soltanto per eslratto. ?.s;i o '|u.indo cresce la den- sita delia molecola : almeno cosi mi pare di poter inter- pretare le parole del dott. Dizio, giacche in (pianto ai ra- gionamenli a cui egli appoggia tali conclusioni, essi non sono per me molto cliiari. Quando la forza espansiva si supponga funzione di due divcrsi dementi, la massa e la densita della molecola, e quando si lasci indeterminata la natura di tale funzione, 6 facile die i falti particolari non is- fuggano alia sup[)osta Icggo. II dott. Bizio, per dimoslra- re la legge da lui sostenuta, si fonda sulla su[)posizione che la forza espansiva sia maggiore nei corpi piu combustibi- — 123 — II J ma, senza appoggiare cosa duhbiosa a cosa dubbiosa, partiamo iinmediatamente dai falli, quali sono riferiti dal dott. Fiisinieri ( Annali d835, pag. 35). I corpi semplici, da lui disposti in ordine di decremento della forza d' c- spansioiie, sono: Potassio, Fosforo, Solfo, Zinco, Antiuionio, Bismuto, Ferro, Rame, Stagno, Pionibo, Hercario, Argento, Ore, PlatinOj Carbone. Secondo la prima legge trov^itn dal Bizio, gli equivalent! chimici di qiicsti corpi dovrebbero procederc dal minora al inaggiorc: i seguenti numeri tratti dalia Cbimica del Berzelius , mostrano (piante anomalie sofTra una lal legge: 490; 196; 201 ; 403; 806; d330; 339; 396; 755 ;1294; i2fi6; ^351; 12i3; WoZ e finaimente 76, clie per certo non supera i numeri precedcnli. II dott. Bizio giustifica I'anomalia riguardante il potassio, dicendo che se piultosto grande e la massa della sua molecola, e viceversa molto piccola la sua densita; ma, come potra giu- stificarc allre anomalie e specialmente (juella r^lativa al car- bune, il quale, avendo piccola niassa e piccolissima densita, ha nuliadimeno, secondo il chiariss. Fusinieri, la minima forza espansiva. II dott. Bizio accenno che le scienze fisico-chimiche ri- chieggono una generate riforma, perche le teorie finora adot- late non valgono a spiegare alcuni fenomeni. Non credo che questa sia sufficiente ragioue per volerle distruggere ; poche dottrine potrebbero sostenere una simile prova. Per- che colle affinity chimiche non si sa spiegare come la pre- senza d' alcuni corpi sia neccssaria a determinare una com- binazione in cui essi non entrano, vorremo negarc I'esi- slenza degli atomi? Perche non sussislono le spiegazioni della combustione, vorremo negare I'esistenza del calorico ? Su questo ultimo proposito chiedo mi si permctta di espor- re un' idea che da molti anni mi si presento alia mente — i24 — Stiidiando il Saggio del Berzelius snlla ieoria dellc propor- ziotii chimiche. Sc io non sono in crrorc, c soltatito appa- rente hi difficolta clie (juesto ed altri chimici Irovano ncllo spicgare il caloiico s\ iluppato dalla combustione. Tutlo ii piinlo della queslione sla in <|ucslo, chc i calorici spccifici dei corpi prodotti d^illa comhustione non sieno lanto mi- nori dci calurici spccifici dei corpi clio concorrono a for- niarla, (juanto saielibe nccessario per ispiegare ii gran- de sviliippo di calorico. Cosi per escmpio il gas acido car- bonico ha un calorico spocifico maggiore anziche minoredi quello dcU'ossigeno. — Ma di grazia, checosa e il calorico specifico ? — TuUi i Fisici che ammettono 1' esistcnza del calorico mi rispondono chiamarsi calorico specifico la quanlili di calorico neccssaria per elevare escmpligrazia di iin grade la tcnipcratiira del corpo ; ed e nolo che il calo- rico specifico non rade volte varia da una tempcralura ad altra molto discosta : c, perche il calorico specifico del gas acido carhonico e, allc connini temperature, maggiore di quello del gas cssigeno, noi nc vorrcmmo dedurre che la totale quantita di calorico contenuta nel primo corpo sia maggiore di quclla contenuta nel secondo, mentre nulla sappiamo inloir.o a (pieste total! quantita? Quali fatli ci aulorizzano a supporrc qucsta proporzionalila tra lutto il calorico contenuto ed il calorico specifico corrispondente alia comune tempcralura? E se la combuslione mostra anzi un grande s\ilup|io di calorico, non e cosa naluralissima e ragione vole il sufiporrc che la totale (juantita del calorico contenuto nell' ossigeno e nel carbonio sia maggiore di quella contenuta nell' acido carhonico ? si risponderA forse che in tal maniera la spiegazionc della combustione non si deduce dalla conoscenza della natura dci corpi, c che in- vece si vuol adattare questa natura alia nccessitJi di spie- — 125 — gare la combuslione. Ma forse che noi abbiamo un altro mezzo (li conoscere le proprieta dei corpi oltre quello dr dedurle dai fenonieni che ad esse ragionevolmente si possono attribuire ? Non basia forse che la supposizione di una si grande quanlita di calorico conlenuta nell' ossigeno non sia in contraddizione con alcun fatto, e ch'essa sia indicata dalla combuslione, per poteria ammeltere? Anche il Berzclius penso che per ispiegare il fenome- no si polesse ailribuire a! gas ossigeno una maggiore quan- lita di cab)rico latente, ma poi disse che il gas acido carbo- nico non ne puo avere una minore, giacche il suo volume e uguale a quello del gas ossigeno, e che il carbonio che si dilala dee rendere lalente una nuova quanlita di calori- co.' Qucste sono gratuite supposizioni : perche ii calorico latente di un gas diminuisce quando esso si condensa, ne dovrenio dedurre che tal diminuzione non possa efTettuarsi anche quando il gas conserva il suo volume, ma cangia di natura ? Forse che gli atom! di carbonio inlernandosi tra gii alomi del gas ossigeno non possono, diro cosi, spre- nierne una porzione del calorico latente ? In una parola parmi potersi sostenere che la spiegazione di tutti i feno- meni, ove si osscrva sviluppo od assorbimento di calorico, dipenda dalle totali quanlita di queslo fluido ( cioe latente e libero) contenute nei corpi posli a confliltoj che dalle misure dei calorici specifici poco possa dedursi (alteso lelo- ro variazioni a differenti temperature ) sul calorico libero, nulla alTalto sul calorico latente dei corpi; che quindi la pretesa insuflicienza della teoria a spiegare la combuslio- ne sia soltanlo apparente ; e che su cio non polra pro- nuociarsi alcuna contraria sentcnza, finche non si abbia Iro- vato un'qualche mezzo per misurarc il calorico latente del gas ossigeno e dei prodotti della combuslione. — \m — Per sostenere o combattere I'esislenza del calorico, le ricerclie piu opportune snranno (luclle intorno alio (]iianlita di (|uesto impoiuleiabile, sviliippate dl assorbitc iiei varii nuitanienti fisici o cliiinici tloi corpi: cosi, per esempio, non e inolto che iin fisico, il sig. Hess, determino il calorico die si sviluppa nel niiscuglio dell' ac(|ua coll' alcool, e trovo che la quantita totale di tal calorico c sempre la stessa in qualiin(|uc iiuulo si faccia il iniscuglioj il che e favorevoleal- I'ipotcsi dell' esistenza del calorico : se invece si fosse ri- coiiosciiito che mescolando (juantita dale di quel due li(|ui- di si ottiene iin din'erentc svilnppo di calorico secondo che il misciiglio si fa rapidaiviente o lentamente, cio sareb- be stalo un forte argoincnto contro la materialild del ca- lorico. Ne a qiiesto proposito voglio dissimulare che gli op- positori dell' esistenza del calorico polrebbero appoggiarsi ad una seiie di fenomeni, di cui ignoro se abbiano finora profiltato. Mcntre in moltissime circostanze si osserva- no grand! sviluppi di calorico ; rari e leggieri sono vice- versa gli assorbimenli : quasi tutte le combinazioni genera- no calore, e nella decomposizione manca it freddo corri- spondentc : le corrcnli galvaniche riscaldano senza che si vegga donde venga il calorico, ecc. Non credo per altro che queste obbiczioni siono senza risposta. Nell' appa- ralo voltaico 1' azione chimica sviluppa, ollre I'elettrico, il calorico, ne {)u6 far meraviglia che il primo fluido, che nel suo rapidissiino corso porta scco la materia ponderabile, trasporti anche una parte del calorico. In quanto alle de- composizioni, V assorbinienlo di calorico, ch'esse dovreb- bero produrre, puo essere niascherato dallo sviluppo che accompagna la ca usa producente la decomposizione : cosi quando un liquido si decomponc mediante una correnle e- — 127 — lettrica forsp, die csso si ralTi'cJdcrelihc sc non fosse il ri- sciildainento dovuto al passntruid doll' <'Ictlrico allravcrso UM iiuperfctio condiittnro. Con inicsli poclii ccnrii non iiUondo d'aver tolte tiillc \c diOlcolla ; credo anzi clio (jue- sto arjjonuMito sarebbo intorcssantc op;c?ctto di studio per clii volessc applicarvisi di projiosito col sincoro desiderio tli scoprirc la vcritfi. Le prcccilonli considorazioni possono oirrirc, so mal non mi appoiif^o, la spic^azionc d'nii fcnomcno chc, per la sua singolarita quasi paradossale, occii[i6 la saj^acia di mol- li Fisici. Se alcune goccic d'accpia si gcttano sopra iin cor- po niolto riscaldalo, esse si cvaporano con grande rapi- dil;\ ; ma se il corpo sia arrovcntato lino all' incandescenza, Ic goccie halzano sii di csso, scnza ijinsi toccarlo, e durano, prima di dissiparsi, iin tempo sonsihilmonto pin lungo di quello die occorra (juando il corpo c molto mono caldo. Vi sono forti argomenti per credere die nel case di ciii si tratta 1' accjna sia ikhi va[)orizzafa, ma dccomposta nei siioi eic- nicnti ; era io iitent!;o die in cpiesta decomposizione debba rendersi lalente qiiella grandissima quantita di calorico die si sviluppa nclla combnstione dell' iilrogeno, e chc perci6 la goccia tl'accpia, nol mentre che e tonuta lontana dal cor- po incandescentc mediante Io sviluppo doi i;as provenienli dalla decomposizione di una porzionc del licjniilo, sia man- tcnuta ad una temperalura inl'eriore airebollizione per cau- sa dell' assorbimeiito di calorico prodollo dalla decomposi- zione stcssa. II fenonieno sopraccennato fii spiegato dal dott. Fusi- nleri nel seguentc modo : « Io considero, egli dissc, chc il » vapore, svolgendosi non per lince divergenti dal ccnlro, 5» come d' ordinario, nel (jual caso una niassa piccola rcsta »» pronlanicntc dissipata, ma per direzioni langenziali, sia — 128 — « cagione colic sue prcssioni contrariedel nioto dl rotazio- » ne ; e cons'ulero die, cspandctulosi io stcsso vapore sulla M siipcrficic delia gocciola, rifonnandola in parte e pre- « mendola insienic, sia cagione della sua |)rolun;^ata con- « servaxione. j? — Qucsla spiegazionc, il debbo coiifcssare, non e per me mollo intclligibile. Si dice che le nuove teorie spicgheraniio con tutta facilita 11 calore che si sviluppa dalla combustio no, il riscaldanicnlo prodolto (iailo sfregainento, e simili : [)u6 essere che cio sia vcro, ma mi pare ancora piu sicuro che con esse non si saprA spiegare la comunicazione del calorico per irraggiamento o per contalto. — 8econ- do il dott. Fiisinieri il calorico late^ilc, il calorico li- Aero ( ch' egli cliiama calorico speci/iro ) ed il sno calo- rico nati'^o u non sono che simboli indicanti tre forze della materia if colla dilFerenza pcro « che il calorico latcnte e 55 lo specifico non entrano minimaniente a coslituire c 55 determinare la natura dei corpi, e al contrario il calori- 55 CO nativo si trova intiniamente connesso colle loro qua- 55 lita. >5 — Ma quando avremo inteso come vi possono es- sere forze connesse alia materia ed altre ad cssa estranee^ri- marra ancora un arcano, come avvicinando acqua caUla al ghiaccio, la forza della prima, dcnominata calorico latcnte, si accresca. La comunicazionc non tlci movimenti ma delle forze e un' idea del tutto nuova per la (Isica. Se non che qui torna ancora necessario di chiedere se il dott. Bizio accolga o rifiuli le idee del Fusineri, poi- che si legge nella sua memoria che in uno spazio assoluta- mente vuoto la materia « si espanderebbe indcfinitamcnte, >5 cioe a dire, fmo al limite in che le sue parti riuscircb- 55 bero talmente assottigliate da farsi di materia aggregata >■> sostanza decisamente ripulsiva, quale si e 1' elettrico, il — 129 — J- calorico, la luce, le cui parti materiali per gencrale con- 55 sentimeiito continuamente si respingono . . . ». E poco appresso et;Ii soggiiinge : «« Sinora per altro non abbiamo n fatti, die ci attestino con sicurezza clie la materia ordi- r> naria, portata, stanlc ratteniiazione, alia condizione espan- n siva, si risolva perinanentemente in materia ripulsiva. » — Pare adunque evidente che il dolt. Bizio creda ancora ncll'esistenza del calorico come im cov^o sui generis, o che tiitto al pill lo consideri come materia attenuatissima, non mai come una forza connessa alia materia. Ma lasciando tali (luestioni, che forse formeranno argo- mento alle parli successive del lavoro intrapreso dal mio Collega, io credo ch' egli conosceri esser necessario di non procedere piu innanzi senza prima : Diinostrare, riportando qualche fatto concludente, che la materia ha per se stessa una forza espansiva sponta- nea indipendente dall' azione degli altri corpi ; Indicarc quali ostacoli possano impedire 1' infinito effetto di questa forza espansiva ; Kendere, se non probabile, almeno intelligibile come la la forza espansiva per cosi delta azione elastica di- venga forza coercitiva ; Dare una qualche delinizione della molecola ; giacche , quando si nega I'csistenza degli atomi, essa diviene una parola vuota di senso e si confonde con massa e par- ticella ; Asserire che la materia e infinitamente divisibile, giacche se si dice indefinitamente, si viene ad accordare 1' esi- stenza degli atomi che vorrebbe negarsi ; Finalmente rendere piii chiare le ragioni con cui egli pretende scoprire alcune rclazioni tra il peso ed il n. 17 — ISO — volume ilellc molccolc c le loro forze espansive ; indi- care gli sperimenti clic scrvono a determinare I'ener- gia di tali forze, e niostrare I' accordo di quelle rela- zioni. Forse il dolt. Bizio nori vorra ne rispondere a queste obbiezioni, ne continiiare nel suo progctto di miitare le scienze fisico-chimiche, sostiluendo niiovi principii a quelli finora riconosciuti buoui, cd Invoce egli vorra impiega- re^niolto piii ulilniente 1' ingcgno distintissimo di cui e fornitOj cercando di arricchire le scienze di nuove scoperte. Son certo chc s' cgli si applichera di proposilo a studiarc coll' espericnza i fenomcni di espansione dei li(p)idi sulla superficie dei corpi, egli giungera ad accrescere di nuovi falti questa bella parte di scienza cho, da prima abbozzata dal Carradori, fii tanto ampliata dal chiarissimo nostro Gol- lega ; e nello stesso tempo cgli si convincera che tali feno- meni, per quanto sieno singolari e degni d'osservazione, sono molto lontani dal prcscntare nuovi principii alia Fisi- ca ed alia Chimica, e che in queste scienze dovremo anco- ra per lungo tempo altenerci alle adoltate ipotcsi. 11 inembro effettivo dott. Domenico Nardo leg- ge poscia una Nola illustrante la famigUa dei pescl Mola^ ai quoU appartiene V indUnduo pescato di re- cente nelt A drialico e condollo a Venezia. Fin dal i SaS il dolt. Nardo avea mostralo la ne- cessila di dislinguere il Tetraodon mola di Linneo da una specie descrilla e figurata , dal Planco e sla- bililo in couseguenza il genere mola, rifereodo ad — iM — esso Ire specie bene caralterizzale. Questo genere era stalo poscia argomenfo di nuovi sludli e di nuove classificazioni per il profess. Ranzaoi di Bologna, come rilcvasi dal di lui lavoro: Disposilio familiae Mola- riim in genera et species ( Comment. Acad. Scient. Bonon., torn. Ill), e per lo stesso dolt. Nardo, il qua- le in una Memoria inlilolata Consider azioni siilla Ja- miglia dei pesci rnola e sui carafteri che la distin- guono, lelfa nella prima Assemblea degli Scienziali I- taliani (Ann. delle Scienze del Regno Lomb.-Ven., 1840, bim. Ill, IV), dimostro raal fondate le distiii- zioni di generi e specie dal prof. Ranzani proposte, e sull appoggio di analomiche indagini, accenno i veri carat teri per cui i pesci inola vanno distinti, locche venne adoltalo dal principe di Canine nel Prodromo del di lui sislema itliologico. L'individuo gigantesco, preso uelle nostre spiag- gie nel seltembre 184 i, appartiene alia specie che il dott. Nardo chiama Mola aspera e ch'e il vero Tetrao- don mola di Linneo. Bencbe non abbia poluto fare su questo pesce lutte le osservazioni anatomiche che avrebbe desiderato, pure fu dato al dott. Nardo di scorgere Ire faiti importanti ch' egli vien descrj- vendo colla sua nota: i. nou esser il cranio di lui su- lurato e non potersi quindi riferire alia solto-classe dei Pomato brnnchi, e doversi almeno introdurre qual- che variazione nelle definizioni caralteristiche; 2,. non — 152- — esser in esso visibili i fori nasali, come^avea gia nolato nella iMola di Planco; 3. non esser esalla rosservazlone di Cuvier die uua lale specie abbia gli occlii fornili di una palpebra che non diflerisce nella slrutlura cutanea della pelle del restante corpo. Quesia non e palpebra propriamenle delta, come quella che osservasi in al- cune specie di sqnali, ma una soprabbondanza cutanea che copre la sclerotica, e che puo dirigersi in alto ed in basso, di slrultura aflallo membranosa e ben difle- rente dalla cute che copre il corpo del pesce, la quale e tubercolosa, di parlicolare conformazione, e di un lipo afl'atto speciale, come il dott, Nardo ha gia dimo- strato nel sue lavoro: Sulfintima stnUtiira della cule de pesci comparalh-amente considerala. Tali rettificazioni possono servire di comple- menlo alle considerazioui del dolt. Nardo sulla fami- glia dei pesci mola. Egli poi promelle di riferire nuo- ve osservazioni suirindividuo teste pescato, avendo gia in suo potere buona parte dello schelelro e le branchie. A tenore deirarlicolo ottavo del regolamento interne il sig. doll. L. 1*. Fario legge una sua memo- ria intitolala : Delle sensazioni c ripetizlonl di sensa- zione del senso vlslvo considerate relalwamente ai morbo.si fenomeni del medesiino. Scopo delfaulore si e di mostrarc come le ma- ~ 133 — lallie del senso visivo fiirono poco o nulla Slucllale sotfo qiiesfo rapporlo, e di chiarire in qual modo le sensazioni e le ripelizioni di sensazioni vogliono essere inlerprelale qnando si considerino in relazione alle malallie del senso visivo. Premesse alciine nozioni fisiologiclie, fatta la di- slinzione di cio clie e senso visivo da cio che non e se non V organo in)pressionabiIe del senso sfesso, de- finito die cosa debbasi intendere per sensazione ester- na, che per interna, o ripetizione di sensazione, av* visa che la piu ragionevole ipolcsi sia qiiella che de- riva dalla speciale fabbrica degli organi impressionabi- li e Irasmillenli, e dalla rispondenle aUiludine del centro sensorio lulte le diverse funzioni dei sensi e quindi anche del visivo. Da lal circoslanza dipende 1' impossibilifa che nn senso possa surrogare le sensazioni, o nn nervo gli nfficii di nn aUro; laoi)de deduce leoricamente: la re- tina o il nervo oUico dover essere per loro nalura in- sensibili, ma impressionabill solamente dalla luce, e avvalora qiiesta osservazione con esperitnenli e faUi pratici proprii e d' alfrui. Aggiunge poscia come le simpatie nervose provino che le sensazioni propria di un senso possono esservi sopperife da quelle di un allro', dalla quale falsa ipotesi egli dice derivare I'er- rore dei fautori del magnelismo animale, che suppon- gono a lorlo potere lo scrobicolo del cuore, o la — d3i — punta del dito, durante il sonno magnetico, acqui- slare le proprieta sensorie della relina, o del nervo oUico. Dopo aver ragionato delle sensazioni, esatnina il perche e il d'oiide emergano le ripetizioni dl sen- sazione. Da quesla ripelizione di sensazione fa dipen- dere molti fenomeni palologici delle amaurosi finora inesplicali, e clie trovano facile spiegazione uelle dol- Irine deH'autore: esamina quali sieno le cause parti- colari che producono le ripetizioni di sensazioni di luce, e novera alcuni faiti pralici, die da queste cau- se ebbero origioe, e alcune malattie che, sotlo questo aspello considerate, si condussero non diflicilmente a guarigiooe. Dalle ripetizioni di sensazione di luce vie- ne a dire delle ripetizioni di sensazione dei colori. Accenna come alcune sensazioni abbiano la proprieta di destare nel cenlro sensorio la ripetizione dei varii colori, esamina 1' opinione di Raspail, che ammetteva neir occhio apposili nervi alii a distinguere i varii colorij opinione che I'autore confessa essere slata per, molto tempo anche la sua , ma reca poi in campo al- cuni ragionifmenli e alcuni fatli pralici e tra gli alfri quello di un cieco nato da lui operato di cateralta, per cui conclude che la percezione dei colori non la dobbiamo a nervi speciali, ma alia natura stessa dei raggi luminosi, cioe al differente modo delle loro on- dulazioni (ch'egli ammelte questa ipotesi) e alia par- — 135 — licolare abiludine del centro percezienle, per cui gra- de a grado acquisla la propriela di discernere queste ininiine ondulazioni. A provare la qual cosa cita il caso del cieco nalo, da lui operato di cateralta, che non giuDse a distinguere i varii colori se noi?. dopo alcuai giorrii di ben condolti esperiraeuli. L' Autore chiiide la sua Memoria deducendo dal fatto delle ri- pelizioni di]sensazione dei colori, la spiegazione di alcu- ni fenonieoi patologici proprii delle raalallie aruauro- tiche: fenomeni che fino a qui reslavano inesplicali. Dopo cio 1' Isliluto si riduce a trallare di alcu- ni affari interni, e quindi 1' adunanza si scioglie. AdCJTANZA del GI0R50 17 APRILE 1S42. Si le^ge la prima parte degli atti verbali delle adunanze 3o e 3i marzo, ch e approvata. Si aDauoziaoo i segueoti doDi latti alllstitato : 1. Dair I. R. Accademia di Belle Arti in Venezia. •Atti dflla 1. R. .iecadtmim di Belle Arti in FeneziA per la diatribu^ione dci prttnii n^li anni ISiO e 18-41. Venezia, in 8. 2. Dair I. R. Islituto Lombtrdo. Giorncle delV Istitnf Lnmhardo e Bibliofeca Itslig' iM, fasc 8.V0. MiKino, 4S42, in 8. II Maresciallo Marmonl Duca di Ragusi ha tins- dato air Istiluto, prima delta sua parleoza da Venezis. 11. ij AdUNANZA del GIORNO 17 APRILE 1842. Si legge la prima parte degli alti verbal! delle adunanze 3o e 3i marzo, ch' e approvata. Si aDouDziano i segueoti doni fatti airistituto : I. DalP I. R. Accademia di Belle Arli in Venezia. -j4tti dell a 1. if. Accademia di Belle Arti in Venezia per la dislribuzione del premii negli anni 1840 e 184i. Venezia, in 8. a. Dall' I. R. Islitulo Lombardo. Giornale dell' Istituto Lombardo e Biblioteca Italia- na^ fasc, 8.vo. Milano, i842, in 8. II Maresciallo Marmont Duca di Ragusi ha man- dato all' Istituto, prima della sua partenza da Venezia, //. lb — i5S — la Tabella delle sue Osservazioni ia;rometriche da es- se fatle nei mesi di febbraio e niarzo, in conlinuazio- ne di quelle conuinicule precedentemente. Fece dono pure all Islilulo di uii Termo-igromelro, coslrulto a Vienna da Chr. Eckhart, die serve a fare que- sle osservazioni. II Segrelario dicliiaia alf Islilulo di aver gia scritlo una lellera di ringraziamenlo al sig. Maresciallo per queslo suo dono, e per tulle le falle comunicazioui, 11 raembro eflTellivo dolt. Girolamo Venanzio, legge una sua Memoria: ^iilfaff'etto. Dopo una introduzionc, iu cui discorre della ne- cessita di bene slabilire 11 siguificalo di alcune parole che offeriscono subbielli iniporlnnli, e che nou da tutli sono in egual modo intese, fra le quali si no- vera anche la parola ofjfetto , egli divide questa iVle- uioria in due parli , nella prima delle quali egli inten- de a deteruiinare la nalura vera dell afifetlo, e nella seconda a descriverne i caralterij considerandolo pero neir una e nelF allra tanlo nelle azioni degli uomini, quanto nelle imitazioni della poesia. Perlanlo nella prima parte viene il dolt, Venan- zio con una serie di rajiionamenli dimoslrando non altro esst're 1 affello che movimento ed allerazione di animo •, questo movimento e questa allerazione pro- venire da (juelle inclinazioui ed avversioni che 1' ani- — 139 — mo nelle sue perceziooi sperlmenla j siffatle incllna- zioni ed avversioni esser qiiindi i gerini di tulti gli affetti die devouo in progresso sviliipparsi e coiisola- re o coDtrisfare la vita ^ 1' amoie essere il fiore del- r aflfetlo, ed aH'amore doversi tulti gli afifetli richia- mare come al gran principio unitore del mondo ed al foodaraento deli' ordine universale e d'ogai fisica e morale armouia; ed a cio appunto aver provveduto la Divina Sapieuza col porre nel mondo la bellezza, da cui r amore precede immediatarnente. L' Autore cooferma e chiarisce quest i suoi pensamenti colla dol- Irina che intorno all' amore iusegno Dante nella Commedia e nel Convito^ passa quindi a dimostra- re la potente influenza dell' afletto sulla vita e suUa umanila, e da cio deduce essere assurdo il ritenere che quella potenza sia stala dal Crealore abbandonata a se stessa senza legge ne freno, e non posta in ac- cordo coll'ordine generale del mondo. Ond' egli cre- de non polersi rivocare in dubbio che appunto pre- sidio e regola flell' affelto esser dobba la bellezza, co- me quella ch' e la forma sensibile dell' ordiue e la causa efficieute dell'amore, che e poi la prima sostan- za come la norma prima dell' affelto. Ciocche ezian- dio e comprovato dal fatfo che dalla sola bellezza T uomo tragge la ispirazione di lutle quelle azioni e di tulte queife imitazioni per le quali acquisla lode di virlu e luce di gloria. Condollo da quesli ragiona- — uo — menti I'Autore conchiude la prima parte della sua Meaioria collo stabllire come canone fondanientale di esfeticii, che il vero scopo della poesia, colla qual pa- rola egli vuole indicare il complesso delle Letlere e delle Arti Belle, sia quello di Tecondar 1' animo colle ispiraziooi della bellezza, affiuche in esso nascano af- fetli consenlanei all'amore, ed allordine universale con form i, Nella seconda parte I'Autore, come si e delto, imprende a descrivere i caratleri die aver deve 1' af- fetto affinche corrisponder possa ai fini per i quali fii dal Creatore ordinato •, ed aflerrija oh' esser deve buono, spontaneo, semplice, coslanle, unitore e sin- cere. II dott. Venanzio soggiunge poscia alcune osser- vazioni sopra quesli caralteri, guardandoli pero prin- cipalmente nel loro lalo eslelico, cioe nelle lore rela- zioni colla Poesia, ovvero colle Letlere e colle Arli. La boDta dell' aflollo consiste nella lendenza di esso al bene, ed il bene e f ordine da cui dipende la felicila. Ora la bellezza non allro essendo che la for- ma dell' ordine, ne segue che 1' alTetto da essa inspi- ralo deve necessariamente tendere al bene. Ma la efficacia della bellezza e tolla od impedila da infinite cause fisiche, nKjrali e sociali che possono colleltivamenle chiamarsi principio del male. Avviene quindi una lotta fra i due principii, la quale allora — AM — diviene piu grave e pericolosa, quando dopo rivolgi- menli guorreschi e politici inteudono le uazioni a ri- comporsi o reslaurarsi. Ed io lali circoslanze la Poe- sia puo esercitare un alio e utile magisfero adoperan- dosi a porre negli animi afFetti cousolali, soavi, pie- ni di amore e di virlii. Ma se invece la poesia rappre- seola delitti, iniserie e vergogne, se fa Iremeregli ani- mi di orrore, e se fa che perdano il senso della nati- va loro dignila, essa tradisce il proprio ufFicio e fassi agitalrice anziche divenire medicatrice. L'Autore pro- cede quiDdi ad applicare quesla dottrina alio prioci- pali produzioni della inoderna poesia. L' aflfetto in secondo liiogo esser deve spoota- neo, cioe derivato immediatamenle dalla bellezza na- turale od arlifiziale, e non gia eccitato con argomenli contrapposli o paragoni, poiche il ragionanie nlo sner- va ed inliepidisce I'affello, come raffetlo turba e con- fonde il ragionamento •, e la Poesia non e una scien- za cbe si formi di sillogismi e di speculazioni, ma un arte che chiede imagini, commovimenti, armonia. Ne giova il dire, come alcuni dicono'. che la Poesia rap- presenlando tulte qiiante sono le miserie umaue e le umane brutture da una grave lezione sulla presente condizione dell' uotno e sulla futura di lui vocazione. Sn cio osserva il dott. \enaDzio che una lezione di lal genere dal raaggior numero non sarebbe inlesa, e che quand' aoche lo fosse, siffatta lezione giugnereb- — 142 — be troppo lardi per conforlar ie ariiinc slemperale o contaminale da quelle rappresenlazioni, e per ripara- re al danno delle perniciose impressioni gia ricevule; ond' egli conchiude clie in fatto di lettere e di arli, non si deve da cio che si vede o si senle argomenla- re il bene da farsi, ma che cio che si vede o si senle deve spingere al bene con impulso immediato. In lerzo liiogo I'afTelto dev'esser semplice, cioe deve avere unila di sostanza. Poiche gli aflelli nou hanno in se slessi una forza che di ciascheduno sia propria, ma sono tulti la slessa forza dell'animo che prende diverse forme e nomi diversi, secondo che di- versamenfe si modifica: onde la molliplicita degli af- felli non importa molliplicita di forze, che cospiran- do crescano 1 efficacia j ed anzi quesla efficacia arri- vera al massimo grado quando 1' unica forza dell' ani- mo si porlera tulla verso un solo oggetlo. Sopra qiie- slo principle) riliene 1' Aiitore che sia fondala la re- gola delle famose unila classiche, Ie quali non hanno importanza alcuna, se non in quanto conlribuiscono aH'unila delPazione da cui 1' unila deiraffetio procede, E quesla unila e di grandi cose operalricej e quante vi furono mai azioni generose e gloiiose imilazioni, tulle nacquero da un affello uno e semplice, e quin- di forle e sublime. L'affeKo in quarto luogo esser deve costante ; e con cio si vuol dire che ie lettere e Ie arli aver deb- — U3 — bono aspelti, fini, modi, influenze coDgruenti ed uui- formi. La qual costanza, s' e in ogni tempo carattere necessario dell'affelto, lo e molto piu nel tempo no- stro, in cui per le passate vicende insolili sono i de- siderii, e svariatissime le speranze degli uomini ; on- de si veggono nella Poesia varieta d' ogni genere e sconcezze, capricci e contraddizioni senza numero. In tali circostanze non havvi che 1' affetto, ed un affelto buono e costante, che possa richiamare a giuste nor- me questa sconvolta e sviata poesia : raa perche T af- fetto sia valido a cio , egli e meslieri die sia radicato nelle condizioni fisiche e raorali del nostro paese ; e quindi pensa I'Autore die la nostra Poesia non avra una unila nazionale, un carattere espresso, una digni- ta propria, in una parola un affelto costante, finch' es- sa non si riscaldera a! nostro sole, non bevera le no- stra aure, non vorra avere altre norme che la propria bellezza, ne deslare allro senlimento che I'amore, ne proporsi alfro fine che la virtu. In quinto luogo 1' affetto esser deve unifore: de- ve cioe unire, e porre in accordo la efficacia della poesia colle condizioni morali e sociali della nazione, affinche la poesia stessa, con quella potenza che le fu data di commuovere gli animi e di correggerli , giovi a togliere i mali ed a provvedere ai bfsogni dai quali la societa del suo tempo fosse travagliata. E cio pen- sa I'Autore che si possa ottenere quando 1' affetto u- _ 144 — nisce lulli gl'impulsi in un impulso solo, tutli gl' in- teudiinenti in un solo intendimenfo, poiche, per tali forze riunite, si avranno opere belle e concordi, ed eminenlemenle ntili al progresso della civilta. II qua- le progresso non dipende da viste isolate e da sforzi parziali e divisi, uia chiede un egual mofo in tiilte le parti, una coniune tendenza nelle inslituzioni, uno stesso scopo negli studii, in una parola un alfetto che tullo abbracci' ed a lulto si estenda; come facevasi Delia Grecia, dove tulte le azioui e lulte le imilazioni, si appuntavauo in tin solo segno ch'era la bellezza, ed in un solo fine ch'era la conservazione e I' incremeuto della dignita dell' nomo. Finalmente la sincerila e V ultimo carattere che r Autore chiede che abbia raffello. Poiche ella e cosa facile e comune finger raffello, e ne provieue 1' in- ganno della niente e la perdila della ulilila, che il vero affetto deve produrre. E siffatta finzione nasce : I. per certi accendimenti di fantasia che mentiscouo ogni affetto, come certi irriSamenti nervosi mentisco- no ogni uialatlia ; a. per vanila, per la quale alcu- ni vogliono mostrarsi squisitamente sensitivi a forza di leziosaggini e di smancerie j 3. per araore di siste- ma, poiche introdotla che siasi una nuova maniera di poesia, importa far conoscere ch' essa e potente a commuovere gli animi. Ma gli affeiti da queste tre cause promossi, anziche una soslanza reale e buo- — 145 — na, sono un artifizio, un giuoco, una parodia, ana fa- tuita. II dott. Venanzio conchiude il suo lavoro no- tando i pregi della moderna letteratura, e i diTelli del- r anlica, ma esorlando in pari tempo i suoi concilla- dini a custodire la gloria ereditata dai maggiori, ed a preslar un culto costanle ed appassionato alFimmensa bellezza di cui fu la patria nostra dal cielo privilegiata. II membro effellivo dott. Nardo legge dope Due annotazioni illustranti il Prospetto anaUtico relativo alia genesi dei mail nervosi^ special mente isterici ed ipocondriaci, da esso presentato all' I. R, Istiluto il a6 decembre 1841, e cio ad oggelto che non siano interpretati in modo diverso da quel ch'ei pensa, due punti nel prospetto medesimo marcati, cioe la genesi dei teraperamenti, e I'azione e reazioue reciproca, la relazione dualistica, la rappresentanza, il parallelismo o 1 antitesi esistente fra le modalita dei due sisterai fondamenfali della fibra orgauica nervoso e vascolare e gli apparati vitali corrispondenti. Per quello riguarda i temperament!, li deduce il dolt. Nardo dalla prevalenza e posizione antitesica di uno dei tre apparati vitali gastrico, generative e cerebrale, locche c per esso I' unico e vero rappresen- tante il temperamento fisiologico primitivo, da non confondersi, come si fece finorajColl'accresciuto o per- //. ,9 — we — Uirbalo esercizio, o magglure sviluppo di un orgauico apparalo, cli e conseguenza sovente dl condizioni niorbose, o per lo ineno d' innormalita, die devono solo corislderarsi come circostanze modlficatrici il mo- do di manifestarsi del temperanienlo vitale. Per il dott. Nardo quiadi i temperamenli essen- ziali sarehbero Ire ; cioe gasfrico, generativo e cere- bralti, rappresentauti la prevalenza di uno dei tre ap- parati vilali soprannomati. Essi pero naluralmente si coo verlono in sei, a cansa deilo strelf o necessario legame tea i tre apparatl inedesiini esistente, e della seriegra- diial'i di loro prevalenza. Si ha quindi tem[)eramenfo ga- shico-geiieralivo, gastrico-cerebrale, generalivo-gastri- coj generalivo-cerebrale, cerebro-generativo, cerebro- gaslricojben iutesoclie il tcizo apparalo che non si no- inina e il menoprevalente. La cifra poi rappresentante la prevalenza di uno dei tre apparali nomioati, ossia Tesponeute di essi, piio essere naturale od acquisito iiiediante le abiludini relative a ciascuiio in parlico- lare-, e le improule caralterisliche fisiclie, morali ed inleilcltuali di ciascun lemperamenlo, si naturale co- me acquisito, sono assai bene riconoscibili, beuche spesso modificate da circostanze. Per cio poi che concerne i due sistemi I'onda- menlali della Cbra organica, nervoso e vascolare, mo- st ra il dott. Nardo come possano essi riguardarsi qua- le luia dualila antilesica in causa della loro recipro- — U7 — canza di azlone e reazione; di cui I'elemento nervoso rappresentante la vita animale o di azione si chia- ma dinamia^ cioe potenza^ azione ( forza^ vilalila)^ mentre I'elemento vascolare rappresenta la vita ve- getativa o di nutrizione che si cliiama slenia^ cioe robustezza, reazione ( materia^ or^anizzazione ). Mostro quindi come dalla concorrenza piu o me- no prevalente dei due elementi nervoso e vascolare, e delle modalita da essi espresse, cioe rapporto al primo delle modalita enceJaUca^ gangliaro, e con- Ticttente intermedia^ e rapporto al secondo delle mo- dalita cardiaca^ linfatica^ ed intermedia capillare die parallelizzano o sono in antitesi fra di loro, risul- tino, medianle il maggiore o minor intervento della matrice coraune, costitnente neutrale modalila, cioe la base organica cellulare, combinazioni e niodifica- zioni reciproche in proporzioni estremainente varia- bili, le quali cominciano dal rappresentare tessuti di- versi J come tali tessuti, costituendo fra loro delle dua- lita antitesiche, e combinandosi insieme, diano origi- ne ad organij come la concorrenza degli organi form! nel modo stesso degli organici apparati •, come quest i finalmente per le particolari antitesi che rappresenta- no dieno per risultato i tre apparati vitali gaslrico encefalico e geoitale, il cui altivo concorso costiluisce la vita animale completa. Dopo alquanli dettagli relativi alia relazione — U8 — dualislica esistente fra' tessiiti, organi, apparati orga- nic! ed apparali vitali, passa a mostrare la diflferenza dolle ristiltanze qnando prevalga relemenlo azione nervosa sulla vasculare, in coufronfo di quando pre- vale i'elemenlo azione vasculare sulla nervosa, ossia della dinamia sulla stenia, e viceversa, Mostra come dal modo dififerenle ed inconsueto, con cui cio si ese- guisce nei Ire apparati vitali accennati, risullino cerfe modalita innoruiali nervoso-vascoluri o vascolari-ner- vose, cosi delte a seconda della prevalenza delP uno o delPaltro sislenia fondamenlale ; come protraendo- si quesle iunormalila fino ad un dalo punto, tanlo relativamente al grado come alia forza, determinioo cerfe abitudini, che confinano col limite patologico, e diconsi prodisposizioni alia malattia ; come finalmen- !e sorpassandosi (al limite converlonsi tali predisposi- zioni in morbl really che diconsi diiiamici^ se la mo- dalita e nervoso-vascolare, ed organicio maleriali os- sia slenici^ se la modalita e giunta a farsi vascolare nervosa. Riservasi il dolt. Nardo di dare ulteriori delta- gli e rischiarimenii in proposito. Quindi I'lstituto si riduce in adunanza segreta. Si legge la seconda parte degli atti verbali delle adunanze 3o e 3i marzo, che sono approvali. — 149 — Si annunzia la nomina del M. E. Bizio in Vice- segrelario dell'Istitiilo. Si comunica una letlera del 7 aprile del mem- bro effellivo doll. Fusinieri con la quale egli ac- compagna alcune Riflessioni conlro la prima parte del- la memoria de\ 6ol\.Wizio: Sulla Jorza di espansio- ne, ed una leltera i3 aprile del dott. Bizio in- torno a questo suo lavoro, e nella quale egli prega che se ne allenda il compimento prima di assoggellarlo al giudizio di alcuna (jouimissione. II Segretario legge un rappoilo spedito all' Ec- celso Governor Sulle benemerenze irn>erso allelettei'e Italiane del defunto membro effetlwo Bartolomeo Gamba in risposta ad analoga ricerca, e questo rap- porlo resla approvalo. Dopci cio r adunanza si scioglie. AdUNANZA del G"0RN0 iS APRILE 184!;J. II Segrelario legge un breve rapporto sopra i di- segni che il sig. cav. Rifaiid ha riportato da' suoi viag- gi per I'Egilto, la Nubia, ed i circonvicini paesl : si adotia dairistitulo la seguente couchiusione : "D" « L'l. R. Islituto manifesta il desiderio che il sig. cav. Rifaud possa ordinare e pubblicare i nume- rosi materiali concerneuli I'Egitto, la Nubia ed i cir- convicini paesi, ch' egli ha raccolto nei suoi viaggi, e dichiara che moUi rami dello scibile ritrarrebbero no- tevoli vanlaggi da quesia pubblicazione. « Si dichiara che furono finora presentali 28 og- gelli al Concorso delfindiistria, e per ciascheduno si nomioa una Commissione incaricala di esaminarlo. Dopo cio si trattanoalcuni aflari interni, e quin- di Tadunanza si scioglie. AUUNANZA DEL GIORNO 25 MAGGIO i842. Si legge la seconda parte delTatto verbale del- 1 adunanza del (7 aprile e I'alto verbale di quella del 1 8, che sono approvali. La Presideoza annunzia di aver nominato le Commissioni di esame per 60 oggetli presentati al Concorso d'induslria, i quali si fanno conoscere spe- cificalameute all' adunanza coi uomi degli esponenli. Coraincia la leltura dei rapporti delle singole Commissioni deslinale all' esame degli oggetti sum- raenlovati; e dopo la lettura di cadaun rapporfo si fa la volazione per ischede, e queste schede raccolte di volla io volta e trovafe esatte nel numero, sono sug- gellule. D()[)o cio I'adiinanza si scioglie. //. AdUNANZE DEI GIORNI 24-25 MAGGIO 4842. In queste adunanze, dopo la consueta approva- zlone degli alti verbal! , si continuarono e si compi- rono le lettare dei rapporli delle Commissioni e le votazioni dell'fslituto sul inerito dei siogoli oggetti presenlati al Concorso d induslria. Adunanza ukl giorno 29 maggio d842. Si legge la prima parte dell' alto verbale dell'a- (lunanza 19 aprile;, ch'e approvata. Si annunziano i seguenti doni fatti ail'Istilulo: I. Dairi. R. Istifulo Lombardo. Giornale dell' I. R. Istituto hoinbardo di scienze, let- iert edarti e Biblioteca Italiana. Milano 184-1, lomo I, in 8. Lo stesso, fascicolo 9, Milano, d842. 1. Dal sig. Emuiaouele Antonio Cicogna, Lettera stampata in occasione di nozze inforno alia famiglia veneta patrizia Foscolo. Venezia -1842, in 8, di pag. 30. — -158 — 3. Dal menibro eflelllvo doU. Ambroslo Fusinieri. 'b' Annali delle scienze del Regno Lombardo - Feneto, setlembre ed ottobre 1841, in 4.10. 4- Dalla Sociela raedico-cbirurgica di Bologna, BoUettino delle scienze mcdiche, il fasclcolo di gcn- naio ^842. 5. Da mons. can. Angelo Bellani. Dei bachi da seta e deigelsi, Discorso(continuazione). 6. Dal membro effetlivo cav. Pietro Paleocapa. Sulla bonificazioiie di Val di Chiana, Relazione ( e- stratta dagli Atti del Veneto Ateneo). Venezia 1842, in 4.to di pag. 28. 7. Dal membro efi. e pens. prof, abate Francesco Zan- tedescbi. Leltera al dott. Fusinieri sulla induzione dina77iica attraverso involucri e diafrmnrni di ferro, in 4, di pag. 4. SulV induzionometro dinamico differenziale, e recla- 9no al sig. profess. Augusta de la Rive, in 4. to di pag. 2. Metnoria sopra alcuni fenomeni che presenlano i poli di un eletlro-tnotore voltiano ec, Venezia 1842, in 8, di pag. 1 2. — 139 — Articolo sui conduttori brpolari e unipolari termo' chttrici ed esperienze ( dal bimesire 1841, Annali di scicnze del regno Lombardo Veneto). Elenco delle sue principali opere scientifiche presen- tale ad Jccademie o pubhiicate. Venczia, ^842, in 4.to, di pag. 48. II tnembro effeltivo professor Zarnboni legge poi uno scrilto inlilolalo: Esame della memoria del iig. Peclet sidlo sviluppo dellelettricita statica nel contatto dei corpi. Egli comiocia col far vedere come il Peclel si accordi con tulli gli eletfro-cliimici nell'ammeltere razione chimica necessaria alio sviluppo dell'eletlri- cita, qualora pero non si Iralll dell'effello elellro-sta- ticoj nel qual caso si accorda col Volta, potersi avere la tensione elellrica anche pel semplice contalto fi'a condullori secchi, ed eziaudio fra secchi ed umidi ; colla differenza per altro, come osserva il Zarnboni, che il fisico francesela vuolraaggiore fra i secchi e gli umi- di di quello che non sia dei secchi fra loro, rovescian- do in lal maniera 1' opiuione del Volla, ed asserendo non avere i due metalli nella pila altro ufficio che di semplici condullori. Dopo di avere in lal guisa riferiti i pensamenli di Peclel, passa il noslro autore a convalidare con esperienze la maggior efficacia del coulallo raelallico. Cita una memoria del prof. Belli, il quale avendo po- — ino — sto fra 11 rame e lo zioco delPacqua acidula, non eb- be percio tensione maggiore dl quella dei due raetalli pusli a semplice coiilallo, e finahnente conchinde es- ser egli d'avvlso die non sia da Irasctirarsi faltivita degli iimidi nelle ordinarie coppie volliane, come che paragonando gli esperimenli del Pcclet con ailri non meno importauti, ciascuno debba convincersi della preiniuenza del contatlo sopra I'azlone chimlca. Inslifuisce quindi I'autore tale confronto, ser- vendosi d\in condeusalore simile a qnello del Peclet, formalo cioe di due pialtelli di crisfallo dorato, con ambedue le superflcie inverniclate dalla parle in che debbono combaciare. Prende in esame la prima spe- rienza del fisico francesc, il quale, pigliando con Tuna mano un pezzo di zinco, toccava I'oro del piatlello su- perlore, e colle dita dollaltra iiiauo quello dell' infe- riore, arfermando che la tensione avuta si dovea de- sumere dalla sonima dei contaiti dell' nmido dell nna mano col zinco, e di quello deH'allra coll'oro del pialtello inferiore. Ma qui il Zamboni avendo fatto per modo che Tumido delle dita si trovi fra due so- stanze omogenee, ed avendo conseguifa la medesima tensione di prima, dimosfra non potersi cio derivare che dal solo contalfo mefallico , essendo tolla dalle due azioni eguali c contrarie quella qualunque in- fluenza che potesse avere Tumido j facendo iuollreos- servare come la diversila degli umidi a contalto dei — 161 — metalll non possa cangiare che poco o nulla V inleasi- ta d'aziooe, che quasi intierameole procede dalla ele- rogeneila dei secondi, Vuole appresso il Peclet che metlendo un pez- zetlino di carta fra lo zlnco e 1 oro del pialtello supe- riore , la nulllta di teusione che ne deriva dipen- da da due azioni eguali e contrarie dell' urnido, cioe della carta e di quello delle dita sopra lo zin- co. Ma per coofutare tale opinioae basla , dice il Zamboni, quest'altro sperimento, cioe di adoperare UD arco di zioco isolato per fare la comuDicazione fra i due piattelli, e lasciando la stessa carta sul pialtello superiore, fa vedere che la maggiore o minor ten- sione avuta non dipende che dal tempo impiegato dal- I'eleltricila a passare in un imperfetto conduttore, sic- come e la carta, secoudo lo stato suo igrometrico. Di pill colic stesso arco isolato avendo il Pfaff consegui- to un eccilamento elettrico, anche senza 1' umido delle dita, e tanlo piu quanto 1 aria era piu seccaj ed il Mariauini avendolo altresi verificato nel vuoto pneumalico secco, siccome tuttavia gli elettro-chi- mici seguitaoo a nianlenere che v'abbia umidita an- che in queste circostanze, il Zauiboni osserva che, se il Peclet con tutli i Voltiani affermano che lo zinco e sempre positivo a contatto di qualunque metallo, e negalivo invece con qualunque umido, sarebbe troppo evidente che I'umido delfaria avrebbedovuto renderlo // 21 — 462 — negative e non gia posllivo, quale l"u trovafo nello sperimenlo del Pfaff. Siccome pero il De la Rive nega la dlritlura di questa illazione, soggiiingendo che V os- sidazione rende bensi negative lo zinco, e che queslo statu negative si paitecipa al rame, ma esso zinco conserva la condizione positiva dello stato d'aria che sta a contatto della superficie ossidata, cos'i il Zam- boni dimostra sperimentalmente che lo zinco e sem- pre negative a contatto dell'uaiido, e che I'aria nen ha influenza alcuua a renderlo positive*, senza che lo zinco trovandosi inoltre a contatto delP uniide e del rame nelle sfesso tempo, esso ritorna sempre po- sitive per la maggiore efficacia del sue contatto col rame. A convalidare poi ognera piii questa verita I'aulore porta la nostra attenzione a quel fattoch'egli netava vent'anui fa, merce il quale scopriva che un velod'umido frap[)Ostoa due diversimetalli,benche non vi sia contatto reale, cio nulla ostante non impedisce che nasca eccitamento dell'eleltrico, d^onde inferisce altro argomente in conferma della sopradetta maggio- re efficacia del contatto. Ora poi il Peclel argomentaodosi di dimostrare che, fatta comunicazione fra i due piatti del conden- satore con un arco metallico, la tensione dello zinco non arriva che ad un quarto della negativa che lo stes- so zinco pessiede, qualora si fosse adoperate Tarco lunido', rl Zamboni con varii argomenti conchiu- — ^65 — de essere del tutto falsa questa asserzione, anzi il fat- to dimoslrare precisameote il conlrario. Ne di rnag- gior importanza egli Irova Taltra opiniooe delio stes- so Peclet, il quale pensa che nella costruziooe della pila sieno affatto inutili il rame e lo zinco che ne for- niano i poli, di tal maniera ch essendone una di co- slruita con due coppie voltiane, nienle influirebbe il levare lo zinco ed il rame che ne fonnano i capi, non essendovi, in questo caso, altro eleniento altivo che il zinco, Tumido ed il rame che restano. Al conlrario una sperienza del Zamboni fa vedere, come in una pila di tal fatta il contatlo dei due metalli diversi fac- cia crescere niente meno che piu del doppio la len- sione del solo umido coi metalli; onde non couo- scendosi il numero di coppie adoperate dal Peclet, quesle potranno arrivare a lanto di non permettere di rilevare sensibile differenza per la mancanza delle ullime due. Inammissibile inoltre fu trovata dall'auto- re la tavola del Peclet sull' attivila dei diversi metalli cogli umidi, facendo vedere che le tensioni avufe, an- ziche essere efifelto degli umidi coi diversi metalli, derivano per la massima parte dal contatto di questi metalli coll'oro del condensatore. Tali sperienze adun- que raffermano ognora piu il Zamboni nelfammette- re la maggior efficacia del contatto, e cio principal- mente dopo il conseguimento di correnli elettriche anche la merce dei metalli immersi entro liquidi privi — i64 — tJi azione chimica sopra i nielalli stessi soUoposti al- lesperimeDlo. A cjiiesto proposito, soggiunge ii De la Rive, non essere ancora provalo die, qnaotunque il ferro, esempligrazia, uon si ossidi in una debole so- luzione alcalina , non vi abbia percio alciina azione chimica del ierro con esso liquido, affermando anche di essere in grado di provare che una qualche azione vi debba essere. 11 Zamboni frallanto risponde a cio col solo principio del Marianini: esservi cion altera- zione di forza elettro-motrice in qiialunque metallo a contatto di iin liquido^ siai>i o no azione chimica ,• adduceodo inoltre alcuue sue propria sperienze, mer- ce le quali ebbe corrente el«ltrica da due lamine di plalino aflalto omogenee nel senso elelfrico, e soltanto disuguali in superficie : nel che parendogii di rico- noscere un elemento della sua pila binaria, finisce facendo sentire che sara forse per inlraltenersi anche sopra questo falto in altro tempo. Dopo cio rislituto si riduce in adunanza segrela. Si legge r atto verbale dell' adunaaza straordi- naria 2,5 maggio, che resla approvalo. Poscia il cav. Sanlini che presiede a questa adu- uanza, fa all' I. R. Istituto la seguente proposizione : — dfi5 — « Dovendosi ora procedere alia notnina di un Menibio Onorario in soslituzione di S. A. il principe Longino Augusto di Lobkowilz , Presidenle dell' I. R. Camera Aulica delle Zecche e Miniere ecc, leste defunto, come T Isliluto si e riservafo di fare dielro invito della Presideoza nell' adimanza i8 aprile pas- sato, lio I' ooore di proporvi la scella di S. E, il sig. barone di Kvibeck, presidente dell' I. R, Camera Au- lica Generale, e delf I, K. Camera Aulica delle Zec- che e Miniere, cavaliere di piu ordini e Membro ono- rario di varie Accademie: e pei riguardi dovuli al- I'allo suo grado vi propongo di fare questa scella sen- za schede e votazioni «. La proposla del cav. Sanlini e ammessa per ac- clamazione. La Commissione Governaliva del Commercio, della Induslria ed Economia rurale,lrasmeUeall'Islituto un esemplare del Giornale intitolato : Lloyd Austria - cOj ed invila i Membri a deltare arlicoli da inserirsi in esse. II Vice-segrelario legge 1' Estratto dei giudizii pronunciali dall' Islituto sopra gli oggetti presenlati al Concorso d'industria, ch' e approvato. Dopo cio r adunanza si scioglic. I_J AdUNAiNZA SOLENNE del GIORNO 50 MAGGIO 48 42. A questa adunanza, ch' e onorata della presenza di S. E. il Card. Palriarca, presiede S. E. il sig. conle Governatore delle Provincie Venete ed intervengono parecchi ragguardevoli personaggi die vi furono in- vitati. Sono post! in mostra nella sala gli oggetli pre- miati od aiiimessi alia esposiziooe. II M. E. e Vice-segrelario doll. Bizio diede pn'ncipio all' adunanza con leggere T atlo verbale dei giudizii pronunciali dall' I. R. Islltulo sugli oggetli d' industria presenlali al concorso •, poscia il M. E. e Segretario Pasini pronuncio uu discorso : Sopra le vicende che hanno siibito le vie commerciali fra V Asia e VEuropa^ e suUa probabilita che per molte ragioni ilcommercio delT Eiiropa colle Indie Orientali ripigli ora tantica via delV Egitto con vantaggio del- le citta maritlime delV Adriatico e del Mediterraneo. Dopo quesle lellure il Vice-segrelario chiamoad lino ad uno i premlali a ricevere dallo niaoi di S. E. il sig. CO. Goveinalore le rlspellive medaglie e pa- tent i colle iscrizioni. La distribuzione venne fatta come segue: Premii d Agricoltura e d Iridustria aggiudicali dal- r I. R. htituto Veneto di Scienze, Leltere ed Arti^ per la solenne distribuzione delZo mag- gio 1842 onnmastico di S. M. I. JR. A. MEDAGLIE D'ORO. I. Alla ditta Reali, Bonfil e Comp., di Venezia, introdw- zxont ed aUxvazxont delle nuove macchine iiiylesi, per la fabbricasiotie dei panni a feltro. II, A Sebastiano Gerlin, di Venezia, processi rapidi per la concia delle pelli. HI. A Federico Oexle, di Venezia, introduzione ed atliva- zione di rnulini a cilindri mossi dal vapore. IV. A PiETRo BiGAGLiA, di Venezia, introduzione di un nuo- vo melodo per la fabbricazione della biacca. V. A Giuseppe Maria Duxant, di Milano, saponi edoggetli d* profumerie perfezionati. MEDAGLIE D' ARGENTO. I. A LuiGi RosAj di Venezia, fabbricazione di confellnre mi- gliorala. ' - . II. A DoMENico BussoLin, di Venezia, manifatture di vetro a filifjrana. — '1(?9 — III. A Sebastiano Gerlin, di Venezia, camosciatura e iintura delle pelli per guanli. IV. A Lorenzo Chitarin, di Venezia, ombrelli di SPAa di for- me varie migliorati. V. A Giuseppe Giiirardi, di Brescia, macchina per intarsia- re il legname. VI. A Giuseppe Pesseg, capo partitore e finatore dell' I. R. Zecca in Venezia, tromba aspirante pei liquidi corrosivi. VII. A Giuseppe Reali, di Venezia, miglioramento net mec- canismi per la jilatura della seta. VIII. A Gaetano Negrisolo, di Venezia, domiciliate in Vi- cenza, pillura a fiioco sul vetro. IX. A Giovanni Lamberti, di Milano, migliorala fabbrica- zione di sloffe di seta (giudizio sospeso per premio mag- giore ). X. A Giuseppe Violetto, di Narvesa, seta otlenuta di gran- de candidezza. XI. Al dott. LuiGi Nardo, di Venezia, mezzo di trasporlo pegV infermi da un letlo alValtro. XII. A LuiGi FoY, di Treviso, bilancia d' assaggio mi- gliorala. Xlil. Alla ditta Angelo Berlan, rappresentata dal chimico farniacista Tomniaso Fossati di Venezia, istrnmenti chirur- gici ed igienici. XIV. A PiETRo BiGAGLiA, di Venezia, avvenlurina artificiale in masse straordinarie. XV. A Giuseppe Reali e Luigi Flory, di Venezia, introdu- zione di un nuovo melodo per carbonizzare le ossa. XVI. A DoMENico GuALTiERi, di Venezia, miglioramenl'i alle dentatiire artificiali. XVII. Ad Elia Locatellf, di Brescia, forno economico per la cottnra del pane. If 2J — 470 — MENZIO^'I ONOREVOLI. I. A Jacopo ToMMAsi, di Vcnezia, migliorate tnanifatture di vetro filato. II. Al dott. Tomm\so Rima, di Venezia, siringa a dardo. III. A Jacopo Kirchmayr, di Venezia, slampe litografiche a colori. _ ^ IV. A Giovanni Gabriele Simoni, R. Commissario distrettuale in Badia, macchina delta il compianalore per appianare le strode e sgomhrarle dalle ncvi. V. A VmrENzo BiANcnETTi, di Montagnana, pinzetta vesci- cale (giiidizio sospeso per premio maggiore). VI. Al prof. Giuseppe Recalca ti, in Venezia, meccanismo per muovere le harche sopra tin canale artifwiale. VII. A GiULiA Gavotti, di Treviso, qiiadro ricamnto in seta. VIII. A Gio. Batt. Pizzolotto, di Biadcne, capanna per la filalura dei bozzoli. IX. A Giuseppe Terrenattf, di Venezia, trapano per forare i denti. OGGETTl GUI FU ACCORDATA L'ESPOSIZIONE, I. Al dott. Benedetto Nappi, dei Fate-bene-fratelli in Mila- ■ no, letlo pei malati. II. Ad Elia Crovato, di Venezia, intarsiatnra di metalli nei petlini di biifalo. III. A Francesco Campiotti, di Bergamo, saponi pellucidi e gelalinosi, IV. A Marco Cominazzi, di Gardone ncl Bresciano, migliora- mento nella'fabbricazione delk canne da archibxigio e pistole. — i7l — V. A LuiGi PerissinottIj chirurgo di Venezia, istrumento chi- rurgico per togliere la deformita del labbro leporino. VI. A Gii'SEPPE GuizzETTi, (li Bassano, niacchina idraulica delta idroYora. VII. Ad Angelo Membretti, di Milano, carta e tele a sme- riglio. VJII. A Jacopo Falghera, di Cologna, apparecchio per for- mare il bosco ai bachi da seta. IX. Ad Antonio Camuffo, di Chioggia, saggi d' inlarsiature in legno. X. Ad Elia Locatelli, di Brescia, stabilimento chimico-mec- canico per estrarre tulta la fecola dai pomi di terra. XI. A Gio. Batt. Traversi, di Padova, macchinetta per sigil- lare leltere. Adunanza del giorno 26 crucNo i842- Si legge la prima parte dell' alto verbale della adunanza 29 maggio, cli' e approvata. Si annunziano i segiieoti doni fatti all' Istituto : 1. Dal. sig. CO. Gherardo Freschi. L' Ajnico del Contadino, foglio settimanale, da lui compilato, N. d a d3, aprile, maggio e giugno d842. a, Dai sig.ri Gio. Minotto e cav. Gius. Aatooelli. Supplemento al Nnoro Dizionario universale tccnolo' gico, dal Case. 77 all' S6, e tav. dal fasc. 59 al 65. 3. Da! M, E. prof. ab. Zantedeschi le sue Memorie. Esperienze suW origine della elettricila voltiana e — 174 — descrizionc di un dettrotnotorc, in ctii la forza chhnico- clcUrica c cospiranle colla ehttrof/iotrice di contatlo. DelV aziont reciproca di due correnti elettriche in un 9nedesi'?no filo e fili isolati vicinissimi, dellc lerjgi delV in- duziont volto-clcttrico-dinamica, e della idcntila fra la virlu induUiva eleltro-magnetica e wayneto-elettrica (cstr. dal bim. YI, -1841, degli Annali delle Scienze del Regno Lomb.-Veneto). 4. Dal dolt. GiacinJo Nainias. Giornale per servire ai progressi della Patologia e della Terapeutica, fasc. 3 e 4, scrie II, marzo ed aprile. 5. Dal M. E. dolt. Gio. Domenico Nardo. Prospetio analitico rischiarante I' eiiologia e la dia- gnostica dei mali nervosi, ecc. Vcnezia, '1 842. Annotazioni medico - pratichc siille malattie falsa- 77ienie credate verminosc, sui falsi vermi, e s?il tuodo di conoscerli , Menioria (cstr. dagli Atti dell' Ateneo Vene- to, d842 ). 6. Dalla Societa medico-chirurgica di Bologna. Bulletlino delle Scienze mediche, fasc. di febbraio e ruarzo, d842. Meinorie della Sociela medico-chirurgica di Bologiia, fasc. I. del vol. Ill, Bologna, -1842. 7. Dal M. E. dolt. Ambrogio Fnsinieri. ^ Annali delle Scienze del Regno homhardo-Venelo, novcaibre dicembre i84'l. — d75 — 8. Dal nobile prof. Giorgio Foscolo. Principii del calcolo sublime esposti colV algebra pu- ra, saygio di teoria elementare. Venezia, \ 842. 9, Dall'ab. Gius. V^alenlinelli Vic.-Bibl. della Marciana. Specimen bibliographicum de Dalmatia et agro La- beatium. Veneliis, 4842. Della Memoria del prof. Zantedeschi: DelTazio- ne reciproca delle correnti elettricJiQy si dispensa un esemplare a tutti i Menibri presenti. II Segretario produce in nome del raaresciallo Marmont Duca di Ragusi una Tabella delle Osserva- zioni igrometriche da esso falte in Firenze iiel mese di maggio passato. II medesimo sig. Maresciallo ha fatto ristampare in Venezia le Tavole calcolate dal sig. Augusta di Ber- lioo per la riduzione delle osservazioni che si fanno col ternao-igrometro, e ne manda in dono alP I. R. Islituto parecchi esemplari i quali saranno distribuili fra i menibri. Si annunzia il Progranima di concorso ad uu premio slraordinario per 1' anno i843 della Societa — d76 — medico-chinirgica di Bologna , pubblicalo il 1 7 inaggio passalo. Si rende conto dei Programrni della Societa dl incorai^giamento per le Arti e Mestieri, fondata re- cenlemente in Milano, dei quali un esemplare fu tias- messo air Istitulo dalT I. R. Governo. L' Islituto tro- va questa Istituzione commendevolissima, e tale da promuovere efficacemeote i progressi delf iaduslria e dell'Agricollura nella Lombardia. II Vice-presidente cav. Sanlini, uno degli Asses- sori della quarla Riiioione degli Scienziati ilaliani da tenersi in Padova oel veoluro setlembre, coiiiuoica air J. R. Islituto la Circolare d' invito a questa Riu- nione, ed eccita i Membri suoi collegbi ad intervenirvi. II dolt. Giacomo Giustinian manda all' I. R. I- stiluto una Notizia sopra la coltivazione del gelso Chi- nese o moretliano^ c\\ egli Irovo non riuscir bene in alcuue parli della provincia di Padova. I membri ef- fetlivi prof. Zendrini e co. Conlarini cilauo aitri luo- ghi di quest e Provincie ovc il gelso cliinese vegeta assai bene e la sua foglia porge ai bachi un eccellen- te nufrimenlo. — 477 — II M. E. CO. Leonardo Manin Presldente legge una Memoria : Sopra alciini ahbagU presi dal San- sovino nella sua Venezia descritta. In essa I'Autore fa innanzi tutto alcune rifles- sioni sulle cause per le quali addiviene talvolta che la storia e men fedele e veritiera. Quindi espone il suo divisamento di parlare degli errori che furono com- messi dal Sansovino nella Venezia descritta, ch e un opera in cui si narrano avvenimenti e vite ed ogni raaniera di fasti, e si descrivono chiese e fabbriche pubbliche e private, e si tralla di leggi e di ordini, di costumi antichi e moderni e di altre memorabili co- se; dei quali errori si avvidero gia in addietro e 1 A- gostini e il Foscarini e lo Zeno e recentemente il Ci- cogna. Del Sansovino ne dice 1' Autore che nacque in Firenze e fu uomo islrutto nella giurisprudenza e nella lelteratura e molti scritti raccolse e pubblico raolte opere. Dopo di cio precede il co. Manin a tratlare di due abbagli che trovo nella Venezia descritta. II primo dei quali si e di aver affertnalo che i padri nostri un abito prendessero conforme alia loro gravita per mo- strar modestia e meritar rispelto, e quindi vestissero la toga. L'A. invece, con buone ragioni e coll'appoggio di altri Veneti Scrittori, sostiene che gli antichi Vini- ziani " ricevettero quest'abito nei tempi della Horaana signoria insieme colle leggi e cogli usi di Roma. « ' — 178 — L' allro abbaglio, ben piu grave eil imporlanle, in cio consiste che il Sansovino fra Pletro Candlano I ueirannoSSy e Pietro Tribuno nelF 888, introdu- ce un altro Doge ch' egli chiama Domenico Tribune e di cui non havvi traccia o niemoria alcuna nei pub- blici Alii, la quale introduzione, se reggesse , allere- rcbbe la serie dei Dogi e sconvolgerebbe tutle le e- poche della nostra istoria. II Sansovino fu indolto a noverare questo nuovo Doge dall'averne trovato men- zione in due privilegi anticamente dalla Repubbli- ca conceduti alia cilfa di Chioggia. Ora V A. dimostra quanto sia incerla ed oscura la leslimonianza di tali documenli, come 1' autorita loro sia indebolita dalle osservaziooi die fa sopra di essi il Canonico Vianelli nelle sue Serie dei Vescovi di Chioggia e di Mala- niocco e come ne facciano vieppiii dubitare gli argo- inenti che si traggono da un Codice della Biblioteca del Seminario, la quale sembra forraar parte dell an- tichissinia Cronaca Y^ltinate, Da tuttocio il co. Mania e indotlo a couchiudere « doversi tener per favola la esistenza momentanea di un nostro Doge non ricor- dato da allri, e doversi andar lenti e cauli assai nel prestar fede a cio che si dice nella P^enezia descritta del Sansovino. ?^ ■ ; Dopo ciu r Istituto si riduce io adunanza se- grela. — J79 ^ SI legge la seconda parte dell' atto verbale della adunanza del 29 maggio, ch' e approvata. Si legge un dispaccio dell' I. R. Governo coo cui si conferma la nomiua a Membio onorario del- 1' Isfituto di S. E, il barone di Kiibeck, II sig. caval. J. Rifaud, con lettera 14 giugoo, chiede all' I. R. Istituto una copia per esteso del Rap- porto, che fta lelto il 18 apiile, sopra le Raccolte di disegni ch' egli ha riporfato dall'Egitfo e dalla Nubia, del qual Rapporto gli furono comunicate dalla Segre- teria le sole conclusioni : 1' I. R. Istitulo acconsente che sia rilasciala questa copia al sig. cav. RiTaud, e determina che il Rapporto debba essere sottoscritto da quattro almeno dei Membri che avevano preso in esame questi disegni. Si delibera sulla risposta da darsi all' I. R. Go- verno intorno ad una istanza prodotta dai superstiti Membri dell' Accademia Olimpica di Vicenza per es- sere aulorizzati a riprendere le loro adunanze ; si tratlano altri affari interni, e quindi 1' adunanza si sciogiie. Adunanza del giorno 27 gidgno '1 842. II membro effeltivo Vice-segretario dolt. Blzio continua la lettura delle sue Ricerche inforno alle mo- lecole de' corpi ed alle loro a/finita dipendenti dalla forza ripulsiva alle medesime inerente, e precisa- mente del paragrafo intitolalo : /' azione chlmica de^ corpi e tanto piit energica quanta e piu grande la lo- ro forza ripulsiva. Reca iananzi tutto 1' osservazione del Liebig che i corpi, le cui molecole sono le meno com- plesse, hanno una tendenza alia chimica combina- zione incomparabilmente maggiore di quelli , le cui molecole hanno una complessita notevole , e qui 11 Liebig paragona T acido ossalico all' acido stearico, fa- cendo vedere come il primo eserciti un azione chimica molto energica, e debolissima il secondo. Ora sicco- me precedentemente si era veduto che la forza ripul- siva de' corpi era piu grande dove le masse moleco- — 482 — lari erano plu piccole, cosi si fa anche osservare ch'e pill grande I'azione chiinica dove e piu piccola la massa molecolare. In falli dove la molecola deH'acido ossalico ha pel nuraero esprimente il suo peso relati- ve 453,875, quella deH'acido stearico, che ha debo- lissima azione chimica, pesa 6699,500; ed appresso fa anche vedere come un tal fatto abbracci tnlli i cor- pi inorganici, recaudo ad esempio I' idrogeno, 1' ossi- geno, il fosforo , il potassio , il sodio e via discorrea- do, i quali furono comparati al mercurio, alTargento, al platino, ecc, che essendocostituiti di molecole , la cui massa e uolabile, hanno fievole 1' azione chimica, o sia la lendenza alle combinazioni. Viene quindi 1' altro paragrafo diretto a dimo- sti'are che lajorza ripubwa precorre t azione chimi- ca^ equi, dopo aver riferite le parole stesse del Fusi- nieri e le sue deduzioni conseguenti ai falti, reca al- cuni esempi di chimica azionej in cui si vede andare innanzi costantemente alf azione chimica la forza ri- pulsiva attenuante la materia ; e tra questi esempi ad- duce quello portato dal Berzelius del potassio, che si espande sopra il mercurio, scacciando T acqua per ampio tralto senza appropriarsi per allora I'ossigeno; il che avviene dopo 1' espansione ed ognora al perime- tro della stessa, procedendo alia volta del globetto. Seguita poscia la leltura del successive paragra- fo, nel quale tratta di qual maniera lajorza ripidsi- - :i8S — va injluisca nelle chimiche combinazioni, e quivi dopo di aver ricordato tutti qiieTatti moltiplici in cui ha luogo la naturalrt attenuazione della materia, ci assicura dello svolgitnenlo di rnolecole elastiche da molte soslanze alia lemperaturaordinaria, Novera poscia parecchi ialli coniprovaoti la risoluzione in molecule parimenli ela- stiche di molti corpi creduli assolutamenle fissi, tra quali il carbone, dichiarito dal Leplay e dal Laurenl, in virtu de'risultamenti delle propria esperienze, tan- to volatile quauto Tarsenico, I'acido arsenioso, la can- fora e via discorrendo. Slabilito cosi che da' corpi ridotti a tenuita di massa, sotto 1' influenza di temperature differenti, si spiccano ognora molecole in condizione elastica, fa quindi vedere come dagli urti delle molecole etero- genee abbiano origiue le combinazioni, anche nel ca- se che un elemento torni scacciato da una preesisten- te combinazione. Die' egli, esempligrazia, che due molecole eterogenee per combinarsi si devono neces- sariaraente correre incontro, che nell'attoin cui s'in- contrano segue 1' urto, e secondo la legge de' corpi elastici, le due molecole urtandosi si schiacciano, e schiacciandosi siccome allora si accostano grandemen- te i centri attrattivi, cosi prevale 1' attrazione, le due molecole si congiungono , ed originano la molecola composta. Siccome pol il Fusinleri vede nella forza ripul- — d84 — sIva il principlo comnne delle due opposte elettriclta, scende poscia a inferlre la concordauza tra la nuova maniera di vedere 1' atlo delle chimiche conibinaziooi e la neutralizzazione delle due opposte elettricita^ ri- tCDiita dall' illustre Berzelius, perche infatti sostltuen- do alia neutralizzazione delle due opposte elettricita lo spegniniento del mote nelle due molecole, che si corrono incontro, v'ha una perfetta coincidenza nelle idee, che dinotano il fatto*, e dovrebbe anche esservi identila di cosa quando fosse vero cbe le molecole ia coudizione ripulsiva vestano anche gli altribuli delle due opposte elettricita. Accenua finalmente I'evidente conseguenza che dal detto innanzi deriva circa le chimiche decompo- sizioni operate dalla elettricita, dal calorico e daila lu- ce. Se facciamo, egli dice, che quesli fluidi imponde- rabili, che sono materia in istato ripulsivo, dirigaoo i loro urti sopra una molecola composta, tanto vi par- teciperanno di moto che, allontanati i centri attrattivi, si sviluppera nelle due molecole componenti la forza di restituzione, e con una velocita eguale a quella con cui prima urtando si unirono, di tal maniera disgiun- te si muoveranno in direzioni contrarie, onde conclu- de che nell'atto delle combinazioni chimiche vi hanno costanteraente due correnti di molecole elastiche che pill o meno energicamente si corrono ijicontro, o ve- ro che si attraggono, raeotre nelle decomposizioni so- — i85 — novi due opposle correnli di iiiolecole pariineoli ela- sliche, clie vanno in direziooi opposle, ovvero die si respiogoQo. Poscia il membro effettivo prof. Zauledeschi fa la seguente coinunicazione verbale : Delt iiijluenza de'raggi solari^ r'lfratli da velri colorali^ sidlo svdup- po delle piante e germogliamenlo de semi. Dopo avere esposli i risullamenli di Hunt, di Poggioli, di Carradori e di Senebier, egli si fece a dire delle pro- prie esperienze istituite sopra individui e semi del- 1' impatiens balsamina^ nelle quali cerco colla massi- nia diligenza che tulte le circoslanze intrinscche ed estrinseche fossero eguali. Esse fiirono conlinuale per V intcrvallo di nove giorni, cioe dalle 5 ant. del gior- no 18 alle 8 pom. del giorno 26 gi'igno 1842, con vetri arancialo, giallo, verde, blen, violelto carico e violello chiaro. In ordine alio sviluppo delle piante nolo*. I. Che le piante, che a preferenza d' ogni altra allungarono il loro gambo, furono quelle ch' erano es- poste al raggio blou. a. Che le piaole, che sensibilmenle non allun- garono il loro gambo, furono quelle immerse nel rag- gio verde. 3. Che le piante piu snervale e floscie furono quelle esposle al raggio verde , quindi quelle del tur- 11- i\ — 18fi — clurjo, ai-iiicialo e giallo 5 cbe nell'oHavo glorno quel- le esposle al verde perlrono. La malattia era al collel- to e nelle radici. 4. Clie le piante qiiasi in istafo natiirale rispet- to al vigore ed al nerbo nel gainbo e nelle foglie, fu- rono quelle esposte al raggio vloletlo; ma che i rudi- uienti de' fiori perirono, ■ , , . 5. Che le foglie delle piaule nel violello e verde acquistarono un verde piu cupo di quello oh' ehbero le piante alfaria libera, e che le foglie di lulte le altre piante acquisfarono una tinfa piu o ineno giallognola. 6. Che le piante esposte al verde, bleu e violet- fo e nel eancello senza vetro si piegarono colle loro cime verso la luce j e che per converse quelle espo- ste all'aranciato ed al giallo si niantennero diritle. : r. In ordine alia germogliazione dei semi osservo : I. Che nel secondo giorno si svilupparono i se- mi esposli al raggio verde. 2,. Che nel terzo giorno si svilupparono i se- rai esposti al raggio violetlo. 3. Che nel quarto giorno se ne svilupparono nel giallo ed aranciato. 4. Che nel quinto giorno ne germogliarono nel lurchino. 5. {]he nel seslo giorno perirono quelle pianti- cine, che nel quarto giorno si svilupparono nel rag- gio giallo. — 187 — 6. Che nel seltiiiio giorno nel giallo si svilup- parooo due nuovi semi. 7. Che r allungaaiento degli steli delle niiove pianticine fu decrescente uell' ordine clie segue: ver- de, aranciato, violetto-carico, violetlo-chiaro e bleu, 8. Che le fogHoIine seminali nel verde e violet- to dispiegarono ua verde assai cupo che noii ebbero quelle all'aria libera ; che le foglioline semioali dell'al- tra pianticina furono di un coiorito verde-giallognolo, loenlre il gambo in tulle fu bianchissimo e Irasparen- te, ad eccezione di alcuni nel verde cb'erano rossicci. Conchiuse osservando I' Autore che susseguenti esperienze dimostrerauno la generalila di questi fatti, o comproveranno che non furono che casi particolari delle speciali condizioni degfindividui che furono es- posli agli esperimenli, L'l. R. Islitulo conforta f Au- tore a procedere innanzi in quesle ricerche, che gli parvero inleressanli. Dopo cio 1' adunanza si scioglie. Adunanza del giorno 17 LUGuo d842. Si legge la prima parte dell' alio verbale dell' a- dunanza 26 giugno, ch' e approvafa. Si annunziano i segueoti doni fatti all'Istiluto : 1. Dall' I. R. Istituto Lorabardo. Giornale deW Istituto e Biblioteca Ilaliana, fasc. i 0. 2. Dal sig. CO, Gherardo Freschi. L Amico del contadino, GiornalCj num. -14 3 ^16,10- glio, ;d844. 3. Dal signer Giuseppe Bernardooi, Lettera di Gins. Bernardoni alVab. dotl. Pictro Zam- belli sopra varie lezioni iratte dal testo della Divina Coni- ■.-ncdia. Milano, i842. — -1!)0 — /|, Dal M. E. prof. Francesco ZanteJesclii. Relazione del pnncipaJi fcnomcni osservali in Vc- vczia neir Ecclissc solare. 8 luglio 1842, dell' ah. prof. Francesco Zantedeschi. Yenezia, 4842, in 8.vo. La Sociela medico-cliirurgica di Torino parteci- pa con leflera i aprile passato la sua islifuzlone, e compiega una copia del proprio Regolamento. La dilta tipografica Gio. Coccliini e Comp. do- manda di poler deposltare presso I' Istituto alcuni saggi di vignelte o cliches in rame , eseguile secondo uu metodo particolare pel quale essa dllta si riser- va di concorrere nel i844 ^i premj d Induslria. L' I. R. Istituto accelta il deposito. II sig. Maresciallo Marmonl Duca di Ragusi av- verte che mandera in dono alT Istituto una pila co- strulta secondo il nuovo metodo di Cropcr , analoga cioe alle pile del sig. Grave, composla di zinco e pla- lino. nia uella quale al platino viene sostiluito tin ci- lindro di carbone. II sig. Maresciallo si riserva di po- tor fare, venendo in Venezia, alcune sperienze con quesla pila. II nieuibro olTellivo co. Cotilarini logge poscia. . — d91 — una Mcmoria: Sopra la varia configurazione delt aS' pera-arteria o trachea arteria degli uccelli , nella quale dopo di aver toccato brevemente alcune spe- cial! prerogative degli uccelli , come la lor leggerezza a cagione dell' aria che inliiuamente ne penetra ogni lor parte, la stupenda varieta del canto second© la di- versita della specie, la forza sua, il tempo in che prin- cipalmente si ode, e in che maniera si formi, passa a descriverci la strutlura fisica delfaspera-arleria, della glottide e della laringe, la quale ne' maschi e coperla da membrane elasliche e sonore, osservando inoltre che i niuscoli nella trachea hanno quella robustezza, servieute alia forza della voce , che hanno i rauscoli peltorali rispetto all'efficacia del volo, onde gli ucceN li intraprendono que' loro viaggi sterminati. Osserva poscia I'Autore che negli uccelli, come- che paia a prima giunta che la trachea non diversifi- chi gran falto nelle specie diverse, tutfavia un' allen- ta indagine ne fa rilevare uotabili difTerenze , e quivi piglia a descriverle partilamenle, considerando in pri- ma il diametro , che dove e uguale in tutla la lun- ghezza della glottide alia laringe, dove si differenzia per alcun tratto, e dove si va pianamenle restringen- do dalla glottide alia laringe. Quindi nedescri vela forma che puoessere cilindri- ca, schiacciata o compressa,notando anchein questa le diverse inodificazioiii che gli venue falto d' incootrare. — 192 — Nella trachea degli uccelli sonovi ancora tlelli; curiose dilatazioni e ristringimenii nelle diverse sue parti, die TAiitoce specificatamenle descrive, come e descritta niiniilatnenle la specialita degli aoelli onde la trachea si oompoue nelle diverse specie, e cio per rispelto al niimero, alia grandezza , alia forma e alia consisleiiza, sicclie da una flessibile rnembrana carli- laginosa, e qnalche volla floscia, onde sooo forniati, pervengono non di rado ad una consistenza pressoche ossea. Nofa appresso le circonvoluzioni che si riscon- trano in alcune specie, e cosi anche il colore di ver- so*, ed avendo cosi terminalo di parlare delia trachea in genere, viene a discorrere della laringe, toccando ivi pure tutti i particolari che difTerenziano quest' or- gano nelle specie diverse. Poscia favella dei bronchi, che sono due canalelti, uno poslo a destra e Paltro a sinistra della laringe, ch'enlrano e vaono a perdersi nella testura dei polmoni ; e quivl pure, dopo di ave- re indicata la maniera, onde si attaccano alforgano di- anzi delto, ne accenna tulle le prerogative e diversita di forma, di consistenza, nonche altri particolari, come face piu sopra, trattando della laringe-, e quindi chiu- de il suo lavoro facendo prevedere come seguitando tale studio possa avvenire che dalla precisa cognizio- ne della varia forma e modificazioni delle parti della aspera-arleria si pervenga a render ragione delle ma- niere differenti di voce negli uccelli. — 495 — II Vice-presidenle cav. Sanlini legge poi la se- guente ; Relazione delVosservazione delf Ecclisse totale avve- niita alia mattina 8 luglio 1842. Erano state prese le disposizioni convenienli, per os- servare un fenomeno si niagnifico e raro, nella sala supe- riore dell' Osservatorio di Padova, ova erano stati disposti niolti cannocchiali per coniodo dei sig. professor! della U- niversita, student! e dislinti personaggi die concorsero in gran numero alia osservazione. Esporremo in fine !l tempo notalo de! divers! contatti; intanto faremo parola di quanto partitamente si pote osser- vare intorno alia parte fisica durante il fenoraeno. 11 cielo alia mattina non era ben chiaro, ma ingombro da vapor! costituenti un velo, die lasciava travedere !1 di- sco solare per modo che potevasi fissare nel sole ad occhio nudo. Questo velo s! attenuo a segno che si pote ben tosto osservare il sole coo i cannocchiali muniti dei consueti elio- scopii. Si unirono meco alle osservazion! il sig. dott. Carlo Cotit! professore di Meccanica nella R. Universitii, e gi^ mio coUega nell'osservatorio, il sig. cav. capitano Biela co- mandante la Piazza di Rovigo, ed il sig. dott. Pietropoli, ag- giunto provvisorio dell'osservatorio, che con ardore coltiva la scienza astronomica. II sig. cav. Biela si proponeva di osservare tuttocio che potevasi presentare di rimarchevole nella parte fisica, ed a tale oggetto ei si ritiro solo nella piccola caraera rotonda della macchina parallatlica, situata nell'ultima sommit^ del- n. a5 — 104 — I' osservalorio, afllnche la sua altenzione non venisse di- slratta dal numeroso concorso degli astanti. Gli altri tutli osservavano ncUa sala sopra noniinala, ripiena di studenti e di altri dislinti pcrsonaggi della cilta. Terminata la ecclissc, ciascheduno si ritiro a descrivcre cio die di parlicolare aveva notalo e rimarcato; e soiio appunlo queslc note origi- nal!, che mi faccio pregio di rifcrire c coinunicare a nome comune, perche possano venire confrontate con quanto sara stato da altri ossei'vato negli altri stabilimenti astronomic!. Coinincicro dal rifcrire le mie peculiar! osservazioni. I.Sul principio nulla si rimarco di particolarc ; scgui il contatto nolle vie ordinarie; si comincio cioe a rimarcare un piccolo cambiamentocd una specie di piccolaondiilazio- ne nel lembo solare,mentre rorologio segnavadT'^ 51' 50", che fece sospettare il primo contatto ; ed a i7'' 52' 14" giii distinguevasi aperlamcnte uu piccolo segmeuto oscurato. 2. INato il contatto, osservai attcntaiiieute per tutto il tempo deir ec